Carlo Fabbricatore in una recente intervista, Matteo Boniciolli in
merito alla nascita delle due nuove squadre di Roma ed ai tanti trasferimenti
di titoli, ha detto che non bisogna meravigliarsi e che la strada intrapresa e’
quella che va verso un modello tipo franchigie americane.
E’ davvero cosi’?
“Non sono d’accordo sul fatto che sia la strada giusta per l’Europa
e per la pallacanestro italiana. Ho come la sensazione che si stia creando un
problema molto grande da diventare ingestibile. Le due squadre romane sono un
artefatto e come tale si porta dietro mille problemi. E poi oggi a fine luglio,
quali sono i giocatori dei due club? Abbiamo detto io e lei tante volte che
potrebbero prendere 12 americani per la Coppa ma in campionato servono gli italiani
e dove sono? Sulla stessa falsariga vorrei aggiungere che trasformare la serie
A2 in una lega professionistica mi pare un azzardo. Se faccio il conto di
quante delle 20 società iscritte al secondo campionato possano permettersi i
costi raddoppiati del professionismo ritengo che mi basti una mano sola. La
annunciata riforma del basket italiano e’ partita dall’alto invece secondo me
bisognava fare prima un lavoro molto serio, dettagliato ed approfondito sulle
categorie giovanili, che come insegna la geometria e’ la base della piramide ed
a salire fino alla Lega A. Reclutamento e formazione dei ragazzi dovevano
essere a mio modo di vedere le prime cose da costruire”.
Eppure abbiamo spesso sostenuto che l’idea di una “Superlega
pro” in Europa ci piace, o noi?
“Certo che mi piace e la aspetto volentieri. Ma i campionati
nazionali devono continuare ad avere un senso e vanno strutturati in modo
diverso. Perche’ ci sono gli “imprenditori/proprietari/eroi” come mi piace
chiamarli che investono dei soldi, non come quelli dell’Eurolega, che hanno lo
stesso diritto di vedere che i loro soldi non vengono buttati e che sia pure in
scala diversa, hanno gli stessi interessi e quindi diritti dei superclub”.
Lei parla dei fondi di investimento che ormai proliferano
tra le proprieta’ del calcio e del basket?
“Attenzione, si’ parlo di loro. Pero’ la ragione di vita di
un fondo di investimento e’ l’utile, e’ poter dire alla chiusura del bilancio “Cari
soci quest’anno abbiamo guadagnato …X”. Altrimenti con la velocita’ con la
quale sono arrivati se ne andranno, ed e’ giusto cosi’. E nel sistema europeo,
per non parlare di quello italiano in particolare, siamo cosi’ sicuri che i
profitti arriveranno nei tempi previsti e nelle quantita’ sufficienti Nel
basket italiano dove sono i margini per gli utili? Nei palazzetti di proprieta’
mi dira’ lei ed io le rispondo: in bocca al lupo!”
Quindi i fondi di investimenti sono un’opportunita’ per lo
sport o no?
“La domanda e’ questa. Io penso che sia un’opportunita’ per
i fondi a patto che si rispettino le regole di cui sopra : utili. E penso che
se gli utili non arrivano i fondi spariscono e quel che rimane sono macerie,
una catastrofe. E ripeto e’ legitimo che i fondi di investimento si comportino
cosi’ altrimenti sarebbero associazioni di beneficenza. Qualcuno obiettia: ma l’NBA
genera utili. Certo ma e’ un altro mondo. La Premier League genera utili. Certo
ma anche quello e’ un altro mondo. Sono marchi, quelli NBA e della Premier,
worldwide, esistono quotazioni nella Borse, sono universali come e’ il Ral
Madrid, un brand tra i piu’ importanti al mondo e certamente il piu’ importante
nel mondo del calcio. I nostri club di basket cosa sono?”
Le chiedo allora: il basket italiano cos’e’ in questo
momento?
“Una nave nella tempesta che cerca la rotta per arrivare al
primo porto con meno danni possibili. Altri sport hanno fatto cose importanti
per creare e consolidare una base di praticanti dalla quale attingere per l’alto
livello. Noi non abbiamo piu’ gli istruttori di una volta che ti insegnavano ad
essere uno sportivo vero anche fuori dal campo. Ad essere una persona per bene.
Attenzione non sono un nostalgico e non
dico che si stava meglio prima ma la realta’ dei fatti e’ sotto gli occhi di
tutti. Quando i college e NBA Europe ci avra’ preso i migliori giocatori
italiani, con chi faremo i campionati? Con chi faremo le varie Nazionali? Noi
facciamo atnti gradi eventi ma non sono quelli che costruiscono un movimento, e’
la base solida ed il piu’ possibile ampia. La A2 professionistica rischia di
essere la fine del basket in Italia. Poi che la pallacanestro europea sia
bravissima a farsi male da sola e’ un altro fatto: la vicenda di calendari di
Euroleague bloccati dalla vicende del Monaco, il CSKA che ammette di non essere
da subito nelle condizioni economiche e logistiche di tornare nel breve periodo,
a competere ad alti livelli: la situazione drammatica che vivono Maccabi ed
Hapoel Tel Aviv. Poi, per tornare ad NBA
Europe: la pallacanestro europea, nazionale ed internazionale, vive di rivalita’
:Atene, Istanbul, Belgrado, Madrid e
Barcellona solo per citare le piu’ famose interne ai vari paesi. E
questo lo cancelliamo? E poi insisto a costo di essere noioso: come faranno a
convivere due realta’ cosi’ diverse come NBA e Fiba? Professionisti e
dilettanti, dal punto di vista tecnico intendo”.
E poi la gia’ citata fuga di giocatori e giocatrici verso i
college…
“Anche li’ c’e’ un po’ di iprocrisia. Perche’ un ragazzo o
una ragazza non dovrebbe scegliere la strada dei College americani? Hanno l’Universita’
pagata, fanno un’esperienza di vita diversa, vengono formati per una
professionale, giocano a basket e vengono pagate/i. Avessi figli in eta’ da
College direi Perche’non provare? Noi invece ci lamentiamo e non facciamo
niente per offrire a questa gioventu’ una strada alternativa. E’ difficile? Si’
ma se nessuno si mette a ragionare sara’ ancora “piu’ impossibile” se mi lascia
passare il termine”.
Un ultimo pensiero sul caso Trieste?
“Ha ragione a chiamarlo “caso” perche’ e’ emblematico del
discorso fatto in precedenza sugli investimenti d parte di imprenditori
stranieri che hanno esigenze diverse. Il caso Trieste andrebbe studiato a fondo,
perche’ lo sport e’ un’azienda atipica che non vive solo di soldi, e questo puo’
andare in contrasto con gli interessi di chi ci mette i soldi. Da questo punto di
vista mi pare che il calcio abbia gli anticorpi, noi del basket no”.
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