L’operazione arriva nella giornata in cui in città, alla presenza tra gli altri di Meloni e Nordio, sarà esposta la Croma su cui viaggiava il giudice vittima della strage di Capaci
Vanno dall’estorsione al traffico di droga, fino alla detenzione di armi da guerra le accuse a vario titolo nei confronti di 15 soggetti ritenuti appartenenti alla cosiddetta “banda dei kalashnikov”, che negli ultimi mesi ha terrorizzato Palermo. Nei loro confronti sono stati emessi 15 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, ai quali se ne aggiungono altri 7 nei confronti di soggetti già detenuti. Le indagini della Dda di Palermo riguardano l’escalation criminale che dal novembre 2025 sta colpendo il territorio cittadino che ricade nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
I fermi e gli ordini partiti dal carcere
Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Adnkronos, gli ordini per i raid sarebbero partiti in particolare da un trafficante detenuto a Trani. Gli investigatori, viene riferito ancora, hanno trovato nel telefono cellulare di uno degli indagati un messaggio del detenuto che dal carcere dava ordini con lo smartphone. Già a giugno i carabinieri avevano arrestato 8 giovani. L’indagine, che ha consentito di ricostruire anche gli attentati alla società di noleggio “Sicily by car” di Tommaso Dragotto, si sarebbe avvalsa anche di un nuovo collaboratore di giustizia.
Il valore anche simbolico del blitz contro la “banda dei kalashnikov”
L’operazione, condotta dai carabinieri, arriva in una giornata particolare e assume anche forte valore simbolico: proprio oggi a Palermo sarà svelata la Croma su cui viaggiava Giovanni Falcone il 23 maggio del 1992, quando i mafiosi lo uccisero, a Capaci, insieme alla moglie e ad alcuni agenti della sua scorta. Alla cerimonia interverranno, tra gli altri, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Un aspetto su cui si è soffermata la presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, commentando i fermi.
Meloni: nessun passo indietro contro la mafia
”Oggi a Palermo, anche per presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. A pochi giorni dal 34° anniversario della strage di via D’Amelio, il messaggio dello Stato è uno solo: contro la criminalità organizzata nessun passo indietro. Grazie alla magistratura e alle Forze dell’ordine per aver fermato la banda dei Kalashnikov. La legalità è la strada”. Così su X la premier Giorgia Meloni.
Colosimo: «L’eredità di Falcone ancora più attuale»
«Questa giornata, interamente dedicata a un eroe del nostro tempo come Giovanni Falcone, assume un significato ancora più profondo», ha scritto sui social la deputata di FdI. «L’esecuzione di 15 provvedimenti di fermo contro esponenti della criminalità mafiosa e del traffico di stupefacenti, che negli ultimi mesi avevano rialzato in maniera preoccupante la testa, rappresenta un duro colpo alle associazioni mafiose e conferma la determinazione dello Stato nel contrasto alla criminalità organizzata. Un risultato – ha sottolineato Colosimo – che rende ancora più attuale l’eredità di Falcone e il valore del lavoro quotidiano di magistratura e forze dell’ordine a difesa della legalità».
Piantedosi: «Lo Stato c’è: in Italia nessuno spazio per l’impunità»
«L’operazione di oggi dimostra ancora una volta che lo Stato è presente e che in Italia non c’è spazio per l’impunità», sono state le parole del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha rivolto un «sincero ringraziamento» agli investigatori e sottolineato che «il governo continuerà a sostenere con tutti i mezzi e le risorse possibili l’operato delle Forze dell’Ordine, consapevole che la lotta alla mafia si combatte attraverso la presenza dello Stato, gli investimenti in sicurezza e l’impegno costante nei territori».
I reati contestati: dall’estorsione al traffico di droga
Nello specifico, 9 provvedimenti di fermo hanno riguardato soggetti indiziati di reati di estorsione, tentata estorsione, porto e detenzione illegali di armi comuni e di armi da guerra, tutti aggravati dall’associazione di tipo mafioso. Le altre misure hanno riguardato 6 persone ritenute appartenenti ad una associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, operante nei quartieri di San Lorenzo e dello Zen 2, con disponibilità di armi da fuoco.
Nell’indagine sono coinvolte ulteriori 7 persone che si trovano già in carcere. «L’attività costituisce la prosecuzione di quella che, agli inizi di giugno di quest’anno, ha portato la Procura della Repubblica di Palermo ad emettere 8 provvedimenti di fermo per ulteriori fatti inquadrabili nel medesimo contesto investigativo», hanno spiegato gli investigatori.
Lagalla: «Alle vittime voglio dire: Palermo è dalla vostra parte»
Congratulazioni alla procura e alle forze dell’ordine per «questa ennesima brillante operazione antimafia, che rappresenta un altro colpo durissimo inferto alla criminalità organizzata» sono giunte anche dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. «Il mio pensiero – ha aggiunto – va oggi soprattutto ai tanti commercianti, agli imprenditori e alle loro famiglie che in questi mesi hanno vissuto momenti di grande angoscia, subendo intimidazioni, attentati, richieste estorsive e pesanti ripercussioni sulla propria attività lavorativa e sulla propria serenità personale». «A loro voglio dire che Palermo è dalla loro parte e che questo risultato rappresenta un segnale concreto di vicinanza e di speranza», ha detto il primo cittadino, rivolgendo «un ringraziamento particolare anche a quanti hanno trovato il coraggio di denunciare e di collaborare con gli investigatori, contribuendo in maniera decisiva al successo di questa operazione».
#Palermo: operazione antimafia dei #Carabinieri contro escalation criminale che dal novembre 2025 colpiva il territorio. 15 fermi per estorsione, porto e detenzione illegali di armi comuni e da guerra, traffico di sostanze stupefacenti
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Eleonora Guerra
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