nelle ultime settimane concluse operazioni sulle rinnovabili in 4 continenti


Dagli Stati Uniti all’Australia, passando per Sudafrica e Spagna: nel giro di poche settimane Enel ha siglato quattro operazioni in altrettanti continenti, accomunate da un grande obiettivo: spingere l’acceleratore sulle energie rinnovabili. La transizione energetica non punta però solo alla costruzione da zero di nuovi impianti, ma passa anche dall’ottimizzazione e dalla massima efficienza di quelli già esistenti.

Spagna

È il caso della Spagna, dove Endesa, controllata di Enel nella penisola iberica, a fine settembre 2026 ha avviato il repowering del parco eolico di Coriscada, nei comuni galiziani di Mañón e Ortigueira. Qui vi erano 40 aerogeneratori attivi dal 1998, per una capacità complessiva di 24 MW. Saranno sostituiti da appena quattro turbine di ultima generazione da 7 MW ciascuna. La capacità installata salirà così a 28 MW, mentre la produzione annua potrà quasi raddoppiare, passando da 47 a 83,9 GWh. Il progetto spagnolo mostra come l’innovazione tecnologica possa aumentare sensibilmente la produttività di un impianto riducendo allo stesso tempo il numero delle infrastrutture. Endesa conterrà così anche l’impatto visivo del parco sul territorio e ne migliorerà efficienza e sicurezza operativa.

Del resto, anche la gestione delle turbine dismesse segue una logica di economia circolare. Gli aerogeneratori ancora utilizzabili saranno destinati a ricambi per altri impianti Endesa o venduti a terzi, mentre i componenti non riutilizzabili saranno recuperati e valorizzati. Per le nuove turbine è stato inoltre promosso l’impiego di tecnologie prodotte interamente nell’Unione europea, contribuendo così anche al mantenimento dell’occupazione nella filiera industriale europea.

Il caso di Coriscada rappresenta una delle diverse modalità attraverso cui Enel sta portando avanti la crescita delle rinnovabili a livello internazionale. Repowering, nuovi impianti, acquisizioni di asset già operativi e ampliamento di piattaforme esistenti diventano strumenti complementari per aumentare la capacità produttiva e valorizzare gli investimenti nelle geografie considerate strategiche.

Australia

Sempre sull’eolico si è concentrata l’operazione di Enel in Australia. Potentia Energy, joint venture tra Enel e la giapponese Inpex, ha completato infatti, a settembre 2026, i lavori di costruzione dell’ampliamento del parco eolico di Warradarge, circa 260 chilometri a nord di Perth. Una volta terminato il collaudo delle nuove turbine, l’impianto conterà 81 aerogeneratori e raggiungerà una capacità complessiva di 283 MW, diventando il più grande parco eolico dell’Australia occidentale. A pieno regime potrà fornire energia rinnovabile equivalente al fabbisogno annuo di circa 164 mila famiglie.

Warradarge è uno dei progetti più significativi del portafoglio australiano di Potentia Energy. I primi 180 MW erano entrati in esercizio alla fine del 2020 e alimentano il South West Interconnected System, la principale rete elettrica dell’Australia occidentale. La piattaforma dispone oggi di circa 900 MW già in esercizio commerciale, 226 MW in costruzione e una pipeline di ulteriori 9 GW. Il piano di crescita prevede circa 3 miliardi di dollari australiani di investimenti tra il 2024 e il 2032. La presenza nel Paese risponde anche alla scelta di operare in un mercato maturo e caratterizzato da elevata stabilità regolatoria, politica, macroeconomica e valutaria.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti, invece, la crescita passa attraverso l’acquisizione di asset già in esercizio, questa volta sul fotovoltaico. Sempre a settembre 2026 Enel ha perfezionato l’acquisto da Excelsior Energy Capital di un portafoglio di impianti solari in Utah e in Tennessee per una capacità installata complessiva di 810 MW e una produzione media attesa di circa 1,6 TWh all’anno. Il corrispettivo dell’operazione è pari a circa 760 milioni di dollari.

L’acquisizione fa parte di un accordo più ampio sottoscritto nel febbraio 2026 per un portafoglio di impianti eolici e solari superiore a 1 GW, con un valore complessivo di circa 1,3 miliardi di dollari. Il closing degli ulteriori 205 MW eolici è previsto entro il quarto trimestre del 2026. Una volta completata l’operazione, il Gruppo raggiungerà in Nord America oltre 13 GW di capacità installata interamente rinnovabile tra eolico, solare e sistemi di accumulo. Il portafoglio solare acquisito si prevede inoltre che generi un effetto positivo sull’ebitda ordinario consolidato del Gruppo Enel di circa 90 milioni di dollari l’anno. L’operazione rappresenta quindi un esempio della strategia di crescita nelle rinnovabili attraverso acquisizioni brownfield nei Paesi Tier 1 in cui è in corso un sensibile aumento della domanda elettrica associato allo sviluppo di Data Center e dell’Intelligenza Artificiale.

Sudafrica

Un’altra direttrice ancora del percorso internazionale del Gruppo sulle rinnovabili arriva invece dal Sudafrica. Nei mercati extra-europei, che hanno ancora un alto potenziale di crescita, la strategia si è spostata questa volta sulla costruzione da zero di giganteschi hub energetici. Enel, infatti, qui ha inaugurato e attivato il parco eolico di Impofu nell’Eastern Cape, uno dei più grandi progetti eolici privati mai realizzati nel Paese. Il complesso ha una capacità di 336 MW e comprende tre parchi con 57 turbine da 5,9 MW ciascuna, installate su torri alte 120 metri. Per collegare l’impianto alla rete nazionale è stata inoltre realizzata una linea di trasmissione aerea di circa 120 chilometri, la più lunga linea ad alta tensione costruita da privati in Sudafrica. Impofu può produrre circa 1,2 TWh di elettricità all’anno, equivalenti al fabbisogno di circa 490 mila abitazioni, evitando oltre 1,1 milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno.

Con l’entrata in esercizio del progetto, Enel ha consolidato la propria posizione di primo operatore privato nelle energie rinnovabili nel Paese, dove è presente nella generazione dal 2011 e gestisce 15 impianti, dieci eolici e cinque fotovoltaici, per circa 1,6 GW complessivi. La pipeline di sviluppo supera inoltre i 2 GW. Il progetto sudafricano abbina alla dimensione energetica anche impatti positivi sul territorio e verso le comunità locali. Il governo sudafricano, infatti, ha riconosciuto Impofu come “Strategic Integrated Project” per la sua rilevanza nella trasformazione economica, nell’inclusione sociale e nella sostenibilità ambientale.

Spagna, Australia, Stati Uniti e Sudafrica raccontano, quindi, quattro modalità differenti ma complementari di sviluppo delle energie green: modernizzare impianti già esistenti, costruire nuova capacità, acquisire asset operativi e ampliare piattaforme già consolidate. È una combinazione che riflette l’impostazione industriale del Piano Strategico 2026-2028: accelerare la crescita nelle geografie a più alto potenziale, massimizzare la produttività del capitale e selezionare gli investimenti migliorando ulteriormente il profilo rischio-rendimento del Gruppo. Le quattro operazioni mostrano come questa traiettoria si stia già traducendo in progetti concreti su scala globale.

Dalla Galizia all’Eastern Cape dall’altra parte dell’emisfero in Sudafrica, dai grandi impianti solari statunitensi di Utah e Tennessee all’eolico a nord della Capitale dell’Australia occidentale, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo rafforza così il proprio impegno nella transizione energetica. Quattro attività in quattro continenti, diverse per caratteristiche e dimensioni, ma accomunate dagli stessi obiettivi: aumentare la produzione da fonti rinnovabili e accompagnare la decarbonizzazione dei sistemi energetici nei principali mercati internazionali, attraverso una strategia che combina crescita, innovazione tecnologica ed efficienza degli investimenti.


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