Dalla presentazione del volume Vademecum Energetico Condominiale di Giuseppe Milano è emersa una riflessione ampia sulla transizione energetica come opportunità di sviluppo, partecipazione e innovazione. Tra il contributo del professor Gigi De Filippis e gli interventi istituzionali, il dibattito ha evidenziato il ritardo della politica nella programmazione energetica, il ruolo strategico delle comunità energetiche e la necessità di coinvolgere cittadini, amministratori e territori in un nuovo modello di crescita sostenibile. Un confronto che ha trasformato il tema dell’energia in una questione culturale, sociale ed economica, capace di incidere concretamente sul futuro delle comunità.
Grottaglie (Ta) – Non un semplice libro tecnico, ma uno strumento di riflessione civile e politica sul futuro delle comunità. È questo il messaggio emerso dalla presentazione del volume “Vademecum Energetico Condominiale. Opportunità per amministratori e comunità consapevoli” dell’ingegner Giuseppe Milano, vademecum scritto a più mani, ospite del Centro Culturale Giuseppe Battista, in una serata coordinata dalla giornalista Lilli D’Amicis alla presenza del presidente Ciro Marseglia, della consigliera provinciale Tiziana Toscano e dell’ingegner Gigi De Filippis, docente del Politecnico di Bari che ha dialogato con l’autore.
Fin dalle prime battute il confronto ha superato i confini dell’efficienza energetica in senso stretto per affrontare questioni più ampie: il rapporto tra politica e competenze tecniche, la capacità di programmazione delle istituzioni, il ruolo delle comunità energetiche e le opportunità offerte dalla transizione ecologica.
Gigi De Filippis ha evidenziato come il sistema formativo e quello amministrativo non riescano spesso a tenere il passo con la velocità delle trasformazioni tecnologiche. Secondo il docente, la transizione energetica rappresenta una delle sfide più importanti del nostro tempo, ma il Paese continua a soffrire una carenza di pianificazione e soprattutto una scarsa integrazione delle competenze tecniche nei processi decisionali pubblici. Una criticità che, a suo giudizio, emerge tanto nei grandi dossier nazionali quanto nelle dinamiche amministrative locali.
Nel suo intervento, Tiziana Toscano ha richiamato le difficoltà che spesso incontrano gli amministratori pubblici nell’accesso alle informazioni tecniche e nelle attività di controllo politico, sottolineando l’importanza di poter contare sul supporto di professionisti qualificati per affrontare questioni sempre più complesse, dalla contabilità pubblica ai progetti di sviluppo sostenibile.
Al centro della serata si è posto il contributo di Giuseppe Milano, che ha illustrato il significato più profondo delle comunità energetiche, definite non semplici strumenti per ottenere incentivi o ridurre le bollette, ma veri modelli di partecipazione e cittadinanza attiva. Secondo l’autore, la produzione condivisa di energia rappresenta l’occasione per ripensare le relazioni sociali, rafforzare il senso di appartenenza ai territori e costruire nuove forme di welfare locale.
Milano ha ripercorso l’evoluzione normativa europea che ha portato alla nascita delle comunità energetiche, ricordando come l’Unione Europea abbia compreso che gli obiettivi di decarbonizzazione non possono essere raggiunti dai grandi operatori del settore energetico senza il coinvolgimento diretto di famiglie, imprese, enti locali, scuole e associazioni.
Particolarmente significativa la riflessione dedicata alla Puglia. L’autore ha evidenziato come la regione possieda condizioni climatiche e territoriali straordinariamente favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili ma sconti ritardi pianificatori e burocratici che ne rallentano le potenzialità. Ha inoltre ricordato che le comunità energetiche attive sul territorio pugliese sono ancora poche rispetto alle esperienze già consolidate in altre regioni italiane.
Il dibattito ha più volte richiamato la situazione di Taranto e delle aree industriali del Mezzogiorno, indicando nella transizione energetica un possibile strumento di riconversione economica e occupazionale. Per Milano, però, la vera sfida non consiste soltanto nel produrre più energia da fonti rinnovabili, ma nel costruire un nuovo modello di sviluppo fondato sulla qualità della vita, sull’innovazione e sulla valorizzazione delle risorse locali.
Tra gli aspetti più innovativi affrontati nel volume e richiamati durante la serata vi sono il ruolo strategico degli amministratori di condominio, chiamati a trasformarsi in veri e propri facilitatori della transizione energetica, e l’importanza dell’efficientamento degli edifici, attraverso interventi capaci di ridurre i consumi e accrescere nel tempo il valore del patrimonio immobiliare.
Uno dei concetti più apprezzati dal pubblico è stato quello della “consapevolezza”. Per l’autore non bastano tecnologie, finanziamenti e incentivi se manca una cultura diffusa della partecipazione. Le comunità energetiche funzionano quando diventano comunità reali, capaci di condividere obiettivi, responsabilità e benefici.

La serata si è conclusa con una riflessione condivisa: la transizione energetica non può essere interpretata come una moda passeggera né come una questione esclusivamente tecnica. È una sfida culturale, economica e sociale che riguarda direttamente il futuro dei territori, chiamati a costruire una visione di lungo periodo in cui sostenibilità, sviluppo e coesione comunitaria procedano insieme.
E non sarebbe male continuare con iniziative mirate ad approfondire questi temi, a formare gli addetti ai lavori, informare con chiarezza i cittadini e sarebbe auspicabile se cominciassimo prima col chiederci il perché siamo in ritardo sull’efficientamento energico nella nostra regione, infatti in Puglia perché sempre in Puglia abbiamo comunità energetiche che sono meno di 20 in tutta la Puglia e una sola a Taranto?
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