Il 14 agosto 2026 rischia di diventare una data da cerchiare in nero per il beach volley italiano. L’Europeo di Stare Jablonki doveva essere l’obiettivo principale della stagione, il torneo nel quale trasformare in qualcosa di concreto il lavoro degli ultimi mesi e, soprattutto, provare a conquistare quella prima carta olimpica per Los Angeles 2028 che avrebbe dato tutt’altra prospettiva al prossimo biennio. È finita invece nel peggiore dei modi: due coppie italiane agli ottavi di finale, due coppie francesi dall’altra parte della rete, due sconfitte per 2-0. E non sconfitte maturate sul filo di lana: Cottafava/Dal Corso hanno ceduto 21-18, 21-11 a Gauthier-Rat/Rotar, Gottardi/Orsi Toth 21-17, 21-8 contro Chamereau/Vieira. Parziali che fanno male e che impongono qualche riflessione.

Non è tutto sbagliato e non è tutto da rifare. Ma continuare a considerare episodi giornate di questo tipo sta diventando sempre più difficile. Il problema è che certe battute d’arresto cominciano ad avere i contorni della normalità. L’Italia oggi propone sostanzialmente due coppie in grado di frequentare il livello internazionale, ma entrambe continuano a mostrare una preoccupante discontinuità. Ci sono giornate nelle quali riescono a battere avversari importanti, tornei nei quali sembrano poter compiere il salto definitivo e primi turni superati con autorità. Poi, troppo spesso, quando arriva la partita che separa un buon torneo da un grande risultato, qualcosa si spegne. E nel 2026 è successo troppe volte.

Stare Jablonki rappresenta forse l’immagine più brutale di questa situazione. Le due coppie azzurre avevano vinto i rispettivi gironi, Cottafava/Dal Corso superando anche i quotati polacchi Bryl/Łosiak, Gottardi/Orsi Toth battendo prima Kliokmanaite/Vasiliauskaite e poi Bock/Kunst. Il passaggio diretto agli ottavi aveva permesso di evitare un turno e sembrava aver messo entrambe nelle condizioni ideali per giocarsi qualcosa di importante. Nel momento decisivo, invece, l’Italia è praticamente scomparsa dalla sabbia.

E c’è un altro elemento che rende ancora più pesante il bilancio: dall’altra parte della rete c’era la Francia. Un movimento che fino a pochi anni fa nel beach volley internazionale guardava l’Italia da lontano e che oggi possiamo osservare con un misto di timore e ammirazione. I francesi hanno costruito, programmato, investito sui giovani, li hanno fatti viaggiare e confrontare con il circuito internazionale. Con Lissandro Carvalho, tecnico brasiliano con una lunga esperienza anche in Italia, hanno creato un percorso che ha progressivamente alzato il livello del movimento. Non è accaduto in una notte e proprio questo dovrebbe far riflettere: quello che vediamo oggi è il risultato di un progetto.

In Italia, al momento, un movimento altrettanto profondo semplicemente non si vede. E il problema diventa ancora più evidente guardando verso Los Angeles 2028. Mancano due anni ai Giochi e, salvo un deciso cambio di passo, il rischio di arrivarci con il contingente meno numeroso della storia recente è concreto, fino alla possibilità di avere una sola coppia italiana presente. La prima occasione per togliersi immediatamente il problema della qualificazione olimpica è svanita a Stare Jablonki. Ed era l’unico grande obiettivo stagionale. Per il 2026 non ci saranno altri appelli di questo peso.

Samuele Cottafava e Gianluca Dal Corso hanno perso 21-18, 21-11 contro Arnaud Gauthier-Rat e Teo Rotar. Il risultato racconta abbastanza bene l’andamento di una partita nella quale gli azzurri sono riusciti a restare agganciati agli avversari soltanto nella prima frazione.

Il 21-18 iniziale lascia ancora aperta la sensazione di una sfida nella quale sarebbe possibile cambiare qualcosa, trovare maggiore continuità e provare a spostare l’inerzia. Non accade. Il secondo set diventa invece un monologo francese e l’11 raccolto dagli italiani assume proporzioni difficilmente accettabili in un ottavo di finale europeo, soprattutto considerando le ambizioni con cui la coppia si era presentata in Polonia. La ricezione non offre le necessarie garanzie, il cambio palla perde progressivamente efficacia e soprattutto manca una vera reazione quando la partita prende la direzione francese. Gauthier-Rat/Rotar non concedono spazio e gli azzurri non trovano una soluzione alternativa per cambiare ritmo. Il match scivola via rapidamente: 21-11 e Europeo terminato in 31 minuti.

Fa ancora più rabbia pensando a quanto di buono si era visto nella fase precedente. Cottafava/Dal Corso avevano esordito travolgendo i fratelli Bello 21-11, 21-16 e avevano poi battuto Bryl/Łosiak 21-17, 21-18, conquistando direttamente gli ottavi. Due vittorie convincenti, seguite però dalla prestazione peggiore proprio nella partita che contava di più.

Se possibile, ancora più pesante è l’eliminazione di Valentina Gottardi e Reka Orsi Toth, battute 21-17, 21-8 da Aline Chamereau e Clemence Vieira. Anche qui il primo set offre una partita, il secondo praticamente no. Il 21-17 francese della frazione iniziale non rappresentava certo una situazione compromessa. Serviva alzare il livello, trovare maggiore stabilità in ricezione e mettere pressione alle avversarie. Succede l’esatto contrario. Le francesi prendono sicurezza, l’Italia smarrisce progressivamente le proprie certezze e il secondo parziale assume rapidamente le dimensioni di una resa: 21-8.

Otto punti in un set che vale la sopravvivenza all’Europeo sono un dato pesantissimo per una coppia testa di serie numero 3, reduce peraltro dal quarto posto dell’Elite16 di Amburgo e arrivata in Polonia con ambizioni dichiaratamente importanti. Gottardi/Orsi Toth avevano iniziato benissimo il torneo, liquidando Kliokmanaite/Vasiliauskaite 21-10, 21-17 e poi superando Bock/Kunst 21-19, 21-14 per vincere il girone. Anche in questo caso, dunque, il crollo arriva esattamente quando aumenta il peso specifico della partita. È questo, più ancora delle due eliminazioni, il dato che deve preoccupare. Non perdere, ma come si perde. Perché si può uscire da un Europeo contro avversari forti, ma due secondi set chiusi 11-21 e 8-21 raccontano qualcosa che va oltre il semplice valore tecnico delle coppie francesi.

Il tabellone maschile ha già prodotto diversi risultati significativi. Nilsson/Andersson hanno confermato il proprio ottimo torneo battendo Chouikh/Gardoque 21-13, 21-18, mentre gli svizzeri Haussener/Heidrich hanno eliminato Hammarberg/Berger con un 21-13, 22-20 che li porta al confronto diretto con gli svedesi. Grande battaglia tra Daubas/Aye e Sagstetter/Winter, con i francesi capaci di ribaltare il primo set perso e imporsi 16-21, 21-14, 19-17. Resta da completare il quadro di quella parte del tabellone con Plavins/Fokerots-Åhman/Hellvig.

Avanzano senza perdere set Mol/Sørum, anche se Cuzmiciov/Elazar li costringono fino al 23-21 nella seconda frazione dopo il 21-17 della prima. Impressionante invece il successo nel derby olandese di de Groot/van de Velde, che lasciano appena 26 punti complessivi a Boermans/Brouwer: 21-12, 21-14. Nella parte bassa, oltre all’eliminazione di Cottafava/Dal Corso contro Gauthier-Rat/Rotar, avanzano anche Pristauz/Waller, vittoriosi 22-20, 21-13 contro Friedli/Jordan. I quarti già definiti sono dunque Nilsson/Andersson-Haussener/Heidrich, Mol/Sørum-de Groot/van de Velde e Gauthier-Rat/Rotar-Pristauz/Waller, mentre Daubas/Aye attendono la vincente di Plavins/Fokerots-Åhman/Hellvig.

Nel tabellone femminile Graudina/Samoilova proseguono senza concedere set e superano Bock/Kunst 21-17, 21-18. Di fronte troveranno Lazarenko/Kurnikova, protagoniste del successo 26-24, 21-17 contro Placette/Richard. Sorprendente il cammino di Paulikiene/Raupelyte, che eliminano Mäder/Kernen al tie-break 21-18, 19-21, 15-12, ma nei quarti si fermano contro Izuzquiza/Moreno, vittoriose 21-16, 21-14. Le spagnole avevano precedentemente dovuto rimontare Svozilova/Stochlova, imponendosi 17-21, 22-20, 15-12.

Dopo aver estromesso nettamente Gottardi/Orsi Toth, Chamereau/Vieira si preparano ora ad affrontare Brunner/Hüberli, che hanno regolato Romaniuk/Serdiuk 21-15, 21-19. Nell’ultimo settore del tabellone, Pavelkova/Pavelkova hanno eliminato Grüne/Ittlinger con un netto 21-16, 21-15, mentre Stam/Schoon hanno avuto bisogno di tre set per piegare Müller/Tillmann: 21-17, 21-23, 15-12. Saranno ceche e olandesi a giocarsi un posto in semifinale. Per l’Italia, invece, resta soltanto un bilancio amarissimo. Due coppie, due gironi vinti, due ottavi teoricamente alla portata e quattro set persi senza conquistarne uno, con 19 punti complessivi raccolti nei due secondi parziali. La Francia va avanti con Chamereau/Vieira e Gauthier-Rat/Rotar, l’Italia torna a casa.

Cinque anni fa sarebbe sembrato quasi paradossale prendere il beach volley francese come modello. Oggi non lo è più. È probabilmente questa la fotografia più dolorosa lasciata da Stare Jablonki. Il 14 agosto 2026 è un giorno nerissimo per il beach volley italiano. Non significa che tutto sia da buttare. Significa però che considerare accettabile che giornate del genere diventino quasi la normalità sarebbe l’errore più grave di tutti.

TORNEO MASCHILE

Ottavi di finale: Nilsson/Andersson (SWE) – Chouikh/Gardoque (FRA) 2-0 (21-13, 21-18)
Haussener/Heidrich (SUI) – Hammarberg/Berger (AUT) 2-0 (21-13, 22-20)
Daubas/Aye (FRA) – Sagstetter/Winter (GER) 2-1 (16-21, 21-14, 19-17)
Plavins/Fokerots (LAT) – Åhman/Hellvig (SWE) da disputare
Mol/Sørum (NOR) – Cuzmiciov/Elazar (ISR) 2-0 (21-17, 23-21)
de Groot/van de Velde (NED) – Boermans/Brouwer (NED) 2-0 (21-12, 21-14)
Gauthier-Rat/Rotar (FRA) – Cottafava/Dal Corso (ITA) 2-0 (21-18, 21-11)
Pristauz/Waller (AUT) – Friedli/Jordan (SUI) 2-0 (22-20, 21-13)

Quarti di finale: Nilsson/Andersson (SWE) – Haussener/Heidrich (SUI)
Daubas/Aye (FRA) – vincente Plavins/Fokerots-Åhman/Hellvig
Mol/Sørum (NOR) – de Groot/van de Velde (NED)
Gauthier-Rat/Rotar (FRA) – Pristauz/Waller (AUT)

TORNEO FEMMINILE

Ottavi di finale: Graudina/Samoilova (LAT) – Bock/Kunst (GER) 2-0 (21-17, 21-18)
Lazarenko/Kurnikova (UKR) – Placette/Richard (FRA) 2-0 (26-24, 21-17)
Paulikiene/Raupelyte (LTU) – Mäder/Kernen (SUI) 2-1 (21-18, 19-21, 15-12)
Izuzquiza/Moreno (ESP) – Svozilova/Stochlova (CZE) 2-1 (17-21, 22-20, 15-12)
Chamereau/Vieira (FRA) – Gottardi/Orsi Toth (ITA) 2-0 (21-17, 21-8)
Brunner/Hüberli (SUI) – Romaniuk/Serdiuk (UKR) 2-0 (21-15, 21-19)
Pavelkova/Pavelkova (CZE) – Grüne/Ittlinger (GER) 2-0 (21-16, 21-15)
Stam/Schoon (NED) – Müller/Tillmann (GER) 2-1 (21-17, 21-23, 15-12)

Quarti di finale: Graudina/Samoilova (LAT) – Lazarenko/Kurnikova (UKR)
Izuzquiza/Moreno (ESP) – Paulikiene/Raupelyte (LTU) 2-0 (21-16, 21-14)
Chamereau/Vieira (FRA) – Brunner/Hüberli (SUI)
Pavelkova/Pavelkova (CZE) – Stam/Schoon (NED)


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 Enrico Spada

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