La montagna del futuro, questa volta, proveranno a immaginarla direttamente i giovani. Sono 259 gli studenti, suddivisi in 15 classi di 9 istituti scolastici, coinvolti nella nona edizione di Montagna 4.0 – FUTURe ALPS, il progetto di formazione, autoimprenditorialità e sviluppo territoriale promosso e coordinato dalla Società Economica Valtellinese (SEV).
Il percorso prenderà il via lunedì 28 settembre a Sondrio, nella Sala Confartigianato, e metterà in rete studenti provenienti da Lombardia, Valle d’Aosta, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Un laboratorio, giunto alla nona edizione, che punta a trasformare le grandi questioni che riguardano i territori alpini in idee, progetti e possibili modelli d’impresa.
Non soltanto un’esperienza formativa, dunque, ma un confronto diretto con il territorio. Le sfide su cui lavoreranno i ragazzi prendono spunto anche dagli Stati Generali della Montagna della provincia di Sondrio, con temi che vanno dall’inverno demografico alla gestione dei rischi climatici, dalla mobilità sostenibile alla valorizzazione delle filiere locali.
I giovani per costruire la visione della montagna
“Affidare ai giovani le domande che ci siamo posti in quell’occasione diventa non solo interessante, ma avvincente e sfidante”, sottolinea il presidente della Provincia di Sondrio Davide Menegola. “Pensare che questi giovani si potranno impegnare a costruire delle risposte, delle proposte, dei ragionamenti ci interessa molto, anche perché ci aiuterà a costruire quella visione che stiamo rincorrendo da qualche anno. A quali mani meglio affidarla se non a quelle dei giovani che dovranno poi vivere quella che secondo noi potrebbe essere la visione vincente?”.
Per Menegola, Montagna 4.0 è anche la dimostrazione di quanto la collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo economico possa tradursi in iniziative concrete. “Vedere che anche quell’occasione diventa uno spunto per promuovere all’interno di questo lavoro straordinario, che coinvolge 259 studenti delle superiori della Valtellina, della Valle d’Aosta, del Trentino e della Carnia, è per noi motivo di orgoglio. Certifica come collaborazione tra enti, istituzioni ed economia e imprese diventino sinergici per il territorio”.
La presidente SEV Valeria Duico parla di un “vero e proprio laboratorio di innovazione”, costruito negli anni attraverso una rete sempre più ampia di enti, imprese ed esperti. “Il nostro obiettivo è veramente quello di creare un valore condiviso fra tutti gli stakeholder dei territori, attraverso una rete di partnership che abbiamo costituito e che per noi è un metodo fondamentale del nostro essere presenti su questo territorio per promuovere lo sviluppo delle nostre comunità”.
La dimensione del progetto è ormai pienamente alpina. “Abbiamo più di 250 ragazzi che arrivano da scuole che partono dalla Valle d’Aosta al Friuli passando per la provincia di Lecco. È un laboratorio che mette al centro loro, ragazze e ragazzi, che lavorano su queste macro-sfide attraverso un percorso formativo di confronto tra loro, quindi tra ragazzi di diversi territori, con rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle imprese con esperti che li guideranno e li affiancheranno per individuare delle soluzioni e costruire dei modelli di impresa sostenibile”.
L’obiettivo non è semplicemente convincere i giovani a restare. È, piuttosto, far conoscere loro le possibilità che la montagna può offrire. “Ci piacerebbe far crescere la consapevolezza del loro potenziale, radicati però nel loro territorio, tenendo conto di quali sono le vocazioni e le peculiarità di questi territori che in comune hanno dei dati di complessità e di fragilità”.
Un laboratorio che cambia ogni anno
Un approccio che, secondo Maria Chiara Cattaneo, presidente del comitato scientifico SEV, è alla base dell’evoluzione stessa di Montagna 4.0. “È il nono anno in cui il percorso viene presentato, ma non è mai la stessa cosa. Ogni anno costruiamo su quello che è stato il lavoro con gli studenti, con le imprese e con le istituzioni e cerchiamo di lavorare nel modo più efficace possibile proprio per cercare di guardare alle sfide che ci sono in un modo diverso”.
Il punto di partenza è un mondo che cambia rapidamente. “Questo cambiamento può diventare davvero anche un’opportunità. I ragazzi sono creativi, ci sorprendono sempre, ma è importante che guardino la montagna davvero come un posto dove ci sono opportunità, dove si può costruire, non necessariamente da dove si deve andare”.
Il percorso seguirà una logica “bottom up”: alle sfide individuate dalle istituzioni e dal mondo economico si affiancheranno le idee dei ragazzi. “Abbiamo le sfide che sono sentite importanti dal territorio e abbiamo le soluzioni dei ragazzi. Questo apre alla possibilità di unire la conoscenza, la competenza e la creatività per davvero fare un lavoro di co-costruzione condiviso”.
Dalle sfide alpine alle idee d’impresa
Turismo e destagionalizzazione, legacy olimpica e nuove motivazioni di viaggio, agroalimentare e zootecnia, energia e comunità energetiche, filiera del legno, manutenzione del territorio, gestione dei rischi, mobilità flessibile e rapporto tra generazioni saranno alcuni dei grandi ambiti di lavoro. Trasversale sarà il tema dell’economia circolare, con attenzione al riutilizzo e all’uso consapevole delle risorse.
Gli studenti saranno chiamati a fare un passo ulteriore: non soltanto individuare un problema, ma provare a costruire una risposta imprenditoriale. “Simulano, immaginano, costruiscono un’idea di impresa che poi insieme alla collaborazione con gli imprenditori e le istituzioni contiamo anche che possa trovare delle applicazioni”, spiega Cattaneo.
Dopo l’appuntamento inaugurale di Sondrio, che vedrà circa 150 studenti in presenza e altri collegati da Trentino e Friuli, il 2 ottobre sarà la volta degli studenti valdostani ad Aosta. Tra ottobre e novembre seguiranno incontri nelle scuole, attività di team building e giornate di laboratorio dedicate ai diversi passaggi necessari per costruire un’idea d’impresa: dalla proposta di valore alla sostenibilità, fino alla capacità di raccontare il progetto e verificarne la tenuta economica.
A Tirano il confronto con il territorio
Il traguardo sarà il Pitch Day del 4 dicembre a Tirano, dove i ragazzi presenteranno i propri modelli d’impresa davanti a una giuria di amministratori, investitori e stakeholder territoriali.
Proprio Tirano sarà dunque parte integrante del percorso. L’assessore alla Cultura e Istruzione Isabella Ciapponi Landisottolinea l’importanza di trasformare le idee elaborate dai ragazzi in qualcosa di concretamente utile al territorio. “Ciò che mi sta particolarmente a cuore in questo essere sede a Tirano è sicuramente che i temi che verranno rappresentati ai ragazzi siano anche concretamente legati alla città, cioè che ci portino dei progetti che poi concretamente vengano messi a terra, realizzati anche a vantaggio proprio del nostro territorio”.
Imprese e piccoli Comuni nella sfida
Un rapporto diretto con il mondo produttivo sarà garantito anche dalla collaborazione con Confindustria Lecco-Sondrio. Il vicedirettore Riccardo Confalonieri evidenzia la necessità di far conoscere ai ragazzi una parte della montagna spesso meno raccontata: quella manifatturiera e industriale.
“È importante un progetto come questo che innanzitutto racconta ai ragazzi cos’è il territorio in cui vivono. La ricchezza di questo territorio deriva anche e, mi permetto di dire, soprattutto dal settore manifatturiero, industriale in generale, inclusa naturalmente la parte turistica, ma anche tutto il mondo della manifattura metalmeccanica, della carpenteria, del legno, dell’alimentare e così via”.
E il tema della presenza dei giovani è strettamente legato a quello dell’attrattività. “Dobbiamo diventare attrattivi anche per gli altri, non solo mantenere i nostri, perché purtroppo i numeri ci dicono che anche mantenessimo tutti i nostri non basterebbero neanche loro”.
Per Tiziano Maffezzini, sindaco di Chiuro e presidente di Uncem Lombardia e Comunità Montana di Sondrio, in rappresentanza degli enti locali montani, il primo risultato del progetto è invece la consapevolezza. “Il percorso che viene offerto in questa occasione regala loro la consapevolezza del territorio nel quale vivono, quindi lo possono comprendere, possono interpretarne le dinamiche, le problematiche e trovare anche le soluzioni che servono per restare nel territorio”.
Anche in questo caso, però, restare non significa necessariamente non partire. “Possono andare, possono fare esperienza altrove, ma possono anche ritornare consapevoli di cosa qui hanno, di cosa possono trovare e di come si possa vivere bene. E quindi magari anche colmare quei gap legati all’innovazione, al digitale, ai servizi, che però non sono difficoltà insormontabili”.
Una serie di sfide diverse, dunque, ma con un denominatore comune: dare ai giovani la possibilità di guardare alla montagna non soltanto come al luogo in cui vivono, ma come a uno spazio nel quale poter costruire il proprio futuro.
Come sintetizza Cattaneo, “il futuro non è un luogo in cui andiamo, ma è un luogo che stiamo creando e i sentieri non devono essere trovati, ma costruiti. E nel costruire cambia sia chi li traccia sia la loro destinazione”.
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