Rivalorizzare il centro storico, Pracchia: “Servono incentivi concreti e di durata adeguata”


Si è svolto ieri, giovedì 24 settembre, il primo Congresso Provinciale ASPPI Siena. Al centro dell’incontro “Siena 2035. Persone, patrimonio e futuro”, un confronto sul futuro della città storica, sul patrimonio e sulle trasformazioni che stanno interessando il commercio e il modo di vivere i centri urbani

Quale futuro per Siena e per il suo centro storico? È stata questa la domanda al centro del primo Congresso Provinciale ASPPI Siena, “Siena 2035. Persone, patrimonio e futuro”, che si è svolto ieri pomeriggio presso la sede di Confindustria Toscana Sud, in via dei Rossi.

Un appuntamento che ha messo intorno allo stesso tavolo istituzioni, rappresentanti del mondo economico e associazioni, con l’obiettivo di affrontare alcune delle principali trasformazioni che stanno interessando la città e il suo patrimonio.

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, il presidente del Consiglio comunale di Siena Davide Ciacci, il soprintendente ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo Gabriele Nannetti, l’assessora all’Ambiente, Transizione ecologica e Politiche per la sostenibilità del Comune di Siena Barbara Magi, il presidente della Camera di Commercio Arezzo-Siena Massimo Guasconi e il presidente nazionale ASPPI Alfredo Zagatti.

Il centro storico tra nuove abitudini e commercio online

Tra i temi emersi nel corso del congresso c’è quello della trasformazione del commercio e delle conseguenze che le nuove abitudini di acquisto stanno producendo sui centri urbani.

A soffermarsi sull’argomento è stato anche il direttore di Confcommercio Siena, Pracchia, che ha evidenziato come Siena sia caratterizzata da un significativo ricorso all’e-commerce.

L’acquisto online, secondo la riflessione proposta, non rappresenta soltanto un cambiamento nelle modalità di consumo, ma produce effetti anche sul territorio. Le merci acquistate attraverso le piattaforme digitali vengono infatti consegnate direttamente nelle abitazioni, modificando il rapporto tra consumatori, negozi e spazio urbano.

Un fenomeno particolarmente evidente tra le generazioni più giovani, che hanno sviluppato una maggiore familiarità con gli strumenti digitali. Una trasformazione che, secondo Pracchia, ha subito un’ulteriore accelerazione durante la pandemia, quando il lockdown e le limitazioni agli spostamenti hanno portato anche fasce della popolazione meno abituate alle tecnologie digitali a utilizzare con maggiore frequenza gli acquisti online.

Il risultato è stato un cambiamento delle abitudini che, una volta terminata l’emergenza sanitaria, non è semplicemente tornato ai livelli precedenti.

Dai negozi tradizionali ai nuovi modelli di consumo

Nel suo intervento Pracchia ha richiamato anche l’esempio del settore musicale, utilizzandolo come simbolo di una trasformazione che ha portato alla progressiva scomparsa di alcune attività commerciali tradizionali.

Il passaggio dai supporti fisici alle piattaforme digitali ha modificato radicalmente il modo di acquistare e utilizzare la musica. Un esempio che, secondo il direttore di Confcommercio Siena, può aiutare a comprendere la portata dei cambiamenti che stanno interessando anche altri settori del commercio.

La questione, quindi, non riguarda esclusivamente la sopravvivenza del singolo negozio, ma il modello complessivo della città. I negozi di vicinato e le attività commerciali contribuiscono infatti alla presenza quotidiana di persone nei centri storici, alla vivacità delle strade e alla costruzione di relazioni sociali.

Da qui la necessità, emersa nel corso dell’incontro, di interrogarsi su quali strumenti possano accompagnare la trasformazione senza perdere la funzione economica e sociale del commercio urbano.

Incentivi e credito per sostenere le nuove attività

Un altro punto sottolineato da Pracchia riguarda le politiche di sostegno alle imprese.

Per favorire l’insediamento di nuove attività, ha spiegato, sarebbero necessari incentivi concreti e di durata adeguata, rapportati ai tempi effettivi degli investimenti.

Un sostegno limitato a un solo anno, infatti, rischia di non essere sufficiente quando un’impresa deve affrontare investimenti e finanziamenti distribuiti su più anni. L’orizzonte temporale delle politiche pubbliche dovrebbe quindi tenere conto della reale durata dei progetti imprenditoriali.

Accanto agli incentivi, un tema centrale è quello dell’accesso al credito.

«Ci vuole una politica del credito», è il concetto espresso nel corso dell’intervento, con l’attenzione rivolta soprattutto alle difficoltà che le nuove attività possono incontrare nell’accesso ai finanziamenti.

Secondo Pracchia, le valutazioni sull’accesso al credito dovrebbero considerare maggiormente la sostenibilità concreta dell’investimento e le caratteristiche del progetto imprenditoriale, oltre ai criteri automatici legati agli algoritmi.

Siena 2035: patrimonio e persone

È proprio nel rapporto tra trasformazioni economiche, patrimonio e persone che si inserisce il significato del congresso ASPPI.

Pensare a Siena nel 2035 significa infatti interrogarsi non soltanto sulla conservazione del patrimonio storico e architettonico, ma anche sulle condizioni che permettono a cittadini, imprese e attività commerciali di continuare a vivere il centro storico.

La tutela del patrimonio e la vitalità economica della città diventano così questioni strettamente collegate. Un centro storico non è soltanto un insieme di edifici e monumenti da conservare, ma anche uno spazio abitato, frequentato e vissuto quotidianamente.

Da questo punto di vista, il confronto promosso da ASPPI ha posto l’attenzione su una prospettiva di lungo periodo: costruire la Siena del 2035 significa affrontare oggi le trasformazioni demografiche, economiche, ambientali e tecnologiche che stanno modificando il modo di vivere e utilizzare la città.


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