Roma, 16 settembre 2026 – Istituire una cabina di regia nazionale per il co-investimento strategico, una sede stabile di coordinamento in grado di individuare priorità, creare un bacino di progetti investibili e associare a ciascuno di essi la combinazione più efficace di equity, debito, garanzie, capitale paziente e strumenti di mercato. È la proposta avanzata dalla Fondazione Italiana per lo Sviluppo Strategico, una piattaforma aperta tra società civile, sistema produttivo e istituzioni, per creare luoghi di confronto nei quali competenze diverse possano tradursi in proposte tecnicamente sostenibili e concretamente attuabili.
L’iniziativa è stata illustrata nel corso dell’evento “Dalla stabilità politica alla potenza produttiva. Competitività, infrastrutture, energia: le priorità per la nuova crescita”, che la Fondazione ha organizzato in collaborazione con Associazione ItaliaOggi e Officina delle Idee, presso la Camera di Commercio di Roma.
Nel corso del convegno, la Fondazione ha presentato i tre tavoli permanenti che intende avviare, coordinati dal Comitato Scientifico: «Co-investimento strategico e capitale paziente», «Energia competitiva e PPA» e «Sistema Paese e Piano Mattei». L’obiettivo è tradurre il confronto tra istituzioni, imprese e competenze in proposte operative per la crescita del Paese.
Stabilità politica e potenza produttiva
La necessità attuale è trasformare stabilità politica, risparmio, capacità industriale e strumenti pubblici già esistenti in maggiore potenza produttiva. Le risorse del PNRR hanno sostenuto un ciclo eccezionale, adesso occorre costruire un modello ordinario per mobilitare capitale pubblico e privato verso le priorità produttive del Paese. Attraverso la cabina di regia si punta allora a favorire il raccordo tra amministrazioni competenti, Cassa Depositi e Prestiti, SACE, sistema bancario, investitori istituzionali, fondi pensione e casse previdenziali, assicurazioni, fondi infrastrutturali, imprese e risparmio privato.
Garanzie pubbliche, capitale privato ed energia
Tra i temi affrontati durante il convegno, il passaggio da una logica di trasferimento pubblico a una logica di moltiplicazione del capitale. La garanzia pubblica può rendere investibili rischi che il mercato, da solo, assorbirebbe con maggiore difficoltà, senza sostituirsi al capitale privato.
Altro argomento di dibattito ha riguardato la competitività industriale italiana, che dipende in misura decisiva dalla disponibilità di energia a costi prevedibili e sostenibili, e la possibilità di impiego dei Power Purchase Agreement (PPA) come infrastruttura contrattuale da rendere accessibile non solo alle grandi imprese, ma anche a PMI, condomini e famiglie.
Capitale paziente e risparmio
L’Italia dispone di una grande massa di risparmio, ma il problema è trasformarne una quota maggiore in capitale produttivo di lungo periodo. Fondi pensione, casse, assicurazioni e altri investitori istituzionali non possono investire perché hanno obblighi fiduciari, parametri di rischio-rendimento e necessità di liquidità e diversificazione. Occorre, quindi, costruire progetti bancabili, governance trasparenti, strutture finanziarie standardizzate e un’adeguata allocazione dei rischi.
Infrastrutture e Piano Mattei
Durante l’incontro è stata evidenziata l’importanza strategica delle infrastrutture, ovvero di reti energetiche, logistica, terminali, capacità produttiva, tecnologie dual use, difesa e aerospazio, digitalizzazione e filiere industriali critiche. L’obiettivo è individuare asset capaci di aumentare la produttività nazionale, puntando sul capitale umano e su competenze professionali coerenti con i nuovi fabbisogni produttivi. Il Piano Mattei è un ulteriore terreno sul quale operare: non una sommatoria di iniziative isolate, ma un sistema che coordini imprese italiane, infrastrutture, energia, garanzie, capitale, formazione e relazioni istituzionali.
L’On. Francesco Filini, Responsabile del Programma e Coordinatore dell’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia, ha dichiarato: “Guardiamo con grande entusiasmo a iniziative come quella promossa dalla Fondazione Italiana per lo Sviluppo Strategico, capaci di mettere in relazione politica, istituzioni, imprese e competenze per trasformare il confronto in proposte concrete. Dobbiamo incentivare gli investimenti privati e orientarli verso programmi e progetti strategici di interesse pubblico. Il risparmio degli italiani rappresenta un patrimonio straordinario: dobbiamo utilizzarlo per far crescere la nostra Nazione e fare in modo che la ricchezza prodotta in Italia rimanga e venga reinvestita in Italia. Sul fronte energetico, i PPA possono diventare la chiave per garantire energia a costi competitivi in maniera diffusa. Dopo l’estensione alle PMI voluta da questo Governo, occorre valutare un ulteriore ampliamento dello strumento anche ai consumatori privati, affinché i benefici della transizione energetica raggiungano imprese e famiglie. Il Piano Mattei è uno dei pilastri dell’azione del Governo: un modello virtuoso di cooperazione e sviluppo tra Paesi e continenti, capace di generare crescita, ricchezza e stabilità tanto per l’Europa quanto per l’Africa. Il filo conduttore è la stabilità politica: senza governi solidi e politiche di lungo periodo non è possibile attrarre capitali, realizzare investimenti strategici e restituire all’Italia una prospettiva di crescita duratura”.
Giancarlo Cremonesi, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Italiana per lo Sviluppo Strategico, ha affermato: “La costituzione della Fondazione Italiana per lo Sviluppo Strategico nasce dalla volontà di creare un luogo stabile di confronto tra competenze, impresa e istituzioni. Al progetto stanno aderendo numerosi professionisti, esponenti del mondo produttivo e rappresentanti della dirigenza aziendale pubblica e privata. L’interesse e l’entusiasmo che stiamo registrando confermano l’esigenza di costruire nuove occasioni di dialogo sui grandi temi della crescita del Paese. La Fondazione avvierà ora un programma strutturato di lavoro attraverso tavoli tematici, incontri pubblici e momenti di approfondimento riservati. L’obiettivo è tradurre il confronto in proposte concrete e realizzabili, capaci di mettere in relazione risorse pubbliche e private e di contribuire alle scelte strategiche dell’Italia”.
Francesco Macrì, Presidente di Leonardo S.p.A. e di Estra S.p.A., ha dichiarato: “Oggi la Difesa rappresenta sempre più un asse portante dello sviluppo tecnologico nazionale, in grado di alimentare una nuova economia dell’innovazione. Gli investimenti nel settore della Difesa attivano filiere tecnologiche complesse e sono ambiti nei quali l’innovazione, sviluppata per rispondere a requisiti particolarmente avanzati, è in grado di generare competenze, capacità industriali e applicazioni che vanno oltre il singolo programma. Parlare di economia dell’innovazione significa creare un circuito virtuoso nel quale investimenti, ricerca e formazione consentano di generare valore e trasferirlo ai territori: un impegno non solo per la sicurezza e la competitività industriale, ma anche per l’economia civile”.
Per Anna Selvaggio, Direttore Generale del Fondo Fon.Te.: “I fondi di previdenza complementare rappresentano una riserva fondamentale di capitale paziente e un motore strategico per l’economia reale del Paese. Il nostro primo obiettivo è garantire rendimenti stabili e tutelare i risparmi dei lavoratori che ci accordano la loro fiducia. Per convogliare una quota sempre maggiore di queste risorse verso la crescita nazionale occorrono governance trasparenti e strutture finanziarie che bilancino e riducano il rischio. Fondo Fon.Te. guarda con grande interesse all’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento: unire capitale pubblico, garanzie e investitori istituzionali è la chiave per trasformare la stabilità e la liquidità in capacità produttiva e valore di lungo termine per il Paese e per i nostri iscritti”.
Michele Pignotti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di SACE, ha affermato: “Rafforzare la capacità produttiva e la competitività del Paese significa creare le condizioni perché gli investimenti strategici possano trovare le risorse necessarie per essere realizzati. In questa sfida, pubblico e privato devono operare in modo complementare: il ruolo di SACE è intervenire sul rischio, attraverso le garanzie, per mobilitare capitale privato e aumentare la capacità di investimento del sistema. È la logica che guida SACE50 e che trova oggi un’applicazione concreta in Piattaforma Italia, con cui mettiamo in connessione risparmio istituzionale ed economia reale. Un modello che punta a generare addizionalità ed effetto leva, indirizzando nuove risorse verso imprese, filiere e investimenti strategici e contribuendo così alla crescita e alla competitività del sistema produttivo italiano”.
All’evento hanno preso parte, inoltre: Pietro Abate, Segretario Generale della Camera di Commercio di Roma; Massimiliano Ferrini, Responsabile Rapporti Istituzionali e Comunicazione del Vice Ministro degli Affari Esteri, Officina delle Idee; Carlo Alberto Giusti, Rettore Link Campus University e Presidente Ansaldo Energia; Sabrina De Filippis, Amministratore Delegato e Direttore Generale Mercitalia Logistics – Gruppo FS; Valeria Bonilauri, Vice Direttore del Consorzio ELIS; Francesco Di Ciommo, Consigliere d’Amministrazione Cassa Depositi e Prestiti; Catia Tomasetti, Consigliere d’Amministrazione Ansaldo Energia.
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