Mondiali, Dembélé trascina i Blues: l’analisi di Hoarau


Tripletta di Dembélé, collettivo ritrovato, omaggio a Deschamps: all’indomani della vittoria dei Bleus contro la Norvegia (4-1), Guillaume Hoarau offre la sua analisi della qualificazione dell’équipe de France in testa al proprio girone e guarda già al prosieguo del torneo contro la Svezia.

“Mi viene da dire bravi a Guy Stéphan e a tutto lo staff dei Bleus”. Il contesto era davvero delicato per i transalpini questo venerdì, con il commissario tecnico Didier Deschamps costretto a lasciare il ritiro martedì a causa della scomparsa della madre. Eppure, l’équipe de France ha vinto l’ultimo match del girone, imponendosi 4-1 contro la Norvegia, il che ha permesso loro di chiudere al meglio e prendersi il primo posto.

“In panchina si è percepito un vero spirito di famiglia, lo si è visto dagli abbracci dopo i gol e al fischio finale, spiega Guillaume Hoarau, Ovviamente si immagina che il pensiero andasse a Didier Deschamps, a cui auguriamo tanta forza e porgiamo le nostre condoglianze. Ma penso che ieri sia successo proprio quello che serve in una competizione: si sente che c’è una vera solidarietà che nasce direttamente dal campo.”

Il collettivo prima di tutto

La fase a gironi ha confermato quanto questa Francia sia temibile. Se alla vigilia c’erano dei dubbi — legati soprattutto alla tenuta difensiva di un attacco a quattro — questi si sono dissolti nel corso delle tre partite, in cui i Bleus sono cresciuti progressivamente. Oggi la squadra si muove come un blocco unico, e questa è “la cosa più importante” secondo Hoarau.

“Se i giocatori mettono il collettivo sopra ogni cosa, poco importa chi parte titolare, tanto i subentrati sono decisivi e hanno un ruolo fondamentale, se non il più importante. Perché ieri, nel finale, quando fai entrare Barcola o Cherki, magari l’intensità cala un po’. Ma in una partita con molta più tensione, sono giocatori che possono fare la differenza. E questo il commissario tecnico lo sa bene.”

Resta ora da capire quale sarà l’undici titolare dei Bleus a partire dalla partita contro la Svezia. Anche ieri lo staff tecnico ha effettuato due o tre variazioni, probabilmente per testare le ultime soluzioni prima delle sfide da dentro o fuori.

“Il laboratorio dei Bleus si sta chiudendo. Era necessario provare alcune combinazioni e dare minuti a elementi come Koné o Théo Hernandez, ma credo che nella testa del CT la formazione per gli ottavi contro la Svezia sia già definita. Koné si è imposto all’attenzione: offre ottime prestazioni e non è più una sorpresa. Tuttavia, penso che la cerniera di centrocampo sarà composta da Tchouaméni e Rabiot, che garantiscono solidità e sono storicamente molto complementari”, prosegue Hoarau.

“Il ruolo ancora da assegnare, un po’ aperto, è quello del terzino sinistro, tra Théo Hernandez e Digne. È vero che nella partita di ieri si ha avuto la sensazione che Lucas partesse avvantaggiato, perché offre più equilibrio e controllo nelle coperture. Théo garantisce una spinta offensiva notevole, ma credo che la scelta dipenderà dall’avversario: se servirà un terzino più bloccato giocherà Digne, se bisognerà aggredire sulle corsie esterne toccherà a Hernandez”.

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Dembélé: Pallone d’Oro, e basta

Ma il protagonista assoluto di questo venerdì, capace di oscurare da solo tutti i compagni d’attacco, è stato Ousmane Dembélé. Autore di una tripletta in appena 32 minuti, l’attaccante del PSG ha contribuito direttamente al successo per 4-1 dei Bleus e al primo posto nel girone contro la Norvegia.

“Pallone d’Oro, ecco, basta. Come volevasi dimostrare: Pallone d’Oro”. Secondo Guillaume Hoarau, Ousmane Dembélé “ha ricordato a tutti perché ha vinto il Pallone d’Oro e perché potrebbe vincerlo di nuovo quest’anno”, considerando come abbia “fatto saltare il banco” contro la Norvegia. La prima rete dell’esterno parigino “ha sbloccato psicologicamente sia lui che tutta la squadra”.

Il verdetto parla di una tripletta d’autore contro i compagni di squadra di Erling Haaland. L’ex nazionale francese ha poi analizzato i punti di forza di Dembélé quando gioca in fiducia: “Lo vedi fare tutto: attacca la profondità, si accentra, ti punta nell’uno contro uno ubriacandoti col bacino, è puro crossover… Ieri la sua prestazione è stata semplicemente perfetta, si è preso il suo ‘triple-double’ portandosi a casa il pallone”.

Una reazione arrivata in un momento particolare: Dembélé si è presentato molto serio e schivo in zona mista, evidentemente ancora infastidito dalle critiche della stampa negli ultimi mesi. Ma ora, “Ousmane ha messo la sua firma in calce per dire a tutti che questo Mondiale sarà suo”, afferma Hoarau.

Per Hoarau, i Bleus hanno “inserito la terza”

All’indomani del successo sulla Norvegia, Guillaume Hoarau è convinto che la Francia sia in netta rampa di lancio: “La squadra sta chiaramente crescendo“, assicura, sottolineando l’importanza di aver spazzato via i dubbi prima degli ottavi.

“Era esattamente ciò che ci si aspettava: ripulire la testa da ogni incertezza prima delle finali. Ieri la Norvegia ha schierato diverse seconde linee e mi sarebbe piaciuto vedere il confronto tra i due undici titolari. Abbiamo avuto comunque dei piccoli momenti di sbandamento, che ci stanno nell’arco di una partita; ma finché in quelle frazioni di gioco la Francia non subisce gol, l’orizzonte resta sereno”.

La prossima sfida, contro la Svezia, viene affrontata con un misto di fiducia e prudenza: “La Svezia, per me, è sicuramente una squadra alla nostra portata. Bisognerà rispettare questo avversario, non bisognerà assolutamente sottovalutarlo, e penso che non sia nello stile di Didier Deschamps. Quindi se i Bleus mantengono l’intensità, per me hanno tutte le armi per passare il turno. E poi il seguito, agli ottavi: se sarà l’Germania, allora sarà un vero test mentale e tattico. Poi, Paesi Bassi o Marocco — per me, Germania, Paesi Bassi, Marocco, sono squadre che si equivalgono, quindi per me la Francia resta comunque superiore.”

Secondo Hoarau, il vero punto di forza di questa rosa risiede nella varietà di soluzioni per fare male agli avversari, individuando tre fattori complementari: “La cosa fondamentale è che la Francia oggi sa vincere in modi diversi”, spiega.

“Attraverso il possesso: sanno tenere palla, sanno gestire il ritmo. Attraverso le transizioni: è davvero lì che eccellono, perché quando giochi contro la Francia, o ti scopri per andare a segnare e poi devi tornare a difendere — le transizioni sono davvero il punto di forza dell’équipe de France, con Mbappé, Dembélé, Doué, Barcola, Olise… le individualità sono incredibili. E perché sanno anche difendere: la loro solidità difensiva fa sì che, anche se in attacco non è giornata, per segnare all’équipe de France bisogna farne due o tre, e difensivamente, con questo commissario tecnico, per me è semplicemente una missione impossibile.”

Questo mix tra potenza di fuoco e solidità dietro rappresenta, per Hoarau, “il tratto distintivo delle grandi squadre campionesse”, quelle che costruiscono i propri trionfi blindando la porta per poi liberare il talento dei singoli.

La chiusura è un manifesto d’ottimismo per il cammino dei transalpini: “Credo che la partita di ieri abbia confermato la Francia come la grande favorita del torneo. Adesso aspetto l’avversario che saprà metterci davvero in difficoltà, perché per il momento i Bleus hanno inserito la terza marcia, ma mancano ancora la quarta e la quinta. Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà”.

Guillaume Hoarau – Consultant FlashscoreFlashscore France


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