PERCORSO VUELTA A ESPANA 2026

Tappa 1: Monaco-Monaco (9,6 km, cronometro individuale), sabato 22 agosto ⭐⭐⭐

Si comincia nel Principato: frazione subito interessante. Non ci sono difficoltà altimetriche, ma bensì planimetriche: servirà guidare bene il mezzo oltre che spingere lunghi rapporti per conquistare la prima Maglia Rossa.

Tappa 2: Monaco-Manosque (215,2 km), domenica 23 agosto ⭐⭐⭐
La frazione più lunga della Vuelta. Si superano i 3.000 metri di dislivello, nonostante appena due GPM ufficiali. Il primo è l’Alto Châteauneuf-Grasse, 12,7 chilometri al 3%, seguito dal Col de Saint-Andrieu, 4,3 chilometri al 5,2%. Nel finale ci sono altri brevi tratti in salita, compreso un passaggio di 2,8 chilometri al 6,2% a una cinquantina di chilometri dall’arrivo. Gli ultimi 5 chilometri verso Manosque sono invece in falsopiano ascendente.

Tappa 3: Gruissan-Font-Romeu (166,7 km), lunedì 24 agosto ⭐⭐⭐⭐
Ecco la prima vera giornata dedicata agli uomini della classifica. La difficoltà è concentrata quasi interamente negli ultimi 35 chilometri. Il Col de Mont-Louis misura ben 19,1 chilometri al 5%: pendenza non estrema, ma salita lunga e costante. Dopo una breve discesa bisognerà affrontare altri 9,8 chilometri al 4,9% fino a Font-Romeu. In pratica, il finale propone quasi 27 chilometri di ascesa continua al 4,5% medio. Non è una giornata per scalatori puri, ma può già creare distacchi se uno dei favoriti dovesse avere difficoltà.

Tappa 4: Andorra la Vella-Andorra la Vella (104,9 km), martedì 25 agosto ⭐⭐⭐⭐⭐
Tappa cortissima e terribile. Si parte subito verso il Port d’Envalira, 25 chilometri al 5% con punte dell’11%, prima di una lunghissima discesa. Poi arriva la Collada de Beixalis, appena 6,7 chilometri ma all’8,5%, con rampe fino al 16%. Segue il Coll d’Ordino, 9,8 chilometri al 7,1%, quindi l’ultimo ostacolo: l’Alto de la Comella, 4,2 chilometri all’8,1%, con il tratto conclusivo ancora più duro. Poco più di 100 chilometri, ma oltre 3.000 metri di dislivello.

Tappa 5: Falset-Roquetes (171,1 km), mercoledì 26 agosto ⭐⭐
Dopo il massacro di Andorra si torna su un terreno decisamente più gestibile. La prima parte è caratterizzata da lunghi tratti pianeggianti, anche se negli ultimi 50 chilometri iniziano diversi strappi. Il più importante è l’Alto de Pauls, 3,5 chilometri al 7,2%, con punte del 12,2% e scollinamento a poco più di 24 chilometri dal traguardo. La salita potrebbe mettere in difficoltà qualche velocista, ma dopo la discesa restano circa 10 chilometri per rientrare: volata possibile.

Tappa 6: Alcossebre-Castelló (177,4 km), giovedì 27 agosto ⭐⭐⭐
Una frazione molto più impegnativa di quanto lasci intendere il finale pianeggiante. Dopo circa 40 chilometri si salirà sul Puerto de la Serratella, 16,6 chilometri al 4,4%, poi toccherà al Col de la Bandereta, 4,5 chilometri al 6,9%. Nel finale si affronterà due volte la zona del Desierto de las Palmas: la seconda scalata porterà al Puerto de Bartolo, 9,1 chilometri al 7,2%, comprendenti un tratto di circa tre chilometri su sterrato con pendenze a doppia cifra. È qui che la corsa potrebbe esplodere.

Tappa 7: Vall d’Alba-Aramón Valdelinares (149,8 km), venerdì 28 agosto ⭐⭐⭐⭐
Il finale di questa tappa è praticamente un’unica lunga sequenza di salite. Si comincia con il Puerto de Remolcador, 12 chilometri al 4,4%, seguito dall’Alto de Zucaina, 5,3 chilometri al 4,8%. Poi il Fuente de Rubielos (6,1 km al 6,1%) apre il tratto decisivo: a circa 20 chilometri dall’arrivo arriva un’altra ascesa non classificata, poi il Puerto de San Rafael, 9,5 chilometri al 4,4%, con gli ultimi 1,7 chilometri al 7%. Infine la salita conclusiva verso Valdelinares, 8,3 chilometri al 6,5%, fino a quota 1.961 metri. Oltre 3.500 metri di dislivello complessivo.

Tappa 8: Puçol-Xeraco (171 km), sabato 29 agosto ⭐
Finalmente una giornata quasi interamente dedicata alle ruote veloci. Il profilo è quello di una tappa pianeggiante, con circa 1.300 metri di dislivello complessivo: nessuna salita dovrebbe impedire alle squadre dei velocisti di organizzare il finale. Dopo una prima settimana così dura, però, il gruppo potrebbe arrivare già molto selezionato.

Tappa 9: La Vila Joiosa-Alto de Aitana (187,4 km), domenica 30 agosto ⭐⭐⭐⭐⭐
Prima vera tappa regina della Vuelta. Il dislivello sfiora i 5.000 metri e la salita inizia praticamente da subito. Il percorso propone il Puerto de Tárbena (6,7 km al 5,4%), il Puerto El Miserat, appena 5,1 chilometri ma al terribile 10,1%, il Port de Tollos (4 km al 5,7%), il Port de Tudons (11,7 km al 4%) e il Port de Benifallim (4,8 km al 5,9%). Dopo un tratto di respiro arriva il gran finale sull’Alto de Aitana: 21,2 chilometri al 5,9%, con gli ultimi 6,6 chilometri al 7,8%. Distacchi pesanti assolutamente possibili prima del primo giorno di riposo.

Riposo, lunedì 31 agosto

Tappa 10: Alcaraz-Elche de la Sierra (184,7 km), martedì 1 settembre ⭐⭐⭐
Si riparte con una frazione ondulata che presenta difficoltà sparse lungo tutto il percorso. Si affrontano il Puerto de las Cruces, con gli ultimi 3,2 chilometri al 5%, il Puerto de Peralejo (4,9 km al 4,5%) e una successiva ascesa di circa 8 chilometri al 4%. Nel finale arriva il Puerto de Socovos, 9,8 chilometri al 3,5%, con vetta a circa 20 chilometri dal traguardo. Poi una nuova rampa e gli ultimi tre chilometri in leggerissima salita: possibile sprint di gruppo ridotto, ma soprattutto terreno ideale per una fuga.

Tappa 11: Cartagena-Lorca (151,3 km), mercoledì 2 settembre ⭐
Una delle poche giornate davvero favorevoli agli sprinter. Il dislivello è contenuto e non ci sono salite significative nella parte finale. Dopo la prima settimana e la difficile ripartenza dalla montagna, questa sarà una delle occasioni da cerchiare per le ruote veloci rimaste in gara.

Tappa 12: Vera-Calar Alto (166,6 km), giovedì 3 settembre ⭐⭐⭐⭐⭐
Nuovamente montagne vere e una delle tappe chiave della Vuelta. Nel percorso ci sono il Puerto de Los Barrancos e l’Alto Cóbdar, prima del Collado García, ma tutto si decide negli ultimi 44 chilometri. Prima l’Alto de Velefique, 13,2 chilometri al 7,3%, con un tratto iniziale molto duro e l’ultimo chilometro che arriva al 15%. Subito dopo arriva la scalata verso Calar Alto, 15,5 chilometri al 6%, con i primi due chilometri attorno al 12%. L’ascesa finale è irregolare, con falsopiani e brevi tratti di recupero, ma il dislivello complessivo di circa 4.460 metri renderà la giornata durissima.

Tappa 13: Almuñécar-Loja (192,8 km), venerdì 4 settembre ⭐⭐⭐
Una lunga giornata di media montagna, con circa 3.400 metri di dislivello. Non c’è una singola salita capace di decidere la corsa, ma una continua successione di strappi e saliscendi. È il classico terreno che può lasciare andare una fuga di qualità, soprattutto considerando che i big arriveranno da una giornata pesante come quella di Calar Alto.

Tappa 14: Jaén-Sierra de La Pandera (154,5 km), sabato 5 settembre ⭐⭐⭐⭐⭐
Una delle tappe più importanti della seconda parte. Sono oltre 4.000 metri di dislivello e il traguardo è posto sulla storica Sierra de La Pandera, salita di circa 8,4 chilometri al 7,8%, con diversi tratti in doppia cifra. Il percorso prevede altre ascese nella prima parte e porterà i corridori all’ultima salita con le gambe già stanche. Sarà una giornata nella quale i big difficilmente potranno restare a guardare.

Tappa 15: Palma del Río-Córdoba (189,7 km), domenica 6 settembre ⭐⭐⭐
Dopo La Pandera non arriva una vera giornata di riposo: il percorso resta ondulato e presenta circa 2.850 metri di dislivello. Non ci sono però salite abbastanza dure o vicine al traguardo per aspettarsi un nuovo confronto diretto tra i big. La fuga potrebbe avere ottime possibilità di arrivare, mentre i velocisti più resistenti potranno provare a sopravvivere agli strappi per giocarsi la vittoria a Córdoba.

Riposo, lunedì 7 settembre

Tappa 16: Cortegana-La Rábida, Palos de la Frontera (181,1 km), martedì 8 settembre ⭐⭐
La terza settimana si apre con una frazione ondulata, ma progressivamente più semplice avvicinandosi alla costa. I 2.200 metri circa di dislivello saranno concentrati soprattutto nella prima metà del percorso. Nel finale non ci sono difficoltà tali da impedire una volata, anche se il vento e il possibile spazio concesso alla fuga potrebbero complicare il copione.

Tappa 17: Dos Hermanas-Siviglia (185 km), mercoledì 9 settembre ⭐
La tappa più semplice della Vuelta dal punto di vista altimetrico. Appena 956 metri di dislivello e nessun ostacolo significativo: una giornata costruita per la volata di gruppo. Potrebbe essere l’ultima occasione realmente favorevole ai velocisti prima del trittico conclusivo che deciderà la classifica generale.

Tappa 18: El Puerto de Santa María-Jerez de la Frontera (32 km, cronometro individuale), giovedì 10 settembre ⭐⭐⭐⭐⭐
Qui la Vuelta entrerà nel momento decisivo. Una cronometro di 32 chilometri, molto più lunga rispetto alla prova inaugurale di Monaco e con appena 178 metri di dislivello: terreno ideale per gli specialisti. Gli uomini di classifica con una buona capacità contro il tempo potranno recuperare parecchi secondi, mentre gli scalatori dovranno limitare i danni. La posizione in calendario è fondamentale: subito dopo arriveranno tre giornate capaci di decidere definitivamente la corsa.

Tappa 19: Vélez-Málaga-Peñas Blancas, Estepona (210 km), venerdì 11 settembre ⭐⭐⭐⭐
Comincia il vero conto alla rovescia. È la tappa più lunga della fase finale e propone circa 4.000 metri di dislivello, con una parte iniziale meno selettiva e un finale molto più impegnativo. La corsa si dirigerà verso la Serranía de Ronda prima dell’ultima scalata a Peñas Blancas, una salita di circa 19 chilometri al 6,7%. Non ha pendenze estreme, ma la lunghezza, la posizione nel percorso e la fatica della cronometro del giorno precedente possono produrre differenze importanti.

Tappa 20: La Calahorra-Collado del Alguacil (186,8 km), sabato 12 settembre ⭐⭐⭐⭐⭐
Il vero giorno della resa dei conti. Il percorso è stato modificato rispetto al disegno originario a causa dei problemi sulla strada dell’Alto de Hazallanas: la nuova versione prevede due passaggi sul Puerto de El Purche, l’inserimento del Puerto de El Duque e infine l’inedito Collado del Alguacil. Si supereranno comunque circa 5.000 metri di dislivello. Il finale è il vero mostro della giornata: il Collado del Alguacil misura 8,3 chilometri al 9,8% secondo l’organizzazione, con pendenze molto severe. È l’ultima grande salita della Vuelta e il punto nel quale la maglia rossa potrebbe definitivamente cambiare padrone.

Tappa 21: Carrefour Granada-Granada (99,4 km), domenica 13 settembre ⭐⭐
La Vuelta terminerà a Granada, ma l’ultima tappa non sarà una semplice passerella. Il circuito cittadino porterà i corridori anche verso la zona dell’Alhambra, con una salita breve e impegnativa nel finale. Con appena 99,4 chilometri e meno di 1.200 metri di dislivello, la classifica generale dovrebbe essere ormai congelata, ma il finale può comunque offrire spettacolo e favorire un corridore esplosivo.


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 Gianluca Bruno

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