Wuhan – L’Asia si sta rapidamente affermando come epicentro globale della trasformazione bioeconomica. Dai massicci investimenti cinesi nella biologia sintetica ai modelli bio-circolari-verdi del Sud-est asiatico, il continente sta sfruttando la sua abbondante biomassa, la capacità produttiva e la crescente competenza biotecnologica per costruire un nuovo paradigma industriale. Già a partire dal Novembre 2025, in Tailandia si è iniziato a creare un cd. Asia Pacific regional momentum.
A Bangkok si è tenuto il primo Forum sull’Innovazione e gli Investimenti nella Bioeconomia (BIIF) che è stato capace di riunire quasi 600 partecipanti provenienti da governi, investitori, startup e istituti di ricerca di tutta la regione.[1] Il forum ha messo in luce un cambiamento cruciale cioè a dire il fatto che i sistemi agroalimentari e le innovazioni nell’agricoltura sostenibile, nella pesca, nella silvicoltura e più in generale nelle soluzioni di economia circolare stanno diventando centrali per la competitività della regione.
A livello globale, già la Food and Agriculture Organization (FAO) ha fatto rientrare la bioeconomia nell’area prioritaria del Quadro strategico 2022-2031, mostrando il suo impegno istituzionale al fine di (i) promuovere l’innovazione, (ii) ridurre le perdite e gli sprechi alimentari e (iii) favorire una crescita inclusiva.[2]
Come conseguenza di ciò, la Cina ha fatto della bioeconomia una priorità strategica nazionale. Infatti, già il 14° Piano quinquennale per lo sviluppo della bioeconomia (2022) si concentra esplicitamente su settori all’avanguardia come per l’appunto la biologia sintetica, definendo la bioeconomia come basata sulla “protezione, lo sviluppo e l’utilizzo delle biorisorse per promuovere lo sviluppo delle scienze della vita e delle biotecnologie”.[3]
Con una mossa significativa, nel 2023 la Cina ha aggiunto la tecnologia della biologia sintetica al suo catalogo di esportazioni soggette a restrizioni, considerandola una risorsa strategica. Ne è sorta un ulteriore conseguenza, infatti, l’architettura politica cinese si è orientata sulla biologia sintetica registrando una crescita esplosiva.
Dal 2018 al 2022, il mercato primario ha visto ben 1.039 eventi di investimento e finanziamento che hanno coinvolto 456 aziende, con finanziamenti totali dichiarati superiori a circa 12,7 miliardi di dollari USA.[4] Inoltre, i principali centri di ricerca dello Shenzhen Institute of Advanced Technology (SIAT), del Tianjin Institute of Industrial Biotechnology, della Peking University e della Westlake University sono ormai all’avanguardia nelle scoperte più importanti.[5] Solo il SIAT ha pubblicato 277 articoli di biologia sintetica nel 2022, di cui 28 su Cell/Nature/Science, e soprattutto ha depositato 110 nuove domande di brevetto.[6]
Le aziende cinesi si stanno dunque già posizionando sul mercato per commercializzare su larga scala applicazioni industriali. Per esempio Bluepha è stata in grado di raccogliere circa 300 milioni di dollari USA per produrre PHA (poliidrossialcanoati), materiali completamente biodegradabili e di origine biologica ottenuti tramite fermentazione microbica.[7]
A sua volta, il BBCA Group ha completato un impianto per la produzione di PLA (acido polilattico) da 100.000 tonnellate, posizionando la Cina come uno dei principali produttori di materie plastiche di origine biologica.[8] Infine, la Cathay Industrial Biotech è ormai considerato un fornitore globale leader di acidi dicarbossilici a catena lunga derivati dalla fermentazione e sta entrando nel mercato delle poliammidi di origine biologica.[9]
Complessivamente, si prevede che il mercato cinese della biologia sintetica raggiungerà quasi i 3 miliardi di dollari USA entro il 2026, con un tasso di crescita annuo composto del 32,4%.[10] È interessante notare come a parte il gigante cinese, le nazioni del Sud-est asiatico sono ormai considerate come la frontiera bio-circolare-verde. Una fra tutti spicca la Thailandia. La tigre asiatica è già all’avanguardia del modello economico bio-circolare-verde (BCG) che è finalizzato ad integrare i principi della bioeconomia con l’economia circolare e la crescita verde. Proprio lo scorso anno al BIIF 2025, i delegati thailandesi sottolinearono come il modello BCG agricolo miri a promuovere “elevata produttività, standard elevati e reddito attraverso un’agricoltura sostenibile e a valore aggiunto”.[11]
La Thailandia sta inoltre attirando importanti investimenti nel settore delle bioraffinerie. Corbion prevede di gestire nel paese il più grande impianto di produzione di acido lattico al mondo, sfruttando l’abbondante materia prima di canna da zucchero.[12]
Ancora, la Malesia si sta portando avanti nel raggiungimento degli obiettivi ambiziosi stabilii attraverso la sua Politica nazionale per le biotecnologie 2.0 (NBP 2.0), lanciata nel 2022.[13] Si prevede che le biotecnologie contribuiranno al 5% del PIL entro il 2030 e altresì è programmata la creazione di almeno tre “unicorni” biotecnologici entro il 2030. Di fatto, il governo supporta questo obiettivo attraverso il programma Bio-based Accelerator, fornendo finanziamenti, accesso ai laboratori e tutoraggio per la commercializzazione al fine di colmare il divario tra ricerca e innovazione pronta per il mercato.
L’Indonesia, invece, sta sfruttando la sua biomassa di palma da olio attraverso joint venture come la bioraffineria Wilmar-Elevance, che produce nuovi prodotti chimici speciali da materie prime locali.[14] Un secondo impianto di bioraffineria è stato proposto anche in Malesia.[15]
Nel frattempo, si può segnalare che paesi asiatici sviluppati come Giappone e Corea del Sud hanno registrato progressi significativi nel campo delle biotecnologie di precisione e avanzate. Il Giappone effettua revisioni annuali della sua strategia nazionale per la bioeconomia ponendo adesso l’accento su: (i) Plastiche biodegradabili marine; (ii) Materiali di origine biologica (ad esempio, i prodotti di fermentazione ispirati alla seta di ragno di Spiber); (iii) Innovazioni mediche e applicazioni per la salute umana.[16]
Il Giappone si colloca tra i principali detentori mondiali di brevetti CRISPR-Cas e sta esplorando attivamente la modifica del genoma per applicazioni mediche e agricole.[17]
Anche la Corea del Sud è attiva nello sviluppo di CRISPR-Cas e si sta affermando come leader nell’editing genomico di precisione per applicazioni terapeutiche e agricole.[18] Il Paese fa parte dell’avanguardia asiatica nelle tecnologie di editing del DNA, con ingenti investimenti governativi che favoriscono la generazione di brevetti. Invece, ad attrarre ulteriormente l’attenzione sul continente asiatico ci pensa l’India che intende evolversi passando dalla biofarmaceutica ai biocarburanti. La strategia indiana per la bioeconomia, è stata adottata nel 2007 e aggiornata nel 2014.[19] È importante ricordare che tale strategia si concentra su diversi campi di ricerca e sviluppo che vanno dalle Nanobiotecnologie alla Bioenergia, interessando anche settori chiavi come le biotecnologie ambientali e quelle inerenti alla produzione alimentare.[20]
Pur avendo un forte gap infrastrutturale, l’India diventerà un global hub per la produzione biofarmaceutica attraverso sovvenzioni governative, esenzioni fiscali per le startup e programmi nazionali di sviluppo delle competenze. Inoltre, al fine di raggiungere gli obiettivi in materia di biocarburanti per il 2030, sarà strategico lo sviluppo delle catene di approvvigionamento e la realizzazione di bioraffinerie su larga scala sono stati identificati. Nonostante l’eccezionale slancio positivo sopra descritto, attualmente la bioeconomia asiatica si trova ad affrontare ostacoli significativi. In primo luogo, la forte competizione per le materie prime.
Nei paesi densamente popolati, l’utilizzo di colture alimentari per la biofabbricazione minaccia la sicurezza alimentare. E in più, la biomassa lignocellulosica è promettente, ma richiede costosi di pretrattamento. Secondariamente, c’è una difficoltà di scalabilità dovuta al non semplice passaggio dalla produzione di laboratorio a quella industriale. In terzo luogo, vi sono ancora importanti carenze infrastrutturali e le catene di approvvigionamento di materie prime derivanti da scarti agricoli e industriali sono sottosviluppate, in particolare nel Sud-est asiatico. Infine, l’incertezza normativa pesa un po’ su tanti paesi asiatici che non hanno ancora chiarito la propria posizione con riferimento alle colture geneticamente modificate, generando esitazione sul mercato. In conclusione, si può ritenere che anche alla luce di certi ostacoli piuttosto notevoli, la bioeconomia asiatica non è più un’aspirazione, ma una realtà operativa a tutti gli effetti. Il continente asiatico sta costruendo una base industriale biologica da migliaia di miliardi di dollari.
La convergenza di sostegno politico, capitali privati, abbondante biomassa e una giovane forza lavoro scientifica posiziona l’Asia non solo come partecipante alla bioeconomia globale, ma sempre più come sua artefice. I prossimi cinque anni saranno decisivi per stabilire se questo slancio si tradurrà in una trasformazione industriale duratura o se rimarrà una serie di promettenti progetti pilota.
[1] Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), “Bioeconomy Innovations and Investments Forum (BIIF 2025)” [Forum sull’Innovazione e gli Investimenti nella Bioeconomia], 25–27 November 2025, Bangkok, Thailand, https://www.fao.org/in-action/sustainable-and-circular-bioeconomy/bioeconomy-in-asia-pacific/biif-2025/en/. Co-organized with UNCRD, UNCTAD, UNEP, UNIDO, and UN ESCAP.
[2] Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), “La bioeconomia circolare e sostenibile,” Bioeconomia sostenibile e circolare, accessed 22 August 2026, https://www.fao.org/in-action/sustainable-and-circular-bioeconomy/what-we-do/circular-bioeconomy/it/.
[3] National Development and Reform Commission (NDRC), “‘十四五’生物经济发展规划” [14th Five-Year Plan for Bioeconomy Development], 10 May 2022, www.ndrc.gov.cn/xxgk/zcfb/ghwb/202205/t20220510_1324436_ext.html; Xu Zhang et al., “The Roadmap of Bioeconomy in China,” Engineering Biology 6 (2022).
[4] 创业邦 (Cyzone) and 睿兽分析 (Ruishou Analysis), 2022年合成生物学产业投资报告 [2022 Synthetic Biology Industry Investment Report], February 2023. Figures cited in Special Competitive Studies Project (SCSP), “Synthetic Biology,” 2025 Gaps Analysis, 7 January 2025, www.scsp.ai/reports/2025-gaps-analysis/gaps-analysis/synthetic-biology/.
[5] “Synthetic Biology Industry in China: Current State and Future Prospects,” SCIEPublish, 28 May 2024, www.sciepublish.com/article/pii/69. The article identifies the Shenzhen Institute of Advanced Technology (SIAT), the Tianjin Institute of Industrial Biotechnology (TIB), Peking University, and Westlake University as China’s principal synthetic-biology research centers, leading basic research in bioinformatics, genomics, and metabolic engineering.
[6] Shenzhen Institute of Synthetic Biology (ISynBio, Shenzhen Institutes of Advanced Technology, Chinese Academy of Sciences), “深圳合成院成果入选中国十大|看合成生物学赛道创新发展” [Shenzhen Institute of Synthetic Biology Achievements Selected among China’s Top Ten: Innovation and Development in the Synthetic-Biology Track], 14 January 2023, https://isynbio.siat.ac.cn/siat/2025-02/14/article_2025021400461022943.html.
[7] Bluepha Co., Ltd., profilo aziendale, CHINAPLAS, 27 settembre 2024, www.chinaplasonline.com/eMarketplace/allexhibitors/eng?Products=216&SProds=216&src=31&SearchType=all&SearchBy=Exh&page=1&exzone=0.
[8] Anhui BBCA Biochemical Co., Ltd., profilo aziendale, CHINAPLAS, www.chinaplasonline.com/eMarketplace/exhibitorinfo/eng?compid=1007451.
[9] Cathay Biotech Inc., “About Cathay,” sito ufficiale, www.hntjjd.com/en/about.aspx. L’azienda – quotata allo STAR Market di Shanghai (688065.SH) – si definisce “the leading supplier of bio-manufactured long-chain diacids worldwide” e produce monomeri per poliammidi di origine biologica, tra cui bio-based pentamethylene diamine e bio-based polyamides, con impianti a Jinxiang, Wusu e Taiyuan.
[10] Research and Markets, Global Synthetic Biology Market Report 2021–2026, citato in W. Luo et al., “Synthetic Biology Industry in China: Current State and Future Prospects,” SCIEPublish, 28 maggio 2024, www.sciepublish.com/article/pii/69.
[11] Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), “Strengthening Bioeconomy Momentum through Innovation and Investment in Asia and the Pacific,” 25 novembre 2025, www.fao.org/asiapacific/news/news-detail/strengthening-bioeconomy-momentum-through-innovation-and-investment-in-asia-and-the-pacific/en.
[12] Persistence Market Research, Lactic Acid Market Size, Share, and Growth Forecast 2026, 12 marzo 2026, www.persistencemarketresearch.com/market-research/lactic-acid-market.asp.
[13] United Nations Environment Programme (UNEP), National Biotechnology Policy 2.0 – Towards a Bio-Innovative Society (2022–2030), Law and Environment Assistance Platform (LEAP), https://leap.unep.org/en/countries/my/national-legislation/national-biotechnology-policy-20-towards-bio-innovative-society.
[14] S. Tripathi et al., “Future trends in synthetic biology in Asia,” Microbial Biotechnology 15, no. 3 (2022): 736–749, https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9744534/.
[15] Chemical & Engineering News, “Elevance Metathesis Coming To Malaysia,” https://cen.acs.org/articles/92/i29/Elevance-Metathesis-Coming-Malaysia.html
[16] International Advisory Council on Global Bioeconomy (IACGB), Bioeconomy: Recent trends and drivers of national programs and policies, aprile 2024, www.iacgb.net/lw_resource/datapool/systemfiles/elements/files/52440fb0-f35d-11ee-9ed1-dead53a91d31/current/document/Global_Bioeconomy_-_April_2024_IACGB.pdf.
[17] Origiin IP Solutions LLP, CRISPR Genome Editing in Humans: Patent Landscape Report, 28 giugno 2025, https://origiin.com/crispr-genome-editing-in-humans-patent-landscape-report/.
[18] U.S. Department of Agriculture, Foreign Agricultural Service (USDA FAS), Biotechnology and Other New Production Technologies Annual: Korea – Republic of, report KS2025-0047, 4 dicembre 2025, https://apps.fas.usda.gov/newgainapi/api/Report/DownloadReportByFileName?fileName=Biotechnology+and+Other+New+Production+Technologies+Annual_Seoul_Korea+-+Republic+of_KS2025-0047.pdf.
[19] Department of Biotechnology (DBT), Government of India, National Biotechnology Development Strategy 2007, settembre 2007. La strategia è citata in S. K. Yadav et al., “An Overview of Bioplastic Research on Its Relation to National Policies,” Sustainability 13, no. 14 (2021): 7848, www.mdpi.com/2071-1050/13/14/7848: “The Department of Biotechnology (DBT), Government of India, announced the First National Biotechnology Development Strategy in September 2007”.
[20] Department of Biotechnology (DBT), Ministry of Science and Technology, Government of India, National Biotechnology Development Strategy 2015–2020: Sectoral Priorities, https://d2bps9p1kiy4ka.cloudfront.net/5eb393ee95fab7468a79d189/699c43c3-18d1-4408-aec5-b5fde98b38ab.pdf.
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