La regione debutta nella prestigiosa guida internazionale che ogni anno seleziona 50 destinazioni ed esperienze da scoprire nel mondo. Il Veneto protagonista dell’edizione 2027
Prima il Veneto. Anche nelle guide turistiche. Se poi la regione di Venezia, delle Terme euganee, del Lago di Garda, delle Dolomiti, delle Colline del Prosecco, delle bellezze di Verona e Padova, della nobile Feltre, della palladiana Vicenza diventa protagonista del prestigioso Best in Travel di Lonely Planet, la bibbia dell’andare per il mondo, allora è davvero Prima il Veneto.
E lo è come destinazione turistica, unica nel ricco panorama italiano, per il Best in Travel 2027, attenta e scrupolosa selezione delle migliori destinazioni ed esperienze turistiche (chiamate esattamente così, 50 in tutto nelle due sezioni) curata ogni dodici mesi da Lonely Planet e arrivata alla sua diciannovesima edizione.
La prima volta del Veneto
È la prima volta che il Veneto conquista questo posto d’onore in quella che con il tempo è diventata una sorta di Oscar nel panorama delle guide turistiche mondiali (ma in casa Lonely Planet non vedono di buon occhio le classifiche: discriminano tra i vari luoghi) tanto che a Venezia è approdato anche il ministro del Turismo, il veronese Gianmarco Mazzi, per affiancare il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, per sottolineare una scelta -quella degli esperti e redattori di Lonely Planet- che ancora una volta fa del Veneto un vero protagonista. «Veneto che anche in questa occasione è stata riconosciuto quale luogo che ha saputo distinguersi per innovazione, sostenibilità, autenticità» commenta Stefani.
Da parte sua il ministro ha messo nero su bianco i numeri che fanno del Veneto «Una superpotenza turistica e prima regione in Italia per presenze turistiche contendendo primati a molte aree e città europee e non solo.
Peraltro in parte rappresentate da “ambasciatrici” per località sempre più richieste dal turismo “intelligente” internazionale: dalla Spagna alla Polinesia francese, all’Irlanda al Giappone.
Il turismo diffuso
Il turismo cambia, anzi deve cambiare (Lonely Planet non ignora certamente il problema dell’overturism che ormai assedia le mete più gettonate e distrugge la stessa esperienza del viaggio e della visita per molti turisti) e la “super guida” Best in Travel vuole un po’ rappresentare destinazioni ed esperienze che escono dai percorsi standard. Qualcosa di speciale. Il Veneto offre un panorama ricchissimo per il visitatore, non solo per le caratteristiche dei sui diversi territori: aspetto che permette al presidente Stefani di contrattaccare -confortato dalla sintonia con il ministro- proprio sui fenomeni di assalto turistico a città d’arte, montagne, coste «La risposta è il turismo diffuso e questa regione ha una storia straordinaria fatta di e da molte realtà territoriali e comunali che va raccontata, spiegata e conosciuta. Il nostro impegno è su questo fronte affinchè possa generare sviluppo nel nostro territorio anche grazie ad investimenti mirati».
Dal Minnesota al Delta del Po: la nuova sfida del turismo è uscire dai radar
Non solo Veneto. Stefani riconosce che le varie destinazioni ed esperienze presentate nella super guida 2027 sono accomunate da un filo conduttore: «La loro lingua, la loro storia, la loro identità, la protezione del loro ecosistema. Tutto questo fa capire quanto sia importante un territorio identitario che apprezza la propria identità che la protegge e la tutela».
Ma fare la coda in aeroporto per imbarcarsi sul volo che ci porterà in queste mete ancora semisconosciute come i boschi del Minnesota o le colline vulcaniche degradanti verso il mare della neozelandese Dunedin. O ancora le valli del Delta del Po in provincia di Rovigo è davvero Best in Travel?
A Metropolitano risponde Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia. «Conoscere esigenze e desideri dei nostri lettori ci permette di proporre, anche in formato digitale, innanzitutto destinazioni nuove, fuori dai radar e, al contempo, di non alimentare l’overtourism che nuoce alle comunità locali, ai territori e pure al turista. Prima il Veneto? Be’ diciamo che proprio il Veneto è entrambe le cose assieme: ci sono luoghi molto noti e celebri accanto a località, borghi ed esperienze che possono accontentare il palato più fine di chi vuole davvero qualcosa di diverso e originale».

Lonely Planet: «Il turismo cambia perché cambia il turista». E il treno diventa protagonista
Investire in turismo oggi significa poter godere di esperienze coerenti con le proprie aspettative, pensiero condiviso da Tom Hall, vicepresidente di Lonely Planet Global che allargando lo sguardo dal Veneto spiega così le cinquanta destinazioni ed esperienze selezionate per il 2027, mentre già si è al lavoro per l’edizione 2028 che segnerà i primi venti anni di Best in Travel.
In breve, viaggiare, scoprire posti nuovi «senza dover tornare a casa portandoti nel trolley un senso di colpa perchè si è sottratto valore e disturbato comunità locali con una presenza invadente».

Il turismo cambia perchè cambia il turista, l’esperienza diventa sostenibile, ma gli attori sono molti ancora, a cominciare da chi ci porta a destinazione: Cortina d’Ampezzo o La Rochelle, Lubecca o Montevideo o Rangoon. Quindi i servizi di mobilità, treni, aerei, ferry, bus. Sono attori consapevoli del nuovo turismo anch’essi?
Pittro parla dell’esperienza italiana, «dove notiamo con soddisfazione il tipo di investimenti che stanno facendo Trenitalia e le Regioni per trasformare il treno da veicolo per andare al lavoro o a scuola a mezzo anche per raggiungere località turistiche minori. Indubbiamente è un bel segnale nella prospettiva di un turismo sostenibile. E su questo il Veneto sta facendo molto. Non siamo ancora a livello della Svizzera ma la strada è tracciata».
Agostino Buda
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