Mancano pochi giorni al debutto della Serie B 2026/27: tra nuovi allenatori, rose ancora da completare e precampionati dagli esiti contrastanti, analizziamo le condizioni delle 20 squadre.

Siamo ufficialmente entrati nella settimana del debutto della nuova stagione di Serie B (venerdì c’è Vicenza-Catanzaro), e come per la Serie A, abbiamo deciso di analizzare nello specifico la situazione di tutte le partecipanti al campionato cadetto, per capire come si presentano ai nastri di partenza.

Si sa, la seconda serie del calcio italiano è sempre quanto mai incerta ed è molto complicato anticipare le sorprese che si verificheranno durante tutta l’annata sportiva, ma di certo possiamo fornire un recap di quanto accaduto in estate e di come hanno preso forma le venti compagini, anche se gli ultimi giorni di calciomercato potrebbero influire e non poco.

Si inizia venerdìFlashscore

Rispetto al 2025/2026, solamente 3 squadre ripartono con gli stessi allenatori (Entella, Palermo e Mantova) e sono tantissime le novità, visto che ci sono 7 club differenti rispetto a un anno fa (3 retrocesse e 4 neopromosse).

‘Promosse’, ‘da rivedere’ e ‘in difficoltà’ sono le tre macro-categorie che abbiamo deciso di utilizzare, dove inserire le partecipanti in base alla loro condizione attuale.

Promosse

Alzi la mano chi non considera il Palermo la grande favorita per la promozione diretta: i rosanero hanno puntellato una rosa già molto competitiva che adesso sulla carta sembra non avere punti deboli, e proveranno a conquistare quanto sfuggito lo scorso anno. L’alto tenore delle amichevoli disputate fa ben sperare, anche se in Coppa Italia oltre al crescente entusiasmo dovuto al successo contro una squadra di serie superiore come il Lecce è arrivato lo stop del portiere titolare, Joronen, che inevitabilmente preoccupa.

Considerando i 32esimi di Coppa Italia come banco di prova iniziale, anche il Mantova ha di che rallegrarsi: i lombardi dopo aver eliminato la Lazio sperano di allungare il filotto positivo costruito nel 2026 sotto la gestione Modesto, riconfermato alla guida.

Discorso simile per la Cremonese: stesso allenatore (Giampaolo) ma soprattutto tanti investimenti mirati a rendere il club uno tra i candidati all ritorno in massima serie: Berti, Pontisso, Vogliacco ed Elia, oltre alla riconferma in toto del blocco dello scorso anno, rendono la squadra una vera corazzata.

In questo calderone va anche l’Arezzo: i toscani tornano in B dopo la vittoria del campionato, conquistato dopo un lungo spalla a spalla con l’Ascoli, e sperano di rimanerci. Oltretutto provengono da una pre-season che li ha visti battere il Napoli e ben figurare contro il Parma.

Da rivedere

Inserire il Pisa tra le squadre da rivedere è dovuto al fatto che la squadra toscana, che si è affidata ad un tecnico reduce da una promozione come Bianco, deve ancora chiudere il puzzle definitivo e anche in Coppa non ha convinto a pieno.

Oltretutto c’è anche lo scotto di dover ripartire dopo una retrocessione calandosi nella nuova dimensione, una condizione che accomuna i nerazzurri all’Hellas: un tecnico probabilmente fuori categoria come Baroni basterà per trascinare i gialloblù al ritorno immediato in A?

Un altro club da rivedere è il Vicenza: i veneti ripartiranno da Gallo, che ha fatto benissimo in C per due stagioni consecutive ma che adesso è atteso da un campionato in tutto e per tutto superiore. Il ‘Lane’ ha acquistato gente di categoria (Moncini, Valoti e Corazza su tutti) e potrà contare sull’entusiasmo di una piazza storica, ma è reduce da un’eliminazione in Coppa Italia che ha lanciato un campanello d’allarme, forse ancora esagerato.

Sono da rivedere anche Catanzaro e Sudtirol, recentemente di fronte in Coppa: i calabresi hanno cambiato tantissimo (via Liberali, Cissè, Pontisso, Pompetti e Favasuli), ma il fiuto del ds Polito nel pescare nelle categorie inferiori può ancora una volta fare la differenza; gli altoatesini invece ripartono dal duo Possanzini-Lovisa e si candidano ad essere una mina vagante del prossimo campionato, se lontano dalle pressioni riusciranno a lavorare bene.

5 delle 6 amichevoli degli irpini
5 delle 6 amichevoli degli irpiniFlashscore

L’Avellino di Nesta ha giocato ben 6 amichevoli, iniziando con un roboante 24-0: gli irpini, che lo scorso anno centrarono un clamoroso ottavo posto, hanno rivoluzionato poco ma dovranno comunque riconfermarsi e non sarà semplice. 

Il Padova sembra aver voluto alzare l’asticella: tante conferme e gli arrivi di gente rodata come Pompetti e Zanimacchia ha sicuramente reso la rosa biancoscudata migliore: in panchina l’arrivo di Calabro potrebbe regalare ai veneti quell’upgrade tanto sognato.

Il Modena di Galloppa e il Benevento di Floro Flores, altre due giovani new entry nel panorama degli allenatori di B, necessitano di tempo per essere giudicati. L’Entella, dopo aver confermato Chiappella reduce da uno straordinario debutto in cadetteria, ci proverà nuovamente nonostante i mezzi ridotti rispetto a tante competitor, avendo nuovamente pescato tanto dalla C.

In difficoltà

I primi due nomi da inserire in questo gruppo sono quelli di Carrarese e Juve Stabia: decisamente indebolite dal mercato estivo avendo perso alcuni dei loro giocatori di riferimento, sono anche alle prese con tecnici nuovi (nel caso dei campani c’è il debuttante De Giorgio) e dunque inevitabilmente vanno accompagnate da un punto interrogativo.

Anche il Cesena non sembra vivere i propri giorni migliori: senza Berti, Cerri e Klinsmann (ancora infortunato) e con un mister tutto da verificare come Diamanti i romagnoli devono provare a rialzarsi, soprattutto dopo un 2026 deludente sotto la gestione Cole.

La Sampdoria, quasi tutta nuova di zecca, ha fallito contro la Cremonese e riparte da tantissimi acquisti che non conoscono il campionato italiano: spetterà ad Insigne e Salvatore Esposito trascinare i liguri, sperando che gli stranieri possano integrarsi in fretta e soprattutto fare la differenza.

L’Ascoli, che secondo i dati di Transfermarkt è la squadra col terzo peggiore valore della rosa, punta tutto su Tomei: il tecnico che ha trascinato i marchigiani in B tramite playoff avrà il compito di guidare una rosa poco esperta, proprio come lui, ma sicuramente affamata.

Situazione particolare a Empoli, dove il club – dopo la sofferta salvezza dello scorso anno – è intenzionato a puntare più che mai sui giovani e sulle risorse interne, tra cui l’allenatore Pagliuca ancora sotto contratto nonostante l’esonero dello scorso anno: per gli azzurri è una sfida nella sfida.

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