#Finsubito news – I referendum americani sull’aborto, l’intreccio di Trump, profitti e salari, i tagli alla sanità, Dio ride


I referendum americani sull’aborto, l’intreccio di Trump, profitti e salari, i tagli alla sanità, Dio ride

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Rassegna americana

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Rassegna economica

Il patto sociale che viene meno

E no, l’Italia non è una variante dell’Unione sovietica nel ventunesimo secolo. Semmai è una versione larvata, omeopatica, di un fenomeno visibile ovunque nel socialismo reale durante gli anni del crollo. C’è un’atmosfera e un accumulo di comportamenti, non è una dinamica misurabile nell’economia. Ciò che venne meno allora nel blocco sovietico fu il patto sociale fra chi lavorava e chi dirigeva le fabbriche; ad esso si sostituì un accordo non scritto in cui ciascuno cercava di preservare se stesso. Non il sistema, nel tempo: giusto se stesso, fino a domattina. L’immobilismo e l’assenza di riforme avevano portato tutti a quel punto. E in questo persino un’esperienza remota e diversa in tutto rispetto all’Italia del 2026 contiene un granello di attualità su cui potremmo riflettere. Vediamo. 

Capitale vs lavoro

Perché stiamo tutti facendo una fatica tremenda a capitalizzare sui progressi degli ultimi anni. Guardate cosa dicono le tavole dell’Istat, l’istituto statistico. Siamo passati da 16,7 milioni di addetti delle imprese nel 2018 a 18,3 nel 2024: un aumento di circa un milione e mezzo di lavoratori dipendenti che spiega praticamente per intero – più che per intero, perché in altri settori l’occupazione è scesa – l’aumento degli occupati in Italia da 23 milioni nel 2026 a 24,3 milioni due mesi fa.
Sempre nel periodo 2018-2024 il valore aggiunto delle imprese espresso in euro è salito di ben il 23,1%, da 806 a 1.100 miliardi (ricordo che il valore aggiunto è la differenza fra il prezzo finale a cui un’impresa riesce a vendere il suo prodotto e il costo dei beni e dei servizi che deve comprare per generare quel prodotto). In sostanza questo valore è cresciuto più dell’inflazione, salita del 17%: negli ultimi sei anni misurati, le imprese italiane sono riuscite a crescere in modo sostanziale.

Chi vince e chi no

Riavvolgiamo il nastro, sempre tenendoci stretti alle tavole di dati che l’Istat produce sui conti economici delle imprese. Guardiamo più in dettaglio a quello che è successo fra il 2018 e il 2024, sapendo bene che nulla indica un’inversione di tendenza negli ultimi due anni.

La febbre dei certificati

Proviamo però ora a ribaltare la prospettiva, dando un’occhiata al comportamento dei lavoratori. Più precisamente, di alcuni lavoratori. Perché oggi abbiamo più dipendenti che si ammalano e si mettono in malattia – correttamente pagati anche nei giorni di assenza – di quanti ce ne fossero durante la pandemia. E abbiamo più certificati di malattia dei medici che vengono presentati agli uffici risorse umane delle aziende che ai tempi del Covid.
Anche qui l’unica possibilità è tenersi stretti ai dati, in questo caso dell’Inps. Per un confronto omogeneo e recente, guardo ai valori del quarto trimestre dell’anno scorso in confronto allo stesso periodo degli anni prima.
Il numero di lavoratori beneficiari di permessi-malattia è salito di oltre il 40% rispetto a prima della pandemia ma, appunto, è superiore anche rispetto ai tempi pandemici.
Queste persone erano:

Il fenomeno in Europa

Questa realtà va studiata e capita molto meglio di come io sia riuscito a fare fin qui. Non è un fenomeno solo italiano. È molto visibile in Germania e in genere in Europa occidentale.

L’arretratezza «indivisibile»

Però è anche un fenomeno del mondo del lavoro italiano. Sono scelte di persone in Italia relative a imprese in Italia, compiute nel contesto sociale e psicologico del Paese. E qui nessuno ha ragione. Non avrebbero ragione i datori di lavoro nel lasciare che si eroda il potere d’acquisto dei dipendenti, sostenendo che troppi fra i più tutelati ne approfittano per assentarsi grazie a certificati medici falsi (e sì, ho sentito questi argomenti). E non avrebbero ragione i lavoratori che si assentano in modo indebito, sostenendo che faticano anche troppo per imprese che pagano sempre di meno in proporzione al costo della vita. “Non lavori e io ti pago poco” è una logica tanto perdente quanto “Mi paghi poco e io non lavoro”.

Frammenti

La Cinebussola




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