Un viaggio di 24 ore alla scoperta di 24 storie vere di artigiani, innovatori e custodi del riuso che stanno già realizzando la transizione ecologica nel nostro Paese.
Come si trasforma l’economia circolare da concetto astratto a realtà tangibile e, soprattutto, a orizzonte professionale? Risponde a questa domanda “Il futuro non aspetta, si costruisce” (Edizioni Città Nuova, settembre 2026), il nuovo libro della giornalista ambientale e scrittrice Letizia Palmisano. Un saggio innovativo che si legge come un romanzo ma ha il rigore di un’inchiesta, pensato come una bussola per orientarsi tra le sfide e le opportunità della transizione ecologica.
Attraverso un’originale struttura narrativa che si sviluppa in 24 ore, il libro – con prefazione di Alessandra De Santis, educatrice e comunicatrice ambientale e curatrice de l’Atlante dell’Economia Circolare – ci guida alla scoperta di 24 storie vere di pionieri del cambiamento. I protagonisti di questa “giornata circolare” sono Laura e suo figlio Alex (i cui nomi sono un tributo a Laura Conti e Alexander Langer), che ci accompagnano a conoscere le figure che stanno già costruendo, pezzo dopo pezzo, l’economia del futuro delle nostre città. Dalle loro esperienze emerge un mosaico di soluzioni concrete che dimostra come il cambiamento sia già in atto, nonostante le sfide e le difficoltà incontrate dai professionisti ogni giorno.
Le ventiquattro storie dei pionieri della transizione
Tra le pagine del libro si incontrano diverse figure straordinarie che incarnano la svolta ecologica italiana:
- artigiani della materia, capaci di trasformare scarti organici, come i fondi di caffè, in oggetti di design attraverso la simbiosi industriale;
- maghi del recupero che ridanno vita a vecchi arredi destinati alla discarica, facendo dell’upcycling una forma d’arte e di terapia;
- pionieri del riuso che creano comunità solidali basate sul dono e lo scambio di abiti, dimostrando che la condivisione è uno strumento di inclusione;
- innovatori della filiera che rigenerano spazi industriali dismessi trasformandoli in multifactory dove artigiani e designer condividono saperi e macchinari;
- custodi del sapere, tecnici esperti che combattono l’obsolescenza programmata riparando elettronica d’epoca e difendendo il diritto alla riparazione.
«Di fronte alle grandi sfide del nostro presente, è facile sentirsi sopraffatti e quasi rassegnati, nonostante la voglia di fare. Ho scritto questo libro proprio come un antidoto alla rassegnazione, per raccontare che il futuro non si aspetta, si costruisce, e che le fondamenta sono già state gettate, pezzo dopo pezzo, ma serve passare a un’azione corale», spiega Letizia Palmisano, giornalista ambientale e scrittrice. «Le 24 appassionanti storie che ho raccolto dimostrano come l’economia circolare non debba essere relegata ad un concetto per pochi, ma un’opportunità concreta per tutti, da mettere in pratica sia nei gesti quotidiani sia nelle proprie scelte professionali».
Una cassetta degli attrezzi per le professioni verdi del futuro
Il libro, oltre ad essere una raccolta di storie ispiratrici, si conclude con una “cassetta degli attrezzi” che illustra i pilastri tecnici dell’economia circolare. Ogni racconto diventa l’applicazione pratica di concetti chiave come il Design for Disassembly (progettare per disassemblare), il Product-as-a-Service (vendere l’uso anziché il prodotto), l’Ecodesign e la responsabilità estesa del produttore (EPR), mostrando come questi principi, apparentemente complessi, si traducano in modelli di business resilienti e in scelte quotidiane consapevoli.
“Il futuro non aspetta, si costruisce” si rivolge a un pubblico ampio: agli studenti e studentesse che cercano una strada professionale che coniughi le proprie competenze con il desiderio di intraprendere una delle molteplici professioni verdi, ad imprenditrici e imprenditori a caccia di modelli di business innovativi, ai decisori politici in cerca di soluzioni efficaci e ad ogni cittadino e cittadina che voglia diventare protagonista attivo del cambiamento. Il libro è un invito a guardare il mondo con occhi contemporanei, a riconoscere il valore nascosto negli oggetti e nelle persone e a capire che la sostenibilità è, prima di tutto, un atto di intelligenza e creatività collettiva.
«Il futuro non è un luogo lontano da raggiungere, ma qualcosa che costruiamo con le scelte di ogni giorno», aggiunge Letizia Palmisano, giornalista ambientale e scrittrice. «Questo libro è un invito a diventare ‘musicisti’ di una nuova sinfonia urbana, quella del quartiere circolare nel quale la connessione tra persone, oggetti e natura crea un’economia solida e, al contempo, più equa e resiliente e ognuno può trovare il proprio ruolo in questa orchestra del cambiamento».
Chi è l’autrice Letizia Palmisano
Letizia Palmisano è una giornalista ambientale, scrittrice e divulgatrice TV. Esperta di economia circolare, efficienza energetica e green tech, svolge anche attività di consulenza, moderazione e formazione per aziende ed enti pubblici. È co-organizzatrice e capo ufficio stampa del Green Drop Award, il premio che Green Cross Italia assegna dal 2012 al film più sostenibile della Mostra del Cinema di Venezia. Vincitrice di diversi premi giornalistici e letterari, è autrice di numerosi libri, tra cui il saggio “Sette vite come i gatti” (2023), la fiaba “Il Rigiocattolo” (2024) e, con Matteo Nardi, “10 idee per salvare il pianeta prima che sparisca il cioccolato” (2021); leggi sotto le presentazioni, tra le notizie correlate.
Elenco in sintesi delle 24 storie e dei loro protagonisti
Queste, in breve, le 24 storie narrate nel libro “Il futuro non aspetta, si costruisce”, ciascuna associata a un’ora della “giornata circolare” e ai suoi protagonisti.
ORE 07:00 – Laura Gallo (Coffeefrom®) che trasforma i fondi di caffè in un materiale innovativo per creare tazzine e oggetti di design, unendo simbiosi industriale e inclusione sociale;
ORE 08:00 – Serena Spadafina (La Maga dei Mobili), artigiana ed ex estetista, che recupera e trasforma mobili destinati alla discarica, unendo l’arte del restyling ad una filosofia di recupero che cura l’anima;
ORE 09:00 – Sandra Huesca Avila e Antonella Dell’Ariccia (L’Armadio senza chiavi) in rappresentanza delle volontarie di un progetto comunitario a Roma che, attraverso il dono e lo scambio di abiti per l’infanzia, crea una rete di solidarietà e inclusione;
ORE 10:00 – Fabio Aiello (Antico Mulino delle Fate) ingegnere che, assieme ai suoi familiari, ha recuperato un antico mulino ad acqua del Settecento in Calabria, trasformandolo in un centro di cultura, turismo sostenibile e produzione di farine da grani antichi;
ORE 11:00 – Laura Greco (A Sud), antropologa ed attivista, cofondatrice di un’associazione che si occupa di giustizia climatica e sociale, promuovendo la nascita di comunità energetiche e la difesa dei territori;
ORE 12:00 – Giuseppe “Beppe” Allocca (LoFoIo), artigiano-teatrante che, a Prato, porta avanti la tradizione dei “cenciaioli”, producendo capi in cashmere rigenerato e raccontando la sua storia in monologhi teatrali;
ORE 13:00 – Antonio Beraldi (Leila – la biblioteca degli oggetti), cofondatore della prima oggettoteca di Bologna, un servizio che promuove la condivisione di oggetti di uso saltuario come alternativa al possesso;
ORE 14:00 – Manuela Marini (The Messy Gallery), artigiana creativa che, attraverso workshop e lezioni, insegna a riparare, ricamare e trasformare abiti usati, combattendo la cultura dell’usa e getta con l’upcycling;
ORE 15:00 – Guglielmo Ricci (Digital Video Service), tecnico riparatore di elettronica d’epoca che, dal suo laboratorio in Toscana, si batte contro l’obsolescenza programmata e per la salvaguardia di un sapere artigiano prezioso;
ORE 16:00 – Nicolas Denis (Reware), presidente di una cooperativa romana di “lavorattivisti” che ricondiziona computer e dispositivi elettronici, promuovendo il diritto alla riparazione e un modello di lavoro etico;
ORE 17:00 – Marco Ratti (Equa), giornalista e coordinatore di un’app che permette ai consumatori di valutare l’impatto sociale e ambientale dei prodotti che acquistano, trasformando ogni spesa in un atto di consumo critico;
ORE 18:00 – Alessandro Splendori (OZ Officine Zero), attivista e responsabile di una multifactory romana, uno spazio rigenerato dove artigiani, designer e cittadini condividono macchinari e saperi per dare nuova vita a materiali e quartieri;
ORE 19:00 – Claudia Clemente (Soap On The Road), fondatrice di un eco-shop di quartiere a Roma che promuove la vendita di prodotti sfusi e plastic-free, unendo un negozio fisico a un servizio di consegna itinerante in cargo bike;
ORE 20:00 – Simona Limentani (Zolle), fondatrice di un’impresa che ha rivoluzionato la filiera corta a Roma, creando un patto di fiducia tra piccoli produttori e consumatori attraverso la consegna a domicilio di cassette di prodotti freschi e stagionali;
ORE 21:00 – Marina Fornasier (Insieme società cooperativa), presidente di una storica cooperativa sociale di Vicenza che unisce inclusione lavorativa di persone svantaggiate e preparazione per il riutilizzo di beni scartati, dai mobili ai rifiuti elettronici;
ORE 22:00 – Marco Gisotti giornalista e uno dei massimi esperti italiani di green jobs, che funge da “bussola” per orientarsi tra le professioni che scompaiono e quelle create dalla transizione ecologica;
ORE 23:00 – Mario Bonaccorso (SPRING), direttore del cluster italiano della bioeconomia circolare, che orchestra la collaborazione tra università, ricerca e imprese per trasformare scarti biologici in nuovi materiali, dalle bioplastiche ai tessuti;
ORE 00:00 – Ludovica Chiarini (EcoMuvi), CEO di una società che ha sviluppato un protocollo di sostenibilità per le produzioni cinematografiche e audiovisive, riducendo l’impatto ambientale dei set;
ORE 01:00 – Andrea Zenari (Fattoria del Legno), dottore forestale che ha creato un modello di vivaismo circolare, affittando alberi di Natale che poi tornano nel bosco, e insegna l’arte della carpenteria con legno di recupero;
ORE 02:00 – Luca Scivicco Grassi (Ospedale delle Bambole), direttore sanitario di uno storico laboratorio di Napoli che da cinque generazioni “cura” e restaura bambole e giocattoli, preservando memorie e combattendo la cultura dello spreco;
ORE 03:00 – Chiara Brogi (ènostra), vicepresidente di una cooperativa energetica che produce e fornisce solo energia rinnovabile, promuovendo un modello di democrazia energetica e la creazione di Comunità Energetiche;
ORE 04:00 – Valeria Betti e Marc Vallois (D Tethys), fondatori di una società che trasferisce le tecnologie di riciclo dell’acqua delle missioni spaziali in contesti terrestri, come imbarcazioni e isole, per una gestione circolare delle risorse idriche;
ORE 05:00 – Alessio Fabrizi (Pomili Demolizioni Speciali Srl), responsabile comunicazione di un’azienda di autodemolizioni all’avanguardia, un hub che recupera e rimette in circolo quasi ogni componente di un veicolo;
ORE 06:00 – Laura Raduta e Daniele Simoncini (EAP Thermus) ingegneri che, partendo da un problema personale con la muffa, hanno sviluppato un innovativo pannello isolante in paglia cucita, promuovendo la bioedilizia e un modo di costruire sano e naturale.
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