Certo il titolo
sembra pretenzioso, con l’intenzione di essere gli unici che sappiamo come
stanno le cose. No.
Non e’ cosi’, ma
in queste settimane si sono lette e sentite tali e tante prese di posizione,
che abbiamo pensato quanto meno di mettere un po’ di ordine ed aggiungere
qualche elemento per potersi fare una propria idea.
Prima di addentrarci nella
questione, e’ bene conoscere il significato di alcuni termini che ricorrono
spesso nelle prossime righe.
Transgender :
è un concetto ombrello che indica le persone la cui identità o espressione di
genere non corrisponde al sesso assegnato loro alla nascita. Questa condizione
– sia ben chiaro – non è una malattia,
ma una variazione naturale dell’identità umana.
Cisgender significa che il
genere corrisponde al sesso assegnato alla nascita.
Eterosessuale significa
provare attrazione per persone del sesso opposto.
Non binario riguarda il genere e non la sessualità. Una persona non binaria non si
riconosce in modo completo o esclusivo nello schema rigido di uomo o donna. Le
persone non binarie possono avere qualsiasi orientamento sessuale.
queste ore – perche’ dell’argomento se ne parla da tempo nel mondo sportivo – nasce da un’intervista di Sophie Cunningham, guardia
delle Indiana Fever nella lega pro americana di basket femminile, la WNBA. Alla rete ESPN Cunningham ha detto che le
sue convinzioni sulle atlete transgender negli sport femminili derivano dal
desiderio di “voler proteggere le giovani ragazze negli spogliatoi e che
non dovrebbero essere costrette a scontrarsi con uomini biologici. “Penso che sia una questione di buon
senso“. Punto. La Cunningham non ha espresso ne’ giudizi ne’ valutazioni politiche. Ha detto cose che da anni
sono al centro del dibattito sportivo internazionale. E non solo, anche nelle chiacchiere da bar.
In sostanza la domanda e’: puo’ una
persona nata uomo e poi dichiarata donna competere nello stesso sport senza che
la sua nascita biologica le assegni vantaggi importanti come la forza per fare
un solo esempio? Non dovrebbe essere un argomento ne’ di centro, di destra o di
sinistra perche’ riguarda la sfera personale di ogni persona. Invece e’
diventato un dibattito nel quale tutti, specie i politici, vogliono dire la
loro. Ma le affermazioni di chi interviene sono spesso piu’ politiche che
scientificamente provate.
White, di cui leggete qui, di voler giocare l’anno prossimo nella WNBA in
quanto il primo si sente donna ed il secondo ha dichiarato di essere
transgender ha acceso un fuoco di polemiche e di assurdita’ insostenibili se non si
fa il punto della situazione. Scientifico.
La rivista Focus nella sua edizione
on line proprio qualche settimana fa ha pubblicato, a firma di Elisabetta
Intimi, un articolo
dal titolo :” Le atlete transgender sono avvantaggiate fisicamente?”
articolo:” Le atlete transgender hanno, in virtù della precedente
esposizione al testosterone, un
vantaggio fisico nelle prestazioni sportive? Uno studio pubblicato sul British Journal of Sports
Medicine che ha analizzato la letteratura precedente sul
tema ha concluso che, dopo la terapia ormonale, le atlete trans hanno una forma fisica e una capacità aerobica
paragonabili a quelle delle atlete cisgender, e non risultano
pertanto favorite dal punto di vista atletico.
Tuttavia
il Comitato Olimpico
Internazionale (CIO) ha stabilito che le donne trans non potranno partecipare alle
competizioni femminili a partire dalle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.
Finora il CIO non era intervenuto sulla questione, lasciando alle federazioni
internazionali la libertà di regolamentare l’accesso delle atlete trans alla
propria disciplina”.
Va
rilevato appunto che alcune Federazioni internazionali hanno vietato la partecipazione
della atlete transgender alle competizioni femminili: nuoto, atletica,
pugiliato, ciclismo solo per citarne alcune. Facile si dira’: la forza fisica
in questi sport conta eccome. Eppure come accennato nell’estratto del pezzo di
Focus e come dimostra un altro argomento, non e’ sempre cosi’.
L’altro
argomento importante e’ quello che riguarda le donne con iperandrogenismo: condizione fisiologica in cui il
corpo di una donna produce naturalmente una eccessiva quantità di ormoni
androgeni (maschili), come il testosterone, rispetto alla media. La sudafricana
Caster Semenya , dominatrice del mezzo fondo nell’atletica leggera tra i 2009
ed il 2012, e la pugile algerina Imane Khelif sono i due esempi piu’ famosi di
questa condizione.
La vicenda di Semenya porto’ la
Federazione Internazionale di Atletica Leggera ad imporre una regola che
obbliga le donne con iperandrogenismo a sottoporsi a una terapia ormonale per
abbassare la produzione di ormoni androgeni, che si ritiene essere in grado di
falsificare le competizioni sportive.
Nel caso di Khelif, la pugile algerina, medaglia d’oro a Parigi nel 2024 nella
categoria 66 kg, ha detto
all’inizio del 2026, in un’intervista al quotidiano
sportivo francese “L’Equipe” che lei si era sottoposta a trattamenti ormonali per
abbassare i suoi livelli di testosterone in vista dei Giochi del 2024,
ed ha ribadito di non essere transgender. “Ho ormoni femminili. E la gente non
lo sa, ma ho seguito trattamenti ormonali per abbassare i miei livelli di
testosterone per le competizioni”. Nel 2025 l’International Boxing Unione ha
impedito a Khelif di gareggiare nei Campionati Mondiali.
Tutto questo dibattito dovrebbe portare ad una sola domanda: e’
possibile conciliare il diritto di prendere parte a una competizione sportiva
senza ledere i diritti di un’atleta – eterosessuale, transenssuale o
intersessuale – ed allo stesso tempo garantire che la competizione sia equa?
Nel basket un’atleta transgender che vantaggi avrebbe, al di la’
delle facili battute e spiegazioni da bar? Schiacciare? Corre e saltare di piu’?
Fare blocchi piu’ duri? Avere piu’ resistenza? Possibile. Ma forse anche no come
abbiamo letto qualche riga sopra in questo post.
E dunque? La scienza in questi casi e’ l’unica che puo’ dare riposte senza che queste stesse risposte vengano strumentializzate dai gialli, rossi, neri, viola, bianchi, arancioni ecc.ecc.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link


