Il Consiglio dei Ministri ha esaminato 21 procedimenti di valutazione di impatto ambientale (VIA) relativi a impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Sedici progetti hanno ricevuto giudizio negativo di compatibilità ambientale, cinque giudizio positivo con prescrizioni.
I progetti respinti si trovano in Puglia, Lazio, Basilicata e Molise e nel complesso valgono circa 900 MW tra eolico, fotovoltaico a terra e agrivoltaico. Per tutti il Governo ha ritenuto prevalente la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale rispetto all’incremento della produzione da FER. Il via libera riguarda cinque impianti agrivoltaici in provincia di Foggia, per circa 272 MW.
Sulla delibera è intervenuto Raffaello Giacchetti, presidente di Gruppo Impianti Solari (GIS), che richiama l’elevata dipendenza dell’Italia dalle importazioni di energia. L’associazione chiede che i vincoli siano noti prima dell’avvio della progettazione e che le aree idonee siano definite con chiarezza.
Perché la VIA arriva in Consiglio dei Ministri
Il Consiglio ha deliberato su proposta della presidente Giorgia Meloni, in base all’articolo 5, comma 2, lettera c-bis) della legge 400/1988. La norma consente di deferire al CdM le questioni su cui amministrazioni con competenze diverse hanno espresso valutazioni contrastanti, per una valutazione complessiva e un’armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti.
L‘articolo 7 del decreto-legge 50/2022 stabilisce che le delibere adottate in questa sede sostituiscono a ogni effetto il provvedimento di VIA. Per i cinque progetti approvati il giudizio positivo è subordinato al rispetto delle prescrizioni delle Commissioni tecniche istituite presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE).
Impianti approvati e respinti, il quadro per regione
Tutti i progetti approvati sono agrivoltaici e ricadono in Capitanata, tra Foggia, Manfredonia, Lucera, Ascoli Satriano, Cerignola, Ordona, Deliceto, San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis. Nessuno dei sei impianti eolici esaminati ha superato la valutazione. Insieme valgono circa 432 MW, quasi la metà della potenza respinta.
In Lazio tutti e sei i progetti, concentrati nella provincia di Viterbo, hanno ricevuto parere negativo, per circa 318 MW. All’esame di questi procedimenti ha partecipato il presidente della Regione, Francesco Rocca. In Puglia, accanto ai cinque via libera, sono stati respinti sette impianti per circa 475 MW, tra cui il parco eolico di Manduria da 96 MW e il Campo Agrosolare Valle di Ascoli Satriano da 113 MW.
Le potenze indicate nella delibera sono espresse ora in MW, ora in MWp. Per l’impianto di Viterbo e Vitorchiano sono riportate sia la potenza di picco (33,8 MW) sia quella in immissione (45 MW). I totali sono quindi indicativi.
| Regione | Progetto | Tecnologia | Potenza | Comuni | Esito |
|---|---|---|---|---|---|
| Puglia | La Feudale | Agrivoltaico | 32 MW | San Giovanni Rotondo, Manfredonia, San Marco in Lamis (FG) | Positivo con prescrizioni |
| Puglia | Ordona | Agrivoltaico | 63,62 MW | Ordona, Foggia, Ascoli Satriano, Deliceto (FG) | Positivo con prescrizioni |
| Puglia | Senza denominazione | Agrivoltaico | 76,77 MW | Foggia, Lucera (FG) | Positivo con prescrizioni |
| Puglia | Aragonite | Agrivoltaico | 45,6 MW | Ascoli Satriano, Cerignola (FG) | Positivo con prescrizioni |
| Puglia | CSPV Manfredonia | Agrivoltaico | 53,84 MWp | Foggia, Manfredonia (FG) | Positivo con prescrizioni |
| Puglia | Galesano | Eolico con accumulo | 48,5 MW | Torre Santa Susanna, Mesagne, Latiano (BR) | Negativo |
| Puglia | Ciavatta | Eolico | 78 MW | Serracapriola (FG), Rotello (CB) | Negativo |
| Puglia | Celone 03 | Agrivoltaico | 44,34 MWp | Foggia (FG) | Negativo |
| Puglia | Manduria | Eolico (16 aerogeneratori) | 96 MW | Manduria, Oria, Avetrana (TA); Erchie (BR) | Negativo |
| Puglia | Senza denominazione | Eolico (9 aerogeneratori) | 54 MW | Serracapriola (FG), Rotello (CB) | Negativo |
| Puglia | Campo Agrosolare Valle | Agrivoltaico | 113 MW | Ascoli Satriano (FG) | Negativo |
| Puglia | Pascarella | Agrivoltaico | 41,28 MWp | Gravina in Puglia (BA) | Negativo |
| Basilicata | Senza denominazione | Eolico (10 aerogeneratori) | 66 MW | Genzano di Lucania (PZ) | Negativo |
| Basilicata | Senza denominazione | Agrivoltaico | 20 MW | Genzano di Lucania (PZ) | Negativo |
| Lazio | Parco eolico Tuscania | Eolico | 90 MW | Tuscania, Arlena di Castro (VT) | Negativo |
| Lazio | EG Gemma | Fotovoltaico a terra | 57 MW | Proceno (VT) | Negativo |
| Lazio | Solar Blooms | Agrivoltaico | 29,36 MW | Civita Castellana (VT), Sant’Oreste (RM) | Negativo |
| Lazio | Senza denominazione | Agrivoltaico | 33,8 MWp (45 MW in immissione) | Viterbo, Vitorchiano (VT) | Negativo |
| Lazio | GreenHill – Progetto Valentano | Agrivoltaico | 30,53 MWp | Ischia di Castro, Cellere, Valentano, Piansano, Tuscania (VT) | Negativo |
| Lazio | Querciolare | Fotovoltaico | 77,69 MW | Montalto di Castro (VT) | Negativo |
| Molise | Colle Carbone | Agrivoltaico | 10,13 MWp | Larino (CB) | Negativo |
Fonte: comunicato del Consiglio dei Ministri. Le potenze sono riportate come indicate nella delibera, con arrotondamento a due decimali.
GIS e il tema dell’indipendenza energetica
GIS attribuisce alla delibera una portata nazionale, che va oltre i sei progetti respinti nel Viterbese.
«L’Italia importa quasi tre quarti dell’energia di cui ha bisogno. Eppure continuiamo a ostacolare la realizzazione di impianti che potrebbero produrne una quota maggiore sul nostro territorio», afferma Giacchetti.
Il dato trova riscontro nelle statistiche Eurostat. Nel 2024 la dipendenza energetica italiana dalle importazioni era del 73,9%, contro il 57,3% della media UE. L’Italia si colloca al settimo posto tra i 27 Stati membri, sopra Spagna e Germania, che restano poco sotto il 68% e il 67%.
Giacchetti richiama anche il dibattito sul ritorno al nucleare. A suo giudizio eventuali nuovi impianti richiederebbero tempi superiori a una legislatura, mentre il Paese ha bisogno di risposte energetiche nel breve periodo. Diversificare i fornitori esteri, aggiunge, non basta senza un aumento della produzione nazionale.
Le richieste sul quadro autorizzativo
GIS non contesta la tutela di paesaggio, patrimonio culturale e agricoltura e non chiede l’approvazione di ogni progetto. Chiede che i vincoli siano individuabili prima dell’avvio della progettazione e accompagnati da indicazioni sulle aree effettivamente idonee.
«Non si possono chiedere alle imprese anni di progettazione e investimenti ingenti senza un quadro autorizzativo affidabile. La tutela del territorio richiede valutazioni rigorose, non incertezza permanente», sostiene il presidente dell’associazione.
Aree idonee e obiettivi PNIEC
La richiesta di regole preventive si inserisce in un quadro normativo ridefinito all’inizio del 2026. Dopo che il TAR Lazio, con la sentenza 9155/2025, aveva annullato in parte il DM Aree idonee del 21 giugno 2024 (pronuncia poi riformata dal Consiglio di Stato), il legislatore ha trasferito la disciplina nella fonte primaria con il DL 175/2025. La legge di conversione 4/2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio 2026.
Le nuove norme integrano il Testo unico FER (D.Lgs. 190/2024), che elenca le aree idonee ex lege e fissa limiti per l’uso delle superfici agricole e per l’agrivoltaico.
L’articolo 11-bis del Testo unico affida alle Regioni il compito di individuare con propria legge ulteriori aree idonee. Il processo procede a velocità diverse. Emilia-Romagna, Abruzzo, Veneto e Piemonte hanno già approvato le rispettive leggi, mentre la Puglia ha avviato l’iter con il disegno di legge n. 31 del 10 marzo 2026.
Sul fronte degli obiettivi, il PNIEC prevede 131 GW di potenza rinnovabile installata al 2030, di cui 79,2 GW da solare e 28,1 GW da eolico. Secondo Terna, al 30 settembre 2026 la potenza FER in esercizio era pari a 88.792 MW, con 48,3 GW di fotovoltaico e 14 GW di eolico. Nei primi nove mesi dell’anno sono entrati in esercizio 5.263 MW, di cui 4.834 MW fotovoltaici. Nel 2024 e nel 2025 le nuove installazioni annue erano state rispettivamente di 7,5 e 7,2 GW.
Per raggiungere il target mancano circa 42 GW. Lo scarto più ampio riguarda l’eolico, fermo a metà dell’obiettivo 2030. È il comparto più colpito dalla delibera del 28 ottobre, con sei parchi respinti per circa 432 MW.
FAQ VIA rinnovabili, aree idonee e impianti FER
Quanti impianti rinnovabili ha bocciato il Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026?
Il CdM ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale su 16 dei 21 progetti esaminati, per circa 900 MW. Sei sono in Lazio, sette in Puglia, due in Basilicata e uno in Molise.
Quali progetti hanno ottenuto la VIA positiva?
Cinque impianti agrivoltaici in provincia di Foggia, per circa 272 MW complessivi. L’approvazione è condizionata al rispetto delle prescrizioni delle Commissioni tecniche del MASE.
Con quale motivazione sono stati respinti i progetti?
Nella valutazione comparativa degli interessi pubblici, il Governo ha ritenuto prevalente la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale rispetto all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Perché la decisione sulla VIA spetta al Consiglio dei Ministri?
L’articolo 5, comma 2, lettera c-bis) della legge 400/1988 consente di deferire al CdM le questioni su cui amministrazioni diverse hanno espresso valutazioni contrastanti. In base all’articolo 7 del DL 50/2022, la delibera sostituisce il provvedimento di VIA.
Che cosa chiede GIS?
Gruppo Impianti Solari chiede vincoli conoscibili prima della progettazione, indicazioni chiare sulle aree idonee e tempi autorizzativi prevedibili, a tutela degli investimenti e della produzione energetica nazionale.
Quanta potenza rinnovabile manca all’obiettivo PNIEC 2030?
Il PNIEC fissa 131 GW al 2030. Secondo Terna, al 30 settembre 2026 la potenza installata era di 88,8 GW, con un divario di circa 42 GW.
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