L’analisi Enea sui 56 indicatori dell’Energy Union fotografa i ritardi dell’Italia verso gli obiettivi 2030: le rinnovabili coprono non coprono neanche un quarto dei consumi finali e la dipendenza energetica dall’estero resta al 74,1 per cento. In difficoltà anche ricerca, innovazione e competitività industriale, mentre la sicurezza degli approvvigionamenti registra progressi
I traguardi non raggiunti sono 34, sette progressi non definiti e 15 conseguiti su 56 valutazioni che misurano l’avanzamento dell’Italia verso gli obiettivi 2030 dell’Energy Union. Sono alcuni dei risultati del contributo Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che verranno presentati domani al Parlamento europeo a Bruxelles durante il Tavolo Energy del Connact Autumn Workshop Rilanciare la competitività europea, dedicato alla transizione energetica italiana e ai suoi legami con sicurezza energetica e autonomia strategica. L’analisi si è concentrata su 56 indicatori articolati nelle 5 dimensioni dell’Energy Union, la strategia geopolitica ed economica lanciata nel 2015 dall’Unione europea per trasformare 27 mercati energetici nazionali frammentati in un unico mercato integrato, sicuro, sostenibile e competitivo.
La governance europea
Decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato dell’energia e povertà energetica, ricerca, innovazione e competitività, i capitoli per i quali l’analisi riprende dimensioni, target e indicatori della governance europea, provenienti dai rapporti della Commissione sullo Stato dell’Energy Union, dai Piani nazionali energia e clima e dai relativi progress report, affiancando alcuni strumenti propri della valutazione delle politiche pubbliche, con l’obiettivo di riflettere non solo sul raggiungimento dei target ma anche sui fattori che hanno inciso sui risultati. Al Tavolo Energy, in confronto anche alcuni aspetti su cui la governance europea potrebbe essere rafforzata. Tra questi, il numero elevato di obiettivi e la loro gerarchia, la misurabilità di alcuni target, la distinzione tra strumenti di intervento e risultati attesi, e la prevalenza di indicatori che misurano l’attuazione delle politiche più che i loro effetti. In questa prospettiva, valutazioni d’impatto ex post più sistematiche aiuterebbero a distinguere i risultati degli interventi dagli effetti dei fattori esterni e a individuare gli strumenti più adeguati per conciliare decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività.
Gli obiettivi
Partendo dalla decarbonizzazione, per entrare nel dettaglio dell’analisi Enea, sono 11 gli indicatori su 13 in rosso, che indicano cioè una traiettoria non in linea. Fa eccezione la riduzione delle emissioni nei settori Ets, Enti del terzo settore, pari a circa il -58,2 per cento rispetto al 2005, in linea con l’obiettivo del -66 per cento al 2030. Rimane invece notevole la distanza sulle fonti rinnovabili, che nel 2025 hanno coperto il 20,3 per cento dei consumi finali di energia, contro il target del 25,3 per cento atteso al 2025 e del 39,4 per cento al 2030. Ritardi emergono anche nell’impiego delle rinnovabili nel riscaldamento e raffrescamento e nei trasporti, mentre gli strumenti basati sui prezzi mostrano un’efficacia ancora limitata.
La sicurezza energetica
Nell’ambito dell’efficienza energetica, delle otto valutazioni considerate, due risultano in linea con gli obiettivi, quattro indicano una traiettoria non ancora in linea e due mostrano progressi ancora in corso. Gli ambiti su cui operare interessano i consumi finali e l’elettrificazione soprattutto nel settore dei trasporti, mentre sull’andamento dei consumi, innanzitutto per l’industria e per la domanda di riscaldamento, incidono innanzitutto fattori esterni. Quello della sicurezza energetica è il capitolo in cui il maggior numero di indicatori conseguito gli obiettivi, con riferimento in particolare alla diversificazione degli approvvigionamenti e allo sviluppo delle infrastrutture, soprattutto nel settore gas. In uno scenario caratterizzato da eventi geopolitici globali che hanno avuto un enorme impatto sui mercati energetici, secondo l’analisi Enea, molte politiche sono in fase di pianificazione o attuazione, mentre hanno funzionato soprattutto le politiche prescrittive e quelle basate sulle quantità. Ma l’obiettivo della dipendenza da importazioni, per l’Italia nel 2025 ancora il 74,1 per cento del fabbisogno energetico, indica una traiettoria non in linea con il target di riduzione della dipendenza al 68 per cento nel 2030.
Il mercato interno
In relazione al capitolo Mercato interno dell’energia e povertà energetica, delle 12 valutazioni considerate sul mercato interno, quattro risultano in linea con gli obiettivi, sei indicano una traiettoria non ancora in linea e due non sono al momento valutabili. I progressi attengono per lo più ad aspetti qualitativi, mentre restano margini di miglioramento sulle interconnessioni elettriche e sui prezzi dell’energia. In quanto alla povertà energetica, la capacità delle famiglie di riscaldare adeguatamente l’abitazione mostra progressi ancora in corso, mentre i prezzi dell’elettricità e del gas per i consumatori domestici rappresentano un ambito su cui è necessario continuare a intervenire.
L’innovazione
Per il quinto capitolo dell’Energy Union, Ricerca, innovazione e competitività, delle sette valutazioni considerate, sei indicano una traiettoria non ancora in linea con gli obiettivi e una non risulta al momento valutabile. Gli indicatori includono gli investimenti in ricerca e innovazione energetica, lo sviluppo di brevetti e nuove imprese, il saldo commerciale delle tecnologie a basse emissioni, negativo per circa 4 miliardi di euro, e la produzione industriale dei settori energivori, e richiamano l’attenzione sull’importanza di consolidare la competitività industriale nel percorso di transizione.
La crisi
A seguito delle crisi dovute ai conflitti in Ucraina e Iran, si è reso palese che le rinnovabili, pur in forte crescita, non bastano ancora a garantire gli approvvigionamenti necessari a imprese e cittadini. Al Connact Autumn Workshop, inoltre, durante il tavolo La sicurezza energetica nel percorso verso l’autonomia europea, vengono esaminati tempi e modi per calibrare le strategie a garanzia, nell’immediato, di rifornimenti sicuri e a prezzi accessibili, e per puntare alla neutralità ambientale e all’autonomia strategica. Connact favorisce il dialogo sulle sfide economiche, finanziarie e sociali che interessano l’Europa, definendo azioni condivise del Sistema Italia. Il Workshop Rilanciare la competitività europea riprende una priorità assunta dall’attuale legislatura europea per contribuire alla riflessione sulle iniziative in corso e su quelle da intraprendere nei settori della finanza, dell’economia circolare, dei trasporti e dell’energia.
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