[esi adrotate group=”1″ cache=”public” ttl=”0″]

Mediterraneo più caldo: cosa sta cambiando e perché riguarda tutti
Un mare che accumula calore

L’acqua del mare quest’anno è veramente caldissima. Cosa sta succedendo al Mar Mediterraneo, in particolare al Mar Tirreno e al Mare Adriatico? Si stanno riscaldando veramente o è solamente una nostra percezione? Dati alla mano, prima una risposta breve e poi una risposta più lunga e approfondita.

Ecco la risposta breve: negli ultimi 25 anni la curva della temperatura superficiale media del Mediterraneo si è alzata di un grado. Ce lo dicono i dati satellitari del progetto Copernicus Marine Service. Un grado di media (poi localmente si è alzata anche fino a 5 gradi) è un valore enorme in 25 anni.

Il riscaldamento massimo si sta registrando negli ultimi decenni nel Mare Adriatico e nel Mar Ligure con 0,08 gradi all’anno; poi c’è il bacino Levantino con quasi 0,05 gradi all’anno. Infine c’è il bacino occidentale, dove si trova il Tirreno, con valori tra 0,03 e 0,04 gradi all’anno.

La curva del riscaldamento del Tirreno ci dice che dal 1999 al 2012 c’è stata una risalita abbastanza leggera, seguita da una risalita enorme tra il 2013 e il 2016, poi da una leggera fase calante e infine da una nuova crescita vertiginosa. Oggi questa risalita purtroppo continua.

Quindi la risposta è che l’acqua calda che sentiamo sulle nostre coste è veramente più calda, non è solamente un’impressione. Ce lo dicono chiaramente i dati: il Mediterraneo è il mare che si sta scaldando alla velocità più alta in assoluto, addirittura al doppio della velocità del trend globale degli oceani.

La domanda è: quali sono e quali saranno gli effetti di questo riscaldamento? Questa acqua calda porterà violenti eventi meteorologici in autunno?

I dati satellitari che misurano la temperatura non sono gli unici. Possiamo dividerli in tre tipologie che si completano a vicenda:

I dati satellitari (Copernicus Marine Service): Il satellite misura la temperatura della superficie dell’acqua (non in profondità) di tutto il globo, quindi di tutti i mari e oceani, compreso il Mediterraneo. Rappresenta la spina dorsale dei dati, la serie storica che ci mostra le tendenze.

I dati del progetto MacMap (ENEA e INGV): Misurazioni avviate nel 1999 lungo la rotta Genova-Palermo. I ricercatori misurano la temperatura non solo in superficie, ma anche in profondità, fino a centinaia di metri. Se il satellite vede solo la “pelle” del mare, i dati della Genova-Palermo ci forniscono informazioni fondamentali in profondità, seppur limitate a quel tracciato.

Le boe fisse/meteo e le reti di monitoraggio costiero: Misurano la temperatura dell’acqua in loco e in continuo. La loro funzione essenziale, oltre a fornire il dato puntuale, è calibrare il dato satellitare per verificare che stia fornendo valori corretti.

A questi si aggiungono i dati dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che pubblica un indicatore ufficiale sulla temperatura dei nostri mari, e il progetto “Mare Caldo” di Greenpeace, che monitora decine di aree marine protette con sensori a diverse profondità.

Riassumendo: il satellite ci dà l’ampiezza del dato e la continuità; le misure in mare ci danno i valori in profondità e la veridicità sul posto; le boe servono da strumento di calibrazione.

Messi insieme, questi dati ci permettono di rispondere alla domanda iniziale. A livello globale, i dati satellitari ci dicono che la temperatura superficiale media degli oceani è aumentata di 0,4 – 0,5 gradi dal 1982 (circa mezzo grado in 25-40 anni).

Restringendo l’attenzione sul Mediterraneo, il trend in salita è evidente. È simile a quello globale, ma molto più marcato: la superficie si è scaldata in media di 0,041 gradi all’anno tra il 1982 e il 2023. Significa 0,41 gradi in 10 anni e circa 1 grado in 25 anni: praticamente il doppio rispetto all’aumento medio degli oceani.

Questo valore di 0,04 gradi all’anno è una media dell’intero Mediterraneo, ma localmente i dati variano:

Bacino occidentale (incluso il Tirreno): +0,036 gradi/anno

Bacino orientale (Levantino ed Egeo): +0,048 gradi/anno

Mare Adriatico e Mar Ligure: +0,08 gradi/anno (quasi un decimo di grado all’anno, che in 25 anni equivale a una tendenza di ben 2,5 gradi).

Guardando la curva del Tirreno, l’aumento non è stato regolare: è cresciuto in modo costante dal 1999 al 2013, ha subito un’impennata tra il 2013 e il 2016, poi un lieve ribasso e infine una crescita enorme che continua ancora oggi.

Un aumento medio di un grado in un quarto di secolo potrebbe sembrare poco, ma per scaldare una massa d’acqua così enorme serve una quantità di energia gigantesca. Ciò significa che il mare sta accumulando un’enorme quantità di calore. Il Mediterraneo è quello che gli scienziati chiamano un hotspot climatico: si scalda al doppio della velocità media degli oceani e, in certe zone in profondità, fino a 10 volte più velocemente dell’oceano aperto.

Quali sono le conseguenze?

Meteorologiche: Un mare caldo è un enorme serbatoio di energia. Quando l’estate finisce, l’aria sopra il mare si raffredda molto più velocemente dell’acqua. Il contrasto tra acqua calda e aria fredda è la benzina per eventi meteo violenti: l’energia dell’acqua si trasferisce all’atmosfera, alimentando fenomeni estremi in autunno.

Innalzamento del livello del mare: Scaldandosi, l’acqua aumenta di volume per dilatazione termica. A questo si aggiunge lo scioglimento dei ghiacciai, che versa ulteriore acqua nei bacini aumentando il livello medio del mare.

Deossigenazione e impatto biologico: L’acqua calda trattiene meno ossigeno rispetto a quella fredda, rendendo difficile la respirazione per pesci e altre creature marine, che sono costrette a migrare o rischiano la morte. Le nostre acque si stanno “tropicalizzando”: le specie abituate a temperature più fresche scappano verso nord, mentre da noi arrivano specie tropicali.

Il problema principale è che l’acqua del mare, una volta scaldata, non torna fresca facilmente. Su scala temporale umana questo riscaldamento è quasi irreversibile. Purtroppo, per i prossimi anni si prevede un’ulteriore esasperazione di questo fenomeno a livello globale.

Enzo Renato

Manfredonia Isole Tremiti


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione

Source link

Di

kèo nhà cái