Giappone imbattuto, Italia chiamata alla prova USA



Otto squadre, otto partite a eliminazione diretta e un trofeo da conquistare nell’arco di cinque giorni. La Volley Nations League maschile 2026 si prepara a vivere il proprio atto conclusivo a Ningbo, in Cina, dove dal 29 luglio al 2 agosto andrà in scena una Final Eight che riunisce le migliori sette formazioni della fase intercontinentale e la Nazionale del Paese organizzatore. Il tabellone propone già nei quarti confronti ricchi di interesse: Slovenia-Turchia e Giappone-Cina apriranno il programma, mentre il giorno successivo toccherà a Italia-Stati Uniti e Polonia-Ucraina.

La squadra da battere sarà inevitabilmente il Giappone, capace di chiudere la fase preliminare senza sconfitte. La formazione allenata da Laurent Tillie ha costruito un percorso immacolato, vincendo tutte le dodici partite disputate e superando avversarie di primo piano come Polonia, Slovenia, Stati Uniti, Francia e Italia. Non sempre il dominio nipponico è stato netto: ben cinque successi sono arrivati al tie-break, segnale di una squadra che, oltre alla consueta qualità tecnica, ha sviluppato una notevole capacità di gestire le fasi decisive.

Il Giappone ha concluso la propria corsa davanti al pubblico di Osaka con quattro vittorie consecutive contro Italia, Canada, Belgio e Argentina. Proprio il 3-2 sugli azzurri ha mostrato gran parte delle risorse a disposizione di Tillie. Ran Takahashi ha chiuso quella sfida con 26 punti, accompagnato dai 20 di Yuji Nishida e dai 17 di Yuki Ishikawa. L’Italia ha risposto con 14 punti di Alessandro Bovolenta, 13 di Daniele Lavia e 12 di Mattia Bottolo, trovando anche 13 muri complessivi, ma pagando la minore incisività al servizio e la lucidità giapponese nel tie-break.

Il quarto di finale sembra sulla carta fortemente sbilanciato, perché il Giappone affronterà la Cina, ammessa alle Finals in qualità di Paese ospitante dopo aver ottenuto una sola vittoria nella fase intercontinentale. La squadra guidata da Vital Heynen ha battuto soltanto Cuba e ha poi accumulato undici sconfitte, chiudendo la terza settimana con quattro ko consecutivi contro Stati Uniti, Francia, Bulgaria e Brasile. Il divario tecnico è evidente, ma il fattore ambientale, la pressione della gara secca e l’assenza di margine d’errore possono rendere meno scontato un confronto nel quale i cinesi non avranno nulla da perdere.

La sfida diretta disputata nella prima settimana si era conclusa con il successo del Giappone per 3-1. La Cina aveva saputo strappare il terzo set, senza però riuscire a dare continuità alla propria azione. Anche l’ultimo confronto con gli Stati Uniti ha evidenziato le difficoltà della formazione asiatica: sconfitta per 3-0 con parziali di 25-19, 25-13 e 25-20, appena due muri vincenti e quattro ace, contro una squadra americana capace di distribuire bene il peso offensivo tra Kyle Robinson ed Ethan Champlin, entrambi autori di 14 punti, e l’opposto Merrick Hartke, fermatosi a 11.

Molto più incerto si annuncia il primo quarto di finale tra Slovenia e Turchia. Gli sloveni hanno concluso la fase intercontinentale alle spalle del solo Giappone, centrando dieci vittorie in dodici incontri e mostrando una crescita costante. Dopo i successi al tie-break contro Cina, Polonia e Cuba, la squadra di Fabio Soli ha accusato una battuta d’arresto contro il Giappone, ma ha reagito nella seconda settimana battendo Canada, Bulgaria e Brasile. L’unico altro ko è arrivato contro l’Italia, prima di una terza tappa perfetta chiusa con quattro affermazioni su Germania, Iran, Turchia e Serbia.

La Slovenia si presenta così a Ningbo con una striscia aperta di quattro vittorie consecutive e con un sistema offensivo nel quale stanno assumendo un peso sempre maggiore Rok Možič e Nik Mujanović. Nella vittoria per 3-1 sulla Germania, Mujanović ha realizzato 29 punti, mentre Možič ne ha aggiunti 26, con percentuali offensive elevate e una presenza costante anche a muro e al servizio. La squadra di Soli ha prodotto dieci muri vincenti, trovando inoltre otto punti da Tine Urnaut, elemento fondamentale per l’equilibrio della seconda linea.

Il rendimento sloveno è cresciuto proprio nella settimana decisiva. Dopo aver battuto Germania e Iran, la Slovenia ha superato la Turchia per 3-1 (25-22, 20-25, 25-21, 25-23) e ha quindi chiuso con un netto 3-0 sulla Serbia. Il precedente recente può offrire indicazioni importanti, ma in una partita da dentro o fuori la formazione turca proverà a modificare alcune scelte, soprattutto nella gestione dell’attacco di palla alta e nella pressione al servizio.

La Turchia ha ottenuto otto vittorie, imponendosi come una delle principali sorprese della competizione. Il percorso della squadra di Slobodan Kovač è stato caratterizzato da risultati di prestigio e da una crescente consapevolezza. Dopo le sconfitte contro Stati Uniti e Italia, i turchi avevano già dato un segnale importante superando la Francia per 3-0. Nella seconda settimana sono poi arrivati i successi contro Cina, Argentina e Belgio, oltre alla sconfitta al tie-break con la Polonia. La qualificazione è stata consolidata nella tappa di Belgrado grazie alle vittorie su Serbia, Ucraina e Iran.

L’ultima settimana ha confermato la forza del reparto offensivo turco, costruito attorno ai fratelli Adis e Mirza Lagumdzija. Nel netto 3-0 inflitto alla Serbia, Adis ha realizzato 18 punti e Mirza 13, mentre Vahit Emre Tümer ne ha aggiunti nove. La Turchia ha chiuso quella partita con otto muri e cinque ace, limitando gli avversari a soli 36 attacchi vincenti. Per eliminare la Slovenia servirà però un rendimento più continuo in ricezione e una migliore capacità di contenere Možič e Mujanović, i due principali riferimenti della squadra di Soli.

La parte bassa del tabellone si aprirà il 30 luglio alle ore 9.00 italiane con il confronto tra Italia e Stati Uniti, probabilmente il quarto più equilibrato dell’intera Final Eight. Gli azzurri hanno concluso al quarto posto con otto vittorie e 26 punti, precedendo di una sola lunghezza la formazione americana, quinta con lo stesso numero di successi. La vincente affronterà in semifinale una tra Polonia e Ucraina.

La Nazionale di Ferdinando De Giorgi ha attraversato una fase preliminare fatta di momenti differenti. Dopo la sconfitta al tie-break con la Francia, sono arrivate quattro vittorie consecutive contro Germania, Turchia, Stati Uniti e Brasile. Più complicata la tappa di Lubiana, aperta dai ko con Bulgaria e Ucraina e proseguita con la reazione contro Brasile e Slovenia. A Osaka, l’Italia ha completato il lavoro battendo Belgio, Argentina e Cuba, con in mezzo la sconfitta per 3-2 contro il Giappone.

La squadra ha lasciato Osaka per trasferirsi a Tokyo, dove ha svolto il periodo di preparazione precedente all’arrivo in Cina. De Giorgi ha convocato i palleggiatori Simone Giannelli e Riccardo Sbertoli, gli schiacciatori Francesco Sani, Mattia Bottolo, Daniele Lavia e Luca Porro, i centrali Gianluca Galassi, Giovanni Sanguinetti, Roberto Russo e Pardo Mati, gli opposti Yuri Romanò e Alessandro Bovolenta e i liberi Gabriele Laurenzano e Fabio Balaso. Resta da valutare la situazione di Alessandro Michieletto, impegnato fino al 27 luglio al Viola Park nel proprio programma di recupero sotto la supervisione dello staff medico azzurro.

Il precedente stagionale sorride all’Italia, vittoriosa per 3-2 nella fase intercontinentale, ma il confronto di Ningbo ripartirà da zero. Gli Stati Uniti dispongono di un sistema offensivo molto profondo, nel quale possono trovare spazio Jake Hanes, Matthew Anderson, Ethan Champlin, Kyle Robinson e un reparto centrale particolarmente fisico. In regia le alternative sono Micah Ma’a e Andrew Rowan, mentre Erik Shoji continua a rappresentare una garanzia in seconda linea.

La squadra americana aveva iniziato il torneo con quattro vittorie consecutive, prima di perdere proprio contro l’Italia. Nella seconda settimana aveva superato Cuba, Iran e Serbia, arrendendosi soltanto al Giappone al tie-break. Il rendimento era rimasto elevato anche davanti al pubblico di Chicago, con i successi per 3-0 su Cina e Brasile, ma le successive sconfitte contro Bulgaria e Polonia hanno impedito agli USA di chiudere nelle prime quattro posizioni.

La partita si giocherà probabilmente sulla capacità dell’Italia di allontanare la ricezione americana dalla rete. Gli statunitensi diventano difficili da contenere quando possono coinvolgere con continuità i centrali, mentre nelle situazioni più sporche tendono ad affidarsi alla potenza degli opposti e all’esperienza di Anderson. Gli azzurri dovranno trovare efficacia al servizio, limitare gli errori diretti e sfruttare la varietà di Giannelli. Un altro elemento importante sarà la gestione del ruolo di opposto: Romanò rappresenta il riferimento principale, ma Bovolenta ha dimostrato contro il Giappone di poter offrire punti e soluzioni anche nelle partite di maggiore livello.

L’ultimo quarto opporrà Polonia e Ucraina, due squadre che si conoscono bene e che si sono già affrontate durante la fase preliminare. In quella circostanza la Polonia si impose soltanto al tie-break, rimontando dopo aver perso i primi due set. Il risultato fotografa bene la pericolosità dell’Ucraina, capace di mettere in difficoltà qualsiasi avversaria quando riesce a sostenere il proprio gioco con servizio e muro.

La Polonia ha chiuso la fase intercontinentale al terzo posto con dieci vittorie, alle spalle di Giappone e Slovenia. Le uniche sconfitte sono arrivate entrambe al tie-break, contro Slovenia e Giappone, nella prima settimana. Da quel momento la formazione di Nikola Grbić ha inanellato otto successi consecutivi, battendo tra le altre Ucraina, Turchia, Argentina, Brasile, Francia e Stati Uniti.

La profondità della rosa polacca consente a Grbić di modificare assetto senza abbassare il livello complessivo. Nell’ultima settimana la Polonia ha superato Bulgaria, Brasile, Francia e USA perdendo un solo set. Nel 3-0 sulla Bulgaria, Bartosz Bołądź è stato il miglior realizzatore con 13 punti, seguito dagli 11 di Jakub Lemański e dai dieci a testa di Wilfredo Leon e Tomasz Fornal. Ancora più significativo il dato dei fondamentali diretti: tredici muri e otto ace, numeri che raccontano la capacità polacca di controllare la partita senza dipendere esclusivamente dall’attacco.

L’Ucraina arriva invece alle Finals con sette vittorie e cinque sconfitte, ma con la consapevolezza di avere già battuto avversarie importanti come Brasile e Italia. La squadra allenata da Raul Lozano ha alternato prestazioni di altissimo livello a qualche passaggio a vuoto. Dopo il ko iniziale contro il Giappone, sono arrivate le vittorie su Cina e Cuba e la sconfitta al tie-break con la Polonia. Nella seconda settimana gli ucraini hanno superato Brasile, Italia e Canada, prima di cedere alla Bulgaria. La qualificazione è stata completata a Belgrado grazie ai successi contro Iran e Germania, nonostante le battute d’arresto con Serbia e Turchia.

Tra i riferimenti principali figurano Oleh Plotnytskyi, Vasyl Tupchii e Illia Kovalov. Nel 3-1 contro l’Iran, Kovalov ha trascinato la squadra con 22 punti, Plotnytskyi ne ha realizzati 16 e Tupchii 14. L’Ucraina ha chiuso con dodici muri e undici ace, confermando di poter costruire break importanti attraverso i fondamentali diretti. La Polonia partirà favorita, ma dovrà evitare di concedere ritmo e fiducia a una squadra che ha già dimostrato di potersi esaltare contro avversarie più quotate.

Le semifinali si disputeranno sabato 1° agosto, alle ore 9.00 e 13.30 italiane, mentre domenica 2 agosto sono in programma la finale per il terzo posto alle 9.00 e quella per il titolo alle 13.30. Il tabellone offre un percorso molto diverso alle grandi favorite: il Giappone può sfruttare un quarto sulla carta agevole, mentre Slovenia, Polonia e Italia dovranno superare subito avversarie capaci di cambiare il volto della competizione.


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 Enrico Spada

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