L’appuntamento è fissato per venerdì 7 agosto alle ore 20.30, nella Piazza antistante la Chiesa Madre di Santa Marina, provincia di Salerno, nel cuore del Golfo di Policastro, luogo simbolico della comunità, dove cittadini, istituzioni, professionisti e ospiti provenienti da diverse realtà regionali si ritroveranno per condividere una serata dedicata al valore della parola, della memoria e della responsabilità civile. L’edizione 2026 sarà dedicata alla memoria di Michele Giudice, figura profondamente stimata dalla comunità di Santa Marina, ricordato per la sua integrità morale, il forte senso della famiglia, la disponibilità verso gli altri e l’esempio di umanità che ha lasciato in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo.
“Dedicargli questa edizione significa riconoscere come il ricordo delle persone che hanno vissuto con coerenza e generosità continui a rappresentare una bussola morale per le nuove generazioni”, spiegano gli amministratori.
La serata “Pasquale Fortunato” analizza i traumi sociali
Ad arricchire la XVIII edizione della Serata Poesia saranno ospiti provenienti da ambiti professionali differenti, accomunati dall’impegno quotidiano nel raccontare, comprendere e interpretare la complessità della società contemporanea. Tra gli ospiti Vincenzo Rubano, giornalista professionista Mediaset, tra i più autorevoli cronisti italiani impegnati nel racconto della cronaca e dell’attualità. Nel corso della sua carriera ha seguito alcuni dei principali eventi nazionali e internazionali, distinguendosi anche come giornalista embedded al seguito delle Forze Armate italiane nelle missioni all’estero. È autore del volume Soldati di Pace, nel quale racconta il volto umano delle missioni internazionali e le esperienze vissute dai militari italiani nei teatri operativi. Il suo contributo offrirà una riflessione sul delicato rapporto tra informazione, responsabilità professionale e rispetto della dignità delle persone coinvolte nei grandi eventi di cronaca.
Interverrà anche Luca Maurelli, giornalista e scrittore, che dopo una lunga esperienza maturata tra agenzie di stampa, quotidiani e televisioni nazionali ed è vicecaporedattore al Secolo d’Italia. Da anni si occupa di politica, giustizia, economia e tematiche sociali, dedicando particolare attenzione al disagio giovanile, alle dipendenze e alle fragilità che spesso rimangono ai margini del dibattito pubblico. È autore di diversi testi di successo, come “Viaggio al centro della notte“, in cui racconta la storia di Livia Barbato, una ragazza uccisa dall’incoscienza del suo fidanzato, anche attraverso il racconto della mamma Angela, La forza dell’amore. Storia di una mamma che combatte senza fare la guerra, sul tema della disabilità, Bianca come il male, che si occupa di drga e dipendenze, e Io vedo il mare, sulla storia del ragazzo francese, Simon Gautier, che trovò la morte durante un’escursione lungo i sentieri della costa della Masseta.
Gli interventi delle psicologhe e di mamma Michela Rasu
Porterà il proprio contributo anche Rita Tucci, psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale e Responsabile della Didattica della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’ISPPREF di Salerno. Da anni è impegnata nella formazione di psicologi e psicoterapeuti e nella diffusione della cultura della relazione, accompagnando le nuove generazioni di professionisti nello sviluppo di competenze cliniche, relazionali ed etiche. Il suo intervento offrirà uno sguardo sul trauma, sul lutto e sui processi di elaborazione del dolore, evidenziando il valore dell’ascolto e delle relazioni come strumenti di cura. Particolarmente intensa sarà la testimonianza di Michela Rusu, mamma di Alessandro, che ha trasformato una delle esperienze più dolorose che una madre possa affrontare in un messaggio di speranza e di rinascita. Attraverso il racconto della propria storia personale condividerà una testimonianza di straordinaria forza umana, dimostrando come anche la sofferenza più profonda possa diventare occasione di consapevolezza, solidarietà e vicinanza verso gli altri. A guidare il pubblico lungo questo percorso di riflessione saranno le giornaliste Olga Marotta e Biagina Grippo, che accompagneranno gli interventi degli ospiti in un dialogo capace di intrecciare informazione, cultura, emozioni e memoria. La Serata Poesia nasce nel 2007 e porta il nome di Pasquale Fortunato, ventenne scomparso tragicamente in un incidente sul lavoro, con la volontà di trasformare il dolore della perdita in un momento di riflessione condivisa e di crescita culturale.
L’obiettivo della manifestazione giunta alla ottava edizione
“La manifestazione è stata ideata come tributo a tutte quelle persone che, con il proprio esempio umano, civile e culturale, hanno lasciato un segno indelebile nella storia della comunità di Santa Marina. Giunta oggi alla diciottesima edizione, è divenuta uno degli appuntamenti culturali più longevi e identitari del territorio, capace di coniugare poesia, giornalismo, musica, psicologia, testimonianze di vita e riflessione sociale in un unico percorso di partecipazione collettiva. Nel corso degli anni ha ospitato giornalisti, scrittori, poeti, musicisti e protagonisti del panorama culturale italiano, offrendo al pubblico incontri di alto profilo umano e professionale”, dicono gli organizzatori. Tra le personalità che hanno contribuito a rendere prestigiosa la manifestazione figurano anche gli indimenticabili Giuseppe Liuccio e Giuseppe De Vita, protagonisti della cultura e della poesia del territorio, il cui ricordo continua a vivere attraverso le parole e il patrimonio culturale che hanno lasciato alla comunità. Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è racchiuso nel titolo: “Il peso delle parole. Trauma, lutto e responsabilità della comunicazione: il ruolo della famiglia, della società, dei social e dei mezzi di informazione”. Un tema di straordinaria attualità che invita a riflettere sul potere della comunicazione in un tempo caratterizzato dalla rapidità dell’informazione e dalla diffusione immediata dei contenuti attraverso i media tradizionali e le piattaforme digitali. Le parole possono curare oppure ferire, costruire relazioni oppure alimentare conflitti, sostenere chi attraversa il dolore oppure amplificarne la sofferenza. La serata offrirà una riflessione multidisciplinare sul ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere, come cittadino, genitore, educatore, giornalista o semplice utilizzatore dei social network, nel promuovere una comunicazione più rispettosa, consapevole ed empatica.
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