Abelardo de la Espriella, soprannominato “El Tigre”, ha giurato in un cerimonia fuori dagli schemi
Si apre una nuova era politica per la Colombia, che vira ufficialmente a destra con il solenne giuramento presidenziale di Abelardo de la Espriella, il 48enne avvocato penalista ed ex imprenditore noto a tutti come “El Tigre”. È il ritratto di un Paese che sta provando a cambiare dopo un quadriennio turbolento e le ultime elezioni segnano il decisivo ritorno della destra al potere.
La giornata di oggi non rappresenta soltanto un cambio di guardia alla Casa de Narino, ma un passaggio storico che chiude definitivamente la parentesi di Gustavo Petro, durata un solo mandato e che resterà la prima ed unica esperienza della sinistra al governo nei 214 anni di storia della Repubblica colombiana. La vittoria di Abelardo de la Espriella riconsegna la guida della nazione al blocco conservatore, che era stato protagonista la vita politica del Paese senza interruzioni dal XIX secolo fino al 2022, attraverso il bipolarismo storico e la successiva stagione dell’uribismo.
Chi è de la Espriella: il nuovo presidente colombiano
De la Espriella ha tuttavia indicato chiaramente di voler rompere con la tradizione politica del Paese e la scelta della sede del giuramento va proprio in quella direzione. Al posto della cerimonia davanti al Congresso nella capitale Bogotà, città natale del nuovo presidente, de la Espriella ha scelto Cali, simbolo della cultura della salsa e situata in una regione segnata negli ultimi anni dalla presenza di gruppi armati e da numerosi attacchi. «Il potere non appartiene ai saloni di Bogotà, ma alla gente dove c’è più bisogno della presenza dello Stato», sono le motivazioni dietro la scelta del nuovo presidente. Per garantire la sicurezza dell’evento sono stati mobilitati oltre 11mila militari e sistemi di difesa anti-drone.
La vittoria contro la sinistra
L’inizio dell’era de la Espriella arriva dopo una vittoria sul filo del rasoio al ballottaggio dello scorso giugno contro il candidato della sinistra Iván Cepeda, battuto per appena lo 0,8% dei voti. Il passaggio di consegne è stato particolarmente teso: l’ex presidente Petro ha denunciato presunti brogli senza dare prove e ha sostenuto manifestazioni di protesta nel giorno dell’insediamento. Quando è entrato in politica, de la Espriella è stato attaccato dagli oppositori per la sua professione di avvocato per clienti giudicati controversi, tra cui Alex Saab, l’imprenditore colombiano considerato dagli Stati Uniti il principale prestanome dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. Tuttavia, alle critiche ha sempre risposto richiamando il principio del diritto alla difesa: «Ogni persona ha diritto alla migliore difesa possibile. Io non giudico; questo spetta a Dio e ai tribunali».
Dagli analisti è stato considerato il Donald Trump colombiano per lo stile diretto, la retorica anti-establishment, l’uso costante e abile dei social network e il ricorso a simboli militari. Senza dimenticare che de la Espriella aveva incassato prima del voto il «completo e totale» endorsement dallo stesso Trump. Alla cerimonia di Cali dovrebbero partecipare rappresentanti di spicco della destra internazionale, tra cui il presidente argentino Javier Milei e Todd Blanche, da poco insediatosi come procuratore generale degli Stati Uniti. Secondo i media iberici, è prevista anche la presenza di Re Felipe VI di Spagna.
Il legame con gli Usa, l’amore per la musica italiana
Il legame con gli Usa costituisce uno dei pilastri dell’identità del leader di Defensores de la Patria. De la Espriella ha ottenuto la cittadinanza americana nel 2023, trascorre molto tempo in Florida, dove ha una sede il suo studio legale, e promuove un’agenda di chiara ispirazione “America First”.
Non solo le stelle e strisce, il nativo di Bogotà non perde occasione anche di sfoggiare le sue origini italiane: indossa spesso completi sartoriali, pochette e cappelli fedora che richiamano l’estetica della Dolce Vita e nel 2021 ha inciso l’album “De mi alma italiana”, reinterpretando classici come “O Sole Mio”, “Caruso” e “Volare”. Sui social, dove si consuma gran parte della sua comunicazione politica – pubblica continuamente contenuti a effetto, molti dei quali realizzati con l’intelligenza artificiale, in cui si rappresenta talvolta come un felino ruggente, altre come uno spartano o un generale d’acciaio. Il suo slogan riassume l’approccio alla leadership: «A mí no me gusta el empate; a mí solo me gusta ganar», ovvero: «Non mi piace il pareggio, mi piace soltanto vincere». Si tratta dello slogan con cui ha trionfato alle elezioni.
Il tema di sicurezza
La sicurezza interna rappresenta il primo banco di prova del nuovo esecutivo. De la Espriella intende archiviare la politica di dialogo con i gruppi armati e puntare sulla linea dura: bombardamenti contro i laboratori di cocaina nella giungla, costruzione di maxi-carceri sul modello del presidente salvadoregno Nayib Bukele e il lancio del “Plan Colombia II”, una nuova alleanza militare con Stati Uniti e Israele che prevede la possibilità di operazioni congiunte e la presenza di truppe americane sul territorio. Sul piano internazionale il programma prevede la rottura dei rapporti con le “tirannie” di Nicaragua e Cuba, affiancata da una ricetta economica ultraliberista.
FdI: «La vittoria di Abelardo è una notizia straordinaria»
Quando de la Espriella è stato eletto, Carlo Fidanza, capogruppo di FdI al Parlamento Ue, si è congratulato con il neo-presidente sui social: «La vittoria del candidato conservatore, l’amico Abelardo de la Espriella, alle elezioni presidenziali in Colombia è una notizia straordinaria. La sinistra comunista al governo fino a ieri tenterà di non riconoscere il risultato, i cartelli del narcotraffico dichiareranno guerra al nuovo Presidente, ma la strada della libertà è ormai tracciata». Poi ha concluso che la scelta delle urne «è la stessa strada che un numero sempre maggiore di nazioni latinoamericane stanno scegliendo, dopo i guasti del narco-socialismo. Congratulazioni a “El tigre” Abelardo e Viva la Libertad carajo!».
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Giulio Benarmato
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