Bollo auto: quali vetture non devono pagarlo e quanto durano le esenzioni – Indice dei contenuti –
1. Il bollo auto è una tassa regionale
In attesa delle novità che entreranno in vigore tra il 2026 e il 2028 (leggi qui), in questo articolo torniamo a parlare del bollo auto e, nello specifico, ci occuperemo delle esenzioni. Quali sono le vetture che hanno diritto ad avere l’esenzione? Cerchiamo di fare chiarezza su questo aspetto che non riguarda solo la tipologia di alimentazione dell’auto.
Auto elettriche, veicoli storici, vetture destinate alle persone con disabilità, ibride, a GPL o metano: le agevolazioni non sono uguali in tutta Italia. In alcuni casi l’esenzione dal bollo è completa e non ha una scadenza prestabilita; in altri dura soltanto alcuni anni. Esistono poi riduzioni che vengono spesso confuse con una vera esenzione.
La prima cosa da sapere è che il bollo ha carattere regionale. Dal 1999 le competenze sono attribuite alle Regioni a statuto ordinario e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Accanto alle agevolazioni previste dalla normativa nazionale, ogni amministrazione può quindi introdurre benefici ulteriori, stabilendo limiti di potenza, alimentazione, emissioni e data di immatricolazione. È determinante la Regione di competenza tributaria dell’intestatario, non il luogo nel quale l’auto è stata acquistata.
In sintesi, le autovetture elettriche beneficiano di una regola nazionale di esenzione quinquennale. I veicoli destinati alle persone con disabilità possono essere esenti finché permangono i requisiti; quelli storici con più di 30 anni non pagano la tassa di possesso; le auto storiche tra 20 e 29 anni possono ottenere una riduzione del 50%; per ibride, GPL, metano e idrogeno occorre invece verificare attentamente la normativa regionale. Le informazioni territoriali sono raccolte nella Guida ACI al bollo auto.

2. Auto elettriche: esenzione nazionale per cinque anni
Gli autoveicoli azionati esclusivamente da un motore elettrico godono, come regola nazionale di base, dell’esenzione dal bollo per cinque anni a decorrere dalla data di prima immatricolazione.
Terminato il quinquennio, per le autovetture elettriche la tassa è generalmente pari a un quarto di quella prevista per un corrispondente veicolo a benzina. Alcune Regioni applicano condizioni ancora più favorevoli: in Lombardia, per esempio, i veicoli esclusivamente elettrici sono esenti senza limiti temporali.
Il quinquennio non ricomincia quando l’auto viene venduta. Se si acquista una vettura elettrica usata, bisogna quindi verificare la data della prima immatricolazione, anche se avvenuta all’estero o in un’altra Regione. Le regole nazionali di base sono riepilogate da ACI nella pagina dedicata ai veicoli elettrici e ad alimentazione alternativa.
3. Auto destinate alle persone con disabilità
La legge riconosce l’esenzione dal bollo per i veicoli destinati alla mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, grave limitazione della capacità di deambulazione o pluriamputazioni, disabilità mentale o psichica, cecità o sordità.
In presenza di disabilità psichica o mentale è necessario il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. L’adattamento del veicolo è invece richiesto soltanto nei casi previsti per le ridotte o impedite capacità motorie permanenti, come chiariscono le FAQ ACI sul bollo per le persone con disabilità.
Per le autovetture valgono i seguenti limiti:
- fino a 2.000 cc per motori a benzina e ibridi a benzina;
- fino a 2.800 cc per motori diesel e ibridi diesel;
- fino a 150 kW per i veicoli elettrici.
L’agevolazione può riguardare un solo veicolo. L’auto deve essere intestata alla persona con disabilità oppure al familiare che la abbia fiscalmente a carico. La cointestazione con soggetti diversi può impedire il riconoscimento del beneficio, fatta salva la particolare ipotesi dei genitori di un minore fiscalmente a carico di entrambi.
L’esenzione continua finché restano soddisfatti i requisiti. La vendita o la radiazione del veicolo, il venir meno delle condizioni sanitarie o il decesso del beneficiario devono essere comunicati all’ufficio competente. In caso di verbale soggetto a revisione, alla scadenza occorre normalmente presentare una nuova domanda con la documentazione aggiornata. Tutte le condizioni sono descritte nell’approfondimento ACI sull’esenzione per disabilità.
4. Veicoli storici con più di 30 anni
Gli autoveicoli costruiti da oltre trent’anni e non utilizzati per attività professionali, d’impresa, artistiche o professionali sono esenti dalla tassa automobilistica di possesso.
L’esenzione è automatica: non occorre presentare domanda e non è necessario che il veicolo sia iscritto a un registro storico. In mancanza di una prova diversa, l’anno di costruzione viene fatto coincidere con quello della prima immatricolazione.
C’è però una distinzione importante. Se l’auto rimane inutilizzata e non circola su strade o aree pubbliche, non si paga nulla. Se invece viene utilizzata, può essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria annuale, il cui importo è stabilito dalla Regione. La ricevuta deve essere portata a bordo per gli eventuali controlli. ACI riepiloga queste condizioni nella pagina dedicata ai veicoli storici ultratrentennali.
5. Auto storiche tra 20 e 29 anni
Per i veicoli con anzianità compresa tra venti e ventinove anni non è prevista, a livello nazionale, un’esenzione automatica. La regola generale riconosce una riduzione del 50% quando il veicolo è di interesse storico e collezionistico, possiede il Certificato di rilevanza storica rilasciato da uno degli enti riconosciuti e il riconoscimento è annotato sul documento di circolazione.
Alcune Regioni sono più generose. La Lombardia, per esempio, riconosce l’esenzione ai veicoli ultraventennali iscritti nei registri indicati dalla normativa regionale e con il CRS annotato. Anche Trento ed Emilia-Romagna prevedono, a determinate condizioni, l’esenzione anziché la sola riduzione nazionale. È quindi necessario verificare sia l’anzianità sia le regole della Regione di competenza.
6. GPL e metano: riduzione, non sempre esenzione
Le autovetture omologate per circolare esclusivamente a GPL o metano, conformi alle direttive europee sulle emissioni, pagano generalmente un quarto del bollo previsto per una corrispondente vettura a benzina. Si tratta dunque di una riduzione del 75%, non di una completa esenzione.
La regola non va automaticamente estesa alle auto bifuel benzina-GPL o benzina-metano. Per queste vetture possono esistere specifiche agevolazioni regionali, soprattutto se l’impianto è montato all’origine, ma non c’è un’esenzione nazionale valida indistintamente.

7. Auto ibride: decide la Regione
Essere proprietari di un’auto mild hybrid, full hybrid o plug-in hybrid non comporta automaticamente l’esenzione dal bollo. Le agevolazioni sono regionali e possono cambiare in base alla tecnologia del sistema ibrido, alla potenza del motore, alle emissioni di CO₂, alla data della prima immatricolazione, all’acquisto di un veicolo nuovo o usato e all’eventuale rottamazione di un’auto più inquinante.
Anche le finestre temporali possono chiudersi. Nel Lazio, per esempio, l’agevolazione triennale per le nuove ibride non si applica alle immatricolazioni successive al 31 dicembre 2022. In Campania la precedente esenzione riguardava i veicoli immatricolati entro il 2024. Le vetture già ammesse possono conservare l’eventuale periodo residuo, ma i nuovi acquisti non entrano automaticamente nel vecchio regime.
8. Le agevolazioni regionali: alcuni esempi
Lombardia. I veicoli elettrici e quelli alimentati esclusivamente a GPL o metano sono esenti. Per le autovetture ibride benzina-elettrico immatricolate dal 2026, con potenza termica fino a 100 kW, è prevista una riduzione del 50% per 60 mesi se le emissioni sono comprese tra 1 e 60 g/km e per 24 mesi se sono superiori a 60 ma non a 120 g/km. Nel 2026 è inoltre prevista un’esenzione triennale, legata alla demolizione di un veicolo inquinante, per determinate autovetture Euro 6 fino a 100 kW; nei due anni successivi si applica una riduzione del 50%. Consulta le agevolazioni ACI per la Lombardia.
Sicilia. Per i veicoli di nuova immatricolazione nel periodo 2026-2028, la Regione ha previsto cinque anni di esenzione per le alimentazioni indicate dalla legge regionale, tra cui elettrico, alcune tipologie ibride elettrico-termiche, LNG, BioLNG e idrogeno. Consulta le agevolazioni ACI per la Sicilia.
Provincia autonoma di Bolzano. Dal 2025 gli autoveicoli elettrici o esclusivamente a idrogeno godono di cinque anni di esenzione. Per gli altri veicoli ecologici fino a 185 kW e con emissioni non superiori a 115 g/km, l’esenzione varia da 12 a 60 mesi in funzione della CO₂ dichiarata. Consulta le agevolazioni ACI per Bolzano.
Provincia autonoma di Trento. Per i veicoli fino a 185 kW alimentati a metano, GPL, con sistema ibrido oppure benzina-idrogeno o gasolio-idrogeno, e con emissioni non superiori a 135 g/km, la durata dell’esenzione varia da uno a cinque anni. I veicoli esclusivamente a idrogeno sono esentati per 60 mesi. Consulta le agevolazioni ACI per Trento.
Basilicata. I veicoli M1 e N1 nuovi, alimentati esclusivamente a GPL o metano oppure dotati all’origine di doppia alimentazione benzina-GPL o benzina-metano, godono del primo periodo fisso e di cinque annualità successive di esenzione. Alle autovetture ibride nuove è riconosciuto un beneficio quinquennale. Consulta le agevolazioni ACI per la Basilicata.
9. Come controllare se un’auto è davvero esente
Prima di omettere il pagamento è opportuno verificare:
- la Regione o Provincia autonoma di competenza tributaria;
- la data della prima immatricolazione, anche estera;
- alimentazione, potenza in kW ed emissioni di CO₂ riportate sul documento di circolazione;
- l’eventuale limite temporale previsto per le nuove immatricolazioni;
- se il beneficio è automatico oppure richiede una domanda;
- la presenza di annotazioni necessarie, come il Certificato di rilevanza storica.
La Guida ACI al bollo auto permette di accedere alle pagine delle singole amministrazioni. Per le Regioni che hanno attivato il servizio è inoltre possibile presentare online domande di esenzione e allegare la documentazione tramite il portale Bollo Auto: istanze online.
La prudenza è fondamentale: “elettrica”, “ibrida”, “a GPL” o “storica” non sono definizioni sufficienti, da sole, per smettere di pagare il bollo. Prima della scadenza bisogna controllare la posizione della singola targa, perché anche un solo requisito mancante può determinare il recupero della tassa, con sanzioni e interessi.
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