cosa sappiamo della nuova suite – Massa Critica


Sette programmi gratuiti per fotografia, grafica, video, animazione e impaginazione, progettati per offrire un’alternativa ad Adobe Creative Cloud. Dietro il progetto c’è Brandon Thomas, ingegnere software che ha utilizzato l’intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo delle applicazioni. La sfida è ambiziosa, ma i programmi sono ancora nelle prime fasi di maturazione.

ArtCraft è un progetto che nell’ottobre 2026 ha attirato l’attenzione della comunità tecnologica per un’ambizione particolarmente impegnativa: costruire una suite di sette applicazioni gratuite e open source ispirate ai principali programmi di Adobe Creative Cloud.

L’iniziativa punta a offrire alternative a Photoshop, Illustrator, Premiere Pro, Lightroom, After Effects, InDesign e Acrobat Pro, riprendendone alcune caratteristiche e modalità operative. L’obiettivo è mettere a disposizione degli utenti strumenti familiari, senza imporre necessariamente i costi e i vincoli commerciali dei software proprietari.

La particolarità di ArtCraft non riguarda soltanto il prezzo o la disponibilità del codice sorgente. Il progetto è anche un esperimento sul ruolo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo del software: un singolo ingegnere, affiancato da modelli avanzati di AI, può oggi contribuire alla realizzazione di applicazioni che fino a pochi anni fa avrebbero richiesto gruppi di lavoro molto più numerosi?

ArtCraft dimostra quanto siano cambiate le possibilità di sviluppo, ma deve ancora dimostrare che la velocità di realizzazione possa tradursi in programmi stabili, completi e adatti a un utilizzo professionale continuativo.

Dietro il progetto c’è Brandon Thomas, ingegnere software statunitense con base ad Atlanta, negli Stati Uniti, e un percorso professionale che comprende esperienze in Square e la guida di Storytold.ai. Thomas dichiara di avere circa quindici anni di esperienza nell’ingegneria del software e un lungo percorso di lavoro con Rust, il linguaggio di programmazione utilizzato per sviluppare le applicazioni della nuova suite.

Un elemento importante per comprendere l’iniziativa è la distinzione tra l’esperienza maturata nello sviluppo software e il ruolo dell’intelligenza artificiale. ArtCraft non viene presentato dal suo autore come il risultato di una semplice richiesta a un chatbot, ma come un progetto ingegneristico nel quale l’AI è stata utilizzata per accelerare il lavoro di programmazione.

Il lancio è stato accompagnato da una dichiarazione provocatoria: Software is over, letteralmente “il software è finito”.

Una frase volutamente paradossale, che non significa che i programmi informatici siano destinati a scomparire. L’idea è piuttosto che l’intelligenza artificiale possa modificare radicalmente i tempi, i costi e le modalità con cui vengono costruite le applicazioni.

Il progetto pone così una questione che interessa l’intero settore tecnologico: se gli strumenti di programmazione assistita dall’AI diventano sempre più potenti, anche le applicazioni complesse possono essere sviluppate con risorse molto inferiori rispetto al passato? ArtCraft prova a esplorare proprio questa possibilità.

Il progetto originario era uno strumento per la creazione e la manipolazione di immagini e video attraverso l’intelligenza artificiale. L’obiettivo era consentire ad artisti, designer e creativi di controllare maggiormente il processo generativo, intervenendo sui contenuti prodotti dai modelli di AI.

Successivamente, l’iniziativa si è estesa alla realizzazione di una famiglia di applicazioni dedicate alle principali attività della produzione digitale. Il risultato è una suite che riprende sette ambiti tradizionalmente coperti dai programmi Adobe: fotoritocco, illustrazione vettoriale, montaggio video, sviluppo fotografico, animazione ed effetti visivi, impaginazione e gestione dei PDF.

L’idea è semplice: invece di sviluppare un solo programma concorrente di Photoshop o Illustrator, creare un ecosistema nel quale più applicazioni condividano una filosofia progettuale e un’impostazione simile.

Questo approccio può avere un vantaggio concreto. Chi utilizza già software professionali conosce generalmente il funzionamento di livelli, timeline, pannelli, strumenti di selezione e sistemi di gestione dei documenti. Un’interfaccia familiare può ridurre il tempo necessario per iniziare a utilizzare un programma alternativo.

Tuttavia, riprodurre un’interfaccia conosciuta è soltanto il primo passo. La vera difficoltà consiste nel realizzare tutte le funzionalità necessarie per lavorare con file complessi e garantire risultati affidabili.

Le sette applicazioni di ArtCraft

La suite comprende sette programmi, ciascuno dedicato a un settore della produzione digitale.

PhotoCraft: Fotoritocco e manipolazione delle immagini Photoshop
VectorCraft: Grafica vettoriale e illustrazione Illustrator
FilmCraft :Montaggio video Premiere Pro
LightCraft: Organizzazione e sviluppo fotografico Lightroom
EffectCraft: Animazione ed effetti visivi After Effects
DesignCraft: Impaginazione editoriale InDesign
PrintCraft: Gestione e produzione di documenti PDF Acrobat Pro

Le corrispondenze descrivono gli ambiti funzionali dei programmi, non un’equivalenza completa con i prodotti Adobe. Le funzionalità effettivamente disponibili possono variare in base alla versione e allo stato di sviluppo di ciascuna applicazione.

PhotoCraft: il fotoritocco senza abbonamento

PhotoCraft è dedicato alla modifica e alla manipolazione delle immagini e si propone come alternativa a Photoshop. Il programma punta a offrire strumenti per lavorare con livelli, maschere, selezioni, pennelli e regolazioni dell’immagine, consentendo di intervenire su singoli elementi senza modificare necessariamente l’intera composizione. Sono funzionalità utilizzate quotidianamente da fotografi, grafici, illustratori e professionisti della comunicazione. Il fotoritocco è importante anche per le redazioni giornalistiche, che devono preparare immagini per siti web, articoli, social network e pubblicazioni digitali.

Il principale banco di prova sarà la capacità di gestire progetti complessi e garantire la compatibilità con i formati già utilizzati nel settore. Aprire un’immagine o riprodurre alcuni strumenti di Photoshop non significa necessariamente riuscire a mantenere intatti livelli, maschere, effetti e altre caratteristiche di un documento professionale.

VectorCraft: illustrazioni, loghi e grafica vettoriale

VectorCraft è dedicato alla grafica vettoriale, il settore nel quale il principale riferimento è Adobe Illustrator. La grafica vettoriale si basa su forme geometriche, curve e tracciati matematici anziché su una griglia di pixel. Un logo realizzato in questo modo può essere ingrandito per una stampa di grandi dimensioni o ridotto per un’icona senza perdere la definizione delle linee. Questo tipo di software è utilizzato per creare marchi, icone, illustrazioni, diagrammi, infografiche e materiali pubblicitari. VectorCraft punta a offrire strumenti per la creazione e la modifica dei tracciati, la gestione degli oggetti e la composizione di forme complesse. La possibilità di lavorare con formati come SVG e PDF può essere importante per chi vuole mantenere una maggiore interoperabilità tra programmi differenti. Anche in questo caso, la compatibilità con i file provenienti da Illustrator deve essere valutata caso per caso, soprattutto quando i documenti contengono effetti avanzati, font particolari o elementi complessi.

FilmCraft: il montaggio video

FilmCraft si rivolge a chi produce video e cerca un’alternativa a Premiere Pro. Il montaggio video richiede strumenti per organizzare le clip, sincronizzare immagini e audio, gestire più tracce, aggiungere titoli e transizioni e controllare il risultato finale. Una timeline multitraccia è il centro operativo di questo tipo di programma: permette di combinare filmati, musica, voci, effetti sonori e grafiche in un’unica sequenza. Gli strumenti di questa categoria sono utilizzati da videomaker, giornalisti, agenzie di comunicazione, aziende e associazioni. Per una redazione digitale, un programma di montaggio accessibile può rappresentare una possibilità per realizzare interviste, reportage e brevi servizi da pubblicare online. La sfida tecnica, però, è significativa. Un software video deve gestire file pesanti, mantenere la sincronizzazione tra audio e immagini, offrire un’anteprima fluida e produrre esportazioni affidabili. FilmCraft dovrà dimostrare di poter rispondere a queste esigenze prima di diventare una vera alternativa ai programmi consolidati.

LightCraft: organizzare e sviluppare le fotografie

LightCraft si colloca nel settore della gestione e dello sviluppo fotografico, dove il riferimento è Lightroom. A differenza del fotoritocco tradizionale, orientato anche alla manipolazione di singoli elementi, lo sviluppo fotografico si concentra sulla gestione degli archivi e sulla regolazione delle immagini. Un aspetto fondamentale è il supporto ai file RAW, che conservano una quantità significativa di informazioni registrate dal sensore della fotocamera e permettono di intervenire su esposizione, colori, bilanciamento del bianco e recupero delle alte luci. LightCraft punta a integrare strumenti di regolazione, maschere, preset e gestione della libreria fotografica. La qualità di un programma di sviluppo RAW dipende anche dalla compatibilità con le diverse fotocamere, dai profili colore disponibili e dalla capacità di mantenere un flusso di lavoro non distruttivo. Per i fotografi professionisti, queste caratteristiche sono decisive. Un’alternativa credibile deve garantire risultati prevedibili e consentire di gestire archivi fotografici estesi senza perdere informazioni.

EffectCraft: animazione ed effetti visivi

EffectCraft si propone come alternativa ad After Effects, il programma Adobe utilizzato per animazioni, compositing, titoli animati ed effetti visivi. Il settore comprende attività molto diverse: dalla realizzazione di una semplice animazione tipografica agli effetti più articolati utilizzati nella produzione audiovisiva. Tra gli strumenti tipici di questa categoria ci sono i fotogrammi chiave, che permettono di definire come cambiano nel tempo posizione, dimensioni, rotazione e trasparenza degli elementi. Per chi produce video promozionali, contenuti per i social network o animazioni destinate ai siti web, un programma accessibile può aprire nuove possibilità creative. La compatibilità con i progetti già realizzati in After Effects resta però un elemento importante. Chi lavora con archivi complessi, plugin e flussi produttivi consolidati deve poter trasferire i propri progetti senza perdere informazioni essenziali.

DesignCraft: impaginazione per editoria e comunicazione

DesignCraft si concentra sull’impaginazione editoriale, un settore nel quale InDesign è da anni uno degli strumenti di riferimento. Il software per l’impaginazione consente di combinare testi, fotografie, illustrazioni e altri elementi grafici per realizzare riviste, libri, cataloghi, brochure e pubblicazioni digitali. Tra le funzionalità più importanti figurano la gestione delle pagine, gli stili tipografici e le cornici di testo collegate, che permettono di distribuire un contenuto su più pagine mantenendo una struttura coerente. È un ambito particolarmente interessante per piccole case editrici, associazioni, uffici stampa e organizzazioni che producono materiali informativi con budget limitati. Per una redazione giornalistica, un programma di questo tipo potrebbe essere utilizzato per preparare inserti, dossier e pubblicazioni periodiche. La difficoltà consiste nel garantire una corretta gestione dei font, delle immagini, delle interruzioni di pagina e delle impostazioni destinate alla stampa. La compatibilità con i formati di interscambio utilizzati nell’ecosistema Adobe può facilitare il passaggio, ma non assicura automaticamente la perfetta conservazione di tutti gli elementi di un progetto.

PrintCraft: documenti PDF e gestione dei file

PrintCraft è il programma della famiglia dedicato all’ambito dei documenti PDF, con un posizionamento vicino a quello di Acrobat Pro. Il formato PDF è diventato uno standard per la distribuzione di documenti amministrativi, contratti, moduli, rapporti, manuali e pubblicazioni. Un’applicazione di questa categoria può offrire strumenti per visualizzare i documenti, organizzare le pagine, unire o dividere file, aggiungere annotazioni e compilare moduli. Sono operazioni utili sia per gli utenti privati sia per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni. In questo ambito è particolarmente importante verificare le funzioni di sicurezza. Oscurare visivamente una parte di un documento non equivale necessariamente a cancellare le informazioni sottostanti. Per proteggere dati personali e contenuti riservati è necessario utilizzare strumenti di redazione che rimuovano effettivamente i dati.  PrintCraft può contribuire ad ampliare la scelta di strumenti disponibili, ma la sua capacità di sostituire Acrobat dipenderà dalle funzionalità realmente implementate e dalla loro affidabilità.

Il problema legale: codice originale, licenze e brevetti

ArtCraft descrive le proprie applicazioni come reimplementazioni realizzate attraverso un approccio clean-room, senza copiare il codice proprietario di Adobe. In termini generali, il reverse engineering consiste nell’analizzare il comportamento di un programma per comprenderne le caratteristiche e sviluppare una soluzione alternativa o compatibile. L’approccio clean-room mira a separare l’analisi del sistema dalla realizzazione del nuovo codice, evitando il riutilizzo non autorizzato di materiale proprietario. La distinzione è importante perché riprodurre alcune funzionalità di un software non equivale automaticamente a copiarne il codice sorgente. Restano tuttavia da considerare gli altri aspetti della proprietà intellettuale, compresi marchi, interfacce, brevetti e condizioni di distribuzione. La questione è particolarmente delicata quando si tratta di software professionali con una lunga storia di sviluppo e un ampio patrimonio di tecnologie proprietarie. Al momento del lancio descritto dalle fonti citate non risultavano azioni legali pubbliche di Adobe contro il progetto. Questo dato, però, non equivale a una valutazione definitiva della sua posizione giuridica. Anche le licenze meritano attenzione. Le applicazioni Craft sono presentate come software open source e i relativi repository indicano licenze permissive, tra cui MIT e Apache 2.0. Occorre comunque verificare la licenza di ciascun programma e delle sue dipendenze, senza presumere che tutte le componenti di ArtCraft siano distribuite alle stesse condizioni.

 

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