Dietro la parola “pannolini” c’è una filiera più ampia, fatta di dispositivi usati ogni giorno nelle case e nelle strutture assistenziali, compresi gli asili. Finora questa frazione è rimasta difficile da valorizzare perché contiene materiali diversi stretti insieme e porta con sé un’esigenza sanitaria evidente. Il progetto messinese prova a sciogliere entrambi i nodi nello stesso luogo, partendo da un’area che per decenni ha rappresentato un’altra stagione della gestione dei rifiuti.
Una precisazione utile: in questo articolo la sigla PAP indica i prodotti assorbenti per la persona. La famiglia comprende i pannolini. Vi rientrano anche i dispositivi per l’incontinenza e gli assorbenti igienici.
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Una riconversione che parte dall’area dell’ex inceneritore
La scelta di contrada Pace dà al progetto un significato che va oltre la posa di nuovi macchinari. L’area dell’ex inceneritore, acquisita dalla società d’ambito, sarà interessata da bonifica e riqualificazione dell’intera struttura. Un luogo nato per la distruzione dei rifiuti viene così ripensato per separare materia ancora utilizzabile e restituirle valore.
Il disegno comprende anche una copertura fotovoltaica di circa 400 metri quadrati. È un elemento accessorio rispetto alla linea di trattamento eppure racconta bene l’impostazione scelta: il recupero del sito coinvolge gli edifici e il fabbisogno energetico. A cambiare sarà anche la funzione pubblica che quell’area tornerà a svolgere.
Dal primo progetto alla copertura economica completa
La costruzione amministrativa dell’intervento comincia nel febbraio 2022, quando la proposta viene presentata nell’ambito della misura PNRR dedicata alle infrastrutture per la raccolta differenziata e il riciclo. Il finanziamento statale riconosciuto ammonta a 9.690.576,06 euro; il progetto si colloca al secondo posto della graduatoria nazionale dell’investimento M2C1.1.I1.1.
La distanza fra il contributo iniziale e il costo necessario viene colmata dalla Regione Siciliana. La legge regionale 31 del 22 ottobre 2025 autorizza altri 2.107.484,74 euro per l’intervento identificato dal CUP H42F22000610006. Nello stesso periodo si chiude il percorso autorizzativo unico ambientale, passaggio che consente alla procedura di avanzare verso l’affidamento integrato della progettazione esecutiva e dei lavori.
Il 18 maggio 2026 arriva l’aggiudicazione definitiva. La mandataria è Research Consorzio Stabile Scarl insieme a Emmecci S.p.A. Benefit. Per la progettazione sono indicati Cube S.r.l. e Cooprogetti Società Cooperativa, affiancate dall’ingegnere Fabio Sciarra. Le risorse risultano assegnate e l’esecutore è stato individuato; la costruzione materiale prenderà forma attraverso gli adempimenti successivi previsti dal contratto.
Che cosa accade ai prodotti assorbenti dentro l’impianto
I PAP arrivano da una raccolta separata. Prima di qualunque recupero devono attraversare una fase di sanificazione, indispensabile per eliminare la carica microbiologica e rendere possibile la lavorazione in condizioni controllate. La piattaforma tecnologica indicata per Messina deriva dal processo brevettato da i-Foria e impiega la sterilizzazione a vapore, già applicata in un impianto dimostrativo inaugurato a Spresiano nel luglio 2025.
Dopo il trattamento igienico il flusso viene aperto e sottoposto a separazione. Le fibre cellulosiche seguono un percorso diverso dalle plastiche; il materiale superassorbente, noto come SAP, viene isolato a sua volta. Il risultato è un insieme di frazioni omogenee che potranno essere caratterizzate e avviate agli impieghi consentiti.
Dai prodotti usati alle materie prime seconde
Le frazioni ottenute possono diventare materie prime seconde e alimentare lavorazioni industriali coerenti con le proprietà raggiunte. Il prodotto usato perde la propria forma originaria; ciascuna componente segue una destinazione scelta in base alla qualità misurata.
La cellulosa viene liberata dalle parti sintetiche e le plastiche possono essere trasformate in nuovi manufatti. Il polimero superassorbente conserva una funzione tecnica utile per applicazioni compatibili. La destinazione finale dipenderà dalle specifiche del materiale in uscita e dagli accordi con le filiere utilizzatrici; l’efficacia dell’opera si misurerà anche nella continuità degli sbocchi produttivi.
La parte decisiva si gioca prima dell’ingresso in stabilimento
Un impianto di questo tipo lavora bene quando riceve un flusso riconoscibile e regolare. I prodotti usati per l’infanzia e l’incontinenza, insieme agli assorbenti igienici, devono quindi essere intercettati a monte. Servono circuiti organizzati dai comuni e istruzioni comprensibili per famiglie, asili, residenze sanitarie e strutture di cura.
Il bacino di riferimento coincide con l’ATO 15 e abbraccia un territorio molto più ampio della sola città di Messina. La logistica dovrà tenere insieme aree urbane e piccoli centri, alcuni lontani dal capoluogo, perché una capacità nominale ha valore soltanto quando i conferimenti la alimentano con continuità. Da qui nasce la vera implicazione per i cittadini: l’opera potrà incidere sulla raccolta quotidiana solo dopo l’attivazione o il coordinamento dei servizi dedicati nei diversi municipi.
I tempi indicati e ciò che manca per arrivare all’apertura
La tabella di marcia resa nota dalla società d’ambito colloca il completamento in un intervallo stimato fra 12 e 18 mesi. La previsione dipende dalla progettazione esecutiva e dalla consegna del cantiere; da lì conterà l’avanzamento delle opere. Il calendario disponibile non indica ancora un giorno di inaugurazione.
Resta rilevante il raccordo con il Ministero per conservare le risorse PNRR durante il tempo necessario a terminare l’intervento. Le comunicazioni più recenti confermano la volontà di realizzare la struttura e il quadro tecnico scelto. L’avvio operativo della linea non risulta ancora documentato, perciò il prossimo snodo da seguire è la firma del contratto, dalla quale discenderanno gli elaborati esecutivi e il cantiere; i collaudi chiuderanno il percorso.
Come si capirà se l’investimento avrà funzionato davvero
Il risultato ambientale potrà essere letto attraverso la quantità di PAP sottratta al rifiuto residuo e la qualità delle frazioni recuperate. Conteranno anche la regolarità dei conferimenti e l’effettiva utilizzazione dell’impianto. Un ulteriore indicatore sarà la tenuta dei canali industriali destinati ai materiali prodotti.
La riconversione di Pace offre a Messina un’occasione precisa: trasformare un’eredità impiantistica difficile in un servizio metropolitano contemporaneo. La qualità del progetto emergerà nella gestione ordinaria, quando l’innovazione dovrà reggere il peso dei turni e dei trasporti. I controlli accompagneranno questa filiera pubblica e renderanno leggibili le prestazioni raggiunte.
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