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Meteo, ma ci sarà davvero la rottura dell’estate?
Perché si parla di Rottura Estate, ma ci sarà davvero? Cosa sappiamo
Dopo settimane di anticiclone africano, i modelli matematici intravedono una svolta: temporali al Nord da lunedì 17, poi una seconda saccatura capace di chiudere l’ondata di caldo entro il 24 agosto.
Caldo africano verso il capolinea: temporali dal 17 agosto e crollo termico entro il 24
Il quadro attuale: un’ondata di calore che non conosce pause
L’Italia resta prigioniera dell’Anticiclone Subtropicale, una struttura barica che domina il Mediterraneo ormai da settimane e che ha dato vita ad una lunga ondata di caldo, con questa fase cominciata nell’ultima settimana di luglio e tuttora in corso con intensità clamorosa lungo tutto lo stivale. Il copione quotidiano è quello classico dell’alta pressione estiva: cieli in prevalenza sereni, notti tropicali, tassi di umidità elevatissimi e qualche sporadico temporale relegato ai rilievi, tra Alpi, Prealpi e dorsale appenninica. Un quadro che abbiamo già descritto raccontando come il caldo africano punti dritto a Ferragosto con picchi fino a 42°C.
Fino a domenica 16 agosto non ci sono novità di rilievo. La calura resterà protagonista assoluta su tutte le regioni, con l’unica variabile rappresentata dai fenomeni convettivi pomeridiani su monti e colline, spesso accompagnati da grandinate a macchia di leopardo e da rovesci tanto brevi quanto violenti. Il Ferragosto trascorrerà dunque sotto la cupola anticiclonica, senza scossoni degni di nota nella circolazione atmosferica.
Da lunedì 17 il primo cedimento: temporali diffusi sulle regioni settentrionali
La prima crepa nella corazza anticiclonica è attesa proprio all’indomani della festa. Il modello europeo ECMWF insiste ormai da diversi aggiornamenti sull’ipotesi di un arretramento del caldo subtropicale e sull’avvicinamento di una perturbazione nord-atlantica, chiamata al compito tutt’altro che semplice di far scendere le temperature su gran parte del Paese e di spazzare via almeno una parte dell’umidità accumulata nell’ultimo mese.
Se la traiettoria verrà confermata, i primi fenomeni arriveranno lunedì 17 agosto e interesseranno gran parte del Nord e del medio-alto Tirreno. Non si tratterebbe del solito temporale di calore pomeridiano o serale, bensì di una vera perturbazione dotata di un fronte freddo molto ampio, capace di generare precipitazioni diffuse a carattere temporalesco: esattamente ciò che tutti si attenderebbero nel finale di agosto e dell’estate meteorologica.
L’instabilità atmosferica nascerà lungo l’arco alpino e prealpino, ma con un probabile sfondamento verso le zone pianeggianti. Buona parte dei modelli matematici concorda nell’individuare nella Valpadana e in Toscana le aree colpite con maggiore probabilità, tanto che il modello tedesco ICON disegna fenomeni estesi su tutto il settentrione, mentre lo stesso ECMWF prevede un temporale di forte intensità sulla città di Milano. Ovviamente, questi sono dettagli da confermare.
Un aspetto non trascurabile riguarda l’energia in gioco. Il Mediterraneo è surriscaldato e fornisce all’atmosfera un quantitativo abnorme di vapore acqueo, il carburante ideale per sistemi temporaleschi violenti. Con un’ondata di maltempo di questo tipo bisogna quindi mettere in conto anche fenomeni estremi: intense raffiche di vento, grandinate e nubifragi. È un tema che avevamo già affrontato analizzando la pioggia dei prossimi sedici giorni e le insidie al bel tempo.
Martedì 18, un cavo d’onda dalla traiettoria ancora incerta
Il giorno successivo il quadro si complica. Martedì 18 agosto vede infatti ancora incerto il posizionamento di un cavo d’onda depressionario tra Francia, Spagna e Italia, e i modelli mostrano una notevole irregolarità nella distribuzione delle precipitazioni sia al nord sia al centro.
C’è chi evidenzia fenomeni rilevanti, perché colloca la modesta ma efficace saccatura più vicina alla Penisola: in questo scenario le piogge potrebbero risultare localmente intense, accompagnate da grandine, nubifragi e colpi di vento tra Lombardia, Veneto, Emilia, Toscana, Lazio e Campania, con città come Bologna, Firenze, Roma e Napoli potenzialmente coinvolte.
Il confronto con vari modelli matematici, però lascia dei dubbi sull’attendibilità di questa dinamica. Insomma, meglio attendere nuovi aggiornamenti.
Mercoledì 19, instabilità atmosferica residua e alta pressione in bilico
La modesta saccatura potrebbe esaurire la propria spinta entro mercoledì 19 agosto, lasciando in eredità condizioni di variabilità con rovesci sparsi alternati ad ampie schiarite. Le temperature calerebbero al Nord e al Centro, ma il caldo continuerebbe a dominare, seppur con valori meno estremi rispetto ai picchi della prima metà del mese. L’anticiclone proverà a resistere, però la sua struttura barica apparirà sempre più indebolita, come una diga che comincia a mostrare le prime infiltrazioni.
Da giovedì 20 la svolta più decisa: una nuova saccatura atlantica
È qui che, secondo gli ultimi aggiornamenti del modello europeo, arriva il passaggio potenzialmente risolutivo. Da giovedì 20 agosto potrebbe intervenire una seconda saccatura atlantica, più incisiva e profonda della precedente, in grado di condizionare il tempo su mezza Italia.
Le prospettive per la seconda metà del mese
Insomma, dopo settimane di dominio anticiclonico, il Ferragosto segna dunque lo spartiacque verso una fase più dinamica e meno afosa. Tra il 17 e il 24 agosto l’Italia vivrà un progressivo cambio di circolazione atmosferica, con il ritorno dei temporali e un sensibile calo delle temperature, anche se i modelli continuano a bisticciare sull’effettiva incisività della prima saccatura e sull’inserimento di quelle successive dal 20 in poi. Ci aggiorneremo con le novità dei super elaboratori.
Fonte: TEMPO ITALIA
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