#Finsubito news – Crisi Paraguay, cosa sta succedendo: dal crac di Ueno Bank alle dimissioni del presidente Peña


Il tracollo di uno dei principali istituti bancari del Paese ha bloccato i risparmi di circa tre milioni di cittadini, scatenando il panico tra i correntisti e violente proteste ad Asuncion. Il presidente Santiago Peña aveva annunciato le sue dimissioni

Il dissesto finanziario di Ueno Bank, istituto bancario nato nel 2021, sta gettando il Paraguay nel caos. Dopo l’intervento della Banca Centrale, circa tre milioni di cittadini sono rimasti senza accesso ai propri risparmi innescando il panico tra i risparmiatori e manifestazioni violente. Travolto dalla crisi e accusato di conflitto di interessi per i suoi precedenti legami societari con la banca, il presidente Santiago Peña ha annunciato le dimissioni, ma il Congresso, come aveva annunciato, ha approvato l’impeachment nei suoi confronti e la Procura paraguaiana ha spiccato un ordine di cattura per lui. “Chiediamo che vengano impartite le istruzioni necessarie per l’esecuzione del mandato di arresto”, recita il provvedimento dei giudici. “Nel caso del sig. Santiago Peña Palacios, la detenzione dovrà avvenire presso il suo domicilio, fino a quando non sarà posto a disposizione del Pubblico Ministero presso l’ Unità specializzata in reati economici e anticorruzione, conformemente ai termini e ai motivi della delibera allegata, e che l’esito sia comunicato immediatamente a questa Procura”. 

Il collasso di Ueno Bank

In Paraguay la crisi è esplosa in tutta la sua forza e gravità in seguito al dissesto finanziario di Ueno Bank. Nata nel 2021 come realtà fintech e trasformatasi rapidamente in uno dei pilastri del sistema creditizio nazionale, la banca era arrivata a gestire circa 850 milioni di dollari di fondi pubblici, inclusi i depositi di importanti istituzioni statali ed enti previdenziali, grazie a strategie commerciali aggressive, servizi digitali avanzati e una massiccia presenza pubblicitaria. Dietro questa rapida e apparentemente solida espansione, tuttavia, si celavano criticità strutturali profonde e importanti. Oltre a gravi irregolarità nella contabilizzazione delle attività, di recente le autorità di vigilanza hanno infatti scoperto l’erogazione di prestiti altamente rischiosi concessi a società direttamente collegate agli azionisti di controllo, tra cui figurava anche Peña fino al marzo 2025. Una volta ristabiliti i bilanci sulla base della realtà finanziaria, il capitale dell’istituto è crollato a meno della metà del minimo previsto dalla legge. Di fronte a questo scenario, la Banca Centrale è intervenuta martedì bloccando conti, carte e trasferimenti per avviare la migrazione dei depositi e delle attività recuperabili verso altri istituti bancari. 


©Ansa

Il panico dei risparmiatori

Il blocco improvviso ha generato un’ondata di panico collettivo, con lunghe file di cittadini davanti alle filiali e milioni di persone momentaneamente impossibilitate ad accedere al proprio denaro per le spese quotidiane. Le conseguenze economiche e sociali si sono rivelate immediate: il ministero del Lavoro stima infatti che circa 7.000 posti di lavoro, tra diretti e indotto, siano stati travolti dal collasso della banca. Per tamponare l’emergenza, il Congresso ha approvato un meccanismo straordinario basato su un fondo di garanzia statale, pensato per rimborsare integralmente i conti del 97% dei clienti, fino a una soglia di circa 36.000 dollari per depositante. 

 

Proteste e scontri in piazza

Le rassicurazioni e le misure tampone messe in campo dalle istituzioni non sono bastate in alcun modo a placare le preoccupazioni dei cittadini. La notizia del blocco dei conti e la percezione di un sistema colluso hanno spinto migliaia di risparmiatori e manifestanti a riversarsi nelle strade della capitale Asuncion, trasformando il centro urbano in un teatro di aperta contestazione contro il governo e le autorità finanziarie. La rabbia per la perdita improvvisa dell’accesso ai propri risparmi ha rapidamente alimentato una forte tensione sociale, culminata in ripetuti e violenti scontri con le forze dell’ordine. I reparti antisommossa della polizia sono intervenuti in assetto di guerra, ricorrendo all’uso massiccio di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i cortei e contenere i gruppi di manifestanti più facinorosi, decisi a marciare verso i palazzi del potere. Il clima di tensione resta altissimo, alimentato dalla frustrazione di un’intera popolazione che chiede risposte immediate e un’assunzione di responsabilità politica per il crac finanziario.

Paraguay, manifestazioni e proteste
©Ansa

I legami con la politica 

Ciò che in Paraguay ha trasformato un grave dissesto finanziario in una crisi istituzionale senza precedenti sono i profondi legami emersi tra i vertici di Ueno e la sfera del potere politico nazionale. Economista di formazione ed ex funzionario del Fondo monetario internazionale, il presidente conservatore Santiago Peña – eletto nel 2023 tra le file del Partito Colorado – aveva posseduto quote del Grupo Vazquez, la società direttamente collegata al controllo della banca, fino al marzo del 2025.

Sostenitore fervente del libero mercato e di un’economia aperta agli investimenti privati, Peña ha mantenuto in politica estera una linea di stretta vicinanza agli Stati Uniti e a Israele, confermando storicamente il riconoscimento diplomatico di Taiwan in controtendenza rispetto alla maggior parte dei partner sudamericani. Considerato un interlocutore chiave e un alleato dell’amministrazione Trump nella regione, Peña era stato ricevuto a Washington appena due settimane prima dallo stesso segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, per consolidare la cooperazione economica bilaterale.

Sul fronte interno, tuttavia, la situazione è rapidamente precipitata sotto il peso delle accuse di conflitto di interessi, utilizzo improprio dei fondi pensionistici e presunto insabbiamento delle criticità finanziarie della banca. Ulteriori sospetti sono stati alimentati inoltre dalla nomina alla guida della Banca Centrale di Carlos Carvallo, in passato presidente della finanziaria da cui era originata la stessa Ueno. 

 

Le inchieste e la posizione di Peña

Per fare piena chiarezza sulla vicenda, la magistratura paraguaiana ha aperto tre distinti fascicoli d’inchiesta che chiamano in causa lo stesso Peña e diversi funzionari pubblici, mentre ben 27 dirigenti e figure legate all’istituto di credito sono stati formalmente incriminati con capi d’accusa che vanno dall’abuso di fiducia alla tentata frode. Pur avendo respinto con fermezza ogni addebito e promesso la massima collaborazione con gli inquirenti, la posizione politica del capo dello Stato è divenuta insostenibile.

 

Paraguay, impeachment per Peña
©Ansa

Le dimissioni respinte e l’impeachment

Travolto dalla pressione delle piazze e dall’inasprirsi dello scontro politico, il presidente Santiago Peña ha tentato una mossa estrema pubblicando un videomessaggio sulla piattaforma X in cui ha annunciato formalmente le proprie dimissioni, giustificandole come un atto di responsabilità volto a preservare la stabilità del Paese e a tutelare le istituzioni democratiche. “Voglio anche chiedere scusa alla popolazione se in qualche momento ho sbagliato. Non è mai stata mia intenzione tradire la fiducia che avete riposto in me”, ha dichiarato nel messaggio, ribadendo che la priorità assoluta rimane la restituzione dei risparmi ai cittadini bloccati dal crac.

Nonostante l’annuncio, il Congresso nazionale ha scelto però di non accogliere formalmente le dimissioni, decidendo di tirare dritto con la procedura di impeachment. Dietro questo rifiuto si celano retroscena giuridici e politici ben precisi: secondo i parlamentari dell’opposizione, accettare le dimissioni volontarie consentirebbe infatti a Peña di conservare lo status privilegiato di senatore a vita, garantendogli le relative immunità e complicando notevolmente eventuali azioni giudiziarie nei suoi confronti. La rimozione formale tramite impeachment spazzerà invece via tali tutele, aprendo la strada a conseguenze penali dirette. 

I poteri presidenziali passeranno temporaneamente al vicepresidente Pedro Alliana, esponente di spicco dello stesso Partito Colorado, la forza politica che governa ininterrottamente il Paraguay dal 1948, fatta eccezione per la parentesi compresa tra il 2008 e il 2013.

 

Vedi anche

Paraguay, si dimette il presidente Peña per lo scandalo Ueno Bank

Paraguay, la protesta dei risparmiatori
©Ansa


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม