Nella città spagnola, a causa dei nuovi rischi degli ingressi clandestini, resteranno in loco i 4mila agenti mobilitati per gestire la crisi della settimana scorsa. Al momento l’Unione europea si sta coordinando con la Spagna per fornire aiuti e strumenti di prevenzione
Resta la massima attenzione dell’Ue e dell’intelligence spagnola su Ceuta per una possibile nuova invasione di migranti per Ferragosto. I servizi segreti spagnoli considerano «pienamente credibile» un nuovo sbarco di clandestini nella città, come ha riferito Radio Cadena Ser, citando fonti d’intelligence. Secondo gli addetti ai lavori, non è escluso che gli organizzatori possano anticipare la data per provocare l’effetto sorpresa, dopo il grande eco mediatico che ha avuto la vicenda. Il Centro nazionale d’intelligence (Cni) spagnolo sta controllando da giorni gruppi su Facebook, WhatsApp e profili TikTok dove circolano messaggi e false informazioni su presunti problemi nei monitoraggi al confine. Alcune fonti del ministero dell’Interno spagnolo hanno assicurato di avere tutte le risorse necessarie per respingere le entrate irregolari sul territorio, nel caso in cui dovesse verificarsi un nuovo tentativo di intrusione come quello di una settimana fa.
Il portavoce della Commissione europea, Guillaume Mercier, ha affermato che l’attenzione dell’organo vigilante sulla Spagna è «molto alta» in vista del 15 agosto. «Le minacce ai confini esterni – ha affermato – possono accadere, come abbiamo visto. Abbiamo visto le allerte e siamo in contatto con le autorità spagnole su questo. L’attenzione rimane molto alta, in vista del 15 agosto. Siamo anche in contatto con Frontex ed Europol. Restiamo molto vigili». Poi Mercier ha aggiunto: «Abbiamo visto che tramite diversi canali, anche russi, si è rapidamente amplificata la situazione che abbiamo visto sul terreno la settimana scorsa».
Ceuta, allarme per l’invasione clandestina di Ferragosto: scatta l’allarme in Ue e tra i servizi spagnoli
Come annunciato dal portavoce, mercoledì la Commissione europea ha ricevuto dalla Spagna «una prima valutazione dei bisogni. Stiamo esaminando rapidamente il documento, per individuare il modo migliore in cui possiamo fornire supporto». «Il passo successivo – ha continuato – sarà che la Spagna presenti una domanda formale alla Commissione, in modo da dimostrare concretamente cosa stiamo facendo. Sarà un supporto aggiuntivo, che potrebbe coprire una serie di elementi, a partire da attrezzature e servizi per la gestione delle frontiere, vista la situazione attuale, e potrebbe anche fornire assistenza umanitaria e medica».
Quanto all’impegno profuso dagli organismi Ue, Mercier ha precisato che questi hanno offerto «supporto tramite Frontex e l’Agenzia europea per l’asilo. Ieri si è tenuto un incontro tra la Dg Home e i vertici delle agenzie esecutive per discutere di uno scambio di informazioni regolare e coordinato su come possiamo supportare la Spagna. Il lavoro è in corso su diversi fronti. Procediamo molto velocemente, a mano a mano che la situazione si evolve sul campo».
La condivisione delle informazioni per affrontare l’eventuale assalto
Secondo i media iberici, è stata fortificata la condivisione dei sistemi d’allarme da parte delle intelligence europee. A Ceuta rimangono i 4mila agenti di polizia, Guardia Civil e militari dell’esercito, mobilitati una settimana fa per gestire l’invasione dei clandestini. Inoltre, le forze di sicurezza spagnole confidano nell’impegno del Marocco a monitorare gli spostamenti e bloccare le partenze tramite controlli e blocchi stradali nell’area di Fnideq, l’ex città spagnola di Castillejos, confinante con Ceuta.
La preoccupazione del sindaco di Ceuta
«Le voci su un nuovo sfondamento della frontiera il 15 agosto è la prova che Ceuta vive nell’angoscia. Non sappiamo se si ripeterà. Quello che si è visto è che nostra frontiera è assolutamente vulnerabile». L’ha sottolineato il sindaco-presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesus Vivas, durante l’audizione in videoconferenza della commissione Libe, convocata dal presidente della Libe Javier Zarzalejos, del Partido Popular. Finora, tranne il commissario Magnus Brunner, hanno preso la parola solo politici spagnoli. Non c’è da stupirsi se il governo Meloni ha deciso di sospendere gli accordi di Schengen con la Spagna, anche in considerazione dei nuovi allarmi. Quella che alla sinistra sembrava una decisione avventata, si è confermata come una scelta previdente.
I minori non accompagnati e la redistribuzione
Più di 1.750 migranti minori non accompagnati sono stati trasferiti dalle Canarie, da Ceuta e da Melilla verso la Spagna nell’ultimo anno, dopo l’approvazione del meccanismo di redistribuzione solidale tra le comunità autonome. Questo provvedimento, secondo i dati divulgati dall’Amministrazione generale dello Stato, è stato ratificato dal governo nell’agosto dello scorso anno. I numeri registrati, però, non includono il numero di minori stranieri entrati nelle exclavi durante l’assalto clandestino del 30 e 31 luglio scorsi. Il programma di ricollocamento fra le regioni iberiche ha proseguito il suo corso, nonostante le contestazioni presentate da alcune amministrazioni regionali.
Al momento, il meccanismo risulta sospeso a Ceuta per colpa dell’ultima massiccia ondata migratoria. Secondo il governo della città autonoma, l’amministrazione locale assiste in queste ore circa 1.200 minori stranieri non accompagnati. Già a metà luglio, le autorità competenti avevano annunciato che il numero di ragazzi arrivati a nuoto sulle coste di Ceuta aveva superato di gran lunga il sistema di accoglienza. «In questo momento la capacità di Ceuta di accogliere minori è del 2.600% superiore al suo limite critico», ha spiegato mercoledì il presidente dell‘exclave, denunciando che «la situazione è insostenibile».
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Gabriele Caramelli
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