Bologna, 24 settembre 2026 – Avanti tutta con la rigenerazione urbana in Emilia-Romagna: la Regione nel 2025 certifica un calo del consumo di suolo del 70%. “La legge urbanistica dell’Emilia-Romagna entra in una nuova fase” puntualizza il governatore Michele de Pascale all’Opificio Golinelli di Bologna, dove questa mattina ha presentato insieme con l’assessora Irene Priolo un bilancio delle politiche regionali a 9 anni dall’introduzione della legge sull’urbanistica, con l’impulso di avviare il percorso per il suo aggiornamento.
All’opificio Golinelli punto stampa di Michele de Pascale a proposito della legge ubanistica
Rigenerazione urbana: il bilancio delle Regione
Ma rigenerazione urbana significa trasformazione delle città, e de Pascale interviene anche sulle parole del sindaco Matteo Lepore, che ha chiesto una tassa di soggiorno da 10 euro a Bologna: “Rispetto l’autonomia dei Comuni e le loro decisioni, ma è evidente che si trovano in difficoltà e hanno bisogno di più risorse”. Per Viale Aldo Moro “il consumo di suolo netto scende al livello più basso degli ultimi cinque anni, con oltre 20.700 ettari di previsioni insediative non attuate cancellati”. “A questo si aggiungono 248 milioni di investimenti attivati per 191 interventi di rigenerazione urbana in 175 Comuni e 38 milioni che hanno permesso di liberare circa 80 ettari di terreno in 22 siti inquinati”.
Sono questi i numeri da cui parte l’Emilia-Romagna per “aprire una nuova fase delle politiche di governo del territorio e, a quasi nove anni dall’approvazione della legge urbanistica regionale, avviare il percorso per il suo aggiornamento”. I risultati sono stati presentati oggi all’Opificio Golinelli di Bologna, nel corso dell’iniziativa “Qui c’è qualcosa che torna. Rigenerare i territori, ripensare la legge urbanistica”, insieme alle esperienze realizzate grazie alle politiche regionali di rigenerazione urbana e bonifica ambientale. Tra le esperienze presentate nel corso della giornata quella delle ex Fonderie Riunite di Modena e dell’ex Amga di Ferrara, “due progetti nei quali le risorse per la rigenerazione urbana si affiancano ai finanziamenti Pnrr per la bonifica dei siti orfani”. A Modena si cita il recupero dell’ex complesso industriale, destinato a ospitare un polo dell’innovazione, che interessa un’area di circa 43mila metri quadrati e integra il recupero degli edifici e degli spazi pubblici con gli interventi di bonifica. A Ferrara, invece, il progetto Varco punta a trasformare l’area dell’ex Amga in un nuovo corridoio verde tra via Bologna e le mura cittadine, con percorsi pedonali e ciclabili, spazi verdi e servizi. La prima fase della bonifica ha consentito di certificare 5.780 metri quadrati di suola bonificato o messo in sicurezza permanente, superando l’obiettivo Pnrr di 5.500 metri quadrati.
Le parole di Michele de Pascale e Irene Priolo
“Oggi si entra nella fase due, dove il regime transitorio è completamente superato e dove sono necessari interventi puntuali di correzione. Ci sono temi che vanno avanti in maniera molto forte: uno è quello della logistica, forse uno degli elementi più critici, che va invece affrontato con maggiore pianificazione; un altro è quello dell’edilizia residenziale sociale, su cui non siamo ancora soddisfatti; poi il c’è il tema nuovo dei data center, che avanza prepotentissimo: non vogliamo che succeda quanto avvenuto sulla logistica, cioè che non ci sia pianificazione e le strutture arrivino sul territorio senza una regia complessiva”. “La legge urbanistica per noi deve adeguarsi ai tempi che sono cambiati, deve avere la capacità di essere adattiva rispetto ai cambiamenti climatici, quindi spingere in maniera un po’ più forte anche rispetto alla semplificazione – aggiunge Priolo -. Oggi parte formalmente l’iter di rigenerazione della nostra legge 24, che avrà un tempo di confronto molto serrato, importante, con tutti i territori, con il Patto per il lavoro e per il clima. Partiremo già a ottobre per terminare con un primo ciclo di incontri a febbraio: ci sarà un momento molto importante il 2 novembre con Ispra per raccontare tutti i dati del consumo di suolo come la Regione stia andando nella giusta direzione”.
Turismo: tassa di soggiorno a Bologna e aeroporto
Sulla richiesta di Lepore di alzare la tassa di soggiorno fino a 10 euro, de Pascale glissa: “Io sono stato sindaco (di Ravenna; ndr) quindi rispetto molto l’autonomia dei Comuni: ogni città si dota delle sue politiche. È chiaro che i comuni turistici soffrono uno stress incredibile, perché si fanno carico di servizi che non sono rivolti solo ai loro cittadini. Bologna peraltro deve dare servizi sia ai turisti, sia agli studenti, e quindi la città è in fortissima tensione. Il grido d’allarme che viene dalle città d’arte, dalle città turistiche italiane è un grido d’allarme di chi non ce la fa più: è successo a Firenze, succede a Roma, anche Bologna giustamente pone il tema perché è diventata una grande città turistica italiana”. Sull’aeroporto, invece, e sulla volontà del Comune di dialogare con il Marconi per mitigare gli impatti del Piano di sviluppo sulla città, il governatore specifica: “Diamoci un canone di riflessione comune. Io ho detto una cosa molto chiara: se il sistema regionale vuole continuare a crescere in maniera diffusa, Bologna deve crescere in qualità più che in quantità. Questa è la nostra visione. La Regione sta lavorando col Marconi per potenziare le rotte internazionali: avevamo detto Nord America e Far East, per noi sono obiettivi reali e concreti. Il trasporto aereo crescerà in maniera vertiginosa, è un fatto globale: il Marconi da solo non se ne può far carico, è oggettivo, credo che sia un elemento che è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo la fortuna di avere un sistema regionale plurale, quindi proseguiamo con determinazione con la nostra strategia: aumentare la qualità delle rotte sul Marconi e la quantità complessiva dei passeggeri in Emilia-Romagna”.
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