Nonostante un tasso di inflazione al 4,2% spinto dall’energia, i consumi delle famiglie sembrano al momento tenere. Secondo il direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, che condivide la prudenza usata dal Ministro Giorgetti, il quadro macroeconomico del Paese non è così critico. Ma mette in guardia dal rischio di avere un costo della vita vicino al 5% nei prossimi mesi, se si conferma la tendenza all’aumento dei beni tecnologici che fino ad ora hanno avuto un effetto deflattivo. Ma i microchip giungono sempre meno in Europa. La riduzione delle tasse sulle tredicesime? Se si farà, sarà alla fine del 2026, non con la manovra per il prossimo anno.
Il nuovo Documento di finanza pubblica avvia i lavori per la prossima manovra di bilancio. Le risorse sembrano limitate e molti sono i vincoli. Condivide questa impostazione?
Il governo ha scelto la linea del ministro Giorgetti, cioè la linea della prudenza, che noi condividiamo. Nel 2027 il rapporto indebitamento/pil sarà al 3,4%, ma uscendo dalla procedura europea per deficit eccessivo, a marzo prossimo, possiamo usufruire della clausola di salvaguardia per la difesa e l’energia, che il governo utilizzerà per lo 0,6% l’anno per due anni. Ci manteniamo così sotto il 3% e non ritorniamo in procedura. Ma se posso permettermi un commento…
Mi dica.
Noi siamo europeisti, ma onestamente questo modo di fare i conti mi sembra un po’ ipocrita, mi sembra che stiamo giocando con i numeri. La sostanza è che lo scenario non si presenta negativo, il quadro tendenziale è buono e quella programmatico anche migliore. Quest’anno la crescita è prevista all’1%, negli ultimi anni l’Italia ha funzionato nonostante gli shock.
La preoccupa l’inflazione schizzata al 4,2 a settembre e il dato Istat diffuso oggi sul potere d’acquisto delle famiglie nel secondo trimestre sceso dello 0,9%? Quali sono le vostre previsioni sui consumi delle famiglie?
Le nostre previsioni restano buone. Il rallentamento ce lo aspettavamo, però suggerirei di guardare non solo la variazione del secondo trimestre, guardiamo complessivamente ai prime sei mesi dell’anno. In questo periodo il reddito disponibile reale è cresciuto dello 0,7 e tutto sommato i consumi non stanno andando per niente male. Vogliamo ricordare che a settembre 130.000 persone hanno acquistato un’automobile? E ogni in mese ci sono circa 80-100.000 persone che comprano un’auto nuova. Vanno bene tutti i consumi per il tempo libero, il turismo, i servizi, la tecnologia. In un trimestre si può scendere qualche decimo, ma guardiamo il quadro complessivo.
Ma il dato sull’inflazione è pesante, +4,2%, il più alto degli ultimi tre anni.
Certo, pesa. Ma con il TTF (il prezzo di riferimento del gas in Europa) che sostanzialmente è raddoppiato rispetto all’anno scorso e a cui sono legati tutti i contratti di fornitura dell’energia elettrica, con il prezzo del petrolio che è cresciuto di circa il 50%, a seconda di quale giorno iniziale si prende a riferimento, possiamo immaginare che il nostro paese non importi un paio di punti di inflazione? E se dal 4,2% che ci fa agitare, togliamo gli energetici, arriviamo al target del 2,%, se togliamo pure i prodotti lavorati, arriviamo all’1,6%. Le famiglie, che non vanno a vedere ora per ora l’andamento dello spread come fanno gli esperti, sono capaci di decifrare meglio il clima.
Le famiglie però guardano i prezzi agli scaffali dei supermercati e dal fruttivendolo
Dal fruttivendolo i prezzi alti sono quelli della verdura che si coltiva nelle serre a causa delle temperature particolarmente elevate, che hanno provocato un calo dell’offerta a livello europeo, ma il prezzo della frutta, ad esempio, non è salito. La pasta e il pane non sono aumentati. C’è un altro elemento che invece considero una brutta novità.
Ci spieghi.
Qui parliamo di futuro. Mi riferisco ai componenti dei prodotti tecnologici che vengono assemblati in Polonia, in Irlanda o in Spagna, e qualche cosa anche in Italia, parlo dei computer, dei tablet. Quei componenti a causa degli investimenti planetari in energia e intelligenza artificiale stanno diventando più scarsi. E vedo nell’indice dei prezzi al consumo dell’Istat che i computer hanno fatto +17,8%. Cosa vuol dire questo? Che se la parte del paniere che è stata storicamente deflazionistica, che quindi ha compensato nella media complessiva dell’inflazione gli incrementi su altri settori, ora viene meno, in una circostanza in cui permangono le attuali condizioni e le tensioni geopolitiche, a novembre-dicembre possiamo arrivare al 5%.
In conferenza stampa per la presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non ha fatto mistero di essere preoccupato e di dover ridimensionare la manovra rispetto a ipotesi di un mese fa. Eppure il governo si è già affrettato ad abolire il bollo nel 20027 per 14 milioni di auto ipotecando 2,4 per il 2027 di manovra. Perché tanta urgenza, potevano essere fatte scelte diverse?
Il governo ha un mandato parlamentare e decide quello che ritiene. Nel 2026 con una manovra da circa 20 miliardi, quindi di dimensioni modeste, il pil cresce dell’1%. Quest’anno si può fare la stessa cosa. Io non ho sentore di spese folli che si vogliono inserire in legge di bilancio.
Sarà possibile con risorse limitate ampliare a 60.000 euro di reddito l’aliquota Irpef del 33%, ridurre le tasse sulle tredicesime e prevedere le altre misure chieste dalla maggioranza?
La prima misura di cui parla, l’ampliamento del secondo scaglio dell’Irpef, ha un costo di 3 miliardi, la riduzione delle tasse sulla tredicesima si dovrebbe fare alla fine del 2026.
Ci sta dando una notizia..
Se la misura si farà, sarà con un decreto di accompagnamento alla fine del 2026, non si può aspettare la tredicesima del 2027. Poi per il prossimo anno si parla di alcune decontribuzioni e delle spese indifferibili. Così è una manovra possibile. Certo, non è che ora, ogni giorno, i ministri devono andare a chiedere interventi per il loro settore, per l’educazione all’effettività o altro…Così non ce la facciamo. Ma se la manovra si limita ai 2-3 obiettivi di cui abbiamo parlato prima, si può fare. D’altra parte abbiamo una spesa pubblici di circa 1.200 miliardi, vuole che non si trovano 10 miliardi di tagli da fare per finanziarie quelle misure. Se pensiamo a tutte le tax expenditure…
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