(AGENPARL) – Roma, 3 Novembre 2026 – Il Direttore Responsabile di Agenparl, Dr. Luigi Camilloni, ha indirizzato alla Rappresentanza della Commissione europea in Italia una richiesta formale di chiarimenti sui costi di partecipazione ai programmi Horizon Europe, sull’elevatissima selettività dei finanziamenti EIC Pathfinder Open 2026 e sul rischio che ricercatori, startup e imprese innovative abbandonino progressivamente il sistema europeo della ricerca. Tre domande rivolte a Bruxelles per conoscere dati, responsabilità, possibili riforme e iniziative concrete a tutela dell’eccellenza scientifica.
Agenparl interpella la Commissione europea sui paradossi dei finanziamenti alla ricerca
Quanto costa realmente accedere ai finanziamenti europei destinati alla ricerca? Quante risorse economiche e professionali vengono impiegate per preparare candidature che non ottengono alcun contributo? E soprattutto, quali conseguenze potrebbe produrre nel lungo periodo un sistema nel quale la probabilità di ottenere un finanziamento, in alcuni bandi, supera di poco il 2%?
Sono questi gli interrogativi al centro della richiesta ufficiale di chiarimenti indirizzata dal Dr. Luigi Camilloni, Direttore Responsabile di Agenparl, alla Rappresentanza della Commissione europea in Italia – Ufficio Stampa di Roma.
L’iniziativa giornalistica nasce dagli approfondimenti pubblicati da Agenparl il 30 ottobre 2026, dedicati alle criticità strutturali del programma Horizon Europe e ai risultati particolarmente selettivi del bando EIC Pathfinder Open 2026.
I due articoli, intitolati rispettivamente Horizon Europe, il paradosso dell’innovazione europea: fino a 4,5 miliardi di euro per chiedere finanziamenti alla ricerca e Horizon Europe, il paradosso dei finanziamenti europei: solo il 2% dei progetti EIC Pathfinder viene selezionato, hanno sollevato questioni che riguardano non soltanto l’efficienza della spesa, ma anche l’accessibilità delle opportunità europee e la capacità dell’Unione di trattenere e valorizzare il proprio capitale scientifico.
La richiesta punta a ottenere una posizione istituzionale documentata, accompagnata da dati aggiornati, indicazioni sulle eventuali iniziative amministrative e chiarimenti sulle prospettive di riforma.
Il primo interrogativo: fino a 4,5 miliardi di euro per presentare domande di finanziamento
Il primo tema riguarda il costo economico complessivo sostenuto dai partecipanti ai programmi di ricerca europei.
Secondo i dati della valutazione intermedia di Horizon Europe richiamati da Agenparl, tra il 2021 e il 2024 università, centri di ricerca, imprese e altre organizzazioni partecipanti avrebbero sostenuto costi compresi tra 1,92 e 2,82 miliardi di euro per predisporre le candidature.
La proiezione sull’intero periodo di programmazione 2021-2027 raggiunge un intervallo stimato tra 3,1 e 4,5 miliardi di euro. Agenparl
Non si tratta di finanziamenti pubblici direttamente sottratti ai programmi di ricerca, ma di costi sostenuti dalle organizzazioni partecipanti, comprendenti il valore del tempo dedicato alla progettazione, le competenze professionali impiegate e altre spese legate alla preparazione delle domande.
La distinzione è essenziale, ma non elimina il problema economico.
Ogni giornata di lavoro dedicata alla predisposizione di una candidatura costituisce infatti una risorsa che non può essere contemporaneamente destinata alla sperimentazione, allo sviluppo tecnologico o all’attività scientifica.
Da qui il primo quesito formulato da Camilloni alla Commissione europea:
La Commissione europea ritiene economicamente sostenibile mantenere un sistema di finanziamento nel quale miliardi di euro vengono impiegati esclusivamente per competere nell’accesso ai contributi destinati alla ricerca, senza alcuna garanzia di successo?
La richiesta non si limita a una valutazione generale.
A Bruxelles viene domandato di indicare quali misure concrete, obiettivi verificabili e scadenze operative siano previsti per ridurre gli oneri amministrativi e finanziari, evitando che la preparazione delle candidature assorba risorse in misura sproporzionata rispetto alle finalità scientifiche dei programmi.
EIC Pathfinder Open 2026: 2.103 candidature e soltanto 43 progetti selezionati
Il secondo interrogativo riguarda i risultati del bando EIC Pathfinder Open 2026, strumento destinato a sostenere la ricerca su tecnologie radicalmente innovative.
I dati pubblicati dallo European Innovation Council evidenziano una competizione particolarmente intensa: 2.103 proposte presentate, richieste di finanziamento complessive superiori a 8,2 miliardi di euro e 43 progetti selezionati, come annunciato il 14 ottobre 2026. European Innovation Council+1
Candidature
Selezionate
Tasso di successo
43 selezionati2.060 non selezionati
Elaborazione sui risultati del bando EIC Pathfinder Open 2026. La selezione non equivale necessariamente all’erogazione definitiva dei finanziamenti.
La percentuale di successo, pari a circa il 2,04%, solleva interrogativi sul rapporto tra la domanda di finanziamenti, le risorse disponibili e gli obiettivi europei in materia di competitività e sovranità tecnologica.
Nella richiesta di chiarimenti, Camilloni domanda:
La Commissione europea ritiene che un tasso di selezione così eccezionalmente basso sia coerente con gli obiettivi strategici dell’Unione europea volti a rafforzare la competitività, la sovranità tecnologica e l’innovazione di frontiera?
Un ulteriore elemento riguarda il destino delle candidature giudicate scientificamente valide ma rimaste escluse per ragioni di bilancio.
Non tutti i progetti respinti possono essere considerati automaticamente eccellenti, né ogni proposta non finanziata rappresenta necessariamente un’innovazione perduta.
Tuttavia, quando la domanda di finanziamenti supera ampiamente le risorse disponibili, diventa importante conoscere quanti progetti abbiano superato le soglie qualitative richieste senza ricevere sostegno economico.
Agenparl ha pertanto richiesto alla Commissione di chiarire se esistano valutazioni su questo fenomeno e se siano previsti aumenti delle dotazioni finanziarie o modifiche delle procedure di selezione.
Terzo interrogativo: l’Europa rischia di scoraggiare i propri ricercatori?
La terza questione riguarda una conseguenza potenzialmente più profonda, che potrebbe manifestarsi nel medio e lungo periodo: la progressiva rinuncia a partecipare ai programmi europei.
Presentare una candidatura a un bando competitivo richiede tempo, personale qualificato, capacità organizzative e risorse economiche.
Le università e i grandi centri di ricerca possono spesso contare su strutture amministrative specializzate.
Per le startup, le piccole e medie imprese innovative, i giovani ricercatori e le organizzazioni di dimensioni ridotte, invece, sostenere ripetutamente tali costi potrebbe risultare particolarmente oneroso.
La possibilità che questo fenomeno produca disuguaglianze nell’accesso ai finanziamenti rappresenta uno degli aspetti centrali dell’iniziativa.
Il rischio, secondo la problematica sollevata da Agenparl, è che la capacità di affrontare numerose procedure competitive diventi un vantaggio strutturale per i soggetti economicamente più solidi.
In tale scenario, il sistema potrebbe scoraggiare la partecipazione di organizzazioni dotate di potenziale scientifico ma prive delle risorse necessarie per sostenere candidature ripetute.
La domanda rivolta alla Commissione è precisa:
La Commissione europea dispone di dati statistici relativi al numero di ricercatori, imprese e consorzi di ricerca che interrompono la propria partecipazione ai programmi europei di finanziamento dopo ripetute candidature non finanziate?
Il quesito apre una questione metodologica rilevante.
Misurare il successo di un programma di finanziamento esclusivamente attraverso il numero dei progetti sostenuti potrebbe non essere sufficiente per comprenderne gli effetti sull’intero ecosistema della ricerca.
Sarebbe utile conoscere anche il numero delle organizzazioni che cessano di presentare candidature, le motivazioni che determinano tale scelta e l’eventuale concentrazione dei finanziamenti tra soggetti già dotati di una maggiore capacità amministrativa.
Allo stato attuale, la richiesta di Agenparl sollecita proprio la disponibilità di queste informazioni, senza dare per dimostrata l’esistenza di un fenomeno generalizzato di abbandono.
Le possibili riforme: selezione in due fasi, finanziamenti preliminari e nuovi criteri di valutazione
La richiesta ufficiale non si limita a evidenziare le criticità.
Il Direttore Responsabile di Agenparl domanda alla Commissione se siano allo studio interventi per rendere più accessibili e proporzionate le procedure di finanziamento.
Tra le ipotesi sottoposte all’attenzione delle istituzioni europee figura un impiego più esteso delle candidature in due fasi, attraverso una prima selezione basata su proposte sintetiche e una successiva richiesta di documentazione completa soltanto ai progetti preselezionati.
Un secondo possibile intervento riguarda i finanziamenti preliminari destinati alla realizzazione di prove di concetto, attraverso i quali verificare la fattibilità di idee scientifiche e tecnologiche prima di procedere a investimenti più consistenti.
Un terzo elemento è rappresentato dalla sperimentazione di meccanismi alternativi di selezione tra proposte che abbiano già raggiunto rigorosi standard di eccellenza scientifica.
Si tratta di strumenti che richiederebbero valutazioni specifiche, anche in relazione alle differenti caratteristiche della ricerca fondamentale, della ricerca applicata e dell’innovazione industriale.
L’obiettivo non sarebbe eliminare i controlli, ma verificare se sia possibile ridurre il peso amministrativo delle candidature senza compromettere l’integrità delle valutazioni e la tutela delle risorse pubbliche.
La richiesta di trasparenza istituzionale
Nella comunicazione indirizzata all’Ufficio Stampa della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Camilloni sottolinea la necessità di ricevere risposte documentate.
In particolare, viene richiesta una posizione ufficiale corredata, ove possibile, da statistiche aggiornate, riferimenti alla documentazione istituzionale e indicazioni sulle eventuali iniziative legislative o amministrative attualmente allo studio.
La finalità dichiarata è consentire un approfondimento giornalistico nel quale la posizione della Commissione europea possa essere rappresentata in maniera accurata, completa ed equilibrata.
L’iniziativa si colloca pertanto nell’ambito di un’attività di verifica giornalistica che intende affiancare all’analisi dei dati e alle criticità evidenziate anche il punto di vista delle istituzioni responsabili dei programmi.
Non si tratta di sostenere che la competitività dei bandi costituisca di per sé un’anomalia. La selezione rappresenta uno strumento indispensabile per destinare risorse pubbliche limitate a iniziative ritenute meritevoli.
La questione è comprendere se il rapporto tra i costi complessivi della competizione, l’efficacia dei criteri di valutazione e il numero dei progetti finanziabili sia sufficientemente equilibrato.
Il futuro di Horizon Europe e la competitività dell’Unione europea
L’Unione europea attribuisce alla ricerca e all’innovazione un ruolo fondamentale per rafforzare la propria capacità industriale, sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie e affrontare le trasformazioni economiche e scientifiche internazionali.
Ma la capacità di competere non dipende esclusivamente dall’ammontare dei finanziamenti stanziati.
Dipende anche dall’efficienza delle procedure utilizzate per distribuirli, dalla qualità dei progetti selezionati e dalla possibilità che nuovi soggetti accedano alle opportunità disponibili.
Un sistema che richiede investimenti particolarmente elevati nella preparazione delle candidature dovrebbe quindi essere valutato non soltanto sulla base delle risorse assegnate, ma anche considerando i costi sostenuti dall’insieme dei partecipanti.
Analogamente, un programma con una percentuale di successo prossima al 2% solleva l’esigenza di comprendere meglio come vengano valutate le proposte non finanziate e quali conseguenze possa avere una competizione così elevata sulla partecipazione futura.
È su questo terreno che si inseriscono le tre domande di Agenparl.
La questione fondamentale non riguarda soltanto quanti finanziamenti l’Europa riesca a mobilitare, ma anche quanta capacità scientifica e tecnologica riesca effettivamente a trasformare in innovazione.
Agenparl attende la posizione ufficiale della Commissione europea
Con la richiesta indirizzata alla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Agenparl intende contribuire a un confronto pubblico fondato su dati verificabili, trasparenza amministrativa e responsabilità istituzionale.
I tre quesiti riguardano aspetti distinti ma strettamente collegati: la sostenibilità economica delle candidature, la selettività dei finanziamenti e l’eventuale progressiva esclusione dei soggetti che non riescono a sostenere i costi della competizione.
Le risposte della Commissione potranno contribuire a chiarire se gli attuali strumenti siano considerati adeguati dalle istituzioni europee e quali correttivi risultino eventualmente allo studio.
La richiesta di chiarimenti non costituisce una contestazione dei principi della valutazione scientifica, ma una domanda di trasparenza sull’efficienza complessiva del sistema europeo di finanziamento della ricerca.
Perché la competitività dell’Europa non può essere misurata soltanto attraverso la quantità di risorse pubbliche stanziate, ma deve essere valutata anche in relazione alla capacità di renderle accessibili, selezionare efficacemente i progetti e trasformare gli investimenti in risultati scientifici, tecnologici ed economici.
Agenparl darà conto dell’eventuale riscontro ufficiale della Commissione europea, nell’interesse di un dibattito pubblico documentato sul futuro della ricerca e dell’innovazione nell’Unione.
Gli approfondimenti di Agenparl
30 ottobre 2026 – Horizon Europe, il paradosso dell’innovazione europea: fino a 4,5 miliardi di euro per chiedere finanziamenti alla ricerca – EditorialeLeggi l’editoriale completo su Agenparl
30 ottobre 2026 – Horizon Europe, il paradosso dei finanziamenti europei: solo il 2% dei progetti EIC Pathfinder viene selezionato. L’innovazione rischia di perdere i suoi protagonisti Leggi l’approfondimento completo su Agenparl
Fonti istituzionali: European Innovation Council, comunicazioni del 20 maggio e del 14 ottobre 2026 sui risultati EIC Pathfinder Open 2026. European Innovation Council+1

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Dr. Luigi Camilloni, Editor-in-Chief of Agenparl, has formally requested clarification from the European Commission Representation in Italy regarding the costs of participating in Horizon Europe programmes, the exceptionally low selection rate of EIC Pathfinder Open 2026 funding, and the risk that researchers, startups and innovative companies may progressively withdraw from the European research funding system. Three questions addressed to Brussels seek official data, institutional accountability, potential reforms and concrete initiatives to safeguard scientific excellence.
Agenparl questions the European Commission on the paradoxes of research funding
What is the actual cost of accessing European research funding? How many financial and professional resources are devoted to preparing applications that ultimately receive no funding? And, above all, what long-term consequences could arise from a system in which the probability of securing a grant, under certain calls for proposals, barely exceeds 2%?
These are the central questions raised in a formal request for clarification submitted by Dr. Luigi Camilloni, Editor-in-Chief of Agenparl, to the European Commission Representation in Italy – Press Office in Rome.
The journalistic initiative follows two investigative articles published by Agenparl on 30 October 2026, examining structural challenges within the Horizon Europe programme and the particularly selective results of the EIC Pathfinder Open 2026 call.
The two articles, entitled Horizon Europe: The Paradox of European Innovation – Up to €4.5 Billion Spent on Applying for Research Funding and Horizon Europe: The Paradox of European Funding – Only 2% of EIC Pathfinder Projects Are Selected, raised questions concerning not only spending efficiency but also the accessibility of European funding opportunities and the European Union’s ability to retain and develop its scientific potential.
The request seeks a documented institutional position, supported by updated data, information on possible administrative initiatives and clarification of potential reforms.
The first question: Up to €4.5 Billion spent on funding applications
The first issue concerns the overall economic cost borne by participants in European research programmes.
According to figures from the Horizon Europe interim evaluation cited by Agenparl, between 2021 and 2024 universities, research centres, companies and other participating organisations incurred estimated costs ranging from €1.92 billion to €2.82 billion in preparing funding applications.
Projections for the entire 2021–2027 programming period indicate total estimated costs ranging from €3.1 billion to €4.5 billion.
These figures do not represent public funding directly diverted from research programmes. Rather, they reflect costs incurred by participating organisations, including staff time dedicated to proposal development, professional expertise and other expenses associated with preparing applications.
This distinction is essential, but it does not eliminate the underlying economic concern.
Every working day devoted to preparing a funding proposal represents a resource that cannot simultaneously be allocated to experimentation, technological development or scientific research.
This prompted Camilloni’s first question to the European Commission:
Does the European Commission consider it economically sustainable to maintain a funding system in which billions of euros are spent merely competing for access to research grants, without any guarantee of success?
The request goes beyond a general assessment.
Brussels has been asked to identify concrete measures, measurable objectives and implementation deadlines aimed at reducing administrative and financial burdens, ensuring that preparing applications does not absorb resources disproportionately in relation to the scientific objectives of the programmes.
EIC Pathfinder ppen 2026: 2,103 applications and only 43 projects selected
The second question concerns the results of the EIC Pathfinder Open 2026 call, a funding instrument designed to support research into radically innovative technologies.
Data published by the European Innovation Council reveal particularly intense competition: 2,103 proposals submitted, total funding requests exceeding €8.2 billion, and only 43 projects selected, as announced on 14 October 2026.
| EIC Pathfinder Open 2026 | Results |
|---|---|
| Applications submitted | 2,103 |
| Projects selected | 43 |
| Projects not selected | 2,060 |
| Selection rate | 2.04% |
Figures based on the EIC Pathfinder Open 2026 results. Selection does not necessarily constitute the final disbursement of funding.
The approximately 2.04% success rate raises questions about the relationship between demand for funding, available financial resources and the European Union’s objectives concerning competitiveness and technological sovereignty.
In his request for clarification, Camilloni asks:
Does the European Commission consider such an exceptionally low selection rate consistent with the European Union’s strategic objectives of strengthening competitiveness, technological sovereignty and breakthrough innovation?
Another significant issue concerns proposals assessed as scientifically sound but excluded because of budgetary constraints.
Not every rejected project can automatically be considered scientifically excellent, nor does every unfunded proposal necessarily represent a lost innovation.
Nevertheless, when demand for funding substantially exceeds available resources, it becomes important to determine how many projects have met the required quality thresholds without receiving financial support.
Agenparl has therefore asked the Commission to clarify whether assessments of this phenomenon exist and whether increases in funding allocations or modifications to selection procedures are being considered.
The third question: Is Europe at risk of discouraging its own researchers?
The third issue concerns a potentially more profound consequence that could emerge over the medium and long term: the gradual withdrawal of participants from European research programmes.
Submitting an application to a competitive funding call requires time, qualified personnel, organisational capabilities and financial resources.
Universities and major research centres can often rely on specialised administrative structures.
For startups, innovative small and medium-sized enterprises, young researchers and smaller organisations, however, repeatedly bearing these costs may prove particularly demanding.
The possibility that this situation could generate inequalities in access to funding is one of the initiative’s central concerns.
According to the issue raised by Agenparl, the risk is that the ability to manage numerous competitive application procedures could become a structural advantage for financially stronger organisations.
Under such circumstances, the system might discourage organisations with genuine scientific potential but insufficient resources to sustain repeated applications.
The question addressed to the Commission is specific:
Does the European Commission possess statistical data on the number of researchers, companies and research consortia that discontinue their participation in European funding programmes after repeated unsuccessful applications?
This question raises an important methodological issue.
Measuring the success of a funding programme exclusively by the number of projects supported may not be sufficient to understand its effects on the wider research ecosystem.
It would also be useful to establish how many organisations stop submitting applications, the reasons behind their decisions and whether funding becomes increasingly concentrated among institutions already possessing greater administrative capacity.
At present, Agenparl’s request specifically seeks information on these issues without assuming that a widespread withdrawal phenomenon has already been demonstrated.
Possible reforms: Two-stage selection, preliminary funding and new evaluation criteria
The formal request does not merely highlight critical issues.
The Editor-in-Chief of Agenparl asks the Commission whether measures are being considered to make funding procedures more accessible and proportionate.
Among the proposals brought to the attention of European institutions is the wider adoption of two-stage application procedures, involving an initial selection based on concise proposals and a subsequent request for complete documentation only from shortlisted projects.
A second possible intervention concerns preliminary funding for proof-of-concept development, enabling the feasibility of scientific and technological ideas to be tested before committing more substantial investments.
A third element involves experimenting with alternative selection mechanisms among proposals that have already met rigorous standards of scientific excellence.
Such instruments would require specific assessments, particularly in view of the different characteristics of fundamental research, applied research and industrial innovation.
The objective would not be to eliminate controls but to determine whether the administrative burden of applications could be reduced without compromising the integrity of evaluations or the protection of public resources.
The request for institutional transparency
In his communication addressed to the Press Office of the European Commission Representation in Italy, Camilloni emphasises the need for documented answers.
More specifically, he requests an official position supported, where possible, by updated statistics, references to relevant institutional documentation and information on any legislative or administrative initiatives currently under consideration.
The stated objective is to enable further journalistic investigation in which the European Commission’s position can be represented accurately, comprehensively and fairly.
The initiative therefore forms part of a journalistic verification process intended to complement data analysis and the examination of identified challenges with the perspective of the institutions responsible for the programmes.
The purpose is not to suggest that competition in funding calls is inherently problematic. Selection is an essential mechanism for allocating limited public resources to proposals considered worthy of support.
The question is whether the relationship between the overall costs of competition, the effectiveness of evaluation criteria and the number of projects that can be funded is sufficiently balanced.
The future of Horizon Europe and European Union competitiveness
The European Union considers research and innovation fundamental to strengthening its industrial capacity, supporting the development of new technologies and addressing international economic and scientific transformations.
However, competitiveness does not depend exclusively on the amount of funding allocated.
It also depends on the efficiency of the procedures through which resources are distributed, the quality of the projects selected and the opportunities available for new participants to access funding.
A system requiring particularly substantial investments in application preparation should therefore be assessed not only on the basis of the resources awarded but also by considering the costs incurred by the entire pool of applicants.
Similarly, a programme with a success rate close to 2% raises the need to better understand how unfunded proposals are evaluated and what consequences such intense competition may have on future participation.
These are the fundamental issues underlying Agenparl’s three questions.
The central issue is not merely how much research funding Europe can mobilise, but how much scientific and technological potential it can effectively transform into innovation.
Agenparl awaits the European Commission’s official position
Through its request to the European Commission Representation in Italy, Agenparl aims to contribute to a public debate grounded in verifiable data, administrative transparency and institutional accountability.
The three questions concern distinct but closely interconnected issues: the economic sustainability of applications, the selectivity of funding programmes and the potential progressive exclusion of participants unable to bear the costs of competition.
The Commission’s responses may help clarify whether European institutions consider the existing instruments adequate and what corrective measures may be under consideration.
The request for clarification does not challenge the principles of scientific evaluation. Rather, it calls for greater transparency regarding the overall efficiency of the European research funding system.
Europe’s competitiveness cannot be measured solely by the volume of public resources allocated. It must also be assessed in terms of its ability to make those resources accessible, select projects effectively and transform investments into scientific, technological and economic results.
Agenparl will report on any official response received from the European Commission, in the interest of promoting an informed and evidence-based public debate on the future of research and innovation across the European Union.
Previous Agenparl investigations
30 October 2026 – Horizon Europe: The Paradox of European Innovation – Up to €4.5 Billion Spent on Applying for Research Funding – Editorial
30 October 2026 – Horizon Europe: The Paradox of European Funding – Only 2% of EIC Pathfinder Projects Are Selected. Innovation Risks Losing Its Key Players
Institutional sources: European Innovation Council, communications dated 20 May and 14 October 2026 concerning EIC Pathfinder Open 2026 results.

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