Ferragosto evoca l’immagine di vacanze, mare e gite fuori porta. Ma soprattutto con le foto di tavole apparecchiate, pranzi, aperitivi e cene. E i numeri raccontano quanto la convivialità continui a essere uno dei grandi riti dell’estate italiana: nella sola giornata del 15 agosto oltre un miliardo di euro sarà speso nei pubblici esercizi, mentre tra pranzi e cene la spesa nei ristoranti sarà di almeno 500 milioni di euro.

A fotografare il Ferragosto degli italiani e dei tanti turisti stranieri presenti nel nostro Paese sono le stime del Centro Studi Fipe-Confcommercio. E il quadro conferma agosto come il mese d’oro dei consumi alimentari fuori casa.

Agosto da 10,8 miliardi: ristoranti e bar trainano i consumi

Nel corso del mese la spesa complessiva per colazioni, aperitivi, pranzi, cene e altri consumi alimentari fuori casa raggiungerà infatti 10,8 miliardi di euro. Una fetta importante arriverà direttamente dal turismo internazionale: 1,6 miliardi saranno generati dai visitatori stranieri.

A fare la parte del leone saranno i ristoranti, che assorbiranno 6,2 miliardi di euro, mentre ai bar andranno 2,2 miliardi.

Numeri che riportano alla memoria una delle frasi più celebri di Silvio Berlusconi sull’economia italiana. Era il novembre del 2011 quando, al termine del G20 di Cannes, l’allora presidente del Consiglio indicò anche nella quotidianità degli italiani e nei consumi un parametro della capacità di tenuta del Paese, osservando, tra l’altro, che “i ristoranti sono pieni”.

Una frase diventata immediatamente oggetto di polemiche e ironie, ma che, riletta a distanza di quindici anni, intercetta un elemento tutt’altro che marginale dell’economia italiana: quanto spendono le persone quando escono di casa per mangiare, bere e stare insieme. Oggi a dare una dimensione concreta a quel fenomeno sono i numeri di Fipe-Confcommercio: 10,8 miliardi in un solo mese significano turismo, occupazione, servizi e ricchezza distribuita lungo un’intera filiera.

E il vero picco è atteso proprio il 15 agosto, quando la voglia di festeggiare e stare insieme porterà la spesa nei pubblici esercizi oltre la soglia del miliardo di euro.

La regina dell’estate è la cena: vale 5,5 miliardi

A dominare le abitudini estive è soprattutto la cena, che si conferma la principale occasione di consumo del mese e da sola vale 5,5 miliardi di euro, più del doppio del pranzo, fermo a 2,7 miliardi.

Non sono però soltanto i pasti principali ad alimentare l’economia dell’estate. Colazioni e aperitivi valgono 700 milioni di euro ciascuno, mentre break e dopocena generano altri 400 milioni a testa.

Una scansione della giornata che racconta anche le diverse abitudini delle vacanze. Per chi resta a casa il tradizionale pranzo di Ferragosto continua a essere un appuntamento irrinunciabile. Per chi è in viaggio, invece, il momento centrale tende a spostarsi verso la sera: la cena diventa la conclusione di una giornata trascorsa al mare, sui sentieri di montagna oppure alla scoperta delle città d’arte.

Ferragosto, oltre un miliardo passa dai pubblici esercizi

Ristoranti e bar diventano così uno dei punti di riferimento dell’accoglienza italiana nelle località balneari e montane, nei borghi e nelle città d’arte. Colazioni, pranzi, aperitivi, cene e pause accompagnano le giornate di vacanza e confermano il peso dei pubblici esercizi nella vita sociale e nell’economia dei territori, con altri 500 milioni di euro di consumi nella giornata di Ferragosto.

“I dati previsionali di agosto sono confortanti, nonostante il complesso contesto geopolitico che condiziona i flussi turistici. In particolare, i primi risultati confermano come la ristorazione non sia solo un servizio di supporto al turismo, ma tra i principali generatori di valori: economici, sociali, identitari e culturali del Paese”, dichiara Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio. “Infatti, teniamo vive e sicure le città, garantiamo un presidio sociale contro l’abbandono dei borghi e offriamo uno spazio di comunità. A Ferragosto le nostre tavole rappresentano un momento di festa e di convivialità, sia a chi è in viaggio sia a chi rimane a casa, garantendo a tutti il valore della condivisione e del servizio. Dietro a questi numeri c’è l’impegno straordinario di oltre un milione di addetti che, con professionalità e impegno, continuano a tenere vivi e vivibili i territori e a valorizzare la nostra identità enogastronomica”.

Estate 2026, i consumi fuori casa salgono a 38,2 miliardi

Il Ferragosto da oltre un miliardo si inserisce in un’estate che mostra segnali positivi per tutto il comparto. Le previsioni relative al periodo giugno-settembre 2026 indicano infatti una crescita della spesa per i consumi fuori casa: dai 38 miliardi di euro del 2025 ai 38,2 miliardi di quest’anno.

Dietro alla gigantesca macchina dell’accoglienza c’è soprattutto il lavoro di oltre 1 milione e 375mila dipendenti. Il 51% è costituito da donne, mentre circa il 40% ha meno di 30 anni.

Sono loro a sostenere bar, ristoranti e stabilimenti balneari anche nei giorni di maggiore pressione turistica, quando l’aumento della domanda significa turni più impegnativi e ritmi particolarmente intensi.

Ed è proprio il fattore umano a rimanere uno dei grandi patrimoni della ristorazione italiana. Professionalità, sacrificio e capacità di accoglienza accompagnano un settore che non rappresenta soltanto una voce importante dei consumi, ma anche uno degli elementi attraverso i quali l’Italia continua a presentare ai turisti la propria identità enogastronomica, sociale e culturale.

A Ferragosto tutto questo diventa ancora più evidente: oltre un miliardo di euro concentrato in appena 24 ore certifica che, anche nell’estate 2026, per italiani e stranieri la vacanza passa inevitabilmente dalla tavola. E quei “ristoranti pieni” evocati anni fa da Berlusconi acquistano, davanti ai numeri dell’estate italiana, il peso concreto di consumi, lavoro, turismo e ricchezza prodotta.


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 Luisa Perri

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