Quanto è forte l’identità ESG dei fondi pensione negoziali italiani? La risposta arriverà con il primo ranking mondiale dedicato alla ESG Identity degli enti previdenziali, realizzato da ET.Group e Assofondipensione attraverso la nona edizione della ricerca annuale dedicata alla sostenibilità nel mondo della previdenza.
I risultati dell’assessment saranno presentati il 17 e 18 novembre 2026 a Milano, durante la XI edizione di salone.SRI, in programma a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana. In quell’occasione saranno anche assegnati i riconoscimenti ai fondi che avranno ottenuto i punteggi migliori.
L’indagine, condotta tra maggio e luglio 2026, rappresenta un’evoluzione delle precedenti ricerche realizzate da ET.Group e Assofondipensione. Dopo aver analizzato negli anni l’integrazione dei fattori ESG nelle scelte di investimento dei fondi pensione, quest’anno l’attenzione si concentra direttamente sulla loro identità sostenibile.
Che cosa significa ESG Identity
Il concetto di ESG Identity non riguarda soltanto gli investimenti sostenibili o la presenza di prodotti con caratteristiche ESG.
L’identità di un ente viene valutata considerando un insieme più ampio di elementi: dal purpose ESG alla governance, dalla cultura interna alle modalità con cui vengono definite le strategie, fino alla coerenza dell’offerta e alla capacità di comunicare il proprio impegno sul fronte della sostenibilità.
È un approccio che sposta quindi l’attenzione dal semplice “fare ESG” al modo in cui un’organizzazione interpreta e rende riconoscibile il proprio ruolo nella società.
Il percorso intrapreso da ET.Group va nella direzione già sperimentata con altri strumenti dedicati alla misurazione dell’identità ESG nel mondo finanziario. L’ESG Identity è infatti diventata progressivamente un elemento di valutazione che supera la singola caratteristica sostenibile di un prodotto per guardare alla struttura complessiva dell’organizzazione.
La sostenibilità può diventare un fattore competitivo
Uno degli elementi più interessanti emersi dall’assessment riguarda il rapporto tra identità ESG e posizionamento competitivo.
Il 72% dei fondi rispondenti considera il proprio ruolo nella comunità e gli impatti ambientali e sociali delle proprie attività come un possibile elemento di posizionamento.
Una consapevolezza particolarmente importante in un settore che guarda anche alle nuove generazioni. Per i fondi pensione, infatti, raccontare con maggiore chiarezza valori, obiettivi e strategie può diventare uno strumento per rendere la previdenza complementare più vicina ai giovani e favorire nuove adesioni.
Il tema assume ulteriore rilevanza alla luce delle ipotesi di una maggiore competizione nel settore previdenziale. In uno scenario più competitivo, l’identità di un fondo potrebbe diventare parte integrante della sua capacità di distinguersi.
Tra consapevolezza e comunicazione resta però un divario
Se la consapevolezza cresce, non sempre questa viene tradotta in una vera strategia di comunicazione.
Quasi l’80% dei fondi pensione non prende posizione sul proprio ruolo nella comunità e, di conseguenza, non valorizza pienamente il significato delle proprie strategie e dei propri obiettivi ESG all’interno della società.
Un altro dato riguarda la capacità di utilizzare la sostenibilità per dialogare con i potenziali aderenti: il 39% dei fondi non valorizza le proprie iniziative ESG come strumento per attrarre nuovi sottoscrittori e migliorare la raccolta.
Il risultato fotografa dunque una situazione nella quale esiste una crescente attenzione alla sostenibilità, ma resta ancora spazio per trasformare questo patrimonio di valori in una identità riconoscibile e comunicata in modo efficace.
Un punteggio per misurare l’identità ESG
La novità più significativa della nona edizione della ricerca è l’introduzione di un vero e proprio assessment quantitativo.
Alle risposte fornite dai fondi pensione è stato assegnato un valore predeterminato, per arrivare a un punteggio complessivo teorico di 100 punti.
L’obiettivo non è soltanto stilare una classifica. Il sistema è stato progettato per consentire ai singoli fondi di confrontare il proprio risultato con quello degli altri partecipanti e sviluppare un’attività di benchmarking, individuando allo stesso tempo le aree sulle quali intervenire.
Una prima anticipazione dei risultati sarà riservata ai membri di Assofondipensione a metà ottobre, mentre il ranking completo sarà presentato pubblicamente al salone.SRI.
Il percorso dei fondi pensione verso una maggiore sostenibilità
L’assessment del 2026 si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha mostrato una progressiva crescita dell’attenzione dei fondi pensione nei confronti dell’ESG.
Già la ricerca realizzata nel 2024 da ET.Group e Assofondipensione aveva evidenziato come i fondi riconoscessero l’importanza di costruire una propria identità ESG. All’epoca, il 64,29% dei rispondenti considerava i fattori ESG centrali rispetto al proprio dovere fiduciario verso gli iscritti.
Il passaggio compiuto con l’indagine 2026 è quindi particolarmente significativo: dall’analisi della consapevolezza si passa alla misurazione quantitativa dell’identità.
Andrea Mariani, Segretario di Assofondipensione, sottolinea proprio il valore di questo percorso, evidenziando la crescita dei fondi pensione negoziali come investitori sostenibili e l’utilità dell’assessment nell’individuare le aree sulle quali ciascun fondo può lavorare.
Per Riccardo Realfonzo, Coordinatore del Comitato Tecnico di Assofondipensione e Presidente del fondo Perseo Sirio, la ricerca permette invece di comprendere quanta strada sia stata percorsa e quanta ne rimanga ancora da fare sul fronte ESG.
Salone.SRI 2026, gli ESG come “CHANGEMAKER”
La presentazione del ranking avverrà nel contesto della XI edizione di salone.SRI, che quest’anno ha scelto il tema “CHANGEMAKER”.
L’evento si svolgerà il 17 e 18 novembre a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, con due giornate dal format differenziato. Il 17 novembre sarà dedicato agli operatori professionali, mentre il 18 novembre sarà aperto al pubblico previa registrazione.
Il tema scelto parte da una considerazione precisa: gli ESG non stanno scomparendo, ma stanno cambiando. La sostenibilità viene sempre più interpretata come un elemento capace di incidere sulle strategie, sulle relazioni tra gli operatori e sulla creazione di valore.
Sono previsti leadership panel con protagonisti internazionali come il Fondo europeo per gli investimenti e i Principles for Responsible Investment delle Nazioni Unite, oltre a conferenze tecniche e tavoli di lavoro dedicati ai diversi operatori della filiera finanziaria.
La sfida dei fondi pensione: essere riconoscibili
La ricerca sulla ESG Identity introduce così una domanda che va oltre la semplice sostenibilità degli investimenti: che cosa rende riconoscibile un fondo pensione nel suo impegno ESG?
Per gli enti previdenziali, la risposta potrebbe diventare sempre più importante. In un mercato nel quale le nuove generazioni saranno chiamate a compiere scelte previdenziali con un orizzonte molto lungo, non basterà forse offrire una gestione finanziaria efficace.
Sarà necessario anche spiegare quali valori guidano quelle scelte, quale ruolo il fondo vuole avere nella società e quale futuro intende contribuire a costruire.
Il ranking che verrà presentato a novembre rappresenta quindi non soltanto una fotografia dello stato dell’ESG nei fondi pensione italiani, ma anche uno strumento per capire quanto la sostenibilità sia diventata parte integrante della loro identità.
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