Riccardo Patrese promuove a pieni voti Kimi Antonelli, critica apertamente George Russell e intravede margini di crescita importanti per la Ferrari nella seconda parte della stagione. L’ex pilota italiano, sei volte vincitore di un Gran Premio in Formula 1, ha analizzato il momento del Mondiale in un’intervista rilasciata a Compare.bet, soffermandosi sul duello interno in Mercedes, sul valore del giovane bolognese e sulle prospettive della scuderia di Maranello.
Secondo Patrese, Antonelli è oggi il principale candidato al titolo, anche se la lotta è tutt’altro che chiusa. “Non penso che Kimi sia già campione. Abbiamo visto ancora una volta come l’affidabilità possa fare la differenza, anche per lui. È il favorito perché si trova in una posizione molto forte, vive un momento straordinario e, quando la macchina funziona, è estremamente competitiva. Tuttavia, con undici gare ancora da disputare, il margine non è sufficiente per dire che il campionato sia già deciso“.
L’ex pilota veneto evidenzia inoltre come il confronto diretto con Russell stia premiando il giovane italiano: “Sarà interessante vedere cosa accadrà tra lui e Russell. Kimi è in una posizione migliore. Ha dimostrato molte volte di poter essere più competitivo del compagno di squadra. L’unico vero interrogativo per la Mercedes riguarda l’affidabilità. Ma Kimi cresce gara dopo gara, non commette errori, è velocissimo e anche la vettura è molto rapida. Per questo è lui il favorito“.
Patrese non si dice sorpreso dall’esplosione di Antonelli, convinto di averne intuito il potenziale già prima dell’inizio del campionato. “Me lo aspettavo. Prima della stagione avevo detto che, con un anno di esperienza alle spalle, sarebbe potuto diventare molto forte e competitivo. Ha qualcosa che lo distingue da un semplice buon campione“.
Il paragone con i più grandi della storia è impegnativo, ma l’ex pilota vede nel talento italiano caratteristiche fuori dal comune. “Non posso ancora dire che sia al livello di Senna, Schumacher, Verstappen o Hamilton, perché loro hanno conquistato numerosi titoli mondiali. Però appartiene a quella categoria. È un talento speciale e diventerà un campione speciale. Lo ha già dimostrato con sei vittorie e numerose pole position. Inoltre serve anche la fortuna dei grandi campioni, quella di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, e quest’anno l’ha certamente avuta“.
Molto più severo il giudizio su Russell, reduce da un weekend complicato a Spa. Per Patrese, il britannico ha commesso un errore decisivo nel contatto con Lewis Hamilton. “È stata una gara disastrosa per lui perché si è trovato nella posizione sbagliata. Hamilton ha ricevuto una penalità, ma lui stesso ha parlato di un normale incidente di gara. George ha messo la sua macchina dove non avrebbe dovuto. Hamilton non poteva certo sparire: era all’esterno ed era anche leggermente davanti. Se c’è stato un contatto, Russell era nella posizione sbagliata, soprattutto al primo giro quando sei ancora in piena lotta per il campionato. In situazioni del genere bisogna essere più prudenti“.
Patrese amplia poi il discorso alle nuove dinamiche tecniche introdotte dalla gestione delle batterie, un aspetto che continua a non convincerlo. “Dall’esterno è molto difficile capire cosa stia succedendo sulle Mercedes. Le corse sono migliorate rispetto all’inizio dell’anno, quando vedevamo vetture rallentare di 50 km/h per ricaricare la batteria. Ma ci sono ancora momenti in cui soltanto il pilota percepisce cosa stia accadendo: una macchina rallenta mentre l’altra accelera“.
L’ex pilota cita anche un episodio che ha coinvolto Antonelli. “Alla partenza, verso Eau Rouge, Leclerc ha superato Kimi perché il motore Mercedes, a quanto pare, non spingeva abbastanza. Poi Antonelli lo ha ripassato alla fine del rettilineo. Tutto questo dipende dal nuovo sistema di gestione della batteria. Per chi osserva dall’esterno è difficile interpretare quello che succede“.
Patrese considera queste oscillazioni prestazionali poco coerenti con lo spirito della F1. “A un certo punto, dopo il pit stop, Antonelli era tre o quattro secondi dietro Leclerc. Lo ha ripreso, lo ha superato sul rettilineo con una velocità impressionante e sembrava destinato a scappare via. Dopo appena mezzo giro aveva già due o tre secondi di vantaggio, ma poco dopo Leclerc era tornato a un solo secondo. Per me è qualcosa di molto strano. Non è giusto per la Formula 1. Sappiamo che anche Verstappen non apprezza questa situazione e, se devo esprimere un’opinione, sono d’accordo con lui“.
Patrese individua inoltre un limite mentale nel momento attraversato da Russell. “George è entrato in uno stato d’animo nel quale pensa che tutto gli sia contro. Questo però non fa altro che peggiorare le sue prestazioni. Quando sei convinto che tutto remi contro di te, automaticamente rendi meno del tuo livello migliore. Se riuscisse a ritrovare fiducia probabilmente andrebbe anche più forte. Invece pensa sempre che ci sia qualcosa contro di lui, cerca continuamente delle scuse e questo non è l’atteggiamento di chi vuole vincere un campionato“.
Secondo l’ex pilota italiano, il confronto con Antonelli rende ancora più evidente questa differenza psicologica. “La macchina per lottare per il titolo ce l’ha. Il suo stato d’animo dipende probabilmente da Kimi, che invece vive la situazione opposta, si sente imbattibile ed è comprensibilmente al settimo cielo. Sono due condizioni mentali completamente diverse e questo allarga ulteriormente il divario tra i due piloti“.
C’è un invito a seguire l’esempio di Charles Leclerc. “Lewis sapeva perfettamente come dovesse comportarsi una squadra vincente. È curioso perché due o tre gare fa anche Leclerc si lamentava come sta facendo Russell, dicendo che in Ferrari tutto ruotava attorno a Hamilton. I piloti sono fatti così: quando le cose non funzionano pensano che il mondo intero sia contro di loro e finiscono per commettere errori. Anche Leclerc cercava giustificazioni parlando dei freni. A volte è meglio restare in silenzio piuttosto che cercare scuse“.
Infine, Patrese promuove il lavoro svolto dalla Ferrari, pur ricordando che il riferimento resta la Mercedes. “Non mi aspettavo una Ferrari così competitiva. Per me è una sorpresa, e una sorpresa positiva per tutti. Non bisogna però dimenticare che è ancora due o tre decimi più lenta della Mercedes. Rispetto ad altre squadre ha interpretato molto meglio il nuovo regolamento ed è diventata la seconda forza del campionato. Hanno fatto un lavoro fantastico, decisamente migliore di quanto mi aspettassi“.
Per colmare definitivamente il divario servirà però un ulteriore salto di qualità dopo la pausa estiva. “Leclerc sta crescendo e Ferrari può contare su una coppia di piloti molto forte. Entrambi sono in grado di vincere, come hanno già dimostrato, e non sono così lontani da Antonelli. Lo ripeto: se durante la pausa estiva riusciranno a fare un importante passo avanti nello sviluppo della monoposto, allora potremmo assistere a un finale di stagione ancora più interessante di quello che stiamo vivendo adesso“.
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Giandomenico Tiseo
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