Da varie interpellanze avute da diversi avvocati marittimisti è possibile fare causa per ottenere il pagamento corretto dell’indennità di ferie per i marittimi, in base alla giurisprudenza recente della Corte di Cassazione.
Cosa stabilisce la legge e la giurisprudenza
- La Corte di Cassazione (sentenza n. 25120/2025) ha stabilito che i marittimi (la gente di mare) hanno diritto a una retribuzione feriale identica a quella del lavoro effettivo.]
- Nello stipendio durante le ferie devono essere incluse tutte le indennità collegate alle mansioni e allo status (come indennità di comando o premi), e non solo la paga base.]
- La normativa europea e i principi ribaditi dalla giustizia italiana impediscono trattamenti inferiori o clausole collettive svantaggiose per i lavoratori in ferie.
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Cosa si puo fare adesso,
- Raccogli le tue buste paga: Confronta quanto percepito durante i mesi lavorativi con quanto pagato nei giorni di ferie per verificare le differenze
Rivolgiti a un sindacato o a un legale: Puoi valutare un’azione legale individuale o un ricorso collettivo per recuperare gli arretrati spettanti.
Anche chi è in pensione può presentare la richiesta per ottenere il ricalcolo e il pagamento delle differenze retributive legate alle ferie.
Essere in pensione non cancella i diritti maturati durante gli anni di attività lavorativa, ma introduce un fattore fondamentale da considerare: la prescrizione.
Come funziona per i pensionati
- Termini di tempo (Prescrizione): In linea generale, i crediti di lavoro (come le differenze sulla retribuzione delle ferie o l’indennità sostitutiva per ferie non godute) possono essere richiesti per gli ultimi 5 anni (o fino a 10 anni in specifiche condizioni legate all’indennità sostitutiva). Per chi è in pensione, il tempo trascorso dalla cessazione del rapporto di lavoro è decisivo.
- Riflessi sulla pensione e sul TFR: La corretta rideterminazione della retribuzione delle ferie in base alla sentenza n. 25120/2025 ha un effetto a catena: può portare sia a un ricalcolo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), sia a un potenziale ricalcolo della quota pensionistica, poiché la base retributiva su cui sono stati versati i contributi risulterebbe più alta.
Cosa fare subito se sei in pensione è di verificare la data del pensionamento.
- Se sei andato in pensione da poco (meno di 5 anni), hai ottime probabilità di poter agire per tutto l’ultimo periodo lavorativo.
- Interrompi la prescrizione: Se non lo hai già fatto, un legale o un sindacato invierà una lettera di diffida formale alla società di navigazione per bloccare il decorso dei termini di prescrizione.
Per chi non ha le buste paga come fare???
Non c’è problema, è comunque possibile procedere anche senza avere le buste paga a disposizione. La legge e le procedure del settore marittimo ti permettono di recuperare tutta la documentazione necessaria per calcolare quanto ti spetta.
Ecco come puoi recuperare i tuoi dati e presentare la richiesta: 1. Richiedi l’Estratto Conto Contributivo INPS. Questo è il passo più veloce e immediato. Puoi scaricarlo online con lo SPID o tramite un patronato. L’estratto conto riporta tutti i periodi di imbarco, le società di navigazione per cui hai lavorato e le retribuzioni dichiarate ai fini pensionistici.
È una base ufficiale fondamentale per iniziare a quantificare il tuo storico lavorativo.
2. Esercita il “Diritto di Accesso” (Art. 15 GDPR) Hai il diritto legale di richiedere copia di tutta la tua documentazione lavorativa direttamente alla società di navigazione o all’armatore con cui eri imbarcato.
- Puoi inviare una richiesta formale (tramite PEC o raccomandata A/R) per ottenere copia dei contratti di arruolamento, del prospetto paga storico e del CUD/Certificazione Unica.
- Per legge, l’azienda è tenuta a fornirti questi dati.
3. Richiedi l’Estratto Matricolare Mercantile
Puoi recarti presso la Capitaneria di Porto dove sei iscritto alla Gente di Mare e richiedere il tuo estratto matricolare.
- Questo documento ufficiale elenca con precisione matematica tutti i tuoi imbarchi e sbarchi, le date esatte, le navi e la qualifica che avevi a bordo.
Il consiglio pratico è di non aspettare di avere i documenti per muoverti, specialmente per evitare che i termini di tempo scadano (prescrizione). Un avvocato o un sindacato può inviare subito una lettera di diffida formale all’armatore per bloccare la prescrizione e, contestualmente, richiedere la copia delle buste paga mancanti.
Se la società di navigazione è fallita o in liquidazione giudiziale, la situazione si complica, ma non tutto è perduto. Lo Stato italiano prevede delle tutele per i lavoratori in questi casi, anche se con limiti ben precisi legati al tipo di credito.
In caso di fallimento della compagnia, ecco come funziona il recupero e cosa puoi fare: 1. Il ricalcolo del TFR (La via più probabile per recuperare qualcosa)
La sentenza della Cassazione stabilisce che l’indennità feriale doveva essere più alta. Di conseguenza, se le tue ferie sono state sottopagate, anche la base di calcolo del tuo TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è stata calcolata per difetto
- Il Fondo di Garanzia INPS: Se l’azienda fallisce, il TFR non viene perso. Interviene il Fondo di Garanzia dell’INPS, che paga il 100% della liquidazione spettante al lavoratore al posto dell’azienda fallita. Tramite un legale o un sindacato, dovrai prima fare l’insinuazione al passivo del fallimento (cioè chiedere ufficialmente al tribunale che gestisce il fallimento di riconoscere il tuo credito). Una volta ottenuto lo stato passivo esecutivo, potrai chiedere all’INPS il pagamento del TFR ricalcolato con le differenze sulle ferie.
Le differenze sulle buste paga (Più difficili da recuperare)
Se chiedi direttamente i soldi arretrati delle singole indennità feriali non pagate (le differenze sullo stipendio mese per mese), la situazione cambia:
- Il Fondo di Garanzia INPS copre le retribuzioni arretrate solo per le ultime 3 mensilità scadute nei 12 mesi precedenti l’apertura della procedura di fallimento.
- Se sei già in pensione da tempo, queste mensilità non rientreranno in questa protezione temporale dell’INPS. L’unica speranza di riprendere le differenze stipendiali pure è che il tribunale riesca a vendere le navi o i beni della società fallita e che rimangano soldi a sufficienza per pagare i lavoratori (che hanno comunque un diritto di preferenza rispetto ad altri creditori).
Cosa devi fare concretamente adesso?
In caso di fallimento, muoversi da soli è impossibile. Devi obbligatoriamente affidarti a un ufficio vertenze di un sindacato dei lavoratori marittimi o a un avvocato del lavoro.
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