E’ in dirittura d’arrivo il piano strategico del Comune di Forlì. La definizione del documento conclusivo è prevista per la fine del mese, e dopo questo passaggio ci sarà una presentazione pubblica. Una versione sintetica, contente però solo macrotemi e non le linee di azione, è stata presentata oggi pomeriggio, martedì, alle commissioni riunite del Consiglio comunale. Iniziato un anno e mezzo fa, con l’ausilio della società di consulenza ‘Avventura urbana’, il Piano Strategico non nasce da un obbligo normativo, ma da una scelta di interrogarsi sul futuro della nostra comunità nel lungo periodo, in un lasso di tempo di 10-15 anni.
“Il piano indica la direzione che si vuole intraprendere – ha spiegato l’assessora al Piano Strategico Andrea Cintorino in commissione – è uno strumento operativo, non un libro dei sogni, che intreccia più interlocutori e contesti. Nel metterlo a terra si va oltre il territorio comunale, verso un orizzonte temporale che scavalca l’attuale mandato di governo. Il documento immagina una Forlì connessa, accessibile, sostenibile, solidale e attrattiva: una città che valorizza la propria identità e affronta con apertura e capacità di innovazione le trasformazioni dei prossimi decenni, nella quale competitività e coesione sociale procedono insieme”.
Welfare, sport, infrastrutture, territorio, cultura, economia, centro storico, mobilità, ambiente, sicurezza, turismo, intermodalità, università, turismo, lavoro, politiche giovanili, scuola, cooperazione, transizione energetica e rigenerazione urbana. “Il senso del Piano Strategico – ha aggiunto – è mettere a sistema questi importanti argomenti all’interno di un progetto armonioso e condiviso di sviluppo e crescita del nostro territorio. Conclusa la fase di elaborazione, entreremo nel vivo dell’attuazione del piano, trasformando i contributi raccolti in interventi concreti e azioni strategiche”.
“Siamo partiti da un primo lavoro di analisi per capire le principali opportunità e criticità del territorio – ha aggiunto Andrea Pillon, responsabile metodologico del percorso partecipativo per la redazione del Piano -. Abbiamo realizzato 45 interviste e 2 grandi incontri pubblici con oltre 150 organizzazioni, categorie economiche, sindacati e associazioni. Questo percorso ha portato all’elaborazione di una prima versione del piano strategico, una bozza caratterizzata da 4 assi, 14 linee strategiche e 105 azioni possibili”.
“Il primo dei quattro temi, emersi nel corso dei tavoli di lavoro, è quello della valorizzazione della città all’interno di un sistema di area vasta. Il secondo asse riguarda invece l’accessibilità e la sostenibilità all’interno del contesto urbano; mobilità e verde pubblico, economia circolare, benessere, inclusione sociale e sport si intersecano per una concezione integrata della qualità della vita. All’interno del terzo asse, quello della solidarietà e sicurezza, è stato declinato il tema del centro storico e della residenzialità, dei giovani e del welfare. L’ultimo asse, quello dello sviluppo economico, raccoglie invece le grandi sfide del sistema produttivo, dell’aerospazio, della semplificazione economica, della filiera agricola e dell’identità universitari”. “Il centro storico è il tema più discusso negli incontri”, rileva Pillon, evidenziando uno dei problemi più sentiti dai forlivesi.
Il dibattito
In assenza del piano vero e proprio, i consiglieri comunali hanno sospeso il giudizio, anche se non sono mancate note critiche. “Un piano strategico si poteva fare al secondo anno del primo mandato, e non al penultimo anno del secondo mandato”, dice Federico Morgagni (Pd). Elena Colangelo (Rinnoviamo) ha constatato lo scarso coinvolgimento del consiglio comunale: “E’ fondamentale che sia un piano partecipato sia dalla città, ma anche il consiglio comunale, tenendo entrambi i soggetti alla pari”. Anche perché, aggiunge Flavia Cattani, “l’approvazione dei documenti si svolge in quest’aula, la selezione delle priorità può avere forza se c’è un’oggettiva condivisione di quegli obiettivi”.
Bordate da un’esponente del Movimento 5 Stelle: “Non capisco bene l’utilità di questo incontro”. Nel piano, rileva la stessa esponente, ci sono “incongruenze”, ma soprattutto chiede “come sono stati scelti gli attori? In gran parte hanno partecipato anziani che tra 25 anni non ci saranno, vorrei che ci fossero stati i giovani, coloro che abiteranno la città tra 25 anni”.
Diana Scirri (Avs) attacca sulla trasparenza delle Commissioni consiliari, ricordando le richieste avanzate da oltre un anno per la trasmissione online delle commissioni, sottolineando come l’accesso alle informazioni e ai luoghi di discussione sia una condizione essenziale per una partecipazione reale di consiglieri e cittadini.
Il piano strategico
Il Piano strategico di Forlì individua quattro assi per lo sviluppo della città. Il primo riguarda il ruolo di Forlì nell’area vasta, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra enti, università e sistema economico e sociale. Tra le priorità figurano il coordinamento dei collegamenti ferroviari, stradali, aeroportuali e logistici, una destinazione turistica integrata della Romagna e una rete culturale che colleghi i Musei San Domenico al patrimonio diffuso.
Il secondo asse punta su accessibilità e sostenibilità: mobilità urbana basata sull’intermodalità e su reti ciclabili e pedonali sicure, accessibilità del centro storico, sicurezza idraulica, infrastrutture verdi e transizione energetica. Sport e attività motoria vengono considerati strumenti di salute, welfare e qualità della vita.
Il terzo asse è dedicato a solidarietà e sicurezza. Per il centro storico si punta su residenza, riuso degli immobili, attività economiche e rigenerazione degli spazi pubblici. Il welfare viene orientato verso servizi di prossimità, inclusione e sostegno alle fragilità, mentre ai giovani vengono destinati strumenti di partecipazione, orientamento, lavoro e spazi per studio e socialità.
Il quarto asse riguarda lo sviluppo economico, attraverso attrazione degli investimenti, innovazione e consolidamento del Polo aeronautico e aerospaziale. Attenzione anche ad agricoltura, ricambio generazionale e Campus universitario, con servizi e opportunità per trattenere studenti, ricercatori e giovani qualificati.
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