Il modello TFR3 disciplina la scelta sulla destinazione del TFR per i lavoratori privati assunti dal 1° luglio 2026. Il lavoratore deve indicare entro 60 giorni se aderire alla previdenza complementare, scegliere un fondo diverso o, quando consentito, mantenere il TFR secondo il regime ordinario. Per datori di lavoro e professionisti diventano centrali l’informativa preventiva, la verifica della posizione previdenziale pregressa e la conservazione della dichiarazione.
Che cos’è il modello TFR3? Il modello TFR3 serve ai lavoratori privati assunti dal 1° luglio 2026 per comunicare la destinazione del TFR maturando. I lavoratori alla prima assunzione possono rinunciare all’adesione automatica, scegliere un altro fondo pensione oppure mantenere il TFR secondo il regime dell’articolo 2120 c.c. La scelta deve essere effettuata entro 60 giorni dall’assunzione.
Il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze del 4 settembre 2026 ha istituto il modulo TFR3 per i lavoratori dipendenti del settore privato assunti con decorrenza successiva al 30 giugno 2026.
Il documento, reso disponibile come Allegato A al decreto, potrà essere compilato online a decorrere dalla data che verrà resa nota sul sito del dicastero del lavoro.
Il modello TFR3 in formato digitale potrà essere compilato online ed eventualmente notificato al datore di lavoro. Le modalità tecniche di compilazione, notifica, presa in carico e conservazione dei dati dovranno essere definite con un successivo decreto direttoriale.
In attesa dell’implementazione del modulo online, datori di lavoro e professionisti sono chiamati a rendere disponibile ai dipendenti, assunti a partire dal 1° luglio 2026, il nuovo modello cartaceo, il quale raccoglie tutte le novità in materia di destinazione del TFR, a seguito della riforma attuata con la Manovra 2026.
IN 10 SECONDI
Dal 1° luglio 2026
Il modello TFR3 riguarda i lavoratori privati assunti dopo il 30 giugno 2026.
60 giorni
È il termine per esercitare la scelta sulla destinazione del TFR.
Prima assunzione
In mancanza di una scelta diversa opera l’adesione automatica.
Rioccupati
Occorre verificare se esiste già un’adesione con conferimento del TFR.
Scelta modificabile
Il TFR mantenuto nel regime ordinario può essere successivamente destinato a un fondo.
Obbligo documentale
Il datore conserva la dichiarazione e ne consegna copia al lavoratore.
Chi deve compilare il modello TFR3
La sezione introduttiva del nuovo modulo TFR3 permette al dipendente di dichiarare se la sua assunzione è:
- Una prima assunzione nel settore privato;
- Un’assunzione successiva alla prima (rioccupazione).
In questa seconda ipotesi il dipendente deve indicare se:
- Non ha in essere un’adesione alla previdenza complementare con versamento di tutto o parte del TFR;
- Ha in essere l’adesione ad una forma pensionistica complementare con versamento di tutto o parte del proprio TFR (in questo caso deve compilare la successiva seconda sezione).
Il dipendente deve peraltro dichiarare di aver ricevuto l’informativa datoriale sui fondi collettivi presenti in azienda e sul meccanismo di adesione automatica, ai sensi dell’articolo 8, commi 8 e 9-bis, del Decreto Legislativo numero 252/2005.
Prima assunzione: le scelte da effettuare entro 60 giorni
Per i lavoratori alla prima assunzione nel settore privato, l’adesione alla previdenza complementare opera automaticamente, fatta salva la possibilità di effettuare una scelta diversa entro 60 giorni dalla data di assunzione. Entro tale termine il dipendente può indicare un altro fondo pensione oppure decidere di mantenere il TFR secondo il regime dell’articolo 2120 c.c.
La prima sezione del modello TFR3 è dedicata ai lavoratori di prima assunzione nel settore privato e permette di:
- Conferire il TFR alla forma pensionistica prevista dall’adesione automatica;
- Conferire il TFR ad una forma pensionistica diversa da quella individuata per effetto dell’adesione automatica (necessario indicare la denominazione del fondo);
- Non conferire il TFR alla previdenza complementare.
Con specifico riferimento a quest’ultima opzione, il TFR è mantenuto in azienda o, se ricorre l’obbligo in capo al datore di lavoro, in base alla dimensione aziendale, versato al Fondo di Tesoreria INPS.
Il modello consente anche di indicare la percentuale di TFR da conferire. Una misura inferiore al 100% è tuttavia ammessa soltanto quando tale possibilità è prevista dall’accordo o dal contratto collettivo applicabile. La quota residua resta soggetta all’articolo 2120 c.c. e, quando previsto, è versata al Fondo di Tesoreria INPS.
Il meccanismo di adesione automatica non si applica ai lavoratori domestici.
Esonero dal versamento dei contributi a carico del lavoratore
Il dipendente può altresì scegliere di non alimentare la propria posizione individuale (nel fondo previsto per effetto dell’adesione automatica) per il tramite di un contributo a suo carico (come tale trattenuto in busta paga).
Tale opzione, riferita alla contribuzione a carico del lavoratore e non al conferimento del TFR, è esercitabile soltanto quando la retribuzione annua lorda corrisposta dal datore di lavoro è inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale. Nel 2026 tale importo è pari a 7.101,12 euro, corrispondenti a 546,24 euro per tredici mensilità.
Opzione rivedibile in futuro
La scelta di lasciare il TFR in azienda è comunque modificabile nel corso del rapporto.
In qualsiasi momento il dipendente potrà decidere di versare il TFR maturando alla previdenza complementare, previa compilazione del modello.
Lavoratori rioccupati già iscritti a un fondo pensione
La seconda sezione del modello TFR3 è riservata ai lavoratori non di prima assunzione nel settore privato, che abbiano in essere un’adesione ad una forma pensionistica complementare. Il lavoratore ha 60 giorni dalla nuova assunzione per indicare la forma pensionistica alla quale destinare il TFR maturando. Se non effettua alcuna scelta, opera l’adesione automatica alla forma pensionistica collettiva individuata secondo i criteri previsti dalla legge.
Trattasi, per intenderci, di quanti possono vantare nella loro vita lavorativa almeno un precedente impiego come dipendenti privati.
In tal caso non è possibile (avendo già in essere un’adesione ad un fondo pensione) scegliere di mantenere il TFR in azienda e, pertanto, le opzioni sono:
- Conferire il TFR alla forma pensionistica individuata per effetto dell’adesione automatica;
- Conferire il TFR, in modo esplicito, ad una diversa forma pensionistica rispetto a quella di cui al punto precedente (indicando la denominazione del fondo).
Anche per i dipendenti interessati dalla seconda sezione è possibile chiedere l’esonero dalla trattenuta in busta paga del contributo a loro carico, a patto che la RAL sia inferiore all’assegno sociale.
Rioccupazione senza adesione alla previdenza complementare
Alla luce di quanto appena descritto, se il dipendente dichiara cumulativamente, nella sezione introduttiva, di:
- Non essere un lavoratore di prima assunzione;
- Non avere in essere un’adesione ad una forma pensionistica complementare con versamento di tutto o parte del TFR.
In questa fattispecie non opera il meccanismo di adesione automatica e il TFR è mantenuto in azienda ovvero (se ricorrono determinate dimensioni aziendali) versato al Fondo di Tesoreria INPS.
La situazione del dipendente può, in ogni momento, essere oggetto di revisione, veicolando così il TFR ad un fondo pensione di libera scelta, previa compilazione del modello TFR3.
In caso di adesione automatica, il datore di lavoro comunica l’adesione alla forma pensionistica individuata e avvia i versamenti dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni. I versamenti comprendono quanto dovuto dalla data di prima assunzione e l’adesione decorre dalla medesima data.
Obblighi del datore di lavoro e conservazione del modello TFR3
Il datore di lavoro è chiamato ad attestare di aver fornito al dipendente apposita informativa sui meccanismi di destinazione del TFR.
Conservazione del modello TFR3
Il datore di lavoro deve acquisire e conservare la dichiarazione resa dal lavoratore e rilasciargliene copia. Il modulo deve inoltre essere completato con l’attestazione datoriale relativa all’informativa fornita, all’acquisizione della dichiarazione, alla sua conservazione e alla consegna della copia al dipendente.
Per gli uffici del personale, la corretta gestione del modello TFR3 richiede quindi non solo di acquisire la scelta del lavoratore, ma anche di verificare la sua posizione previdenziale precedente, rispettare il termine di 60 giorni e documentare l’informativa fornita e gli adempimenti conseguenti.
Paolo Ballanti
Giovedì 24 settembre 2026
Potrebbero interessarti:
– TFR: dal 2027 addio alla clausola di salvaguardia ex Finanziaria 2007
– TFR al Fondo Tesoreria INPS: nuove soglie e versamenti 2026
📌 BOX OPERATIVO modello TFR3
Modello TFR3: gli adempimenti dello studio
Per ogni dipendente assunto dal 1° luglio 2026 occorre:
- verificare se si tratta della prima assunzione nel settore privato;
- acquisire le informazioni sull’eventuale adesione precedente alla previdenza complementare;
- consegnare l’informativa sui fondi applicabili e sull’adesione automatica;
- ricordare al lavoratore il termine di 60 giorni;
- acquisire il modello TFR3 compilato;
- completare l’attestazione del datore di lavoro;
- consegnare una copia del modello al dipendente;
- conservare la dichiarazione nel fascicolo del lavoratore;
- applicare correttamente la scelta nella gestione delle paghe;
- in caso di adesione automatica, effettuare la comunicazione al fondo e avviare i versamenti nei termini previsti.
🔎 FOCUS TECNICO
Il silenzio del lavoratore non produce sempre gli stessi effetti
Per il lavoratore alla prima assunzione nel settore privato, il mancato esercizio di una scelta diversa entro 60 giorni determina l’adesione automatica alla previdenza complementare.
Per il lavoratore non alla prima assunzione che abbia già in essere un’adesione con conferimento del TFR, il silenzio determina ugualmente l’applicazione del meccanismo automatico.
Se, invece, il lavoratore rioccupato non ha in essere un’adesione alla previdenza complementare con versamento del TFR, l’adesione automatica non opera: il TFR resta disciplinato dall’articolo 2120 c.c. ed è eventualmente versato al Fondo di Tesoreria INPS.
✅ CONCLUSIONI OPERATIVE
Il modello TFR3 non costituisce un semplice aggiornamento formale della modulistica. La sua gestione richiede di classificare correttamente il lavoratore, verificare la posizione previdenziale pregressa e applicare gli effetti della scelta o del silenzio.
Per il datore di lavoro è essenziale poter dimostrare l’avvenuta consegna dell’informativa, l’acquisizione tempestiva della dichiarazione e la corretta traduzione della scelta negli adempimenti amministrativi e contributivi.
❓FAQ modello TFR3
Chi deve utilizzare il modello TFR3?
I lavoratori dipendenti del settore privato assunti con decorrenza successiva al 30 giugno 2026.
Entro quando deve essere effettuata la scelta?
Il lavoratore dispone di 60 giorni dalla data di assunzione per esercitare le opzioni previste.
Il lavoratore alla prima assunzione può lasciare il TFR in azienda?
Sì. Entro 60 giorni può rinunciare all’adesione automatica e mantenere il TFR secondo il regime dell’articolo 2120 c.c., fermo restando l’eventuale versamento al Fondo di Tesoreria INPS.
Il lavoratore può cambiare successivamente la scelta?
Chi ha deciso di mantenere il TFR secondo il regime ordinario può successivamente destinare il TFR maturando a una forma pensionistica complementare.
Che cosa accade se il lavoratore non sceglie entro 60 giorni?
Quando ricorrono i presupposti previsti dalla disciplina, opera l’adesione automatica alla forma pensionistica collettiva individuata dalla legge o, in mancanza, alla forma residuale.
Chi conserva il modello TFR3?
Il datore di lavoro conserva la dichiarazione e ne rilascia copia al lavoratore.
La gestione del modello TFR3 richiede di coordinare normativa, previdenza complementare e adempimenti in busta paga. Abbonati a Commercialista Telematico per consultare gli aggiornamenti operativi, gli approfondimenti e gli strumenti professionali dedicati alla gestione del personale.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link










