L’Uruguay ha conquistato il primo posto in una nuova classifica globale delle destinazioni per la pensione, superando il leader dello scorso anno, il Portogallo. L’Europa resta però la regione più rappresentata, con sei Paesi tra i primi dieci. Le Americhe occupano tre posizioni, mentre Mauritius è al secondo posto.
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L’indice sulla pensione 2026 di Global Citizen Solutions confronta 46 programmi di residenza per pensionati e percettori di redditi passivi, valutando qualità della vita, libertà di viaggio e percorsi verso la cittadinanza, oltre a fiscalità, procedure di domanda e costi.
I punti di forza dell’Europa sono l’alto tenore di vita, la solidità dei passaporti e le vie per ottenere la cittadinanza, anche se le imposte più elevate penalizzano i punteggi complessivi. Spagna, Portogallo, Lettonia, Andorra, Italia e Grecia rientrano tutte nella top ten, con il Portogallo che scende al quinto posto quest’anno.
L’Uruguay guida la classifica grazie a risultati solidi in tutte e cinque le categorie, più che a un primato assoluto in una sola di esse. Mauritius segue, combinando una fiscalità favorevole con buoni punteggi negli altri ambiti.
Il rapporto sottolinea che la destinazione ideale dipende dalle priorità di ogni pensionato. Meno di quattro punti separano il primo dal decimo posto, segno che i leader sono molto vicini tra loro.
Quali sono le principali priorità per chi va in pensione all’estero?
La qualità della vita pesa di più nell’indice, seguita da mobilità e cittadinanza, poi da fiscalità, procedure di domanda e costi. La ponderazione riflette le priorità tipiche di chi decide di trasferirsi all’estero dopo la pensione, secondo il rapporto.
L’Europa ottiene risultati molto buoni per qualità della vita e mobilità, ma segna punteggi più bassi sulla tassazione, con forti differenze tra i vari programmi. Le Americhe si distinguono per accessibilità economica e regimi fiscali favorevoli, mentre Mauritius guida le performance africane. In Medio Oriente, i principali punti di forza sono tasse ridotte e tempi di lavorazione rapidi. Gli Emirati Arabi Uniti, diciannovesimi in classifica complessiva, sono primi per regimi fiscali agevolati. La Spagna, terza in assoluto, registra inoltre punteggi elevati per mobilità e possibilità di trasferirsi con i familiari.
Passaporti forti e percorsi chiari verso la cittadinanza aiutano i programmi europei e molti di quelli latinoamericani a ottenere punteggi alti. Le destinazioni del Golfo offrono fiscalità vantaggiosa e tempi di elaborazione rapidi, ma i loro programmi per la pensione non prevedono un percorso standard verso la cittadinanza.
I programmi europei migliori nell’indice 2026
I dieci programmi europei di pensione internazionale con il punteggio più alto sono quelli offerti da Spagna, Portogallo, Lettonia, Andorra, Italia, Grecia, Austria, Albania, Cipro e Malta. Tutti e dieci si collocano nella metà alta dell’indice.
I programmi europei ottengono risultati particolarmente buoni per qualità della vita e mobilità. Il rovescio della medaglia è la fiscalità. La Spagna, il Paese migliore in Europa dove vivere all’estero da pensionati, è quinta al mondo per qualità della vita e offre una procedura di domanda snella, che può richiedere fino a otto mesi. Tuttavia il Paese è ultimo, su 46, per tasse, con imposizione sui redditi mondiali, imposte patrimoniali regionali e nessun regime speciale per i titolari di visto.
Il Portogallo è secondo in Europa. Il Paese, che guidava la classifica globale nel 2025, è sceso al quinto posto quest’anno. Il calo è coinciso con l’aumento degli anni richiesti per ottenere la cittadinanza. A maggio, il requisito è passato da cinque a dieci anni per la maggior parte dei richiedenti non UE.
Il Paese mantiene comunque un posizionamento molto alto a livello globale, grazie anche al fatto di essere una delle principali rotte europee più accessibili, con un requisito di reddito fissato a 920 euro al mese. Il Portogallo ottiene punteggi elevati anche per mobilità, ma l’elaborazione delle domande può richiedere fino a due anni e il 41º posto in materia fiscale può renderlo meno attraente per i pensionati che danno priorità a imposte più basse.
I programmi che offrono la fiscalità migliore, in particolare Malta, Andorra e Cipro, presentano spesso altri requisiti impegnativi, tra cui soglie di reddito elevate, grandi investimenti o tempi di lavorazione lunghi. Diversi Paesi prevedono anche regimi opzionali, come l’aliquota fissa del 7% sulle pensioni estere in Grecia e nell’Italia meridionale.
Tempi di lavorazione e costi variano molto: la Lettonia, terza in Europa, offre tempi di esame tra i due e i quattro mesi e uno dei programmi meno costosi. Al contrario, la procedura a Cipro può richiedere oltre due anni, ma il Paese offre un’aliquota del 5% sulle pensioni, soggetta a specifiche condizioni.
L’Irlanda è prima per qualità della vita nell’indice. Offre un ambiente anglofono unito ad alcuni dei punteggi più alti in materia di sicurezza e tutela dell’ambiente.
Andorra registra i migliori punteggi dell’indice per sicurezza e ambiente; è terza al mondo per qualità della vita e applica tasse contenute, con l’imposta sul reddito limitata al 10% e nessuna imposta sul patrimonio o sulle successioni. È anche il programma più costoso dell’intero indice, con l’obbligo di un investimento locale di 1 milione di euro oltre a un reddito consistente.
Italia e Grecia sono rispettivamente al primo e al secondo posto a livello globale per mobilità e cittadinanza. Sono anche la quinta e la sesta destinazione europea con il punteggio più alto per la pensione. Entrambe offrono opzioni di tassazione agevolata, ma il requisito di reddito mensile di 3.500 euro in Grecia è tra i più elevati.
Quanto reddito mensile serve per qualificarsi?
I requisiti di reddito mensile variano molto, da meno di 600 euro in Nicaragua a oltre 9.000 euro in Bahrein. In Europa, un reddito mensile inferiore a 800 euro può essere sufficiente a Cipro se sono soddisfatti gli altri requisiti, mentre ad Andorra il reddito mensile deve superare i 4.500 euro. Per confronto, gli importi riportati nel grafico sono stati convertiti in euro e possono quindi oscillare in base ai tassi di cambio.
Contano anche le fonti di reddito che danno diritto ad accedere ai programmi. In alcuni casi, i richiedenti devono dimostrare redditi passivi o pensioni provenienti dall’estero; altri Paesi accettano risparmi o dividendi. E mentre la soglia di reddito può essere relativamente bassa, alcune rotte richiedono anche risparmi, depositi, investimenti o altri consistenti pagamenti iniziali.
Capo Verde, Namibia, Cile, Zambia e Marocco sono esclusi dal grafico perché il rapporto non specifica se i loro requisiti di reddito siano mensili. Anche El Salvador è escluso, poiché prevede soglie diverse per i pensionati e per chi vive di reddito passivo. In questi Paesi, i requisiti di reddito variano tra 825 e 1.800 dollari.
In quanto tempo si può ottenere il passaporto?
Un percorso verso la cittadinanza è frequente, ma non garantito. Il rapporto indica che 24 programmi permettono la naturalizzazione entro cinque anni e 17 tra sei e dieci anni. Andorra richiede 20 anni. Quattro programmi – Malta, Emirati Arabi Uniti, Irlanda e Bahrein – non prevedono un percorso standard attraverso visti per pensionati o redditi passivi.
I tempi più brevi si registrano in Sudamerica: circa due anni in Argentina e tre in Uruguay, Paraguay e in alcuni altri Paesi.
Tuttavia, secondo il rapporto, undici Paesi, tra cui Austria, Andorra, Emirati Arabi Uniti e Malesia, non consentono la doppia cittadinanza. I richiedenti potrebbero quindi dover rinunciare al proprio passaporto d’origine. Per chi non è disposto a farlo, la residenza permanente può essere il limite massimo.
Cosa offrono le altre regioni
Le Americhe si distinguono per accessibilità economica e regimi fiscali favorevoli. Brasile, Argentina e Cile offrono anche passaporti forti e percorsi relativamente brevi verso la cittadinanza, elementi che accrescono l’attrattiva della regione.
Mauritius è il Paese africano con le performance migliori. In Medio Oriente, i principali punti di forza sono tasse basse e tempi rapidi di lavorazione delle domande, anche se le rotte per la pensione non prevedono un percorso standard verso la cittadinanza.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




