come funziona, quanto puoi ricevere e cosa succede in caso di morte


Dal 31 ottobre 2026 chi arriva alla pensione con una posizione nella previdenza complementare avrà una possibilità in più per utilizzare i soldi accumulati nel proprio fondo pensione. 

Invece di riceverli attraverso una rendita vitalizia, potrà scegliere di farsi pagare il capitale a rate per un periodo stabilito, comunque non inferiore a cinque anni. La nuova formula è stata prevista dalla riforma della previdenza complementare e la data di partenza è stata fissata dalla legge a fine ottobre.

Come funziona il meccanismo

La novità riguarda chi, al momento del pensionamento, ha maturato i requisiti per ottenere la prestazione del proprio fondo pensione. Fino a oggi il lavoratore arrivato alla pensione poteva utilizzare il capitale accumulato in parte sotto forma di capitale e, per la parte restante, attraverso una rendita. In presenza di determinate condizioni è possibile anche ottenere l’intero importo sotto forma di capitale.

Dal 31 ottobre si aggiunge una nuova alternativa: il montante accumulato può essere distribuito a rate per un periodo scelto dall’aderente, che deve essere di almeno cinque anni. Non significa quindi che il fondo pensione venga liquidato tutto in una volta. Il capitale viene progressivamente restituito al titolare.

Immaginiamo un lavoratore che al momento della pensione abbia 100mila euro accumulati nel fondo e scelga di distribuirli in 10 anni. Semplificando e senza considerare tasse, costi e rendimenti degli investimenti, il calcolo sarebbe: 100mila euro in 10 anni = circa 10mila euro all’anno; con rate mensili, circa 833 euro al mese; in 5 anni, circa 20mila euro all’anno, cioè circa 1.667 euro al mese; in 15 anni, circa 6.667 euro all’anno, cioè circa 556 euro al mese.

Sono però simulazioni puramente indicative. La rata effettiva non è necessariamente fissa, perché il denaro che rimane nel fondo continua a essere investito e il suo valore può cambiare nel tempo. La Covip stabilisce infatti che l’importo della rata venga ricalcolato sulla base del montante disponibile al momento del pagamento.

Le rate possono essere mensili

La nuova formula non obbliga a ricevere un pagamento una volta all’anno. La periodicità deve essere stabilita dal singolo fondo pensione e può prevedere diverse possibilità. Il limite fissato dalla Covip è che la frequenza non può essere più ravvicinata di una volta al mese né più distante di una volta all’anno.

Il fondo può inoltre fissare un importo minimo delle singole rate. Al momento della scelta, quindi, il lavoratore dovrà indicare per quanti anni vuole ricevere il denaro e con quale frequenza.

C’è da tenere poi conto che i soldi che restano nel fondo continuano a essere investiti. Se, per esempio, una persona ha 100mila euro e decide di riceverli in 10 anni, non vengono semplicemente messi da parte 10mila euro per ciascun anno. Il capitale residuo continua a essere gestito dal fondo.

Questo può essere un vantaggio se gli investimenti producono rendimenti, ma comporta anche un rischio: l’importo delle rate può cambiare in funzione dell’andamento della gestione finanziaria. La stessa Covip chiede ai fondi di informare gli aderenti sulla possibile variabilità delle prestazioni. Per questo motivo l’esempio degli 833 euro al mese non deve essere interpretato come una cifra garantita per tutti i dieci anni.

E in caso di morte?

La nuova erogazione frazionata non è collegata alla durata della vita del pensionato. A differenza della rendita vitalizia, il periodo viene scelto in anticipo: cinque, dieci, quindici anni o un altro periodo previsto dalla formula adottata dal fondo.

Di conseguenza, se il titolare muore prima che tutto il montante sia stato erogato, il capitale residuo può essere trasferito ai beneficiari o agli altri soggetti che ne hanno diritto secondo le regole della previdenza complementare. È quindi una differenza sostanziale rispetto alla rendita vitalizia: con quest’ultima il pagamento è legato alla durata della vita e, a seconda del tipo di rendita scelto, il capitale non necessariamente rimane agli eredi. Con l’erogazione frazionata, invece, il montante non ancora pagato non viene semplicemente cancellato perché il titolare è deceduto.

Quanto si paga di tasse

Anche sul piano fiscale ci sono regole specifiche. Sulla parte imponibile della prestazione frazionata si applica una ritenuta del 20%. L’aliquota può però scendere per chi è iscritto alla previdenza complementare da molto tempo: viene ridotta di 0,25 punti percentuali per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino ad arrivare, nei casi di maggiore anzianità, al 15%.

Questo significa che non si può semplicemente applicare il 20% all’intero capitale accumulato. La tassazione riguarda la parte imponibile secondo le regole della previdenza complementare.

Chi non può usare questa formula

La novità riguarda le forme pensionistiche complementari a contribuzione definita disciplinate dal decreto legislativo 252 del 2005. Non è quindi una possibilità che si applica indistintamente a qualsiasi forma di previdenza complementare.

La Covip chiarisce inoltre che la nuova erogazione non è direttamente disponibile ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni iscritti ai fondi di categoria ai quali continua ad applicarsi la vecchia disciplina. Possono però accedere alle nuove prestazioni se trasferiscono la propria posizione individuale in un’altra forma pensionistica complementare alla quale si applica la nuova normativa.

Resta inoltre necessario aver maturato i requisiti per ottenere la prestazione pensionistica complementare.

Non è detto che il 31 ottobre il fondo sia già pronto

C’è infine un dettaglio importante per chi pensa di poter presentare immediatamente la domanda.

La nuova possibilità diventa richiedibile dal 31 ottobre 2026, ma la Covip ha previsto un periodo transitorio per consentire ai fondi di adeguare regolamenti, sistemi e procedure. Questo periodo non può comunque andare oltre il 31 dicembre 2026. I fondi devono informare gli iscritti quando l’adeguamento è stato completato e procedere poi alle erogazioni richieste.


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