È GIUSTO INFORMARE
MAURO PILI « SARDO LIBERO ~ Sindaco Iglesias 1993-99 ~ Pres.Reg.Sarda 1999, 2001-03 ~ Deputato 2006-18 ~ Giornalista prof.
lo scrivo con non poca emozione dopo quasi dieci anni di denunce, di processi, di udienze, di condanne, di carte, di tentativi di fermarmi il mio calvario giudiziario contro Abbanoa ieri notte è finito!✅
la Corte Suprema di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Cagliari perché il fatto non costituisce reato non ci sarà un altro processo, non ci sarà un’altra Corte chiamata a giudicarmi la condanna è rasa al suolo, per sempre
LA CASSAZIONE HA ANNULLATO SENZA RINVIO LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI CAGLIARI: IL FATTO NON COSTITUISCE TEATO
è una vittoria senza appello
due sentenze di condanna travolte in un colpo solo dalla decisione definitiva della Suprema Corte di Cassazione!
sono arrivato all’ultimo grado di giudizio senza arretrare di un centimetro, senza rinnegare una parola, senza concedere sconti a nessuno e la Cassazione ha pronunciato esattamente la formula che avevamo chiesto: annullamento senza rinvio perché il fatto non costituisce reato
questa storia non nasce da una questione personale
nasce da una delle più imponenti battaglie civili e giudiziarie mai combattute in Sardegna a tutela degli utenti di un servizio pubblico, quello idrico
nasce da oltre 106 milioni di euro di conguagli Abbanoa chiesti ai cittadini sardi illegalmente e illecitamente
nasce da centinaia di migliaia di bollette da famiglie esasperate, da sale piene in ogni angolo della Sardegna da una mobilitazione senza precedenti e da una class action alla quale aderirono oltre 25.000 persone
una battaglia durata quasi dieci anni anche davanti al Tribunale di Cagliari
una battaglia che ho, che abbiamo, portato fino in fondo mentre contestavo quelle pretese e quella gestione sono stato denunciato per diffamazione dai vertici di Abbanoa che volevano in ogni modo fermarmi!
hanno provato a trasformare le mie parole, certamente durissime, in un reato penale, solo per fermarmi
sono stato condannato in primo grado, condannato di nuovo in appello
sapevo, però, in cuor mio che si trattava di sentenze ingiuste e radicalmente errate sul piano sostanziale e giuridico, ma in silenzio le ho rispettate!
avrei potuto fermarmi, avrei potuto arrendermi non l’ho fatto, mai
RESISTERE — INSISTERE — NON ARRENDERSI
questa è stata la mia risposta, ho resistito quando tacere sarebbe stato più semplice, ho insistito quando due sentenze avevano travisato fatti e sostanza giuridica, sono andato avanti quando qualcuno era convinto che il peso di un processo penale sarebbe bastato a piegarmi e sono arrivato fino alla Corte Suprema di Cassazione, a viso aperto, con la schiena dritta
ho combattuto contro una gestione che ho ritenuto inadeguata, arrogante e aggressiva verso i sardi
ho combattuto con gli strumenti che avevo: le carte, i documenti, le assemblee le iniziative giudiziarie, la denuncia pubblica
dall’altra parte c’era una società che gestisce un servizio pubblico essenziale, con mezzi e risorse incomparabilmente superiori ai miei io avevo una sola certezza: nessun cittadino deve abbassare la testa davanti al potere quando ritiene di subire un’ingiustizia nessuno!
ieri, vergognosamente, Abbanoa era ancora lì, davanti alla Corte di Cassazione, per chiedere di condannarmi penalmente ed economicamente!
si era costituita ancora una volta contro di me e aveva persino depositato la propria ennesima nota spese che adesso dovranno pagare coloro che hanno nominato i legali!
pensavano di arrivare fino all’ultimo atto di questa vicenda chiedendomi anche il conto poi è arrivato il dispositivo, poche parole definitive:
ANNULLAMENTO SENZA RINVIO, PERCHÉ IL FATTO NON COSTITUISCE REATO

non provo vendetta
provo qualcosa di molto più profondo, la consapevolezza di non essermi piegato di non aver abbassato la schiena quando sarebbe stato comodo farlo di aver continuato a credere che difendere le proprie idee, assumendosene fino in fondo la responsabilità, abbia ancora un significato questa per me è la lezione più grande di tutta la vicenda
ci sono battaglie che si possono perdere, se ne possono perdere anche due di seguito si può cadere, si può essere condannati, si può attraversare per anni un calvario giudiziario
ma finché esiste ancora un giudice davanti al quale far valere le proprie ragioni, arrendersi non è obbligatorio io non mi sono arreso, sono arrivato fino all’ultimo giudice e dall’ultimo giudice è arrivata la parola definitiva
questa vittoria, però, non è soltanto mia porta il nome di chi mi ha difeso con competenza, rigore e determinazione
il mio primo ringraziamento va all’avvocato professor Benedetto Ballero, che ieri ha svolto l’arringa finale davanti alla Corte Suprema di Cassazione un’arringa puntuale, essenziale, efficace nessun artificio
dritta al cuore giuridico di questa vicenda e delle ragioni che avevamo sottoposto alla Suprema Corte
un sincero ringraziamento all’avvocato Maurizio Scarpato, che ha seguito questa vicenda sin dal primo giorno
ha attraversato con me ogni fase, ogni udienza, ogni difficoltà, ogni passaggio di questo lunghissimo percorso con competenza, tenacia e determinazione
ma il mio grazie più grande va alle migliaia di persone che in questi anni mi hanno dato fiducia
a chi ha creduto nella class action, a chi l’ha sottoscritta, a chi l’ha sostenuta, a chi ha riempito le assemblee, a chi ha aperto una sala, a chi è arrivato con la propria bolletta in mano a chi ha continuato a sostenere tutte le azioni che sono venute dopo
grazie a chi mi ha fatto sentire meno solo
anche solo con un gesto, un messaggio, una stretta di mano per strada, un semplice”non mollare” ci sono stati momenti in cui quelle due parole valevano più di qualsiasi altra cosa
per questo oggi penso soprattutto alle persone incontrate in questi dieci anni alle famiglie che arrivavano alle assemblee con le bollette strette in mano ai pensionati, ai lavoratori, agli amministratori locali, a chi aveva paura di non farcela a pagare, a chi non accettava di versare somme che riteneva ingiuste a chi ha deciso di non subire in silenzio dietro quei 106 milioni di euro non c’erano numeri, c’erano persone, dietro le oltre 25.000 adesioni non c’erano firme
ecco perché questa vittoria ha un significato che va molto oltre una sentenza è una vittoria giudiziaria ma è anche una pagina della mia vita una battaglia civica, morale, etica combattuta mettendoci la faccia quando sarebbe stato infinitamente più facile voltarsi dall’altra parte
oggi posso finalmente scriverlo HO VINTO
lo dico perché per quasi dieci anni ho portato sulle spalle questa vicenda e non ho mai smesso un solo giorno di credere nelle ragioni per cui avevo combattuto, oggi c’è una parola che sento persino più grande di vittoria
GRAZIE
grazie a chi mi ha difeso, grazie a chi mi ha sostenuto, grazie a chi ha creduto nella class action, grazie a chi ha creduto in tutte le battaglie venute dopo grazie a chi non si è fatto intimidire
🔴 resistere
🔴 insistere
🔴 non arrendersi
oggi, per me, sono dieci anni di vita, abbiamo resistito e alla fine abbiamo vinto!
sempre schiena dritta, testa alta!
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