Turismo in Francia. I leader del settore turistico francese chiedono una profonda revisione della strategia turistica nazionale, sostenendo che il settore debba smettere di inseguire i grandi volumi di visitatori per concentrarsi invece su soggiorni più lunghi, una maggiore spesa pro capite e una crescita distribuita su tutto l’anno.
L’Alliance France Tourisme, che riunisce le principali aziende dei settori turismo, viaggi d’affari ed eventi, ha presentato le proprie proposte il 28 settembre, in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027. Il piano delinea una visione ventennale per il settore, fissando l’obiettivo di raggiungere 100 miliardi di euro (115,8 miliardi di dollari) di entrate dal turismo internazionale entro il 2030.
Turismo internazionale
Nel 2025, la Francia ha registrato entrate dal turismo internazionale pari a 77,5 miliardi di euro (89,7 miliardi di dollari), segnando un incremento del 9%. L’Alleanza punta a generare ulteriori 22,5 miliardi di euro (26 miliardi di dollari) senza accentuare i picchi di sovraffollamento che già interessano alcune destinazioni.
Secondo il gruppo, quasi due terzi della spesa turistica in Francia provengono da viaggiatori nazionali, rendendo il mercato interno un pilastro economico fondamentale.
Il turismo genera una spesa complessiva di 222 miliardi di euro (257 miliardi di dollari) e sostiene quasi due milioni di posti di lavoro diretti e indiretti, stando ai dati dell’Alleanza. Le strutture ricettive commerciali hanno registrato 451 milioni di pernottamenti, mentre il turismo contribuisce al commercio estero francese con un saldo positivo stimato in 22 miliardi di euro (25,5 miliardi di dollari).
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La ricerca ha coinvolto un campione di 1000 viaggiatori italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, che abbiano effettuato un viaggio di almeno tre giorni nell’ultimo anno. In Italia o all’estero. «L’obiettivo dell’indagine è approfondire le scelte e i comportamenti generali dei viaggiatori, per poi focalizzarsi sulla percezione del turismo sostenibile nel proprio vissuto e nelle intenzioni future. – afferma Davide Cilia, ricercatore senior di Ipsos-Doxa -.
I dati dell’Osservatorio mostrano come la crescente attenzione alla sostenibilità influenzi concretamente le scelte dei viaggiatori, comprese quelle relative alle strutture in cui soggiornare. Le strutture percepite come più sostenibili dagli italiani sono: agriturismi (90%), rifugi alpini e di montagna (86%) e campeggi (83%): forme di ospitalità capaci di valorizzare e raccontare in modo diretto e autentico il territorio. I risultati dell’osservatorio evidenziano che il concetto di sostenibilità sta diventando sempre più concreto nella mente degli italiani. Se in passato veniva associato alla tutela della natura e dell’ambiente, oggi la consapevolezza sta evolvendo verso una dimensione sociale.
Il viaggiatore sente di poter fare qualcosa per la comunità presso cui soggiorna e attiva una connessione di successo basata su tradizioni e anche cibo a chilometro zero che prende il nome di “community positive travel”. Tra i comportamenti sostenibili più condivisi emergono: il rispetto di flora e fauna e delle grandi risorse naturali; la gestione dei rifiuti (la ricerca ci dice che l’Italia è uno dei paesi che gestiscono meglio i rifiuti) e la riduzione degli sprechi energetici e idrici; l’uso dei trasporti pubblici e la scelta di mete meno affollate in bassa stagione per contrastare l’overtourism (turismo slow) e l’acquisto di souvenir artigianali e prodotti locali. L’indagine evidenzia un approccio ai viaggi sempre più attento e consapevole. – sottolinea Cilia – Le strutture percepite come più ecologiche sono agriturismi (90%) e campeggi (83%).
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Chiara Ambrosioni
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La linea Tgv Inoui da Milano e Torino oltre a collegare direttamente l’Italia con il cuore della Ville Lumiere, offre collegamenti verso destinazioni strategiche come Chambéry e Modane, porte di accesso privilegiate ad alcune delle più rinomate località sciistiche delle Alpi francesi.
Tgv Inoui inoltre rappresenta il mezzo più ecologico per raggiungere la Francia dall’Italia: viaggiare tra i due paesi consente una riduzione media dell’85% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto agli altri mezzi di trasporto a lunga distanza.
Ogni giorno Tgv Inoui collega, infatti, Milano e Torino con Parigi attraverso tre collegamenti andata e ritorno, consentendo di raggiungere il cuore della città francese in circa 7 ore da Milano e poco più di 5 ore e mezza da Torino, senza cambi e con il comfort di arrivare diretTgv Inouiamente nel centro della capitale.
Lungo il percorso sono previste fermate a Torino, Oulx, Modane, Saint-Jean-de-Maurienne, Chambéry e Mâcon, con arrivo a Parigi Gare de Lyon. Da Milano, le partenze sono programmate alle 6:00, 14:10 e 16:10, mentre da Torino alle 7:36, 15:41 e 17:41.
A bordo, i passeggeri possono usufruire di numerosi servizi pensati per rendere il viaggio ancora più piacevole: sedili confortevoli, prese elettriche in prima e seconda classe, connessione Wi-Fi gratuita e spazi progettati per lavorare, rilassarsi o godersi il paesaggio lungo il percorso.
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[post_content] => L’ingresso ai musei nazionali inglesi rimarrà gratuito, anche per i visitatori internazionali. La decisione, secondo quanto riferisce Travel Mole, pone fine alle ipotesi secondo cui ai turisti stranieri avrebbe potuto essere richiesto un pagamento per accedere ad alcune delle attrazioni culturali più popolari del Paese.
La gratuità è stata introdotta nel 2001. All’inizio di quest’anno, il governo aveva dichiarato che avrebbe collaborato con musei, enti turistici e autorità locali per valutare se l’introduzione di un biglietto d’ingresso per i visitatori stranieri potesse fornire un ulteriore sostegno finanziario ai musei.
Tale valutazione ha fatto seguito all’analisi indipendente dell’Arts Council England condotta dalla Margaret Hodge e pubblicata nel dicembre 2025.
Il governo ha però evidenziato che l’introduzione di tariffe potrebbe scoraggiare i visitatori nazionali e che i benefici economici non sarebbero distribuiti equamente all’interno del settore museale.
Sette dei dieci musei più visitati del Regno Unito sono nazionali, a testimonianza della loro importanza per l’economia legata al turismo. Il Natural History Museum ha registrato 7,1 milioni di visitatori nel 2025, mentre il British Museum ne ha contati 6,4 milioni.
Il governo ha dichiarato che i musei nazionali contribuiscono complessivamente all’economia per oltre 1 miliardo di sterline (1,35 miliardi di dollari) all’anno, attirando visitatori sia dalla Gran Bretagna sia dall’estero.
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[post_content] => «I risultati del 2025 riflettono la solidità, la visione strategica del nostro gruppo e l’efficienza operativa di ogni divisione; queste capacità ci consentono di intercettare l’evoluzione dei mercati del turismo e di fornire servizi e soluzioni per ogni tipo di viaggi d’affari – ha dichiarato Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet -. Il forte miglioramento della redditività operativa con l’Ebitda che cresce a doppia cifra a 22,7 milioni di euro e il giro d’affari che supera gli 885 milioni dimostrano la qualità del lavoro svolto. Anche la previsione di chiusura del 2026, con un giro d’affari superiore ai 930 milioni di euro e una prospettiva di Ebitda superiore a 25,5 milioni di euro conferma che prosegue il nostro percorso di crescita e creazione di valore e il posizionamento del gruppo Uvet come leader italiano nel business travel».
Spazio all’hotellerie
Uvet coordina una pluralità di oltre 20 società attive nel settore del turismo, dei viaggi d’affari, della mobilità e degli eventi. «Dieci anni fa abbiamo aperto la divisione Hotel e stiamo acquisendo esperienza: è un percorso impegnativo all’interno del quale abbiamo portato i nostri valori – prosegue Patané -. Vogliamo dare un’identità alle 11 proprietà che oggi gestiamo. I risultati sono molto buoni e la clientela riconosce il valore della nostra offerta. Nella divisione Hotel abbiamo raggiunto i 27 milioni, considerando tutti gli hotel italiani e quello che si trova alle Maldive; prevediamo di chiudere il 2026 vicino ai 30 milioni, con un aumento del 10%. Poiché questa è un’area nuova, la crescita ci ha insegnato come rispondere alle richieste dei clienti, come migliorare la nostra offerta e come cogliere le opportunità economiche, di brand e di posizionamento quando si presentano. La divisione ha sviluppato un’importante Ebitda anno su anno e, in previsione, raggiungeremo i 3,8 milioni. Nel 2025 era 2,8, l’anno prima un milione. Portando avanti le property abbiamo accresciuto la capacità di riempimento offrendo tariffe migliori e aprendoci ai mercati internazionali. Questa apertura non significa solo utilizzare i tour operator classici per riempire gli alberghi. Sia alle Maldive che in Italia abbiamo una clientela molto internazionale. Hanno funzionato bene i nostri alberghi a Portofino, Positano e Cortina, dove, durante le Olimpiadi, c’è stata una forte domanda da tutto il mondo che ci ha aiutati a migliorare la nostra offerta. Interessante anche l’esperienza di Portorotondo che è diventata una locazione per la fine stagione, dove si girano anche film e serie televisive: noi ospitiamo le troupe».
(Chiara Ambrosioni)
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«A marzo il turismo si è fermato. Gli eventi internazionali e una campagna mediatica distorta, specie sul tema della scarsità di carburante, hanno prodotto uno stop temporaneo dei viaggi, che tuttavia sono ripresi da aprile per rientrare nella norma durante la stagione estiva. Questa ripresa ci permette di archiviare un anno finanziario (chiuso al 31 agosto, ndr) su valori migliori rispetto a quanto ipotizzato a marzo, tendenzialmente in linea con i numeri registrati nel 2025».
Non ci sono state mete “da exploit”: «Chi preferiva non viaggiare, non ha rivisto i propri programmi scegliendo una destinazione “di riserva” ma ha semplicemente aspettato. Se mai, l’exploit positivo è stato quello evidenziato dal nostro tour operator interno, che ha messo a segno risultati con il più malgrado la flessione fisiologica delle prenotazioni patita nel periodo marzo-maggio. A questo andamento ha sicuramente contribuito il comportamento dei nostri consulenti di viaggio, che in un momento delicato hanno preferito affidarsi al t.o. interno al gruppo per avere garanzie di assistenza e affidabilità da trasferire ai clienti».
Il futuro
Quanto al futuro, in attesa della convention di CartOrange, che a novembre riunirà a Siracusa i consulenti per fare il punto della situazione e presentare i nuovi prodotti 2027, Romano delinea due tendenze. «La domanda va polarizzandosi fra chi prenota con grande un anticipo, anche di 7-8 mesi, e chi attende sotto data. In quest’ultimo caso tuttavia non si tratta più di un atteggiamento legato al prezzo, ma di una scelta che riguarda anche pratiche importanti, figlia di un’incertezza che continua a penalizzare le vendite».
Assume quindi particolare rilievo lo sforzo di CartOrange nella negoziazione dei migliori prodotti alle migliori condizioni di mercato per trasferire un vantaggio competitivo importante ai propri consulenti. «Il nostro è un prodotto complesso, ad alto valore aggiunto, forte di servizi ancillari che fanno la differenza. Si indirizza a una clientela medio alta e ritengo che in quest’ambito la partita sia tutta da giocare ed esistano ancora ampie potenzialità di sviluppo».
Ogni anno CartOrange registra una quota del 30-35% di repeater: «Il cliente ha sempre maggiore bisogno di sicurezza e avverte il valore aggiunto offerto dalla nostra rete. L’obiettivo per i prossimi anni sarà quello di rafforzare gli strumenti, in primo luogo tecnologici, che offriamo ai nostri partner senza perdere di vista il rapporto umano in un’ottica “high tech – high touch”».
Sul futuro, il manager ha le idee chiare: «Il turismo deve unire le forze. In un momento in cui il mondo è più che mai esposto ad elementi esogeni, è necessario fare sistema e in questo senso il ruolo delle associazioni sarà sempre più importante per fare rete dandosi obiettivi comuni. Pochi ma chiari. Una nuova alleanza è necessaria per combattere insieme le pratiche di cattiva comunicazione e di disinformazione che hanno preso di mira il settore, ma anche per fare fronte comune rispetto ai grandi player internazionali che presidiano il mercato».
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Nel panorama del turismo europeo, l’Estonia si sta consolidando come una delle mete più dinamiche e interessanti, capace di intercettare le esigenze di un pubblico alla ricerca di autenticità, natura e cultura. Il Paese, facilmente raggiungibile dall’Italia, rappresenta una proposta commerciale di forte appeal grazie a un perfetto equilibrio tra modernità tecnologica e tradizioni secolari.
Il cuore dell’offerta estone risiede nella sua straordinaria varietà paesaggistica, caratterizzata da foreste incontaminate che coprono oltre la metà del territorio nazionale, torbiere millenarie e una costa frastagliata che abbraccia più di duemila isole. È un vero paradiso per il turismo attivo e per chi cerca una profonda connessione con la natura, ma senza rinunciare al comfort di infrastrutture moderne ed efficienti. L’impronta ecologica si sposa perfettamente con la filosofia digitale del Paese, offrendo ai viaggiatori un’esperienza fluida e smart in ogni fase del soggiorno.
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(Anna Morrone)
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La strategia
A tracciare la rotta di questa evoluzione sono i suoi leader, custodi di una visione strategica che comporta investimenti per circa 150 milioni di euro. Il presidente Erich Falkensteiner non ha nascosto l’emozione per l’operazione più ambiziosa del gruppo durante il party inaugurale, scommettendo su un format ispirato ai trend di Dubai e dell’Asia, che unisce seconde case spettacolari ai servizi a 5 stelle dell’hotel: il vero futuro del lusso in Italia. Una visione rilanciata dal ceo Otmar Michaeler, orgoglioso di aver trasformato un’archeologia industriale in un modello unico di turismo integrato, capace di mettere a sistema sviluppo immobiliare, gestione alberghiera d’élite e attenzione per il territorio.
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(Anna Morrone)
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[post_content] => Oltre 450 delegati statunitensi, più di 300 tra buyer e media da Regno Unito ed Europa, quasi 800 partecipanti complessivi. Sono i numeri della Brand Usa Travel Week U.K. & Europe 2026, evento trade e media di punta dell’ente di promozione turistica degli Stati Uniti, in corso ad Amsterdam fino a giovedì 1° ottobre. È la prima volta nei Paesi Bassi per l’ottava edizione, che arriva a un anno dal debutto della piattaforma America the Beautiful, presentata alla Travel Week 2025 di Londra.
«Costruire la domanda di domani comincia dalle partnership che rafforziamo oggi – afferma Fred Dixon, presidente e ceo di Brand Usa –. Regno Unito ed Europa restano mercati di importanza cruciale per gli Stati Uniti e le nostre solide relazioni transatlantiche sostengono i flussi verso il Paese. Con la Travel Week consolidiamo questi legami per far crescere i viaggi internazionali e generare impatto economico per destinazioni, imprese e comunità».
Il programma
L’edizione 2026 prevede percorsi dedicati a trade, media e leadership, con sessioni di approfondimento su ricerche e market insight, informazioni sull’ingresso negli Usa, intelligenza artificiale e innovazione. Presenti U.S. Customs and Border Protection, Dipartimento di Stato e Dipartimento per la Sicurezza interna. Alla sessione plenaria è intervenuto Joseph Popolo, ambasciatore degli Stati Uniti nei Paesi Bassi, che ha evidenziato il ruolo dell’aeroporto di Schiphol nei collegamenti tra i due Paesi. «Gli olandesi sono un grande partner per gli Stati Uniti sul fronte del commercio, del turismo e della sicurezza nazionale», ha dichiarato.
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Il calendario delle Travel Week
Dopo le prime edizioni in India e Sud America nel 2026, il format debutta in Canada dal 26 al 29 ottobre. Nel 2027 torna a Chennai, in India, dal 17 al 21 gennaio, seguito dalla Travel Week Latin America in versione ampliata a Panama, dal 14 al 18 marzo. La Travel Week U.K. & Europe rientra invece a Londra, all’Olympia London, dal 18 al 21 ottobre 2027.
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America the Beautiful, il primo anno
La piattaforma si è evoluta in un ecosistema che integra storytelling consumer, strumenti per i viaggiatori e attività trade: la serie American Originals, A Beautiful Detour, i contenuti per il centenario della Route 66, il servizio informativo Get Facts. Get Going. e la pianificazione di viaggio basata sull’IA su AmericaTheBeautiful.com.
I dati del primo anno di monitoraggio indicano un indice di gradimento della campagna all’84%, stabile in tutti i mercati. Ad agosto il 77% del pubblico ha dichiarato che la campagna influenza positivamente l’interesse a visitare gli Stati Uniti, il livello più alto nei 10 mesi di rilevazione. Tra chi ha visto la creatività, l’intenzione di visita sale al 60% contro il 31% di chi non l’ha vista. Sette persone su 10 affermano che la pubblicità le spinge ad approfondire cosa vedere e fare negli Usa.
«Dopo un anno la piattaforma funziona – ha detto Leah Chandler, chief marketing officer di Brand Usa –. Chi ha visto la campagna ha il doppio delle probabilità di pianificare un viaggio negli Stati Uniti e American Originals ha superato 197 milioni di visualizzazioni, con tempi medi di visione superiori ai tre minuti».
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Sul fronte dell’accessibilità, il 2027 porterà 21 nuove rotte nonstop dall’Europa agli Stati Uniti. Tra nuovi collegamenti e potenziamenti, l’offerta collegherà 27 Paesi europei a 37 città in 27 Stati americani.
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