Capire quante persone frequentano le vie del commercio, quanto si fermano e quali eventi riescono ad attirarle. Parte da qui Cities Analytics, il nuovo Osservatorio di Confcommercio Emilia-Romagna, presentato il 6 ottobre a Bologna, nel Salone dei Carracci di Palazzo Segni Masetti. Lo strumento monitorerà 33 punti di interesse nelle nove province emiliano-romagnole, dai centri storici ai poli commerciali, fieristici e turistici. L’obiettivo è fornire a Comuni, Regione e imprese informazioni utili per contrastare la desertificazione commerciale, programmare gli investimenti e verificare i risultati delle iniziative. A tirare le fila della presentazione è stata Roberta Frisoni, assessora regionale al Commercio, Turismo e Sport. Sono intervenuti anche Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Emilia-Romagna, Paolo De Castro, presidente di Nomisma, Francesco Capobianco, responsabile Public Policy di Nomisma, Paolo Testa, responsabile Urbanistica e Rigenerazione urbana di Confcommercio nazionale, e Marco Leoni, presidente di Iscom Group.
Cities Analytics: come funziona l’Osservatorio
Il progetto si basa sulle elaborazioni di Confcommercio Emilia-Romagna, sulla collaborazione delle associazioni territoriali e sul supporto tecnico di Iscom Group. Ogni mese, il giorno 5, sarà pubblicato un report sull’andamento delle visite nelle aree monitorate. I dati saranno confrontati con il mese precedente e con lo stesso periodo dell’anno prima, per distinguere gli effetti della stagionalità dai cambiamenti più duraturi. Le analisi riguarderanno il numero e la provenienza delle visite, la durata della permanenza, le fasce d’età e la capacità di spesa dei frequentatori. Sarà inoltre possibile approfondire periodi specifici, come un fine settimana di saldi o una manifestazione culturale, per misurarne l’effetto sui flussi.
Postacchini: “Per difendere i negozi servono conoscenza e dati certi”
“Le imprese del commercio di prossimità presidiano ogni giorno i nostri centri storici e i nostri quartieri, ma per difenderli servono conoscenza e dati certi”, afferma Enrico Postacchini. Per il presidente di Confcommercio Emilia-Romagna, l’Osservatorio deve diventare uno strumento operativo per le politiche urbane: “Sapere dove e quando le persone vivono i luoghi del commercio significa poter programmare meglio eventi, servizi, accessibilità e investimenti, e valutarne gli effetti nel tempo”. Il percorso si collega alla legge regionale sull’economia urbana e agli Hub urbani e di prossimità, attraverso i quali istituzioni e operatori lavorano al rilancio delle aree commerciali.
Frisoni: dati per orientare investimenti e politiche pubbliche
L’utilità delle rilevazioni, secondo Roberta Frisoni, riguarda diversi ambiti: commercio, turismo, mobilità e rigenerazione urbana. “Conoscere sempre meglio come cambiano le nostre città, come vengono vissute e attraversate e come evolvono i comportamenti delle persone è fondamentale per costruire politiche pubbliche capaci di accompagnarne le trasformazioni”, sottolinea l’assessora. Il nuovo Osservatorio potrà aiutare anche a valutare gli interventi già realizzati. “Poter contare su una base informativa sempre più solida ci consente non solo di programmare meglio le azioni, ma anche di verificarne nel tempo l’efficacia e capire dove concentrare maggiormente risorse e interventi”, aggiunge.
De Castro: il rischio di centri fatti di “ristoranti e basta”
Alla presentazione, Paolo De Castro ha richiamato il problema della perdita di varietà nell’offerta dei centri urbani. Il rischio, secondo il presidente di Nomisma, è che diventino luoghi di “ristoranti e basta”, perdendo le professionalità dei piccoli artigiani e dei negozi. A margine dell’incontro, De Castro ha collegato le difficoltà del commercio a quelle vissute dalle famiglie, tra bollette e pressioni economiche: “Dobbiamo trovare delle soluzioni insieme, non abbiamo una ricetta”. Gli osservatori, ha spiegato, possono contribuire a individuare politiche e interventi utili alle istituzioni.
I negozi come presidio contro solitudine e insicurezza
La funzione del commercio di vicinato va oltre la vendita dei prodotti. Francesco Capobianco ha evidenziato il ruolo dei negozi come “importante presidio di socialità e di integrazione”, soprattutto per le persone più anziane. Il contributo di Nomisma affianca all’analisi dei flussi una lettura delle dinamiche economiche e occupazionali del settore, senza trascurarne il valore sociale nel contrastare “fenomeni di spaesamento, insicurezza e solitudine”. Un tema che riguarda la vivibilità dei quartieri e le occasioni di relazione offerte dalle attività di prossimità.
Dalle fiere ai saldi: cosa potranno sapere Comuni e imprese
Le rilevazioni consentiranno di osservare quanto un evento modifica la frequentazione di un’area e se i visitatori si fermano per pochi minuti o per diverse ore. Per le amministrazioni, queste informazioni potranno sostenere le scelte su eventi, orari, accessibilità e riqualificazione degli spazi. Per i commercianti, potranno aiutare a pianificare aperture, promozioni e iniziative condivise. “L’obiettivo è quello di dare un servizio reale, diffuso sul territorio”, ha spiegato Marco Leoni, presidente di Iscom Group. Gli approfondimenti potranno arrivare fino al singolo punto di interesse, attraverso le Confcommercio locali. Per Paolo Testa, responsabile Urbanistica e Rigenerazione urbana di Confcommercio nazionale, la complessità delle trasformazioni urbane rende essenziale fondare le scelte su informazioni verificabili: “Non è più possibile prendere delle decisioni che non siano delle decisioni ben informate”.
Il progetto CITIES per le economie di prossimità
L’Osservatorio regionale rientra in CITIES, acronimo di Città e Terziario: Innovazione Economia Socialità, il progetto di Confcommercio nazionale dedicato alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione delle economie di prossimità. Cities Analytics ne rappresenta lo strumento di analisi dei flussi nelle aree a vocazione commerciale. In Emilia-Romagna, i report sui 33 punti monitorati offriranno una base condivisa per leggere i cambiamenti delle città e orientare le scelte sul futuro dei centri storici e dei quartieri.
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