Dieci proposte per costruire l’Italia sognata dal presidente Berlusconi – infosannio


     In vista della stesura del Documento programmatico di bilancio il cui schema sarà discusso domani in Consiglio dei Ministri l’occasione è buona per sottoporre all’attenzione  del nostro Segretario, on. Antonio Tajani,  10  proposte per costruire l’Italia liberale, liberista e libertaria che voleva il  Presidente Berlusconi:

  1. Un “Piano Giovani” per fermare la “fuga dei cervelli” che costa al nostro Paese circa 4 miliardi di Euro all’anno (vedi lo studio della Fondazione Nord Est). In sostanza, noi investiamo sulla formazione,  per poi regalare i frutti agli altri Paesi nostri concorrenti sul mercato del lavoro. Un atteggiamento incomprensibile! Ed ecco, quindi, la necessità di approvare un “Piano Giovani” così come proposto nel 2022 dal Presidente Berlusconi e ieri riproposto dal nostro segretario on. Antonio Tajani caratterizzato da ….“un azzeramento delle imposte per almeno tre anni  alle aziende che assumono a tempo indeterminato giovani laureati e/o professionalizzati”. .
  2. Semplificazione della procedura di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero (in ambito UE) per favorire il “ritorno dei cervelli”. Una procedura che, allo stato attuale, si configura come una vera e propria “via crucis” che scoraggia il rientro in Italia di tanti giovani che con grandi sacrifici personali e familiari avevano pensato di allargare i propri orizzonti andando all’estero per conseguire un diploma di laurea.
  3. Modifica della legge 113/92 per realizzare la proposta: “mettiamo a dimora un milione di alberi all’anno” lanciata dal presidente Berlusconi nell’ultima campagna elettorale per favorire una transizione ecologica sostenibile e non ideologica. A tal proposito, vale la pena ricordare che la succitata legge n.113 del 29 gennaio 1992 (rinnovata poi con la legge n.10 del 14 gennaio 2013), prevede l’obbligo in capo ai Comuni di porre a dimora un albero entro 12 mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente per recuperare una  tradizione antichissima, diffusa in molti Paesi del mondo ed avviare una transizione ecologica graduale, sostenibile e non ideologizzata. E’ superfluo ricordare che gli alberi aiutano a combattere il riscaldamento climatico “catturando” l’anidride carbonica nell’aria, incamerando inquinanti come ozono, ossidi di nitrogeno e biossidi di zolfo senza provocare danni economici e sociali collaterali come le case green e/o le auto elettriche che l’Unione Europea. La proposta è che il Parlamento provveda quanto prima a  modificare la succitata legge introducendo sanzioni serie per gli amministratori comunali lassisti e inadempienti che si riempiono la bocca di “transizione ecologica” e dimenticano di applicare una precisa Legge dello Stato che se fosse applicata da tutti i Sindaci d’Italia ogni anno ne sarebbero piantati circa 400 mila sul nostro territorio per ridurre l’inquinamento atmosferico.
  4. “Una dentiera gratuita per tutti quelli che non se lo possono permettere” (come proposto dal Presidente Berlusconi in campagna elettorale) e che si potrebbe facilmente concretizzare innalzando al dal 19% al 70-80% la detrazione dall’IRPEF delle spese sanitarie odontoiatriche (almeno per le persone con redditi  medio-bassi). Una proposta  finalizzata a promuovere una sorta di odontoiatria sociale che può dare grandi benefici per l’intera comunità perché vale la pena ricordare che:“Una buona masticazione allunga la vita”. Dalla salute dei denti, in effetti, dipende il benessere dell’intero corpo. La medicina lo sa da anni, ma pochi ne sono al corrente.
  5. Una “Riforma fiscale shock per i pensionati” per fermare la fuga dei nostri nonni dall’Italia e  garantire un “fine vita” dignitoso a chi ha tanto dato per il nostro Paese. A tal proposito, in attesa di poter aumentare le pensioni minime a 1000 euro al mese, nell’immediato si può incominciare con l’azzeramento della trattenuta Irpef sulle pensioni medio-basse, allineandoci almeno alla Germania dove la no tax area per i pensionati è fissata a 16mila euro. In Italia, attualmente è fissata a 8.174 euro/annuo.  E’  insopportabile che i nonni italiani debbano pagare le tasse più alte d’Europa: su una rendita pensionistica annua di 20mila euro, qui in Italia si paga il 20.5%, contro l’8.3% della Germania e il 7,3% della Francia. Per tale motivo, circa 300mila nonni sono stati costretti a “scappare” dall’Italia per andare a morire in altri Paesi dove il prelievo fiscale sulle pensioni è più basso o, addirittura, è azzerato come in Albania.
  6. Una legge per salvare i piccoli borghi dall’abbandono sulla falsariga di  quella fatta approvare in Francia da quel grande scrittore-giornalista André Malraux, ministro della Cultura nel 1962 (durante il governo De Gaulle), che finanziava interventi di risanamento e riqualificazione dei vecchi quartieri delle piccole comunità francesi. Quella legge ebbe effetti straordinari perché in questo modo si riuscì a cambiarne completamente  il volto richiamando turisti e, soprattutto, cambiando la vita dei residenti. Per i tanti borghi abbandonati (e/o sempre più desolati) dell’Italia sarebbe utile un progetto nazionale del genere.  E’ vero che c’è già una legge per il sostegno  dei piccoli comuni rappresentata dalla n.158/2017 ma, non basta. Ha rappresentato un segnale di attenzione, però insufficiente per il sostegno che garantisce. In poche parole, ci vuole una legge che esprima la volontà del Governo di intervenire radicalmente e con forza. A tal proposito, il minimo sindacale per trattenere i giovani nel luogo di origine è garantire il lavoro. Serve una legge che deve finanziare progetti di sistema che valorizzino l’ambiente, il paesaggio, le architetture. Soltanto in questo modo si potrà ripristinare il patto di fiducia verso il territorio.
  7. Un “reddito di Contadinanza” per fermare la fuga dai campi (un assegno mensile tra 600 e 1000 euro al mese a seconda della dimensione aziendale e dei componenti del nucleo familiare).
  8. Abolizione del canone RAI per cancellare un balzello “iniquo” che rappresenta un residuo dell’era giurassica in cui c’era il monopolio statale della televisione. A tal proposito, la notizia riportata oggi sulla stampa di un emendamento alla riforma della RAI presentato dal relatore forzista Roberto Rosso che recepisce le indicazioni del Mef e finalizzato ad abbassare il canone Rai va accolta con favore ma, non basta e i cittadini non riescono a capire. Per farla breve, il canone RAI deve essere abolito senza se e senza ma. perché nell’era dei telefonini, dei tablet ecc. ecc. la gabella sul “possesso” di un televisore ci riporta all’epoca dei spazzacamini precedente all’invenzione dei moderni impianti di riscaldamento. Il canone RAI va abolito perché non è giusto pagare con le tasse di tutti gli italiani tanti, troppi assunti per esclusivo merito lottizzatorio e partitocratico. Il canone RAI deve essere abolito perché la RAI, stando al verdetto popolare di un referendum disatteso, dovrebbe essere almeno in larga parte privatizzata, rallegrando le casse dello Stato e le tasche degli italiani alleggerite da una tassa in meno. Infine, il canone RAI deve essere abolito perché la RAI spreca un sacco di soldi e perché non volgiamo pagare una trasmissione come “Report che ha rovinato la vita di tante persone senza mai chiedere scusa e, a tal proposito, l’occasione è buona per chiedere pubblicamente scusa a nome di tutti gli italiani a Paola Stanzani, ex vice del gruppo bancario Delta: “assolta dopo 17 anni dalle false accuse di riciclaggio” e messa al pubblico ludibrio dalle telecamere di Report. Per quanto riguarda la copertura finanziaria di tale proposta si potrebbero utilizzare una parte delle diecine di miliardi di euro incassati dall’erario in questi ultimi anni dalla lotta all’evasione fiscale.
  9. Una legge  per recepire  la petizione “Ora legale per sempre” lanciata dalla Società Italiana Medicina Ambientale (SIMA)  che ha raccolto finora oltre 300mila firme di cittadini italiani favorevoli  in un’ottica di risparmio (si stima che in un anno il risparmio sarebbe di 2,7 miliardi di euro) e di benefici per l’ambiente con una riduzione di immissione in atmosfera di 200mila tonnellate di CO2 all’anno, paragonabili a piantare 2 milioni di nuovi alberi. A tal proposito, vale la pena ricordare che una simile sperimentazione è stata già fatta in altri Paesi tra cui gli USA che nel 2007 in 4 settimane hanno verificato anche un calo del 27% dei reati con un risparmio di 300 milioni di dollari in costi sociali.
  10. Abolizione delle Comunità Montane nell’ambito della Legge delega che il Governo si accinge ad approvare per riordinare la normativa sugli Enti Locali. Una proposta di riforma che potrebbe ben caratterizzare il Governo sul fronte del “contenimento” dei costi della politica. Per dirla con qualche ex presidente di Comunità Montana della Campania: “Basta con questi carrozzoni, ultima spiaggia di politici trombati. Basta con finanziamenti che in buona parte servono a mantenere l’apparato, mentre solo le briciole finiscono al controllo e sviluppo del territorio”. Senza dimenticare tutti gli organismi inutili che oggi gestiscono, impropriamente e in maniera frammentaria, competenze sul territorio; senza dimenticare gli Enti Parco, i Consorzi di Bonifica e tanti altri Enti di gestione, creati appositamente, con tanto di consigli di amministrazione spesso strapagati, per svolgere ciò che invece dovrebbero fare i Comuni.

              

Fiorenza Ceniccola

Vicesindaco – Guardia Sanframondi

Componente Segreteria Nazionale Forza Italia Giovani

Responsabile Comunicazione Forza Italia Campania                                                                     


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