Non abbiamo capito cosa sia successo a Sinner a Parigi. A fine anno decideremo se resterò ancora



Non si è ancora spenta l’eco del trionfo di Jannik Sinner nell’edizione 2026 di Wimbledon. Il fuoriclasse azzurro, infatti, ha difeso il titolo ai Championships, sconfiggendo Alexander Zverev con il punteggio di 6-7 7-6 6-3 6-4 al termine di una finale durissima e spettacolare che ha visto il numero 1 uscire alla distanza e chiudere dopo quasi 4 ore di gioco ad altissimo livello. L’altoatesino per prima cosa dopo aver trasformato il match point è andato a festeggiare e ringraziare il proprio team, con il coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi in prima fila.

Proprio l’australiano ha regalato spunti importantissimi nel corso della conferenza stampa dopo la partita: “Nei momenti importanti della finale Jannik ha avuto il coraggio di prendere l’iniziativa, invece di aspettare l’avversario in difesa. Ha tolto tempo a Zverev. Dal punto di vista di un allenatore, sono tutti aspetti estremamente positivi. Oggi entrambi hanno disputato una partita straordinaria, ma soprattutto Jannik. Di Alexander sapevamo che era capace di giocare così ma non sapevamo però per quanto tempo sarebbe riuscito a mantenere quel livello. Quando cerchi di giocare costantemente al limite, nella finale di Wimbledon sul Centre Court contro Jannik, è davvero difficilissimo. E lui è stato eccezionale. Ha sfiorato la vittoria del secondo set e sarebbe potuto andare avanti di due set. Se continuerà a giocare con questo livello e con questo stile, è già un avversario molto pericoloso, ma in futuro lo diventerà ancora di più. Adesso, dopo aver conquistato uno Slam con quella vittoria a Parigi, si vede chiaramente che cammina in campo con maggiore sicurezza”.

Un torneo che, come era facilmente preventivabile, non è iniziato certo in discesa per il nostro portacolori dato che era fermo dal clamoroso ko di Parigi e non aveva quindi ancora giocato nemmeno un minuto sull’erba, una superficie sulla quale devi comunque ambientarti:  “Jannik è stato messo in difficoltà fin dal primo turno. È riuscito a rimontare e a vincere una partita al quinto set, cosa che è stata molto importante per la sua fiducia e per il suo equilibrio mentale. Poi è migliorato sempre di più con il passare degli incontri”.

Già, il clamoroso ko di Parigi contro Cerundolo. Un match che stava dominando, al quale mancava solo un game per passare al terzo turno, ma che ha visto un crollo fisico del numero 1 al mondo. Le analisi dei giorni seguenti a Milano però non hanno dato certezze a quanto pare: “Non siamo riusciti a individuare con precisione cosa sia accaduto. Dopo quel torneo ha fatto tutti gli esami necessari e abbiamo apportato alcune modifiche alla preparazione, soprattutto al modo in cui affronta le giornate molto calde. Jannik è stato capace di incassare un colpo durissimo, rialzarsi, venire qui e lavorare come un matto. Siamo arrivati dodici giorni prima dell’inizio del torneo e abbiamo scelto di non disputare alcun torneo di preparazione. Sapevamo quindi che le prime partite sarebbero state molto complicate per lui. Ma lui abbassa la testa e lavora. Le cartelle cliniche di Jannik restano private e non entreremo nei dettagli. Detto questo, spettava a noi apportare alcuni cambiamenti e fare alcune cose in modo diverso. Jannik ne aveva già parlato in passato, anche se senza entrare nello specifico. Probabilmente ve ne siete accorti anche durante le partite: adesso, dopo un paio di set, lascia il campo, entra negli spogliatoi, si mette al fresco con l’aria condizionata e cambia la maglietta, anche quando non sarebbe strettamente necessario. Sta seguendo una routine precisa nelle giornate più calde, facendo tutto il possibile per riuscire a esprimere il suo miglior tennis anche in condizioni climatiche estreme. Dopotutto è un ragazzo dai capelli rossi, cresciuto nel nord Italia, tra la neve e le Alpi. Il caldo è qualcosa di molto diverso da ciò a cui è stato abituato per gran parte della sua vita“.

Secondo Darren Cahill, da questo punto di vista il peggio potrebbe essere alle spalle:Più tempo trascorrerà giocando in condizioni di caldo intenso, più riuscirà ad adattarsi. Qui a Wimbledon lo abbiamo già visto: credo sia stata una delle edizioni più calde di sempre e lui l’ha gestita magnificamente. Forse apporteremo anche qualche modifica alla preparazione invernale, cercando maggiormente il sole e condizioni climatiche più calde, così da abituarlo ancora di più a giocare in queste situazioni. In ogni caso, nelle ultime due settimane è stato eccezionale“.

Un 2026 che ha vissuto momenti altissimi, come i 5 Masters 1000 consecutivi ma, anche, partite che hanno lasciato una eredità pesante:Negli ultimi sei mesi sono successe diverse cose. In Australia, ad esempio, credo abbia gestito tutto molto bene. Poi è stato battuto in semifinale da un giocatore (Djokovic, ndr) che quel giorno è stato semplicemente migliore di lui: Novak ha colto le sue occasioni e ha giocato una partita straordinaria. Qui a Wimbledon è stato messo subito alla prova al primo turno. È riuscito a rimontare e vincere una partita al quinto set, e questo è stato molto importante per la sua fiducia e per la sua convinzione. Da quel momento è cresciuto partita dopo partita. Quanto accaduto a Parigi, invece, è stato uno di quegli episodi difficili da spiegare. Jannik ha saputo incassare un colpo durissimo, rialzarsi, lavorare senza risparmiarsi. Siamo arrivati qui dodici giorni prima dell’inizio del torneo e abbiamo scelto di non disputare alcun torneo di preparazione. Sapevamo che le prime partite sarebbero state complicate. Lui, però, ha abbassato la testa e si è messo a lavorare. Ha mantenuto un atteggiamento straordinario per tutto il torneo. Avrà una carriera lunga e ricca di successi. Si metterà ancora tante volte nella condizione di vincere tornei dello Slam. Non credo che questo titolo fosse più importante degli altri che ha conquistato o disputato, ma sicuramente è stato qualcosa di davvero speciale“.

Dai problemi ai complimenti perchè, secondo il coach australiano, Jannik Sinner ha un grande pregio:Questi risultati non lo fanno certo sentire appagato. Il percorso di evoluzione, il lavoro sui dettagli, continua senza sosta. E’ questa una delle lezioni della generazione d’oro di Federer, Nadal, Djokovic e Murray. Non hanno mai smesso di cercare di migliorare. Si sono spinti a vicenda a livelli incredibili. A ventiquattro anni, se vuoi costruire una carriera lunga e vincente, devi continuare ad aggiungere nuove soluzioni al tuo tennis. Anche oggi, nella finale, abbiamo visto cose che normalmente a Jannik non piace fare: rovesci in slice, qualche pallonetto, alcune smorzate”.

A questo punto come proseguirà la stagione? La partecipazione all’Open del Canada (che l’anno scorso aveva preferito saltare) potrebbe significare la sua intenzione di provare a vincere tutti i Masters 1000 dell’anno? “C’è però una differenza. Dodici mesi fa, tra Wimbledon e il Canada c’erano soltanto due settimane. Con un calendario così compresso, se arrivavi fino all’ultimo weekend di Wimbledon era molto difficile presentarsi subito competitivo in Canada. Quest’anno invece ci sono tre settimane. Il torneo è nel programma. Ci sederemo insieme come squadra e decideremo il calendario per il resto della stagione. I Masters 1000 sono eventi estremamente importanti e la nostra intenzione è mettere Jannik nelle migliori condizioni possibili per fare bene”.

Ultima battuta, ma non in ordine di importanza. Darren Cahill rimarrà al fianco di Jannik Sinner?Sarò con il team fino alla fine del 2026, poi vedremo. Avevo detto che avrei smesso alla fine del 2025, ma poi ho cambiato idea. Arriviamo alla fine della stagione e ci siederemo insieme per capire quale sarà la scelta migliore per Jannik”. 


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Alessandro Passanti

Source link

Di