Il crollo delle nascite in Cina (che aveva previsto un bonus bebè) avrebbe dovuto travolgere anche l’industria che ci ruota attorno. È successo invece il contrario: meno figli significa più spesa per ciascuno, soprattutto per le famiglie con un maggiore potere d’acquisto e il segmento del lusso post-parto ne è la prova più vistosa. I soggiorni “zuo yuezi” grazie a suite d’albergo a cinque stelle con personale infermieristico, menù studiati da nutrizionisti e assistenza 24 ore su 24 sono diventati uno dei segmenti più redditizi del mercato della maternità.
Lo zuo yuezi, il mese di convalescenza post-parto
La pratica affonda le sue radici nel passato più tradizionale del paese. Si tratta, infatti, di una rivisitazione di un’antica tradizione cinese lo zuo yuezi, il mese di convalescenza post-parto, un periodo di isolamento radicato nella medicina tradizionale cinese per recuperare e rigenerare le energie (Qi) perse durante il parto, storicamente gestito a casa dalla suocera con decotti di erbe e regole rigide su riposo, calore e alimentazione.
Quello che un tempo era soprattutto un dovere familiare è diventato un’industria strutturata. Il mercato cinese dell’assistenza post-parto è passato dai 9,3 miliardi di yuan del 2018 – circa 1,2 miliardi di euro – ai 22,3 miliardi del 2022, pari a circa 2,9 miliardi di euro. Secondo le previsioni di Frost & Sullivan, il settore potrebbe superare i 100 miliardi di yuan entro il 2030, oltre 12,8 miliardi di euro, con una crescita annua del 24% a partire dal 2024.
Come funziona la convalescenza di lusso post-parto?
La convalescenza post-parto cinese può assumere la forma di un vero soggiorno a cinque stelle. Saint Bella, una delle società più note del settore, affitta interi piani di hotel di lusso – tra cui Peninsula, Waldorf Astoria e Four Seasons – e li trasforma in strutture dedicate alle neomamme e ai loro bambini. Il soggiorno standard dura 28 giorni e prevede assistenza infermieristica 24 ore su 24, pediatri e medici specializzati nella riabilitazione post-parto.
L’assistenza 24 ore su 24 madre-bambino comprende monitoraggio dei parametri vitali, supporto all’allattamento, riabilitazione del pavimento pelvico, massaggi e pediluvi, esercizi post-parto e trattamenti per il recupero fisico. Per il neonato sono previsti controlli quotidiani, monitoraggio della crescita e dell’ittero, cura della pelle, massaggi, attività di tummy time – il tempo che un neonato trascorre a pancia in giù mentre è sveglio e sorvegliato da un adulto – e nuoto terapeutico.
C’è poi tutta la parte più propriamente wellness e lifestyle: pasti preparati da chef di hotel a cinque stelle e nutrizionisti, tre pasti e tre snack al giorno, bevande personalizzate e consulenze nutrizionali individuali; trattamenti estetici e per il corpo come il body recovery; ambienti privati con servizio di pulizia e turndown; e persino attività artistiche – pittura, ascolto musicale, poesia e incontri dedicati al benessere emotivo.
Il prezzo è quello di un’esperienza di lusso: per un soggiorno di 28 giorni in un centro Saint Bella, il costo medio nel 2025 è stato di circa 267.000 yuan, oltre 30.000 euro, mentre i pacchetti più esclusivi possono arrivare a diverse centinaia di migliaia di yuan. Il servizio non si limita alle quattro settimane in struttura e può continuare con l’assistenza a domicilio (con un’estensione tra i 42 o 56 giorni), con infermieri 12 o 24 ore, consulenza sull’organizzazione della nursery, supporto all’allattamento e programmi nutrizionali. Volendo si può andare anche oltre: esistono pacchetti per accompagnare la famiglia già durante la gravidanza e proseguire nei primi anni del bambino.
Yue sao, un’assistenza post parto per farsi aiutare
In alternativa ai centri post-parto, in Cina molte famiglie scelgono di affidarsi a una yue sao, una professionista specializzata nell’assistenza alla madre e al neonato nelle settimane successive al parto. La sua presenza è spesso a tempo pieno: vive temporaneamente nella casa della famiglia e si occupa della cura del bambino, dall’alimentazione al bagno, del riposo della madre e della preparazione dei suoi pasti, oltre che delle faccende quotidiane legate al neonato. È una versione privatizzata e professionale di un aiuto che un tempo veniva garantito soprattutto dalle donne della famiglia. La sua parcella si aggira mediamente intorno ai 15.000 yuan al mese (circa 1.900 euro), ma nelle grandi città e per le professioniste più esperte può superare i 20.000–25.000 yuan (2.600–3.200 euro), arrivando fino a circa 35.000 yuan (4.500 euro) per i profili più qualificati.
La tendenza dell’assistenza post parto non è solo in Cina
Il mese di cura e convalescenza post-parto si sta diffondendo anche in Occidente ma con una differenza importante rispetto alla Cina: in Europa e negli Stati Uniti non esiste ancora un modello unico paragonabile alle confinement centres cinesi. Il mercato occidentale è più frammentato tra ostetriche, doule, assistenza domiciliare, consulenza sull’allattamento, fisioterapia del pavimento pelvico, salute mentale e servizi digitali.
Negli Stati Uniti, per esempio, il mercato complessivo dei postpartum services è stimato in circa 3,6 miliardi di dollari nel 2025, pari a circa 3 miliardi di euro, secondo una ricerca di mercato pubblicata nel 2026. A livello globale, lo stesso studio stima 11,7 miliardi di dollari nel 2025, con una previsione di 22,3 miliardi entro il 2032, secondo Market Research.
In Europa il fenomeno prende una piega differente perché una parte dell’assistenza post-parto è già incorporata nei sistemi sanitari. Ma nei Paesi Bassi esiste la kraamzorg: una professionista qualificata che assiste la madre e il neonato direttamente a casa nei primi giorni dopo il parto. Un modello molto più vicino, quindi, all’idea cinese di un periodo di cura strutturata dopo la nascita, ma inserito nel sistema sanitario e assicurativo .
Anche la Germania ha una figura specifica, la Mütterpflegerin, una sorta di assistente post-parto che può aiutare con il neonato, la casa, gli altri figli e il recupero della madre. Può essere coperto in tutto o in parte dalle casse malati.
Perché è nato questo fenomeno di assistenza post-parto?
La famiglia allargata che tradizionalmente forniva una parte dell’assistenza è meno disponibile, mentre il periodo immediatamente successivo al parto sta tornando a essere considerato una fase che richiede supporto specifico. A questo si aggiungono la maggiore attenzione alla salute mentale materna in relazione alla depressione post-partum, l’aumento della domanda di consulenza sull’allattamento, la riabilitazione del pavimento pelvico e il desiderio di ricevere assistenza personalizzata a casa.
Le cliniche post-parto di lusso e le piattaforme private che offrono servizi legati alla maternità trasformano in privilegio quello che dovrebbe essere un servizio di base. Senza scomodare casi di cronaca specifici, sappiamo bene quanto l’assistenza sia necessaria e quanto le reti attorno alla madre possano essere deboli o comunque insufficienti. Se il sostegno dopo il parto diventa l’ennesimo servizio che ci si può permettere solo se si hanno i mezzi per pagarlo, chi resta fuori torna a casa con lo stesso identico bisogno e senza nessuno che possa farsene carico.
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