#Finsubito news – Torna il contributo per l’acquisto della prima casa nella Provincia autonoma di Trento


 

Per il 2026, la Provincia autonoma di Trento attiva un nuovo bando per sostenere giovani, giovani coppie e famiglie numerose nell’acquisto della prima casa.


La misura mette a disposizione 3 milioni di euro e prevede contributi fino a 40.000 euro per le famiglie numerose che hanno diritto alla maggiorazione prevista in presenza di invalidità.

Non è un aiuto generico, ma un bando con requisiti precisi, tempi definiti e obblighi da valutare con attenzione prima di presentare la domanda. La domanda può essere presentata anche prima della conclusione dell’acquisto, purché sia già stato sottoscritto un contratto preliminare di compravendita oppure una proposta di acquisto accettata dal promittente venditore.

 

Contributo prima casa Trento 2026, a chi si rivolge

Il bando è destinato a chi compra una prima casa in provincia di Trento dopo il 1° gennaio 2026.

Le categorie ammesse sono tre: giovani che al 1° gennaio 2026 non abbiano ancora compiuto 40 anni, giovani coppie in cui almeno uno dei due componenti non abbia ancora 40 anni e famiglie numerose con almeno tre figli conviventi a carico.

Per accedere, bisogna essere residenti in provincia di Trento al momento della domanda. Se la richiesta viene presentata congiuntamente, è sufficiente che questo requisito sia posseduto da almeno uno dei richiedenti. Conta anche la situazione economica del nucleo che vivrà nella nuova abitazione.

Un altro punto da verificare riguarda le proprietà già possedute. In linea generale, né chi presenta la domanda né gli altri componenti del nucleo destinatario della casa devono avere la proprietà piena ed esclusiva di altre abitazioni. Esistono però alcune eccezioni, tra cui l’immobile oggetto della domanda se già acquistato e quello assegnato da un provvedimento giudiziale a un precedente coniuge, unito civilmente o convivente.

Non può accedere al bando chi ha già beneficiato di altri contributi provinciali per l’acquisto o la costruzione della prima casa nei dieci anni precedenti la domanda, compresi quelli ricevuti tramite cooperative edilizie.

 

Il caso delle famiglie numerose

Le famiglie numerose possono accedere al contributo anche se proprietarie di un’altra abitazione al momento della domanda, ma entro 12 mesi dal provvedimento di concessione devono venderla, salvo il caso in cui sia destinata a essere fusa con l’unità acquistata e adiacente.

Questa possibilità risponde a un’esigenza molto concreta: cambiare casa perché gli spazi non sono più adeguati alla dimensione della famiglia, senza rinunciare al contributo previsto dal bando.

 

Quanto vale il contributo per la prima casa

L’importo varia in base alla composizione del nucleo che acquista e abiterà nell’immobile. Per i giovani che fanno domanda singolarmente, il contributo è di 20.000 euro. Per le giovani coppie sale a 25.000 euro. Le famiglie numerose possono invece ricevere 30.000 euro.

È prevista inoltre una maggiorazione di 10.000 euro se nel nucleo familiare destinatario della prima casa è presente almeno una persona con invalidità accertata pari o superiore al 75 per cento.

Per riassumere:

  • 20.000 euro per un giovane richiedente;
  • 25.000 euro per una giovane coppia;
  • 30.000 euro per una famiglia numerosa;
  • fino a 40.000 euro per una famiglia numerosa che abbia diritto alla maggiorazione per invalidità.

Le domande saranno esaminate in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili. Questo rende importante predisporre in anticipo documenti e verifiche, senza aspettare gli ultimi giorni disponibili.

 

Quali abitazioni rientrano nel bando

La casa acquistata deve essere situata nel territorio della provincia di Trento e, al momento del rogito, deve rientrare nelle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 oppure A/7. Sono quindi ammesse abitazioni civili, economiche, popolari, ultrapopolari, rurali e villini.

Possono essere comprese anche le pertinenze, a patto che siano classificate come C/2, ossia magazzini e locali di deposito, C/6, come rimesse e autorimesse senza fine di lucro, o C/7, cioè tettoie chiuse o aperte.

Il bando contempla anche situazioni meno standard, che vale la pena conoscere. La prima casa può derivare dalla fusione di più unità immobiliari contigue, purché l’atto di acquisto riporti l’intenzione di procedere con la fusione. È inoltre possibile acquistare quote di proprietà soltanto se l’operazione porta alla titolarità piena ed esclusiva della casa destinata ad abitazione principale.

Non sono invece ammessi gli acquisti effettuati dal coniuge, dalla persona unita civilmente, dal convivente di fatto, da parenti o affini entro il primo grado, né da imprese individuali o società riconducibili a tali soggetti.

 

Domanda, documenti e scadenze

Le domande possono essere presentate dal 2 novembre 2026 al 13 gennaio 2027.

La domanda va compilata e trasmessa online, con accesso tramite SPID di livello 2, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi o Carta provinciale dei servizi. È previsto il pagamento di una marca da bollo da 16 euro, che dovrà essere conservata per eventuali controlli.

Alla procedura digitale occorre allegare il contratto di compravendita, oppure il decreto giudiziale di trasferimento della proprietà, oppure il preliminare di compravendita o la proposta di acquisto.

Se la richiesta viene presentata insieme a un altro richiedente, serve anche una delega scritta, insieme agli ulteriori documenti indicati dalla Provincia.

La concessione del contributo è prevista entro 60 giorni dalla domanda, seguendo l’ordine cronologico e nel limite delle risorse disponibili. I tempi di erogazione cambiano invece in base allo stato dell’acquisto e dell’intavolazione della proprietà: la Provincia indica termini che vanno, a seconda dei casi, da 30 a 60 giorni dalla verifica della documentazione necessaria.

 

I vincoli da considerare prima di fare domanda

Il contributo sostiene un progetto abitativo stabile, non un acquisto temporaneo.

Entro 12 mesi dal provvedimento di concessione, se alla domanda era stato allegato il preliminare, è necessario stipulare l’atto di compravendita e intavolare la proprietà. Entro lo stesso termine occorre trasferire la residenza nella casa, obbligo che riguarda anche gli altri componenti del nucleo familiare destinatario dell’abitazione.

Da quel momento decorrono obblighi di lunga durata. Per dieci anni bisogna mantenere la residenza nell’immobile, conservarne la proprietà per intero e non è possibile darlo in locazione, comodato o costituire su di esso un diritto reale di godimento. Non è neppure consentito ricavare nuove abitazioni attraverso il frazionamento dell’unità acquistata.

Sono ammesse deroghe temporanee alla residenza, ma soltanto se autorizzate e legate a motivi documentati di salute, lavoro o studio.

 

Come prepararsi alla richiesta

Prima di procedere, è utile mettere in ordine tutti gli elementi che incidono sull’ammissibilità: l’età dei richiedenti, la residenza, l’ICEF, la composizione del nucleo che vivrà nella casa e le eventuali proprietà già esistenti. Poi occorre controllare con precisione i dati catastali dell’abitazione, la presenza di eventuali pertinenze e la documentazione contrattuale disponibile.

 

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