Yard Belleli, Cantieri di Puglia chiede la concessione


Un’area di 220 mila metri quadrati, con quasi 39 mila metri quadrati di superfici coperte, e una concessione demaniale richiesta per 40 anni. Sono i numeri del progetto industriale destinato a prendere forma nell’ex Yard Belleli del Porto di Taranto, dove Cantieri di Puglia punta a realizzare uno stabilimento per la costruzione di scafi destinati a yacht di medie e grandi dimensioni.

La società ha presentato il 25 giugno 2026 l’istanza per ottenere la concessione demaniale marittima sull’area portuale e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha ora pubblicato l’avviso previsto dall’iter amministrativo.

Il progetto rappresenta la variante rispetto all’iniziativa originariamente presentata da Ferretti S.p.A. nell’ambito dell’Accordo di programma sottoscritto nel 2022 per la messa in sicurezza, la riconversione industriale e lo sviluppo economico-produttivo dell’area ex Yard Belleli. Con l’atto integrativo e modificativo sottoscritto il 4 giugno 2026 è stato formalizzato il subentro di Cantieri di Puglia nel progetto di reindustrializzazione.

L’Autorità portuale ha pubblicato l’avviso per consentire agli eventuali interessati di presentare osservazioni o opposizioni. La documentazione resterà a disposizione del pubblico per 20 giorni, dal 13 agosto al 1° settembre 2026. Trascorso questo termine, l’Ente potrà proseguire l’iter per il rilascio del titolo concessorio.

Quattro grandi capannoni produttivi e scafi fino a 72 metri

Il cuore del progetto sarà rappresentato da quattro grandi capannoni produttivi, alti circa 28 metri e dotati di carroponti capaci di movimentare carichi fino a 40 tonnellate. Sono previsti inoltre un magazzino per materiali e semilavorati, una palazzina per uffici e ricerca, una mensa e gli spogliatoi.

Nei quattro capannoni saranno realizzati scafi con lunghezza compresa tra 50 e 72 metri, larghezza massima di circa 14 metri e altezza complessiva fino a 18 metri.

Il ciclo partirà dalla ricezione e dallo stoccaggio dei semilavorati nel magazzino. I materiali saranno successivamente trasferiti nei capannoni di produzione, dove verranno preparati e lavorati.

La produzione partirà dalla lavorazione di lamiere e profilati e proseguirà con le attività di prefabbricazione, carpenteria e saldatura, fino alla realizzazione e all’assemblaggio dei blocchi che comporranno gli scafi. Le lavorazioni potranno procedere contemporaneamente in più aree dello stabilimento, con l’utilizzo di carroponti e gru.

Dallo stabilimento alla banchina

Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda la fase conclusiva del ciclo produttivo.

Una volta completati, gli scafi saranno trasferiti su carrelli verso la banchina, dove verranno varati e successivamente trasferiti con un rimorchiatore verso un altro stabilimento navale per l’allestimento e la finitura.

L’insediamento di Cantieri di Puglia è quindi destinato a svolgere una parte precisa di un processo industriale più ampio: nell’area ex Belleli verrebbero realizzate le strutture degli scafi, che successivamente proseguirebbero il proprio percorso produttivo in un altro stabilimento.

Il progetto e la messa in sicurezza dell’ex Belleli

Il nuovo insediamento si inserisce nel più ampio intervento di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico-produttivo dell’ex Yard Belleli.

Il progetto integrato era stato autorizzato con decreto del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e del ministro delle Imprese e del Made in Italy nel settembre 2023, sulla base delle determinazioni e delle prescrizioni contenute nel precedente decreto ministeriale dell’aprile dello stesso anno.

La realizzazione dello stabilimento dovrà coordinarsi con gli interventi di messa in sicurezza e bonifica dell’area, sulla base del progetto predisposto da Sogesid. Tra le opere previste ci sono il capping superficiale carrabile, la rete di drenaggio delle acque meteoriche e gli impianti per il trattamento delle acque di prima pioggia.

L’iter per la concessione

La concessione prevederà il pagamento del canone demaniale previsto dalla normativa.

La pubblicazione non apre una nuova procedura competitiva sull’area. L’avviso ricorda infatti che la precedente domanda di Ferretti, pubblicata nel 2020, non aveva ricevuto domande concorrenti né osservazioni o opposizioni da parte di terzi.

Ora, alla luce del subentro di Cantieri di Puglia previsto dall’atto integrativo dell’Accordo di programma, l’Autorità portuale procede alla pubblicazione della nuova istanza per acquisire eventuali osservazioni e opposizioni prima di proseguire con il procedimento di rilascio della concessione.

In sostanza, l’ex Yard Belleli si avvicina a una nuova fase: dopo il progetto Ferretti, l’area si prepara a ospitare l’iniziativa di Cantieri di Puglia, con un insediamento industriale di quasi 39 mila metri quadrati coperti e una produzione destinata alla costruzione di grandi scafi direttamente all’interno del porto di Taranto.

Le risorse disponibili e gli impegni occupazionali

Dei 172 milioni di euro previsti per l’intervento, circa 150 milioni sono destinati ai lavori e agli oneri della sicurezza. Le risorse finanzieranno la messa in sicurezza permanente, la riqualificazione e l’ampliamento della banchina e le opere di infrastrutturazione.

La copertura finanziaria pubblica attualmente disponibile ammonta a 83 milioni di euro, attraverso risorse statali, regionali e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio. Altri 7 milioni sono in corso di formalizzazione attraverso le risorse FSC 2021-2027.

Nel maggio 2025 Cantieri di Puglia ha presentato un’istanza di Contratto di sviluppo da 55 milioni di euro, chiedendo 33 milioni di agevolazioni. La richiesta è stata successivamente accolta nell’ambito delle misure del PNRR per il rafforzamento delle filiere produttive.

Particolarmente rilevanti sono gli impegni occupazionali assunti da Cantieri di Puglia con la sottoscrizione dell’addendum. La società prevede di attingere, per le due fasi dell’investimento, dai lavoratori in cassa integrazione dell’area di Taranto, dagli ex percettori di mobilità in deroga e dagli ex lavoratori TCT dell’Agenzia del Lavoro Portuale. Sono inoltre previsti percorsi formativi per 227 lavoratori, destinati all’assunzione al termine della formazione.

Il problema irrisolto della cassa di colmata

Al progetto di Cantieri di Puglia, così come a quello della nuova diga foranea, è legato anche il futuro della cassa di colmata, destinata a ricevere il materiale dragato dai fondali del Molo Polisettoriale, dall’area dell’ex Yard Belleli e dalla zona interessata dalla nuova diga.

Dopo la risoluzione dell’appalto con Astaldi, l’Autorità Portuale aveva affidato a Fincosit la progettazione degli interventi di completamento e adeguamento della cassa di colmata. Il progetto, dal costo stimato in circa 270 milioni di euro, era stato però ritenuto non sostenibile sotto il profilo tecnico ed economico.

L’Autorità Portuale ha quindi individuato una soluzione alternativa, con un nuovo progetto presentato lo scorso febbraio, sul quale il Ministero dell’Ambiente ha chiesto ulteriori approfondimenti.

La sensazione è che da tempo su questa vicenda si stia giocando sul fuoco, rischiando di incorrere in un nuovo disastro ambientale e in un non tanto remoto intervento della magistratura sulla gestione economica di milioni di euro che ad oggi non hanno prodotto i risultati sperati. Anzi.

*sull’argomento leggi J-TRAIl senza fondi: priorità all’ex Yard Belleli


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