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Manfredonia, nomine collegio sindacale e revisore unico di Ase. Riccardi: “Scelti in quote di partiti, nessuna trasparenza”
L’estate sta finendo e un anno se ne va … cantavano i Righeira. A Manfredonia sarebbe il caso di tirare qualche somma su questa stagione e su come sia cambiata la città: da presunta capitale della cultura a Cenerentola della provincia, salvata soltanto da alcune iniziative private di valore indiscutibile, le uniche che le hanno consentito di essere ancora guardata con rispetto. Il resto è stata una miriade di cose pensate male e organizzate peggio, senza una visione e senza una programmazione degna di questo nome.
Basta guardare a quest’ultimo scorcio d’estate. Mentre l’icona di Maria Santissima di Siponto si prepara a percorrere le strade cittadine, l’annunciata e “preziosa” rivista della Festa patronale, definita da qualcuno un pezzo unico da preservare, continua a essere piena di cose ancora da definire. Compreso l’artista che dovrebbe omaggiare la serata principale.
Si stampa la rivista senza avere il programma. Si celebra il contenitore mentre manca ancora il contenuto. Non è soltanto improvvisazione: è dilettantismo puro, a pochi giorni dall’appuntamento più importante dell’anno. Una cosa mai vista prima.
In tutto questo caos estivo, il sindaco Domenico La Marca e la sua pagina ufficiale ci comunicano tutto, ma proprio tutto: dalla disinfestazione delle blatte alla fiera del moscerino, dal taglio di un nastro al messaggio di circostanza. Che dire? Esattamente quello che aveva promesso in campagna elettorale: legalità, trasparenza e merito.
Come non commuoversi davanti ai comunicati autocelebrativi, ai successi raccontati, alle inaugurazioni, alle fotografie e ai sorrisi? Sembra davvero che questa città non sia mai stata amministrata così bene.
Peccato che non ci venga raccontato tutto il resto: i finanziamenti persi o messi a rischio, PNRR compreso; l’inadeguatezza nella presentazione e nella gestione dei progetti; le opere mai iniziate, quelle ferme, quelle che probabilmente non saranno mai completate; gli affidamenti largamente discutibili. Su questi temi tornerò puntualmente, perché la propaganda prima o poi finisce e restano gli atti, i numeri e le responsabilità.
Nulla, ma proprio nulla, è stato comunicato sui tanti disservizi che stanno umiliando la città. A partire dal Pronto soccorso di Manfredonia, dove siamo ormai trattati come un posto da quarto mondo: persone vissute come un problema da contenere, anziani e famiglie disperate che nei giorni più affollati dell’estate piombano in una struttura inadeguata sul piano organizzativo, strutturale e sanitario.
Ma questi, evidentemente, non sono problemi da affrontare. C’è la festa da terminare e nessuno deve disturbare i manovratori, impegnati a coltivare le ragioni per cui continuano a stare insieme. Settembre è vicino e certi accordi devono maturare bene.
In questo vuoto amministrativo, il sindaco non ha trovato il tempo di spiegare come si sia proceduto alle nomine del Collegio sindacale e del revisore unico di ASE. Sua Santità la Legalità, nella sua reverendissima Trasparenza, non ha ritenuto necessario dire ai cittadini quanti fossero i candidati, quali curricula siano stati valutati, quali criteri siano stati applicati, chi abbia deciso e quanto costeranno le nomine.
Né sulla pagina trasparenza di ASE né su quella del Comune si trovano informazioni complete. Mentre la festa è alle porte, emergono i nomi e prende forma una spartizione in piena regola: esattamente quel “merito” di cui il sindaco si è riempito la bocca durante la campagna elettorale.
Visto che i canali ufficiali tacciono e che gran parte dell’informazione locale si è ormai arruolata al servizio del potere, proviamo noi a rimediare. I prescelti sarebbero Francesco Troiano, in quota Molo 21, tanto per cambiare, dopo aver egregiamente curato la rendicontazione elettorale del sindaco; Michele Ciuffreda, in quota Partito Democratico; Teresa Mele, di Torremaggiore, ironicamente in quota a Gesù.
Evidentemente a Manfredonia non esisteva una sola donna sufficientemente capace da poter essere nominata: come per alcune assunzioni, anche per gli incarichi siamo andati a cercarla a Torremaggiore. Non è il luogo di nascita il problema: il problema è il metodo. Quando le scelte vengono compiute nel silenzio, senza pubblicare criteri e valutazioni, il merito diventa soltanto la parola elegante con cui si prova a coprire la spartizione.
E che dire del revisore unico? Sembra essere stato indicato Gaetano Lupoli, in quota all’Assessora all’Ambiente, sarà un nuovo partito? Siamo passati dalla prestigiosa e strutturata BDO a un singolo professionista, sul quale il Comune non ha ancora pubblicato la documentazione necessaria a dimostrare requisiti, esperienza e convenienza economica. Anzi, secondo le informazioni che circolano, il nuovo incarico potrebbe costare persino di più.
Pubblicassero tutto: curriculum, requisiti, verbale, compenso e motivazioni. Scopriremmo così quale straordinario merito abbia giustificato il passaggio da una realtà internazionale a un singolo professionista.
ASE è l’azienda più importante della città, ma viene trattata peggio di un condominio. E il sindaco continua a fare la foglia di fico, senza avere nemmeno la dignità politica di spiegare chi abbia costruito questa spartizione e perché non si sia fatto rappresentare direttamente in assemblea dai suoi artefici.
La verità è che questa amministrazione comunica soltanto ciò che può trasformare in propaganda e nasconde ciò che potrebbe produrre domande. La legalità è diventata uno slogan, la trasparenza una pagina Facebook, il merito il nome nuovo dato alle vecchie lottizzazioni.
L’estate sta finendo. La festa passerà, le luminarie si spegneranno e i comunicati roboanti saranno dimenticati.
Resteranno i disservizi, le opere ferme, i finanziamenti a rischio, le nomine nascoste, e una città governata come se i cittadini non avessero il diritto di sapere.
Palombella Rossa – Angelo Riccardi
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