Dall’influenza dei compagni della Roja alla perfetta compatibilità con il sistema di Hansi Flick: ecco perché Rodri avrebbe preferito il Barcellona al Real Madrid e come il suo arrivo potrebbe trasformare gli equilibri del centrocampo blaugrana.
Dopo settimane di indiscrezioni che lo accostavano al Real Madrid al termine della Coppa del Mondo, il futuro di Rodri sembra invece tingersi di blaugrana. Secondo le ultime ricostruzioni, sarebbe infatti il Barcellona ad aver preso il comando nella corsa al centrocampista del Manchester City e capitano della nazionale spagnola.
Il 30enne avrebbe ormai maturato la decisione di chiudere la propria esperienza all’Etihad Stadium e, considerando che il prossimo contratto potrebbe rappresentare l’ultimo grande accordo della sua carriera, avrebbe valutato con estrema attenzione la destinazione migliore.
I compagni di nazionale hanno avuto un ruolo decisivo?
Tra i fattori che avrebbero inciso sulla scelta ci sarebbe anche il peso dello spogliatoio della Roja. Le indiscrezioni riferiscono infatti che Rodri avrebbe già comunicato sia al Manchester City sia al Real Madrid la volontà di trasferirsi al Barcellona, una decisione che potrebbe essere stata favorita anche dall’influenza di diversi compagni di nazionale.
Nella Spagna campione del mondo figurano infatti giocatori già protagonisti al Barcellona come Joan Garcia, Eric Garcia, Pau Cubarsi, Gavi, Pedri, Ferran Torres, Dani Olmo e Lamine Yamal, che avrebbero contribuito a rafforzare il legame del centrocampista con l’ambiente blaugrana.
Qualora l’operazione andasse in porto, il Barcellona colmerebbe una lacuna tecnica che si trascina da diverse stagioni.
Il club catalano è infatti alla ricerca di un centrocampista capace di garantire equilibrio davanti alla difesa, ruolo nel quale Rodri rappresenta uno dei migliori interpreti al mondo e che consentirebbe ai blaugrana di ritrovare maggiore solidità nella fase di non possesso.
L’infortunio di de Jong apre la porta
Marc Bernal è considerato uno dei prospetti più promettenti del calcio europeo nel ruolo di mediano. Il classe 2007 ha già lasciato intravedere qualità importanti, ma a soli 19 anni ha ancora bisogno di tempo per completare il proprio percorso di crescita. L’eventuale arrivo di Rodri rappresenterebbe quindi un’opportunità ideale anche sotto il profilo della formazione, permettendogli di crescere al fianco di uno dei migliori interpreti del ruolo.
Anche Frenkie de Jong è stato spesso impiegato davanti alla difesa, ma il grave infortunio che lo terrà lontano dai campi ancora per diversi mesi ha ulteriormente evidenziato la necessità di un rinforzo di alto livello. Inoltre, l’olandese offre il meglio quando può avanzare palla al piede e accompagnare l’azione, caratteristiche che lo rendono meno incline a ricoprire stabilmente il ruolo di schermo davanti alla retroguardia.
Hansi Flick ha provato in alcune occasioni anche Eric Garcia come mediano, ma il difensore spagnolo sembra garantire il massimo rendimento al centro della difesa, dove la coppia formata con Pau Cubarsí rappresenta una delle basi più solide su cui costruire il futuro del Barcellona.
In questo scenario, l’arrivo di Rodri consentirebbe ai blaugrana di colmare definitivamente una delle poche lacune rimaste nell’organico.
Un innesto perfetto per lo stile di gioco del Barça
Per questo motivo, Eric Garcia appare destinato a rimanere una soluzione d’emergenza in mediana, mentre Rodri rappresenterebbe il profilo ideale per ricoprire quel ruolo in modo stabile. È proprio questa la ragione per cui il Barcellona considera il capitano della Spagna la priorità assoluta per rinforzare il centrocampo.
Le caratteristiche del 30enne si sposano perfettamente con il calcio di posizione dei blaugrana. La sua capacità di dettare i tempi, offrire sempre una linea di passaggio e garantire ordine nella costruzione dal basso renderebbe più fluida la manovra, valorizzando al tempo stesso i compagni di reparto.
Con Rodri davanti alla difesa, la prima impostazione del Barcellona acquisirebbe maggiore qualità e sicurezza. Difensori come Pau Cubarsí avrebbero un riferimento costante per l’uscita del pallone, mentre Pedri potrebbe agire con maggiore libertà negli ultimi trenta metri, concentrandosi sulla rifinitura e sulla creazione di occasioni senza doversi abbassare con continuità.
Per il Real Madrid, invece, si tratterebbe di un’occasione mancata. Pur rappresentando un innesto di altissimo livello anche per i Blancos, il sistema di gioco madridista è meno incentrato sul controllo del possesso rispetto a quello del Barcellona, rendendo l’impatto di Rodri potenzialmente ancora più determinante nella squadra di Hansi Flick.
Il Real Madrid avrebbe dovuto cambiare tutto
Non sorprende, quindi, che Rodri sembri orientato verso il Barcellona. Il suo stile di gioco si è sviluppato nel Manchester City di Pep Guardiola, un sistema fortemente ispirato ai principi che hanno reso grande il Barça, mentre il José Mourinho del Real Madrid adotta un’impostazione tattica differente, meno incentrata sul possesso e sulla costruzione ragionata dal basso.
L’approdo ai Blancos avrebbe comunque garantito al Real un elemento in grado di restituire quel controllo del centrocampo che negli anni è stato assicurato da Luka Modrić e Toni Kroos. Tuttavia, l’attuale composizione della mediana madridista rendeva l’operazione complessa anche sotto il profilo tattico.
Giocatori come Federico Valverde e Jude Bellingham sono infatti chiamati a garantire continui inserimenti offensivi, mentre restano da gestire gli equilibri con Aurélien Tchouaméni ed Eduardo Camavinga. A questo si aggiungerebbe l’eventuale inserimento di Bernardo Silva, con il rischio di creare un reparto eccessivamente affollato senza modifiche sostanziali all’assetto della squadra.
Per questo motivo, l’interesse del Real Madrid per Rodri appare destinato a sfumare. Dal punto di vista strategico, però, perdere il centrocampista a favore del Barcellona rappresenterebbe comunque un doppio danno: oltre a rinunciare a un fuoriclasse nel proprio organico, i Blancos consentirebbero ai rivali di rafforzare proprio uno dei pochi ruoli in cui avevano ancora margini di miglioramento.
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