I 150.000 euro esistono, ma non sono il tetto della singola impresa: sono il tetto del progetto di Distretto, su una spesa massima di 270.000 euro (art. 9.1 del Bando). Ogni Distretto presenta una sola domanda, quindi progetto e Distretto coincidono e quella cifra si divide tra le PMI che firmano l’Accordo Operativo.
La misura sta nell’Allegato A alla DGR n. 484 del 9 giugno 2026 della Regione del Veneto, sul BUR n. 79 del 19 giugno 2026, con dotazione iniziale di 10 milioni di euro sul PR FESR 2021-2027, Azione 1.3.7. I termini si apriranno alle ore 10:00 del 22 settembre 2026 e si chiuderanno alle ore 12:00 del 12 gennaio 2027. Chi si prepara a correre il primo giorno sbaglia gara: si seleziona per punteggio, con graduatoria formata dopo la chiusura.
In sintesi: Bando Distretti del Commercio Veneto 2026 in 30 secondi
- Cosa è: fondo perduto per la rigenerazione urbana in un Distretto del commercio riconosciuto. Beneficiarie le imprese, non il Comune.
- Per chi: PMI di commercio, ristorazione e alcuni servizi, con unità operativa in uno dei 118 Distretti dell’Appendice I, in gruppi di almeno 3 imprese.
- Quanto: 150.000 euro per progetto su spesa massima di 270.000; intensità 50% sull’offerta commerciale e 100% su promozione, consulenza del Promotore e premi.
- Quando: dalle 10:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 12 gennaio 2027, procedura valutativa a graduatoria.
- Come: una sola domanda per Distretto, caricata su Fondi.RVE dal Promotore, con Accordo Operativo firmato anche dal Comune.
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150.000€Contributo massimo per progetto di Distretto
3Imprese minime nell’aggregazione
118Distretti ammessi sui 185 riconosciuti
| Voce | Cosa prevede il Bando | Articolo |
|---|---|---|
| Atto e programma | Allegato A alla DGR n. 484 del 09/06/2026, BUR n. 79 del 19/06/2026; PR FESR 2021-2027, Azione 1.3.7 | Art. 1 |
| Dotazione | 10.000.000 euro iniziali, incrementabili, fino a esaurimento | Art. 2 |
| Beneficiari e domanda | PMI riunite con l’Accordo Operativo, almeno 3 per Distretto; presenta il Promotore, non beneficiario | Artt. 4.1, 5.1 e 5.3 |
| Contributo e spesa | 150.000 euro per progetto; spesa da 45.000 a 270.000 euro, almeno 15.000 per impresa | Artt. 9.1, 9.2 e 9.4 |
| Intensità e regime | 50% sviluppo dell’offerta, 100% valorizzazione e premi; de minimis Reg. UE 2023/2831, massimale 300.000 euro in tre anni | Artt. 9.1, 9.5 |
| Spese ammissibili | Solo dalla data della domanda al 3 ottobre 2028, senza proroghe | Art. 7.5 |
| Termini e procedura | Dalle 10:00 del 22/09/2026 alle 12:00 del 12/01/2027 su Fondi.RVE; graduatoria, istruttoria in 120 giorni | Artt. 11.2, 12.1 e 12.3 |
| Conclusione e saldo | Progetto concluso entro il 3 ottobre 2028; rendicontazione e richiesta di saldo entro le 12:00 del 31 ottobre 2028; liquidazione entro 80 giorni dalla richiesta | Artt. 6.2, 14.4 e 14.14 |
Rientri o resti fuori: i sette controlli del bando Distretti del Commercio
I riferimenti sono all’Allegato A alla DGR n. 484 del 9 giugno 2026, pubblicata sul BUR n. 79 del 19 giugno 2026. Verifica del 21 settembre 2026: le domande si presentano dalle 10:00 del 22 settembre 2026 e nessun atto ha modificato il bando.
| Controllo | Rientri se | Resti fuori se |
|---|---|---|
| Aggregazione | L’aggregazione conta almeno 3 PMI dello stesso Distretto, senza partecipazioni reciproche, riunite con l’Accordo Operativo (artt. 5.1 e 5.2) | Le imprese sono meno di 3, o fra loro ci sono partecipazioni reciproche. Il minimo vale fino al saldo: se l’aggregazione scende sotto le 3 imprese, la revoca colpisce tutte (art. 15.2, lettera f) |
| Distretto | L’unità operativa sta in uno dei 118 Distretti dell’Appendice I. Chi non l’ha ancora può indicare una sede presunta e aprirla entro la prima domanda di pagamento, pena la revoca, rinunciando ai punti per Distretto territoriale, ZLS e montagna (criteri E, H e I; artt. 3.2 e 4.1, lettera b) | Il Distretto non è nell’Appendice I. Il riconoscimento non basta: la platea sono i Distretti nuovi e quelli già riconosciuti ma non finanziati dal bando 2023 (DGR 956/2023), quindi chi è stato finanziato allora resta fuori |
| Firma del Comune | L’Accordo Operativo è sottoscritto anche dal Comune, o dal Comune capofila nei Distretti territoriali (art. 5.1) | Il Comune non firma: la domanda non è ammissibile |
| Codice ATECO | Il codice ATECO 2025, primario o secondario, dell’unità operativa in cui si realizza l’intervento è fra quelli dell’art. 4.1, lettera d), e risulta da visura | Il codice è fuori elenco, o cade nei gruppi esclusi 46.1, 47.9 e 56.4 |
| Apertura al pubblico | L’unità operativa ha accesso diretto del pubblico (art. 4.1, lettera g) | L’attività si svolge soltanto online |
| Fatturato | La spesa preventivata è inferiore al fatturato della voce A.1 dell’ultimo bilancio depositato o dell’ultima dichiarazione dei redditi; per le imprese nuove conta il fatturato previsionale attestato da un commercialista (art. 4.1, lettera h) | La spesa preventivata è pari o superiore al fatturato |
| Una domanda per Distretto | La domanda del tuo Promotore è la prima presentata per quel Distretto (art. 4.4) | Per lo stesso Distretto è già arrivata un’altra domanda: il Bando prende in considerazione soltanto la prima |
Il criterio che decide davvero sta fuori dall’impresa, ed è il Distretto. Una PMI può avere il codice ATECO giusto, l’accesso diretto del pubblico e il fatturato in regola, e restare fuori lo stesso: se il suo Distretto non è fra i 118 dell’Appendice I, se il Comune non firma l’Accordo Operativo, o se per lo stesso Distretto un altro Promotore presenta prima. Sono tre verifiche da chiudere a livello di Distretto, prima di chiedere i preventivi. Ed è l’unico caso in cui l’ordine d’invio conta: fra Distretti diversi la graduatoria si forma per punteggio dopo la chiusura del 12 gennaio 2027 (art. 12.1).
Cos’è il bando e chi fa che cosa
Il bando finanzia il rilancio del commercio urbano nei Distretti riconosciuti ai sensi dell’articolo 8 della legge regionale 50/2012. Il testo che conta è l’Allegato A alla DGR 484/2026, 58 pagine: si scarica il testo integrale del Bando in formato PDF. Gli altri canali europei aperti in regione sono nella nostra guida ai canali dei fondi europei in Veneto per le imprese.
Il denaro va alle PMI, che però non presentano domanda da sole: si riuniscono in almeno 3 imprese dello stesso Distretto, firmano l’Accordo Operativo (Allegato B) e affidano la presentazione al Promotore, componente del partenariato iscritto al Registro Imprese o al REA che fornisce professionalmente servizi alle imprese. Il Promotore non è ammissibile al contributo (art. 5.3): la sua è consulenza fatturata alle imprese.
Il Comune non è beneficiario, ma può bloccare tutto: l’Accordo Operativo deve essere sottoscritto dal Comune, o dal capofila nei Distretti territoriali, pena la non ammissibilità della domanda (art. 5.1). Accordarsi tra vicini di vetrina non basta: quella firma è un atto dell’ente, da mettere in calendario prima dei preventivi. Il Comune riceve denaro solo se anticipa le spese di promozione per conto delle imprese: in quel caso il Promotore gli trasferisce la quota corrispondente del contributo (artt. 5.6 e 13.1, lettera aa).
Attenzione. Il partenariato del Distretto preesiste al bando. Quella che si costruisce adesso è l’aggregazione delle almeno 3 PMI, numero da mantenere fino al saldo: se scende sotto la soglia la revoca colpisce tutto il gruppo (art. 15.2).
Requisiti di accesso: chi rientra e chi resta fuori
Requisiti in sintesi, con l’articolo del Bando
| Requisito | Cosa chiede la norma | Fonte |
|---|---|---|
| Chi presenta, chi riceve | Presenta il Promotore, solo su Fondi.RVE, per un’aggregazione di almeno 3 PMI dello stesso Distretto (Allegato I al Reg. UE 651/2014), senza partecipazioni reciproche. Il contributo va alle imprese: il Promotore non è ammissibile | Allegato A alla DGR 484/2026, artt. 4.1 lett. a), 5.1, 5.2, 5.3 e 11.1 |
| Firma del Comune | Accordo Operativo sottoscritto anche dal Comune, o dal Comune capofila nei Distretti territoriali, pena la non ammissibilità della domanda | Art. 5.1 |
| Distretto e sede | Unità operativa in uno dei 118 Distretti dell’Appendice I; ammessa la sede presunta, da aprire entro la prima domanda di pagamento | Artt. 3.2 e 4.1 lett. b); Appendice I |
| Attività | ATECO 2025 dell’unità operativa: G (esclusi 46.1 e 47.9), I.56 (escluso 56.4), O.77.1, O.77.2, O.79.1, S.93.13.09, T.96.10.2, T.96.2, T.96.30.01, T.96.99.12, T.96.99.91; accesso diretto del pubblico, esclusa l’attività solo online | Art. 4.1 lett. d) e g) |
| Iscrizione, DURC, polizza | Iscrizione «Attiva» al Registro Imprese o all’Albo artigiani; nessuna liquidazione giudiziale, concordato o procedura del D.Lgs. 14/2019; DURC regolare e polizza catastrofale alla domanda o, al più tardi, alla concessione | Art. 4.1 lett. c) ed e); art. 4.2 lett. c) e d) |
| Spesa | Almeno 15.000 euro per impresa e al massimo 270.000 per progetto; in rendicontazione almeno il 70% del riconosciuto e non meno di 45.000. Promozione collettiva obbligatoria, da 15.000 a 40.000 euro per progetto e almeno 1.500 per impresa | Artt. 7.2 lett. g), 7.4, 9.1, 9.2 e 9.4 |
| Contributo e regime | 50% sulle lettere da a) a e), 100% su consulenza del Promotore, promozione e premi (lettere f, g, h); massimo 150.000 euro per progetto, senza tetto per la singola impresa; de minimis Reg. (UE) 2023/2831, 300.000 euro nell’arco di tre anni | Artt. 9.1 e 9.5 |
| Periodo e finestra | Spese sostenute e pagate dalla domanda al 3 ottobre 2028, senza proroghe; domande dalle 10:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 12 gennaio 2027 | Artt. 7.5 e 11.2 |
Questa tabella si può citare liberamente indicando la fonte: Incentivimpresa, Bando Distretti del Commercio Veneto 2026, riferimenti all’Allegato A alla DGR n. 484 del 9 giugno 2026, verifica del 21 settembre 2026. Il conto che si sbaglia più spesso: il Bando non fissa un tetto per la singola impresa, i 150.000 euro sono il tetto del progetto, e nei tre scenari calcolati più sotto la media per impresa va da 11.745 a 14.525 euro; arriva a 50.000 euro solo nel caso limite di tre imprese con 251.000 euro di spesa. Le misure regionali per chi resta fuori, il Veneto Artigiano 2026, il Club di Prodotto per le reti turistiche e il Fondo Veneto Competitività, sono nella sezione sulle alternative.
Requisiti soggettivi e territoriali
Servono micro, piccole o medie imprese ai sensi dell’Allegato I al Reg. UE 651/2014: iscrizione “Attiva” al Registro Imprese, nessuna liquidazione giudiziale né procedura di regolazione della crisi (D.Lgs. 14/2019), DURC regolare, polizza catastrofale ex art. 1, comma 101, della legge 213/2023. Fuori le imprese iscritte come impresa agricola nella sezione speciale del Registro (art. 4.2).
L’unità operativa deve stare in un Distretto elencato nell’Appendice I, dal progressivo 1 di Adria al 118 di Zevio: in Veneto ne sono riconosciuti 185, quindi il riconoscimento non basta: restano fuori i Distretti già finanziati dall’edizione 2023 (DGR 956/2023), come dice la premessa della DGR 484/2026. Dalla localizzazione dipendono ammissibilità e punti su Distretto territoriale, ZLS e montagna, i criteri E, H e I: chi non ha ancora l’unità operativa nel Distretto può indicare una sede presunta e aprirla entro la prima domanda di pagamento, pena la revoca, ma rinuncia a quei punti (artt. 3.2 e 4.1, lettera b). Il commercio su aree pubbliche entra con un posteggio nel Distretto. L’articolo 4 taglia i progetti sovradimensionati: la spesa preventivata deve risultare inferiore al fatturato della voce A.1 dell’ultimo bilancio depositato (art. 4.1, lettera h).
I codici ATECO, uno per uno
Conta il codice ATECO 2025, primario o secondario, dell’unità operativa dove si realizza l’intervento, come risulta da visura (art. 4.1, lettera d). Il perimetro non si legge per famiglie larghe:
- Sezione G, commercio all’ingrosso e al dettaglio, con esclusione dei gruppi 46.1 e 47.9;
- I.56, servizi di ristorazione, con esclusione del gruppo 56.4;
- O.77.1, O.77.2 e O.79.1;
- S.93.13.09;
- T.96.10.2, T.96.2, T.96.30.01, T.96.99.12, T.96.99.91.
Al codice si somma un filtro fisico: ammesse solo le attività in unità operative con accesso diretto del pubblico (art. 4.1, lettera g), e chi vende soltanto online resta fuori.
Quanto si ottiene: l’aritmetica lato impresa
Il contributo somma due intensità: 50% sullo sviluppo dell’offerta commerciale (lettere da a a e), 100% su consulenza del Promotore, promozione collettiva e premi. La copertura media sta sopra il 50% e scende quando cresce il peso degli investimenti materiali. Sulla singola impresa non c’è tetto: contano il tetto di progetto, la spesa minima per impresa e il de minimis. Tre scenari sugli articoli 7 e 9, costi indiretti inclusi:
| Scenario | Imprese | Spesa | Contributo | Copertura | Media per impresa |
|---|---|---|---|---|---|
| A. Al minimo: 7.000 euro di beni a testa, promozione 15.000, consulenza 9.000 | 3 | 46.470 euro | 35.235 euro | 75,8% | 11.745 euro |
| B. Intermedio: 15.000 euro di beni a testa, promozione 30.000, consulenza 9.000 | 6 | 135.300 euro | 87.150 euro | 64,4% | 14.525 euro |
| C. Al tetto: 200.000 euro di beni, promozione 40.000, consulenza 13.000 | 12 | 267.000 euro | 150.000 euro, con il tetto che taglia 10.000 | 56,2% | 12.500 euro |
I conti sono nostri, e lo scenario C mostra dove il tetto morde: oltre i 247.000 euro circa di spesa così strutturata ogni euro in più non porta contributo.
Con tre sole imprese al tetto la media salirebbe a 50.000 euro a testa, ma servirebbero oltre 80.000 euro di spesa per ciascuna e sul criterio C si prenderebbero 2 punti invece di 8. Più imprese entrano, più sale il punteggio e meno prende ciascuna: per un Distretto che parte oggi l’aggregazione larga conviene quasi sempre, perché un contributo basso su una domanda finanziata vale più di uno alto fuori graduatoria.
Spese ammissibili, tetti e voci escluse
| Voce | Cosa comprende | Tetto | Intensità |
|---|---|---|---|
| a) Beni strumentali | Macchinari, hardware, attrezzature, arredo, nuovi di fabbrica; esclusi cellulari e smartphone | Nessuno per impresa | 50% |
| b) Software, siti web, e-commerce | Escluse manutenzione e assistenza; sito attivo alla rendicontazione; due preventivi | 20.000 euro per impresa | 50% |
| c) Edilizia e impianti | Opere murarie di manutenzione ordinaria e straordinaria (art. 3, comma 1, lettere a e b, DPR 380/2001), impianti, videosorveglianza, insegne, dehors, tende, colonnine di ricarica; esclusa la sola messa a norma | Nessuno per impresa | 50% |
| d) Fonti rinnovabili | Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermico | 10.000 euro per impresa | 50% |
| e) Costi indiretti | Forfettari, art. 54 del Reg. UE 2021/1060; nessun documento in rendicontazione | 7% delle lettere a) fino a d) | 50% |
| f) Consulenza del Promotore | Assistenza tecnico specialistica, IVA inclusa | 9.000 euro fino a 7 imprese, più 1.000 per ognuna in più, massimo 13.000 | 100% |
| g) Promozione del Distretto | Marketing territoriale, eventi nel centro storico, digitalizzazione; solo collettiva | Da 15.000 a 40.000 euro a progetto, almeno 1.500 per impresa | 100% |
| h) Premi per garanzie e assicurazioni | Fideiussione sull’anticipo e polizze catastrofali stipulate dopo la domanda | 6.000 euro per impresa | 100% |
I costi indiretti al 7% alzano la spesa ammissibile senza esborso né giustificativi: circa 3,5 punti di copertura in più sulle lettere da a) a d). Le spese per Google Ads non sono ammissibili (nota 8 al Bando), mentre SEO e marketing digitale collegati al sito o all’e-commerce restano dentro.
Consiglio operativo. La promozione è obbligatoria e va imputata a tutte le imprese, almeno 1.500 euro ciascuna. Da 25.000,01 euro in su vale 2 punti invece di 1 sul criterio B ed è coperta al 100%: l’unico punto che si compra senza denaro proprio.
Restano fuori le lettere c) e d) sugli immobili a destinazione residenziale o prevalentemente residenziale (art. 4.3). La regola che costa di più: ammissibili solo le spese sostenute e pagate dopo la domanda, fino al 3 ottobre 2028. Chi ha già comprato l’arredo non recupera nulla, e un progetto già completato alla data della domanda non è ammissibile (art. 6.3).
Come si presenta la domanda e come si costruisce il punteggio
- Verifica Distretto e codici: Appendice I, ATECO dell’unità operativa, accesso del pubblico, fatturato superiore alla spesa preventivata.
- Costruisci l’aggregazione: almeno 3 PMI dello stesso Distretto, senza partecipazioni reciproche, con Accordo Operativo firmato dal Comune.
- Accreditati su Fondi.RVE: la domanda passa solo dal sistema informativo dei fondi della Regione del Veneto, e l’accreditamento si fa prima, non alla scadenza.
- Prepara il fascicolo: relazione tecnico descrittiva (Allegato C) firmata dal Promotore, liberatoria audio video, polizza catastrofale o impegno a stipularla, due preventivi per la lettera b), documenti per i criteri D e da L a Q, bollo da 16 euro.
- Firma e invia: la domanda si scarica da Fondi.RVE e si firma digitalmente senza rinominare né sovrascrivere il file.
Attenzione. Dopo la presentazione non è consentita alcuna integrazione dei documenti obbligatori (art. 11.6): resta solo la regolarizzazione delle dichiarazioni ex art. 71, comma 3, del DPR 445/2000, entro 10 giorni. Un documento a supporto del punteggio dimenticato non si recupera.
Alla chiusura si forma la graduatoria provvisoria per punteggio automatico e le domande si istruiscono in ordine decrescente, nei limiti della dotazione (art. 12.1). L’istruttoria si chiude entro 120 giorni: il conto porta al 12 maggio 2027. A parità prevale il progetto con più imprese, poi quello con più imprese a prevalente partecipazione femminile.
Pesa più di tutto il numero di imprese (criterio C): 2 punti con 3 imprese, 4 da 4 a 7, 6 da 8 a 11, 8 oltre 11. Seguono qualità della proposta e voucher di conciliazione vita lavoro (fino a 4 ciascuno), almeno due imprese giovanili e due femminili (3 ciascuno), luoghi storici del commercio (2,5), Distretto territoriale, ZLS e montagna (2 ciascuno), spesa di promozione (1 o 2), rating di legalità e UNI/PdR 125:2022 (1 ciascuno), certificazioni ISO ed EMAS (0,4 ciascuna). La somma dei massimi fa 36,5 punti, ed è un conto nostro: il Bando non pubblica il totale né una soglia minima di finanziabilità. Vale poi l’art. 12.5: se a rendicontazione mancano gli interventi corrispondenti ai criteri dichiarati, il punteggio viene ricalcolato, e se scende sotto il punteggio dell’ultimo progetto finanziato in graduatoria scattano decadenza e revoca totale (art. 15.2 lett. c). La soglia, quindi, non è un numero scritto nel Bando: la fissa la graduatoria.
Il calendario del bando, dalla domanda al saldo
| Passaggio | Quando | Fonte |
|---|---|---|
| Domande | Dalle 10:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 12 gennaio 2027, su Fondi.RVE, presentate dal Promotore | Allegato A alla DGR 484/2026, artt. 11.1 e 11.2 |
| Istruttoria e graduatoria | Entro 120 giorni dalla chiusura, quindi entro il 12 maggio 2027; il decreto con gli elenchi esce sul BUR | Artt. 12.3 e 12.6 |
| Anticipo | Richiesta dal trentesimo al centottantesimo giorno dalla pubblicazione sul BUR del decreto di ammissione, fino al 40% del contributo della singola impresa, con fideiussione al 100% | Art. 14.2 |
| Acconto | Richiesta dalle 10:00 del 15 settembre 2027 alle 12:00 del 16 maggio 2028, per almeno il 50% del contributo del progetto | Art. 14.3 |
| Fine del progetto | Entro il 3 ottobre 2028, termine perentorio: le spese si chiudono alla stessa data, senza proroghe | Artt. 6.2 e 7.5 |
| Rendicontazione e richiesta di saldo | Entro le 12:00 del 31 ottobre 2028 | Artt. 6.2 e 14.4 |
| Pagamento di acconto e saldo | Entro 80 giorni dalla richiesta, istruttoria compresa | Art. 14.14 |
| Vincoli | Per 3 anni dal saldo: unità operativa nel Distretto, requisiti e investimenti mantenuti, divieto di alienazione | Artt. 13.1 e 15.4 |
Le date vanno prese dall’Allegato A, non dalla scheda sintetica di due pagine caricata sulla pagina del bando il 13 luglio 2026, che indica la conclusione dei progetti al 3 ottobre 2027, l’Obiettivo specifico 1.1 invece dell’1.3 e la promozione con «min. 15.000 e max 15.000» invece del massimo di 40.000 euro. Anche il catalogo nazionale va letto con attenzione: scrive «Da 15.000 € a 270.000 €» di spesa ammessa, cioè il minimo per impresa accanto al massimo per progetto. Verifica del 21 settembre 2026.
Dopo l’approvazione: erogazioni, vincoli e revoche
Il decreto con gli elenchi di ammissibili, inammissibili e domande non istruite per esaurimento fondi esce sul BUR. Da lì tre finestre: l’anticipo fino al 40% del contributo della singola impresa, chiesto dal Promotore dal trentesimo al centottantesimo giorno dalla pubblicazione sul BUR del decreto di ammissione (art. 14.2), con fideiussione al 100%; l’acconto dal 15 settembre 2027 al 16 maggio 2028, per almeno il 50% del contributo di progetto; il saldo, da chiedere con la rendicontazione entro le 12:00 del 31 ottobre 2028. Acconto e saldo si liquidano entro 80 giorni dalla richiesta (art. 14.14). Il Promotore ripartisce il denaro entro 30 giorni dall’accredito e ne dà prova alla Regione entro i 30 successivi; non può essere sostituito fino alla fine della rendicontazione, pena revoca per tutte.
La spesa rendicontata deve valere almeno il 70% del riconosciuto e non meno di 45.000 euro; tra il 60% e il 70% il contributo scende del 2%, tra il 50% e il 60% del 5%, e una domanda tardiva costa l’1% al giorno fino a 20 giorni. Sulle somme da restituire corrono interessi al tasso BCE, più 5 punti se la causa è imputabile al beneficiario, e il credito gode del privilegio dell’art. 17, comma 6, del D.Lgs. 184/2025. Restano i vincoli dei 3 anni dal saldo: unità operativa nel Distretto, requisiti e investimenti mantenuti, divieto di alienazione.
Come si tassa e come si contabilizza il contributo
Il Bando non disciplina il trattamento fiscale e non nomina la ritenuta: vale la disciplina ordinaria, voce per voce, perché convivono due nature di contributo.
- La quota su beni strumentali, lavori, impianti e rinnovabili (lettere a, c, d) è contributo in conto impianti: risconto passivo lungo la vita utile del bene o riduzione diretta del costo storico (OIC 16), con il reddito che segue il ritmo degli ammortamenti.
- La quota su consulenza, promozione, premi e software non capitalizzato è contributo in conto esercizio: voce A5, concorre al reddito quando il diritto diventa certo, cioè con il decreto di concessione, e rileva ai fini IRAP: i contributi erogati in base a norma di legge, salvo quelli correlati a costi indeducibili, concorrono in ogni caso al valore della produzione (art. 5, comma 3, del D.Lgs. 446/1997 per le società di capitali; art. 5-bis, comma 1, per società di persone e imprese individuali).
- Ritenuta del 4%: l’art. 28, comma 2, del DPR 600/1973 la impone sui contributi delle Regioni alle imprese, esclusi quelli per l’acquisto di beni strumentali. Sulla quota per beni e impianti quindi la ritenuta non si applica, su quella in conto esercizio sì; per le opere edili della lettera c), che non sono acquisto di beni, la qualificazione va verificata con il commercialista. Dal 1° gennaio 2027 la regola sta all’art. 43, comma 2, del D.Lgs. 33/2025, e tutte le erogazioni di questo bando cadranno oltre quella data.
- IVA: gli importi delle lettere f) e g) sono comprensivi di IVA. Per tutte le altre voci l’IVA non è ammissibile, nemmeno se indetraibile (art. 8.3, lettera a): il 50% si calcola sull’imponibile.
Due obblighi contabili non sono formalità: contabilità separata o codice contabile dedicato (art. 7.6) e CUP sui giustificativi. Il CUP è condizione di ammissibilità della fattura, integrabile con il servizio «Fatture e Corrispettivi» dell’Agenzia delle Entrate (art. 7.5); la contabilità separata è un obbligo del beneficiario (artt. 7.6 e 13.1, lettera o). Il trattamento contabile e fiscale del transito dal Promotore alle imprese il Bando non lo regola: fissa solo i tempi, 30 giorni dall’accredito per ripartire il denaro e i 30 successivi per darne prova alla Regione (artt. 5.3, lettera f, e 13.1, lettera l). Il Promotore non è beneficiario e quella somma non è un suo ricavo, ma la movimentazione va concordata con il commercialista prima dell’accredito.
Cumulabilità, de minimis e alternative
Il contributo è concesso in de minimis (Reg. UE 2023/2831), massimale 300.000 euro nell’arco di tre anni su base mobile per impresa unica. Se il concedibile supera il residuo si riduce in proporzione, fermo il minimo di 15.000 euro di spesa per impresa (artt. 9.5 e 9.6). Il cumulo è ammesso con agevolazioni che non sono aiuti di Stato entro il valore del bene, e con altri aiuti di Stato entro l’intensità o l’importo più elevati fissati da un regolamento di esenzione o da una decisione della Commissione (art. 5 del Reg. UE 2023/2831, art. 10.2 del Bando), con riduzione se si supera il 100% delle spese ammesse. Il divieto secco riguarda il PNRR: nessun cumulo sulle stesse spese (art. 10.4).
Attenzione. Il plafond de minimis si verifica impresa per impresa, non sull’aggregazione. Prima di firmare l’Accordo Operativo ciascun partecipante controlla il proprio residuo sul Registro Nazionale Aiuti di Stato: chi ha il massimale quasi esaurito riduce la quota, ma resta tenuto a realizzare il progetto approvato, senza difformità e per almeno il 70% della spesa (artt. 13.1, lettera d, e 9.4).
Chi resta fuori ha alternative. Gli artigiani hanno il Bando Il Veneto Artigiano 2026 per le imprese artigiane, le reti del turismo il Club di Prodotto Veneto 2026 per le reti di imprese turistiche, chi investe da solo il Fondo Veneto Competitività, sezione Transizione. Se nessuna combacia, restano i contributi a fondo perduto con i termini aperti.
Errori comuni da evitare
- Trattare i 150.000 euro come un massimale per impresa: è il tetto del progetto.
- Non coinvolgere il Comune: senza la sua firma sull’Accordo Operativo la domanda è inammissibile.
- Sostenere spese prima della domanda: niente di fatturato o pagato prima dell’invio è ammissibile, e Google Ads resta escluso anche dopo.
- Trascurare le soglie: 45.000 euro di progetto, 15.000 per impresa, 15.000 di promozione complessiva e 1.500 per impresa; sotto quelle cifre a rendiconto si revoca.
- Prendere i numeri dalla scheda sintetica: le due pagine della scheda sintetica, caricate sulla pagina del bando il 13 luglio 2026, non sono allineate all’atto, perché riportano un obiettivo specifico diverso, una conclusione anticipata di un anno e un massimo di promozione pari al minimo. Vale l’Allegato A.
Domande frequenti (FAQ)
I 150.000 euro sono per impresa o per progetto?
Per progetto (art. 9.1), su una spesa massima di 270.000 euro. Un Distretto, una domanda: il tetto si ripartisce con l’Accordo Operativo.
Un’impresa può presentare domanda da sola?
No. Serve un’aggregazione di almeno 3 imprese dello stesso Distretto, senza partecipazioni reciproche, e presenta il Promotore.
Il Promotore riceve il contributo?
No, il Bando lo esclude dai soggetti ammissibili (art. 5.3). Fattura alle imprese la consulenza, coperta al 100% entro 9.000 euro fino a 7 imprese e fino a 13.000.
Il Comune prende una parte dei fondi?
Non come beneficiario: la sua sottoscrizione dell’Accordo Operativo è condizione di ammissibilità (art. 5.1), ma il contributo va alle imprese. Riceve denaro solo se anticipa le spese di promozione per conto delle imprese: in quel caso il Promotore gli trasferisce la quota corrispondente del contributo (artt. 5.6 e 13.1, lettera aa).
Conviene presentare la domanda il primo giorno?
Non cambia nulla: la selezione è valutativa a graduatoria. L’ordine conta solo se su uno stesso Distretto arrivasse più di una domanda: allora vale la prima presentata (art. 4.4).
Quanto deve spendere ogni impresa partecipante?
Almeno 15.000 euro, anche a rendicontazione, pena la perdita della sua quota. Dentro quella cifra servono almeno 1.500 euro di promozione.
Le spese già sostenute rientrano?
No. Contano solo quelle sostenute e pagate tra la domanda e il 3 ottobre 2028: fa fede la data della fattura o quella del pagamento se successiva.
Il contributo è tassato e subisce la ritenuta del 4%?
Il Bando non lo disciplina. La quota per beni e impianti segue il bene e non subisce ritenuta, perché la norma esclude i contributi per l’acquisto di beni strumentali (art. 28, comma 2, del DPR 600/1973); per le opere edili della lettera c) la qualificazione va verificata con il commercialista. La quota in conto esercizio è ricavo, rileva ai fini IRAP e sconta il 4%, dal 1° gennaio 2027 per effetto dell’art. 43, comma 2, del D.Lgs. 33/2025.
Che cosa succede se un’impresa esce dall’aggregazione?
Le variazioni si comunicano almeno 90 giorni prima della conclusione e nessuna è ammessa tra la presentazione e la graduatoria definitiva. Sotto le 3 imprese la revoca è totale. Chi è presente in due Distretti può aderire a entrambe le aggregazioni (art. 4.5).
Quando si conoscono gli esiti e quando arrivano i soldi?
Entro 120 giorni dalla scadenza, quindi entro il 12 maggio 2027 (art. 12.3). Poi si chiedono i pagamenti: l’anticipo dal trentesimo al centottantesimo giorno dalla pubblicazione del decreto di ammissione, l’acconto tra il 15 settembre 2027 e il 16 maggio 2028, ed entro il 31 ottobre 2028 la rendicontazione con la richiesta di saldo. Acconto e saldo si liquidano entro 80 giorni dalla richiesta (art. 14.14).
Come procedere: i prossimi passi
Il lavoro pesante sta prima del 22 settembre: Appendice I, ATECO dell’unità operativa, il Comune da sentire prima dei colleghi, gli ordini fermi fino all’invio. Il Bando e gli allegati del DDR 246/2026 stanno sulla pagina del bando sul portale della Regione del Veneto.
Vuoi sapere quanto vale il progetto del tuo Distretto e come ripartire il contributo tra le imprese? Compila il form in alto alla pagina: ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa.
Fonte ufficiale: Regione del Veneto, Bando a supporto di progetti finalizzati alla rigenerazione urbana e alla ripresa economica nell’ambito dei distretti del commercio, Anno 2026, Allegato A alla DGR n. 484 del 09/06/2026, pubblicata sul BUR della Regione del Veneto n. 79 del 19 giugno 2026.
Scheda di catalogo: Regione Veneto, bando distretti del commercio, Anno 2026, Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
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